Fungo e perdono

“Fungo e perdono”: scritta nera sulla paiizzata che costeggia a destra il binario di arrivo a Firenze Santa Maria Novella per chi venga da Bologna, subito prima dell’ingresso in stazione. Fungo allucinogeno o fungo atomico? Di che perdono abbiamo bisogno?

21 Commenti

  1. Clodine ha scritto:

    Secondo me il perdono non cancella il male fatto, o ricevuto, per cui, lungi dall’essere “dimenticanza” , sospinge invece ad un dippiù: ad analizzare, cioè, la reltà del fatto che ci ha indotti a chiedere o accogliere il perdono, guardandola in faccia, senza sminuire il male ricevuto o fatto. Solo in questo modo il perdono assume consistenza e fortifica un’anima, migliorandola, perfezionandola! Io credo che chiedere perdono vuol dire innanzi tutto prendere coscienza e discernere ciò che è male da ciò che è bene. Senza questa analisi si perde il senso della memoria e si resta “indifferenti” al male fatto/ricevuto: non c’è crescita, si ri-cadere nell’errore. Credo che il perdono è un atto di volontà e di lucidità, quindi di libertà, come Dio, in libertà, accoglie noi peccatori, nonostante le nostre schifezze!

    Meditando, a rafforzare il mio pensiero, c’è il famoso passo di Matteo: “ Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? Fino a sette volte?E Gesù A lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.”

    Però…però..

    Di seguito troviamo la parabola del servitore spietato che chiedendo pietà al suo padrone, perché non poteva pagare il suo debito, ottenne misericordia tanto che gli fu rimesso il debito. Ma cosa fece dopo? Trovò uno che gli doveva cento danari, l’afferrò e strangolandolo pretendeva che gli fosse ppagato il dovuto!
    Non fare memoria vuol dire dimenticare chi siamo, e quindi siamo destinati a ricadere in errori peggiori, che gridano vendetta al cospetto di Dio!

    16 Aprile, 2011
  2. Clodine ha scritto:

    Più che del perdono, abbiamo tutti bisogno di essere guariti, dalla lebbra dell’anima!

    16 Aprile, 2011
  3. antonella lignani ha scritto:

    Caro Luigi, più viaggi più ti interroghi, come è giusto. Penso che alla fine raccoglierai tutte le scritte che ti colpiscono e i commenti relativi in un libro. Su “fungo e perdono” non so cosa dire.

    16 Aprile, 2011
  4. Luigi Accattoli ha scritto:

    Rientravo da Padova, avendo parlato ieri sera a un’assemblea parrocchiale [dei Santi Pietro e Paolo] a Camposampiero, su Chiesa e mondo oggi: dialogo o alternativa? Ero ospite dell’arciprete Pietro Fietta ed è venuto a prendermi e a riportarmi alla stazione di Padova Dino Scantamburlo che fu parlamenmtare della Margherita ed è ora consigliere provinciale del Pd a Padova. Era la prima volta che ci incontravamo ma sembravamo cresciuti insieme.

    16 Aprile, 2011
  5. Luigi Accattoli ha scritto:

    Proprio oggi parte a Padova la mostra del Guariento [Guariento e la Padova Carrarese, 16 aprile-31 luglio]. I suoi angeli occhieggiavano dalle fiancate dei tram e muovevano tutta la città. Che guaio sfiorare quella mostra senza vederla. Gli ho dato appuntamento al primo ritorno in Veneto.

    16 Aprile, 2011
  6. nico ha scritto:

    So di essermi persa qualcosa di bello ieri sera… peccato
    🙁

    Per la scritta, azzardo un’ipotesi magari un po’ stiracchiata:
    “fungo” come declinazione del verbo fungere, quindi “servo a”, “faccio funzione di”, e perdono chi mi vede solo in questa prospettiva.

    16 Aprile, 2011
  7. Leonardo ha scritto:

    Luigi, oltre che di scritte non è che vorresti fare collezione di cognomi? A me dell’Italia una delle cose che piace di più è l’infinito numero dei cognomi. Non esiste agglomerato di sillabe, per quanto bizzarro, che possa essere un cognome portato da qualcuno, in un punto o l’altro dello Stivale. Quanto mi piacerebbe chiamarmi Scantamburlo! (ma anche Cucentrentoli, o Cincirimpini, tanto per dire).

    16 Aprile, 2011
  8. Gioab ha scritto:

    Di che perdono abbiamo bisogno ? ” – forse la spiegazione la trovi qui !

    h**p://www.libero-news.it/news/716871/Giorno_a_dir_messa__notte_nei_club_gay__la_doppia_vita_dei_preti_in_Vaticano.html

    Sembra una barzelletta sconcia. Invece è routine 🙁

    16 Aprile, 2011
  9. Gioab ha scritto:

    “Di che perdono abbiamo bisogno ? ” – forse la spiegazione la trovi qui !

    ma anche qui : ” http://2.andreatornielli.it/?p=1349

    Sembra una barzelletta sconcia. Invece è routine 🙁

    “Non c’è pace”, ha detto Geova, “per i malvagi”. (Isaia 48.22)

    16 Aprile, 2011
  10. Ubi humilitas ha scritto:

    Questi post che stimolano “proiezioni” mi dilettano un sacco!
    Clodine “proietta” un forzato senso d introspezione, e una certa insicurezza.
    Lignani conferma il trend, “proietta” senso d’analisi e catalogazione.
    Nico, anch’essa conferma il trend, persona molto logica, basata, enorme senso di responsabilità.
    Leonardo “proietta” un certo senso di evasione.
    Un altro pure assolutamente conferma il suo trend, “proietta” …omissis…
    Si, solo quelle…

    16 Aprile, 2011
  11. nico ha scritto:

    Ciascuno di noi proietta se stesso, qui.
    La frequentazione del pianerottolo svela un sacco di cose, degli altri e di noi stessi (se facciamo la fatica di rileggerci).

    16 Aprile, 2011
  12. Clodine ha scritto:

    UBI ..io sarei insicura!? Di cosa scusa….no, direi il contrario, sono realista , fin troppo ed ho ben chiaro il concetto di perdono, sta tranquillo, ci mancherebbe!

    16 Aprile, 2011
  13. fiorenza ha scritto:

    E così, Luigi, hai lasciato Padova e gli angeli del Guariento. L’oscura scritta fiorentina è la giusta punizione.

    16 Aprile, 2011
  14. fiorenza ha scritto:

    In un suo “sogno” (profetico?) Kurosawa vedeva il dilatarsi inarrestabile di un immenso “fungo” o nube o nebbia di vapori radioattivi dopo l’esplosione di una centrale nucleare. “Io non li perdono”, grida la donna giunta in fuga, in preda al terrore, con i suoi due bambini sulla riva dell’oceano. “Non li perdono”, grida, pensando ai responsabili della costruzione.

    16 Aprile, 2011
  15. fiorenza ha scritto:

    Nico, a volte l’ho fatta, la fatica di rileggermi.Non mi sono mai riconosciuta.

    16 Aprile, 2011
  16. fiorenza ha scritto:

    Leonardo, secondo me non ti potresti mai chiamare Scantamburlo, e nemmeno Cucentrentoli o Cincirimpini: sembrano cognomi bellissimi, sì, ma in realtà sono nomi di gnomi. Apri un libro di fiabe o entri in una radura e senti questi gnomi che si chiamano con voci potenti: “Scantamburlo!”…

    16 Aprile, 2011
  17. marta09 ha scritto:

    A me pare una frase tipicamente pasquale … La frase di Gesù dalla croce.
    In effetti “fungo” può anche significare “muoio”
    Il che darebbe senso alla frase scritta sul muro …

    17 Aprile, 2011
  18. fiorenza ha scritto:

    Scusate se torno sull’uccisione di Vittorio Arrigoni. Ho cercato di pensarci un po’ meno ma non ci sono riuscita. Non riesco a togliermi dalla mente il suo volto. Il suo volto di “prima” in cui leggevi sensibilità, generosità, serietà, e la maschera inebetita, insanguinata e bendata a cui lo hanno ridotto e che hanno mostrato al mondo. Perdonatemi ma io non so so se riuscirò a perdonarli.
    Oggi ho visto questa intervista inedita: il montaggio, quando lui è stato ucciso era ancora -e così ormai resterà- incompiuto. Mi ha fatto piangere ma, se di queste cose “non piangi, di che pianger suoli?”
    http://www.youtube.com/watch?v=Sm8-SRm6BCA&feature=player_embedded#at=160

    17 Aprile, 2011

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