Dopo la morte infinitamente di più

Sul Corsera dell’altro ieri Armando Torno colloquia con Emanuele Severino che riconduce la propria ricerca a questa sentenza di Eraclito: “Sono attesi gli uomini, quando sian morti, da cose che essi non sperano nè suppongono“. Sentenza che commenta così: “Da cose che sono infinitamente ‘di più’ di ciò che essi desiderano, suppongono, sperano di ottenere. Infinitamente ‘di più’ di ciò verso cui vuole condurre la stessa speranza cristiana, e dunque ‘di più’ di ogni immortalità e di ogni ‘resurrezione della carne’ che a speranze di questo genere sono connesse. Siamo destinati a qualcosa che è infinitamente ‘di più’ di tutto quanto il più insaziabile dei desideri può volere”. So che Severino da tempo non si riconosce nel dogma cristiano ma io cristianamente gioisco delle sue parole.

125 Commenti

  1. Syriacus ha scritto:

    Ricordo sempre la prof di tedesco al liceo, che così ci ‘spiegava’ (non ricordo il contesto) il Paradiso cristiano . Più o meno: “Noi crediamo che, dopo la morte, ci attenderà una felicità, una gioia, che neanche ci possiamo immaginare…” (e lei che compiva evoluzioni con le braccia, per rafforzare il senso della frase.)

    Quell’assertivo “neanche ci possimo immaginare!”, mi è periodicamente tornato alla mente, negli anni successivi. Semplice e fulminante.

    20 Giugno, 2008
  2. Syriacus ha scritto:

    Aggiungo che, lungo quasi tutta la mia vita, il mio personale concetto di ‘infinitamente di più’, è stato più che altro il desiderio di conoscere, un giorno, infinitamente di più di ciò che un uomo può arrivare a ‘conoscere’ dopo una lunga vita su questa terra. Non un disilluso mondano Dr. Faust, ma infinitamente di più. Bella l’idea di un ‘patto con Dio’ , che ti conduce infine all’Infinito (..di cui qualche pegno ci è dato già qui, se lo vogliamo.) Qualcosa di analogo al “Liber scriptus proferetur, in quo totum continetur” del ‘Dies irae’, ma assolutamente ben al di là del mero smascheramento universale delle azioni dei singoli. Un disvelamento generale del tutto, invece, una perfetta intelleggibilità… del mare lungo il quale il bambino di cui parla Agostino gioca -appunto- ‘a fare il mare’ in scala -ahimè- infinitamente, inesorabilmente ridotta ..(vedi la conchiglia nello stemma ratzingeriano).

    20 Giugno, 2008
  3. ezio ha scritto:

    Sicuramente ci attendono cose infinitamente più grandi di quello che possiamo immaginare, però – forse – anche cose infinitamente più semplici e più piccole.
    Non so se ricordate la scena finale (o giù di lì) di “Una gita scolastica” di Pupi Avati, dove la signora anziana che si è sentita male in banca all’inizio del film rivede i suoi compagni di liceo (quelli della gita che è stata raccontata in tutto il film), morti prima di lei, che le vanno incontro emergendo da una nebbiolina, e tutti hanno esattamente l’età del liceo…
    Saranno melensaggini? Boh!!
    Però la gioia di rivedere i propri cari una volta giunti “dall’altra parte” sarà – anch’essa – infinitamente più grande di quello che possiamo immaginare e di quelle che abbiamo provato qui!!

    20 Giugno, 2008
  4. Leonardo ha scritto:

    No Ezio, non sono affatto melensaggini. Dante, Paradiso, xiv, 61 ss.
    «Tanto mi parver subiti e accorti
    e l’uno e l’altro coro a dicer “Amme!”,
    che ben mostrar disio d’i corpi morti:
    forse non pur per lor, ma per le mamme,
    per li padri e per li altri che fuor cari
    anzi che fosser sempiterne fiamme».

    Piuttosto, la frase di Severino implica un problema che Leopardi, da par suo, ha additato mirabilmente, in quello che a me pare il più forte e motivato attacco ‘moderno’ al cristianesimo. «La promessa di una felicità grandissima e somma e intiera bensì, ma: 1. che l’uomo non può comprendere né immaginare né pur concepire o congetturare in niun modo di che natura sia, nemmen per approssimazione; 2. ch’egli sa bene di non poter mai né concepire né immaginare né averne veruna idea finché gli durerà questa vita; 3. ch’egli sa espressamente esser di natura affatto diversa ed aliena da quella che in questo mondo ei desidera […] una tal promessa, dico, e una tal aspettativa è ben poco atta a consolare in questa vita l’infelice e lo sfortunato […]. La felicità che l’uomo naturalmente desidera è una felicità temporale, una felicità materiale […] (cfr. Zibaldone, 3497 ss.)
    Severino, che è un fine leopardista, ovviamente lo sa, ma sembra voler andare oltre la speranza cristiana, verso un ancor più inimmaginabile che – gli obietta Leopardi – in fin dei conti non interessa nessuno. Non è qui il più grande problema del cristianesimo nei tempi moderni, da quando cioè è prevalsa la convinzione che il fine a cui temdiamo non è la contemplazione (come pensavano Platone e Aristotele), ma il piacere?

    20 Giugno, 2008
  5. il moralista ha scritto:

    eppure una mezza idea di quel che sarà (ed è già, a cercarlo nascosto nel campo,a nche quella della nostra vita ) Qualcuno ce l’ha data… forse questo si potrebbe aggiungere allo slancio di Severino.

    20 Giugno, 2008
  6. ignigo74 ha scritto:

    ci sono nella sabbia dei nostri giorni delle pepite d’oro, delle pagliuzze di quella Luce che va oltre ogni luce ed è più di ogni gioia – pur restando gioia.
    Gli amici, gli amori, le passioni, le speranze, le gioie, i sapori veri, la bellezza: pallidi riflessi (ma quanto ci confortano quaggiù…!) di quello che sarà. I cristiani sperano per tutti ( in modo particolare i cattolici).
    Il vangelo di oggi (rito ambrosiano): là dove è il tuo cuore lì è anche il tuo tesoro.
    La gioia e la grazia di avere un Signore che parla così.

    20 Giugno, 2008
  7. Davidino ha scritto:

    “eppure una mezza idea di quel che sarà (ed è già, a cercarlo nascosto nel campo,a nche quella della nostra vita ) Qualcuno ce l’ha data… forse questo si potrebbe aggiungere allo slancio di Severino. ”

    Proprio in virtù di questo la nostra speranza è razionale, perché non c’è nessuno che possa parlarcene che non provenga da quel mondo. E Qualcuno invece è venuto.
    La speranza di Severino invece è irrazionale, non poggia su nulla di davvero razionale, un pensiero laico che altro non è che frutto delle sue proprie elucubrazioni e legittime ma infondate fantasie.

    20 Giugno, 2008
  8. il moralista ha scritto:

    e vabbè, davidino, però io non volevo stroncare lo slancio “poetico” (nel senso più profondo), dell’ostico filosofo…

    20 Giugno, 2008
  9. ignigo74 ha scritto:

    caro Davidino,
    è ammirevole la tua tenacia.
    Ma permetti un consiglio davvero fraterno: non è meglio cercare di guardare il mondo con gli occhi della fede e la fede con gli occhi del mondo?
    Se non ho capito male sei un seminarista: domani, quando e se sarà, sarai mandato a tutti, a tutti, non solo ai cattolici apostolici romani.
    Se dai dell’irrazionale a Severino, cosa dici della Defilippi?
    E poi, sei proprio sicuro che l’amore sia del tutto razionale?
    La fede è anche razionale, ma non solo.
    Un abbraccio.

    20 Giugno, 2008
  10. LuigiM ha scritto:

    “Proprio in virtù di questo la nostra speranza è razionale, perché non c’è nessuno che possa parlarcene che non provenga da quel mondo. E Qualcuno invece è venuto.”

    Concordo in pieno con Davidino.

    L’Annuncio da portare “a tutti, non solo ai cattolici apostolici romani”, non può non essere razionalmente fondato, dato che è la ratio che accomuna gli uomini (anche la Defilippi, gentile Ignigo), a prescindere da cultura, fede o credo religioso.

    “Parati semper ad defensionem omni poscenti vos rationem de ea, quae in vobis est, spe” (1 Petr. 3, 15).

    Non capisco invece cosa intende Ignigo suggerendo di “guardare la fede con gli occhi del mondo”…

    20 Giugno, 2008
  11. ignigo74 ha scritto:

    ah non capisci? saper leggere i segni dei tempi ti è espressione nota?

    20 Giugno, 2008
  12. il moralista ha scritto:

    sono anni che, in questo mondo qui, tento di spiegarmi e spiegare “razionalmente” (vediamo se abbocca qualcuno…) perché crediamo in un Dio che “spreca” suo Figlio per lasciarlo campare in mezzo a noi, in un Figlio di Dio che si lascia umiliare e crocifiggere (per l’Esito che sappiamo) invece di abbattere tutti a colpi di fulmini e… oh… non mi riesce! Sarà colpa mia…

    La “ragionevolezza” (e non la razionalità) della nostra Speranza mi pare legata molto alla nostra disponibilità alla conversione (che è la migliore campagna di comunicazione sul Vangelo che si possa organizzare).

    Se chi ci vede ci trova “convertiti” nelle nostre scelte quotidiane e, per questo, capaci di amare, può arrivare ad accettare ragionevolmente che non abbiamo sbagliato a credere nel Dio di Gesù Cristo.

    Io, che ho studiato solo Economia, l’ho “imparata” così… attendo più competenti distinguo…

    20 Giugno, 2008
  13. LuigiM ha scritto:

    “guardare la fede con gli occhi del mondo” equivale a “saper leggere i segni dei tempi”?

    20 Giugno, 2008
  14. Davidino ha scritto:

    Moralista, non intendevo semplicemente “stroncare” Severino e non credo sia così facile, ma sollevare critiche sulla fallacia di discorsi e tesi verso le quali non bisogna necessariamente mostrare timore reverenziale (e nemmeno verso i loro autori) questo si.
    Inoltre ho usato un linguaggio che è comunemente usato nei saggi e nei testi di filosofia come strumento dialettico “normale”, non c’è poi da stupirsi tanto. Chi fa delle affermazioni che sembrano chissà che (se torniamo addirittura a Parmenide…), sicuramente sa di esporsi anche a critiche che non necessarimente devono contenere della compiacenza nascosta. ;.-)

    Ignigo, sono contento dei toni pacati con i quali finalmente possiamo rapportarci.
    Dare dell’irrazionale a qualcuno non significa dargli del matto, significa solo mostrargli l’incoerenza logica delle sue affermazioni. Tutto qui.
    Ed in questo caso specifico avrai notato che non utilizzavo argomentazioni strettamente “di fede”, ma un tipo di ragionamento basato sull’affermazione della verità di una certa cosa (in questo caso una testimonianza da un altro mondo) trasmessa attraverso la testimonianza coerente di un gruppo di persone (in questo caso gli apostoli ecc. ec..), la cosiddetta “credenza”, che non ha a che fare direttamente con la fede, ma con l’affidabilità dei testimoni, delle “fonti”. Questo è proprio un criterio filosofico nell’approccio alla verità, non fideistico o confessionale.
    La “testimonianza” di Severino invece è fondamentalmente autoreferenziale, e si basa su una certamente poetica visione della vita. Molto malinconica però. Se gli chiedi come abbia fatto ad arrivare ad un simile convincimento, non ti saprà rispondere, o la risposta ti apparirà irrazionale, ma non certo da matto. Questo sarebbe offensivo.
    E sono rispettabili sempre tutte le persone, non tutte le opinioni.
    E mi dispiace che tu confonda la situazione esistenziale di Severino con la De Filippi.
    Non mi risulta dalla De Filippi nessuna ansia di ricerca della verità, quanto piuttosto dei punti di share a fine spettacolo.
    Una pretesa che invece c’è da parte di Severino, che tra l’altro è stato allievo di Gustavo Bontadini, marcatamente antiellenistico ma radicato nello spirito del tempo moderno.
    Questo te lo dico erché evidentemente pensi che io ragioni da cattolico apostolico romano: certo lo sono fin dentro l’anima, ma so bene come rapportarmi con chiunque (scusami l’arroganza), avendo vissuto per anni nell’ambiente secolarizzato e laico dell’università statale ed avendo lavorato per diversi anni in ambienti lontani dalla fede, non certo in curie o ambienti simili.
    E questo sempre nel rispetto della verità ricercata e della persona che mi trovavo davanti. Ma se mi chiedi di compiacerla per salvare chissà quale dialogo malfondato, questo no!
    Francamente il tuo spirito “ecumenico” è degno di ben altra causa.
    Un abbraccio.

    P.S. Ora come ora mi pento quasi di aver detto che sono un seminarista: questo evidentemente dà un risalto diverso alle mie parole e non mi lascia la libertà di essere compreso in modo “laico” (nel senso cristiano del termine). Se ho fatto questa rivelazione che il mondo non aspettava, è stato solo per rispondere con un mio contributo personale al contributo personale del moralista che ha parlato con me per primo, della sua esperienza matrimoniale.

    Un saluto a tutti.

    20 Giugno, 2008
  15. Davidino ha scritto:

    Ignigo dimenticavo: credo che l’amore sia irrazionale.
    Se fosse razionale, non mi stupirebbe.

    20 Giugno, 2008
  16. Davidino ha scritto:

    “sono anni che, in questo mondo qui, tento di spiegarmi e spiegare “razionalmente” (vediamo se abbocca qualcuno…) perché crediamo in un Dio che “spreca” suo Figlio per lasciarlo campare in mezzo a noi, in un Figlio di Dio che si lascia umiliare e crocifiggere (per l’Esito che sappiamo) invece di abbattere tutti a colpi di fulmini e…”

    Leggiti “IL GRIDO” di Chiara Lubich, ed. Città Nuova.

    20 Giugno, 2008
  17. matteo ha scritto:

    “Siamo destinati a qualcosa che è infinitamente ‘di più’
    di tutto quanto il più insaziabile dei desideri può volere”.

    Quando un pensiero laico
    è anche esso espressione
    della luce Divina……..

    Grazie a quel Dio che si è fatto tutto a tutti
    per salvare tutti

    a differenza di me povero umano
    che chiuso nella mia torre d’avorio,
    mi guarderei bene dal guardare i semi
    della Sua Vita Divina
    in quelli che non fanno parte della mia famiglia

    20 Giugno, 2008
  18. matteo ha scritto:

    @Davidino,
    ciascuno esprime sempre a partire dal contesto in cui è e nel momento storico che vive.
    E comunque, è importante non sentirsi diversi,
    ma nell’unico popolo di Dio, ciascuno con i carismi che potrà esprimere.

    20 Giugno, 2008
  19. ignigo74 ha scritto:

    mah si.
    Sarà.
    Ma quando parla/scrive Davidino vedo sempre il ditino puntatino.
    Scusa Davidino ma se devo decidere cosa leggere alla Lubich preferisco Arbasino, Gadda, O’ Connor.
    O Guardini o Papini.
    Ma la signorina no, grazie.

    20 Giugno, 2008
  20. Davidino ha scritto:

    Matteo scrive:
    “@Davidino,
    ciascuno esprime sempre a partire dal contesto in cui è e nel momento storico che vive.”
    Se ho citato Bontadini era per evidenziare che il contesto di provenienza di Severino non era proprio laico, essendo il Gustavo un metafisico di fede cattolica e suo maestro.
    “E comunque, è importante non sentirsi diversi,”
    E chi si sente diverso?
    Tutto il discorso di prima mirava solo ad una conclusione: fior fiore di cervelli, filosofoni che sono come dei cuochi impegnati in cucina a preparare per noi cervelli comuni, delle prelibatezze frutto della loro tribolata ricerca della verità: noi trepidanti ed affamati li vediamo entrare in sala, sollevano il coperchio del vassoio, e sotto ci presentano un patata lessa.
    In altre parole: la montagna ha partorito un topolino.
    Eh, sì, il tempo per Severino e tutti i neo-ellenisti è proprio ciclico: pensi di aver fatto dei passi avanti e poi torni al punto di partenza: Parmenide. Più ragionevole e credibile di Cristo.

    Qualche volta Matteo non ti capisco, non so dove vuoi andare a parare con le tue uscite rassicuranti e politicamente/religiosamente corrette.

    20 Giugno, 2008
  21. matteo ha scritto:

    @Davidino,
    vedo che mi leggi in negativo.
    Peccato !

    20 Giugno, 2008
  22. Davidino ha scritto:

    A Ignigo,
    simpatica la filastrocca, davvero, ma non mi sembra di aver puntato SEMPRE il dito, esagerato!
    Mi sembra banale ed ipocrita invece dire sempre a tutto “bello, giusto, wow, profondo, poetico, è condivisibile!…”
    Certo ho delle opinioni precise, perché bisogna decidere in cosa credere per non finire di credere a tutto.

    “Scusa Davidino ma se devo decidere cosa leggere alla Lubich preferisco Arbasino, Gadda, O’ Connor.”
    Hanno scritto anche loro di Gesù come Chiara? Allora devo leggerli!!
    Ma… mi sa che della Lubich allora non sai nulla.

    20 Giugno, 2008
  23. matteo ha scritto:

    @Ignigo74,
    ho tutta la collana degli scritti spirituali di Chiara,
    che in un momento particolare della mia vita mi è stata di grande conforto,
    ma questo non mi ha mai escluso dal leggermi
    Rimbaud, Nietzsche, Pasolini, Sartre, Trotskij, Focault………
    insieme a De Foucauld, Carretto, H.J.M.Nouwen, ….
    ma non ti posso citare tutta la mia biblioteca,
    E’ vero che le cattive ragazze vanno dappertutto….
    ma ti prego non farmi discriminazioni,
    Tutti con la propria genialità, provano la infinita genialità del Creatore,
    anche se spesso si vorrebbero fare figli e figliastri

    20 Giugno, 2008
  24. mattlar ha scritto:

    PER SIRIACUS, in riferimento al primo post.
    Perdonatemi l’off topic, ma la professoressa di tedesco al liceo di cui parla Syriacus mi ricorda la prof. Anna Marina FIDORA. Potrebbe apparire il classico ago nel pagliaio, ma giacché fino a pochi anni or sono, a Roma, la Fidora era l’unica (quasi) prof. di tedesco, voglio tentare. La Fidora, di cui tanti ancora conservano il ricordo, alla tenera età di 88 anni, si rallegra sempre di incontrare i suoi vecchi alunni e io me ne faccio spesso portavoce. Syriacus, se sei un ex alunno, mettiamoci subito in contatto! Grazie

    20 Giugno, 2008
  25. maioba ha scritto:

    Ignigo…
    Liquidi Chiara Lubich così perchè la conosci o solo perchè ti sta antipatico il movimento?
    Io ho letto poco di lei, ma ci sono delle cose veramente splendide. Veramente.
    Dire che una mistica forse è azzardato… ma siccome io studio un po’ i mistici e la mistica, mi prendo questa libertà… 🙂 ciao a tutti.
    “L’infinitamente di più”, chiunque sia a dirlo (Severino o Ratzinger) esprime la vocazione e l’essenza dell’uomo. Dunque ben venga!

    Ciao Matteo e ancora grazie per il regalo anche se non ci siamo visti!

    20 Giugno, 2008
  26. Davidino ha scritto:

    No Maioba, non esageri: Chiara è una mistica ed una grande mistica!
    Padre Jesús Castellano Cervera, ocd, professore di Teologia della Facoltà Teresianum di Roma, scomparso prematuramente il 15 giugno 2006, aveva definito Chiara Lubich nientemeno che la nuova Santa Caterina da Siena (a ragion veduta, non per simpatia).
    Chiara ha scritto opere di una mistica altissima vivendo una vita di incredibile operosità spesa per i fratelli.

    20 Giugno, 2008
  27. Syriacus ha scritto:

    No, caro Mattlar, non sono un ex alunno de ‘la Fidora’… Infatti sono genovese di nascita e… Bildung. Ti confidero però un particolare interessante, circa la nostra comune frequentazione germanistica sui banchi di liceo (il mio invero è stato uno Scientifico sperimentalmente bilingue anglo-germanico per cinque anni) : molto curiosamente, il tuo ‘nick’ mi ha fin da subito evocato qualcosa di vagamente teutonico… (Magari la sua origine non ha niente a che vedere con il tedesco o la Germania, ma è impressionante come personalmente l’effetto su di me sia quello..) Penso che una possibile spiegazione sia il fatto che “Mattlar” mi ricorda -consciamente o inconsciamente- il nome del notevole germanista Ladislao Mittner (1902 -1975) . Non solo: la simile parola “Mittler” , che in tedesco vuol dire ‘mediatore’ , occorre nel corale luterano “O Mensch, bewein’ dein’ Sünde gross” -che ho personalmente cantato , in Germania (oeku-)luterana, con immensa emozione , alla fine della prima parte della Passione Secondo Matteo di Bach :

    “O Mensch, bewein’ dein’ Sünde gross,
    darum Christus sein’s Vaters Schooss
    äussert und kam auf Erden.
    Von einer Jungfrau rein und zart
    für uns er hier geboren ward,
    er wollt’ der Mittler werden.
    Den Todten er das Leben gab
    und legt’ dabei all’ Krankheit ab,
    bis sich die Zeit herdrange,
    dass er für uns gekopfert würd’,
    trug uns’rer Sünden schwere Bürd’
    wohl an dem Kreuze lange.”

    Quel ‘Mittler’ vuol dire proprio… Mediator (Dei) (così, quel corale mi evoca involontariamente anche l’enciclica pacelliana sulla Liturgia , indirettamente..)

    Infine, come chimico, e che lavora sui materiali, sono stato e sono spesso circondato in laboratorio da strumentazioni per misure e analisi della svizzera Mettler…

    Tre motivi per vedere nelle sette lettere di ‘mattlar’ una profusione (magari del tutto infondata) di germanicità…

    20 Giugno, 2008
  28. Syriacus ha scritto:

    Numero 29 , fine della prima parte, della Matthaeus-Passion, qui diretta dal grandioso Ton Koopman [che lunedì ho ascoltato nella sua altrettanto importante veste di organista -a tre posti dal prete Farinella, fra l’altro..
    Nota: Ad aprile Koopman dirigerà la medesima Passione qui a Genova (non si sa ancora se in teatro in chiesa.) Quest’anno Rilling ha diretto quella secondo Giovanni. Una bella doppietta..] :

    http://www.youtube.com/watch?v=lkkQ4OtEN9s&feature=related

    “O Mensch, bewein’ dein’ Sünde groß”

    “O uomo, piangi il tuo grande peccato, per il quale Cristo ha lasciato suo Padre ed è venuto in terra; da una Vergine pura e dolce è nato per noi, per essere mediatore. Ai morti ha dato la vita e ci ha sanati da tutte le malattie fino al tempo in cui venne sacrificato per noi; portò il grave peso dei nostri peccati proprio sulla croce.”

    Incredibile il silenzio che prende l’uditorio appena giunge, più rapidamente dell’atteso, l’ultima nota..

    (Premesso che la rete non è lo specchio fedele dell’umanità , epperò sì una sua discreta ‘prima approssimazione’ -almeno di quella occidentale- leggete un pò i commenti a questo brano su YouTube, come anche agli innumerevoli altri brani bachiani… Vi si troverà tanto di quell’anelito all’Infinito -Severino o non Severino, infinito più e infinito meno..- di cui nel post di Luigi.)

    20 Giugno, 2008
  29. ignigo74 ha scritto:

    Grazie Syriacus, grazie di cuore.
    Ma Bach apparteneva alla “chiesuola inventata da quell’eretico di Lutero” (come ha detto un magister di ortodossia in questo sito…) pertanto… le anime belle lo contemplano dall’alto.
    Io invece suggerisco agli imperfetti ( Divus Davidino escluso, ovviamente…) di invischiarsi nel fiume travolgente della Matthaeus-Passion.
    Amen.

    21 Giugno, 2008
  30. matteo ha scritto:

    ma dai Ignigo….
    Bach con un’anima così cattolica

    21 Giugno, 2008
  31. matteo ha scritto:

    musicalmente….

    21 Giugno, 2008
  32. Sumpontcura ha scritto:

    Caro Ignigo,
    è difficile contemplare dall’alto le Passioni (e, se è per questo, qualunque BWV); ma l’ammirazione sconfinata e la gratitudine fervida non dovrebbero impedirci il “linguaggio sì sì no no” in materia religiosa. Le confessioni protestanti sono, nei confronti della Chiesa di Cristo, eretiche e scismatiche. Non è un giudizio sulle persone, tanto meno un giudizio su uno o più capolavori dell’arte musicale. Ma così, a me pare, stanno le cose.
    Per tracciare un confronto in sessantaquattresimo, Pirandello e Ungaretti sono stati fascisti; il che non toglie che ci abbiano dato importanti capolavori. Ammiriamo i capolavori e siamone grati ai due scrittori. Ma il fascismo resta fascismo. Mi piace “Allegria di naufragi”, il fascismo no. E’ un insulto alla logica? Se ammiro “Enrico IV” devo accasarmi con Benito Mussolini?

    21 Giugno, 2008
  33. mattlar ha scritto:

    Certamente, dal punto di vista della chiesa cattolica le altre chiese sono eretiche e scismatiche. Ma – ancora dal punto di vista della logica, e forse anche dell’etimologia – la chiesa cattolica, escludendo una gran parte di cristiani, è veramente “cattolica”?

    21 Giugno, 2008
  34. Clodine ha scritto:

    Mi ha sempre lasciata sgomenta il pensiero di come, da un certo momento in avanti, e precisamente dall’evento Cristo in poi, ogni epoca storica abbia avuto quella fioritura straordinaria di geni in ambito artistico-musicale. Agostino non a torto affermava che esiste una capacità di giudizio la quale non si acquisice dall’esterno, attraverso insegnamenti ed esperienze, ma è innata, e va cercata in interiore homine. E proprio Il dover celebrare, cantare , onorare il Signore abbia fatto si che l’anima recuperasse quei modelli perfetti che Dio aveva già posti nell’uomo con la creazione -non a caso lo stesso Leon Battista Alberti recupera la numerologia di Pitagora per le sue opere architettoniche e per tutto ciò che concerne la musica (simbolismo musicale, filosofia ed estetica) tutto quanto era già stato detto dai filosofi pre-cristiani viene rielaborato e purificato, una sorta di catarsi in prospettiva cristiana.

    A volte mi piace pensare , come sosteneva Dionigi Aeropagita, che l’umanità abbia avuto davvero i secoli degli Arcangeli protettori dell’Arte, della Musica e della Cultura: sembra che ad ogni secolo un Arcangelo abbia ispirato i grandi pittori e musicisti fin dai primissimi secoli per esplodere nel rinascimento fino al romanticismo ed oltre…è una teoria ovviamente. Ma, come non credere che ad ispirare le melodie citate da Syriacus, o le opere Mozartiane o le possenti sinfonie Beethoveniane e..quelle di Braams…Verdi Puccini..e poi via via Chopin …e ancora Schubert e ..e..un’infinità di sublime musica….per non contare le opere d’arte: la Sistina di Michelangelo e Leonardo, Raffaello, Caravaggio..Botticelli..ehh..quanti, quanti meravigliosi artisti hanno segnato la storia della chiesa.

    21 Giugno, 2008
  35. Clodine ha scritto:

    Concordo con Sump, che approfitto per salutare con un abbraccio.

    21 Giugno, 2008
  36. Clodine ha scritto:

    Ancora si insiste nel sostenere che i Luterani fanno parte della chiesa cattolica?! Bisogna essere de’ coccio per continuare con questa farsa..eh..

    21 Giugno, 2008
  37. Clodine ha scritto:

    A tal proposito vorrei citare un’osservazione di Agostino che è di una attualità sconcertante, sentite cosa dice :” Noi dobbiamo mantenerci saldi nella religione cristiana e nella comunione con quella chiesa che è la cattolica ed è chiamata la cattolica non solo dai suoi membri, ma anche da tutti i suoi avversari che lo vogliano o no, anche gli eretici e gli scismatici, infatti, quando parlano non con i loro ma con gli estranei, non chiamano cattolico nessuno al di fuori dei cattolici. perché essi possono farsi comprendere solo distinguendola con questo nome con cui essa è chiamata da tutto il mondo”

    Agostino , De vera religione 7,12; PL 34,128

    21 Giugno, 2008
  38. Sumpontcura ha scritto:

    Clodine, un bacione con lo schiocco!

    Mattlar: la Chiesa avrebbe potuto, forse, provare a trattenere gli scismatici con maggiore convinzione. Forse. Parliamone pure. Ma non c’è dubbio, pare a me, che nessuno ha escluso chicchessia: gli esclusi si sono autoesclusi, hanno fatto danni a profusione e ciò nonostante saranno sempre i benvenuti, quando si saranno resi conto che le ghiande contese ai porci non sono una gran dieta.
    Per l’ultimo pezzo di strada, ed anche per il penultimo, il dialogo ecumenico ci permetterà di aiutarli. Ma che le ghiande sono ghiande dovranno, credo, capirlo da soli. Chi ama schierarsi dalla parte sbagliata sull’aborto, sulla procreazione assistita, sul concetto di famiglia, fino al matrimonio fra due preti omosessuali celebrato in chiesa, beh, un pezzettino di strada dovrà farlo, credo: sono ghiande o no? e quelli là, che vanno grufolando, sono porci o no? Fratelli di tutte le “confessioni”, svegliatevi! Non avete da perdere che i frutti della quercia.

    21 Giugno, 2008
  39. Davidino ha scritto:

    Caro Ignigo,
    ed io evito di infilarmi nel fiume viscoso delle tue provocazioni “ad personam”.
    Non cambi proprio mai!

    21 Giugno, 2008
  40. Clodine ha scritto:

    Davidino non prendertela, Ignigo è così, è un caro ragazzo, ferrato musicalmente e culturalmente ma…è spinoso come un riccio gallipolino…non farci caso…
    Purtroppo gli uomini sono animali molto strani: un miscuglio del nervosismo del cavallo, della testardaggine di un mulo e della malizia di un cammello diceva un certo Thomas Henry Huxley….

    21 Giugno, 2008
  41. mattlar ha scritto:

    Cara Clodine, non mi sembra di aver affermato che i luterani facciano parte della chiesa cattolica. Ma vorrei ripetere che, finché l’etimologia della parola “cattolico” sarà legata al suo significato di “universale”, la chiesa di Cristo che non comprenda tutti i cristiani, difficilmente sarà sostanzialmente cattolica. Non vi è dubbio, d’altra parte che formalmente la chiesa cattolica sia quella cui fa riferimento Agostino, anche se la sua mi sembra un’affermazione attuale ma non così sconcertante.

    21 Giugno, 2008
  42. mattlar ha scritto:

    Sumponctura, diciamo che di ghiande ce ne sono un po’ per tutti e chi è senza ghiande scagli la prima pietra. Se non condividi, potremmo chiedere il parere del cardinale Paupard, fresco fresco della celebrazione di un bel matrimonio…

    21 Giugno, 2008
  43. Clodine ha scritto:

    E’ talmente vero ciò che dice Sump nel post che oserei aggiungere un’altra piccola chiosa: molte chiese evangeliche hanno rinunciato all’attributo di “cattoliche” con irritazione, e angoscia, rifiutandolo con stizza!
    Nella stessa confessione tradizionale di fede si è sostituito “chiesa cattolica” con “chiesa universale”, proprio per evitare confusioni e malintesi.

    Le chiese separate sentono ancora oggi come grave offesa l’essere tacciati di cattolici OK? O anche solo di tendenze “cattolicizzanti”. Questo non è l’ultimo motivo per cui nel “movimento ecumenico” e nel “consiglio ecumenico delle chiese” al concetto più ampio, e denso, di “cattolico” è stato preferito il concetto più ristretto, più geograficamente determinato, di “ecumenico”.

    Ritengo che gli sforzi da parte della chiesa ci sono state, continuano ad esserci ma come vedi Mattlar , non si può stare in paradiso a dispetto dei santi !

    21 Giugno, 2008
  44. Davidino ha scritto:

    A si? Ignigo è pugliese? Ma non era di quel di Milano, visti i suoi frequenti riferimenti ambrosiani?
    Cara Clodine, spero un giorno di diventare buona e paziente come te! 🙂

    21 Giugno, 2008
  45. ignigo74 ha scritto:

    Sono un riccio gallipolino in sintonia con mattlar.
    Tra l’altro è interessante constatare come nelle parrocchie – dove pur si battezza nel nome si santa madre Chiesa cattolica apostolica romana – tutti questi campioni di ortodossia non si vedano mentre invece pullulano sul web. Adesso e vai con la scia dellìè per questo che le parrocchie saranno allo sfascio ma saranno allo sfascio le vostre quelle che vedo io no. Forse – rispondo a Sumpontcura – c’è anche un modo di vivere la fedeltà senza dirlo. Che poi è il modo suggerito dalla lettera di Giacomo: ti mostro la mia fede con le opere e non viceversa. Ti mostro la mia fede essendo cattolico – come dice mattlar – più che proclamandolo ai quattro venti. E’ lo snodo sottolineato anche dal cardinale Tettamanzi al Convegno di Verona, quando, ripendendo una pagina del breviario, disse: “E’ meglio essere cristiani senza dirlo ad alta voce ma operando praticamente la vera carità, piuttosto che dire di ammirare Cristo senza fare i cristiani”. Quella personcina fine di Giuliano Ferrara, un pochino egocentrico, se la prese e sul Foglio uscì qualche giorno dopo una paginata di insulti nei confronti del cardinale di Milano.
    Complimenti a Ferrara (che da quel giorno a perso un lettore, io, e altri).
    Io sto con il mio arcivescovo; che scrive ai separati e preferisce fare il cristiano piuttosto che dirlo.

    Clodine, sul serio: se uno lavora e vive – non è il mio caso – per l’ecumenismo intelligente, la tua frase “sostenere che i luterani sono cattolici è una farsa” è ben pesante, ma pesante pesante. Sono certo che è uno scivolone da tastiera internet, e che non la pensi proprio così.

    21 Giugno, 2008
  46. ignigo74 ha scritto:

    Mai stato in Puglia, e sono nato vicino a Portofino.
    E Ambrosiano fin dall’aurora dei miei dì.

    21 Giugno, 2008
  47. Sumpontcura ha scritto:

    Caro Mattlar,
    1. se ne fai una questione rigorosamente etimologica, certo, non puoi aver torto. D’altronde, le parole “ortodosso” ed “evangelico” non sono da meno, in fatto di presunzione.
    Se però andiamo al di là dell’etimologia, “cattolico” vuol dire universale solo tendenzialmente; se non fosse così, metteremmo in dubbio l’esistenza stessa del libero arbitrio. Lo stesso Sangue preziosissimo di Cristo, della nuova ed eterna alleanza, “pro vobis et pro multis effundetur”. Multis, non omnibus. Chi non accetta la Redenzione non può essere redento. O sbaglio?
    2. Davvero te la senti di mettere i due “matrimoni” sullo stesso piano? Caro amico, se parliamo di peccato nessuno scaglierà la prima pietra: tutti noi, io per primo, siamo peccatori, e gli uomini della gerarchia non fanno eccezione. Ma finché chiamiamo peccato il peccato, siamo in condizione di pentirci e tornare alla casa del Padre. E’ questo che intendevo sopra, parlando di ghiande. Se però siamo convinti che le ghiande siano, invece, squisite, e le chiamiamo melanzane alla parmigiana, la situazione è proprio drasticamente diversa…

    21 Giugno, 2008
  48. Clodine ha scritto:

    Ti voglio bene Davidino.

    Sapessi cosa mi non m’ha fatto passare quell’ignigo74 li’…ce l’aveva con me in una maniera che, non appena vedeva un mio rigolino, mi saltava addosso, mi strapazzava …mi faceva piangere…anche il solo vedere “Clo..” lo infastidiva. Io non capivo il motivo di tanta ostilità, le ero antipatica non mi sopportava proprio…poi, pian pianino ha accettato la mia presenza.

    Ultimamente è convinto io l’abbia snobbato – cosa che non è assolutamente vera- e di nuovo mi ignora. E io ne soffro!

    Tra noi c’è -come direbbe Catullo-odio e amore..

    “Odio e amo. Ma come, dirai. Non lo so,sento che avviene e che è la mia tortura”.

    Poi, piano piano

    21 Giugno, 2008
  49. ignigo74 ha scritto:

    cara Clodine, molto spesso dici cose imprecise, molto.
    Nel credo dei valdesi – uno tra i tanti esempi – si usa la parola cattolico.

    Inoltre è molto, molto impreciso confondere le chiese riformate con le cheise evangeliche.

    Ad un esame di Introduzione alla teologia della Riforma ( che presenta alla fine un breve ritratto dell’evangelismo e dell’evangelicalismo, due cose anche queste da chiarire) ad un suddetto esame con i contenuti che hai sopra espresso ti avrei suggerito di ripresentarti.

    Lo faccio da qui: la realtà eccelsiologica e l’analisi teologica a volte differiscono dalla tua opinione.

    21 Giugno, 2008
  50. Davidino ha scritto:

    Grazie Clodine, ricambio.
    C’è un refuso: naturalmente volevo dire “buono” e paziente come te…! 🙂

    21 Giugno, 2008
  51. ignigo74 ha scritto:

    @ Mattlar.

    Io ho trovato particolarmente imbarazzante che a presiedere le nozze di Briatore ci sia stato un cardinale che stimo come Poupard.
    Spero che la sua presenza sia motivata da una offerta di qualche milione di euro che certamente verrano caritativamente fatti ben fruttare dal porporato.

    21 Giugno, 2008
  52. Clodine ha scritto:

    Caro ignigo, sono felice di parlare con te (non mi parli mai! pensavo fossi arrabbiato ! ) si erano accavallati i post, comunque io..sinceramente non credo di essere imprecisa..

    Ricevo l’impressione, invece, che tu ignigo voglia a tutti i costi presentare le chiese separate (riformate ed evangeliche) come facenti parte della cattolica non è così! Tu ignigo ignori tre dati molto importanti:
    a) affinche avvenga l’unificazione delle chiese e l’instaurazione, per così dire, della piena cattolicità della chiesa di Cristo occorre tenere presente sia la genesi storica che il legame storico delle singole chiesa (cosa di per se non facile)
    b)le chiese che NON sono la cattolica non portanno trovare né l’unità necessaria, né la necessaria cattolicità della chiesa se non mettono in chiaro il loro rapporto con “la cattolica” dalla quale esse procedono in modo diretto o indiretto, e se non si riconciliano con essa -cosa che ancora oggi 2008 si stenta a fare- Tutti gli sforzi ecumenici assai lodevoli, ripeto, e tutte le trattative di unione di quelle chiese tra di loro restano senza fondamento con la “chiesa cattolica”..ci sono state parole, proposte, ma di fatto non si è arrivati a nulla
    c) La chiesa cattolica non realizzerà né la necessaria unità. nè la necessaria cattolicità se non metterà in chiaro il suo rapporto con le sorelle (figlie) che in modo diretto o indiretto sono da lei “uscite”.

    Tuttavia nonostante la buona volontà, spiccano quelle differenze concrete ,in modo particolare a livello teologico che sono di una difficoltà davvero incomparabile , in modo assai più rilevante rispetto allo scisma d’oriente con l’occidente..

    La chiesa cattolica rivendica solo per se questo appellativo che è il suo nome proprio , come tu ti chiami ignigo e io mi chiamo clodine, ma non per una forma di orgoglio, nè superbamente nei confronti delle altre chiese ma umilmente come un dovere particolare che le si impone. Cattolicità come “pleroma” “pienezza” “perfezione”…e non perché ce l’abbia da se stessa ma la acquisisce partendo da Cristo e andando verso di lui..

    Questo è quello che penso, se sbaglio mi corriggerete

    21 Giugno, 2008
  53. Davidino ha scritto:

    Mi correggo Clodine, per essere addirittura felice di parlare con Ignigo non sei solo buona e paziente, tu devi proprio essere una santa!!!

    21 Giugno, 2008
  54. ignigo74 ha scritto:

    Sbagli, non poco e tra l’altro lo dici male.

    21 Giugno, 2008
  55. Davidino ha scritto:

    Dimostralo allora…

    21 Giugno, 2008
  56. Leonardo ha scritto:

    «Complimenti a Ferrara (che da quel giorno a perso un lettore, io, e altri)»

    Complimenti anche ad ignigo74.

    21 Giugno, 2008
  57. Clodine ha scritto:

    ..posso aggiungere? ..Volevo dire riguardo la chiesa che essa va verso Cristo sia in intensità -con la fede, la conoscenza, la carità e la sofferenza- che in estensione attraverso l’annuncio del Vangelo e il servizio universale. Questa pienezza in Cristo di cui ho osato parlare non esclude minacce, tentazioni, e attacchi, come pure manchevolezze e imperfezioni errori e i peccati…è pacifico ..che sono molti!
    E’ chiaro che la chiesa in quanto “la Cattolica” deve essere fedele alla sua essenza, per cui non le è consentito, nemmeno per amore di una pretesa pienezza di apertura diventare un “tutto”, accettare di diventare una “complexio oppositorum”. Se si rinfaccia giustamente ai protestanti (evangelici e non) l’aver lasciato ereticamente una “parte del tutto” allora, credo, si potrà risparmiare al cattolicesimo il rimprovero di un eccesso: un coacervo sincretistico di elementi eterogenei, anche ambigui, perfino talora non cristiani.

    21 Giugno, 2008
  58. Clodine ha scritto:

    Ehh Davidino…non è che sono una santa , ci sono persone che si pongono in modo simpatico, immediato, che ti piacciono fin dall’inizio. Tra gli amici del blog ne ho trovati di straordinari…..quasi tutti….volevo intervenire riguardo alle fave ma…ho preferito tacere….ho riso da morire!!

    E..dicevo… tra questi c’è quel pistola di ignigo che, dico la verità, mi piace, ho trovato subito la sua dialettica simpatica, è preparato, abbiamo in comune l’amore per la lirica
    …mi faceva ridere insomma malgrado le cose cattive che scriveva contro di me!

    21 Giugno, 2008
  59. Davidino ha scritto:

    Alla tua beatificazione mi farò avanti come testimone… 🙂

    21 Giugno, 2008
  60. Syriacus ha scritto:

    21 Giugno 2008 @ 14:47
    “Ad un esame di Introduzione alla teologia della Riforma ( che presenta alla fine un breve ritratto dell’evangelismo e dell’evangelicalismo, due cose anche queste da chiarire) ad un suddetto esame con i contenuti che hai sopra espresso ti avrei suggerito di ripresentarti.”

    Ehi ehi… Ma a questo punto non dovrebbe essere scattata da un pezzo, sul bloggherottolo, dopo una simile osservazione, una “allerta da ‘ditino alzato'” ??

    21 Giugno, 2008
  61. Syriacus ha scritto:

    ” Wir glauben an den Heiligen Geist,
    der Herr ist und lebendig macht,
    der aus dem Vater und dem Sohn hervorgeht,
    der mit dem Vater und dem Sohn angebetet und verherrlicht wird,
    der gesprochen hat durch die Propheten,
    und die eine, heilige, christliche und apostolische Kirche. ”

    “la Chiesa una, santa, cristiana e apostolica”

    (Dal sito della ‘Chiesa regionale Evengelico-Luterana di Sassonia’

    http://www.sachsen-kirche.de/leben_und_glauben/glaubensinformationen/258.html )

    21 Giugno, 2008
  62. Clodine ha scritto:

    Syriacus caro, mi presento: sono Clodine, maestra dei refusi talvolta esilaranti. Ti ho sempre seguito nel periodo iniziale, in cui osservavo guardinga il blog del dott Luigi, prima di diventare l’amica della porta accanto ed entrare in sintonia con moltissimi del pianerottolo, quasi con tutti direi…posso dire che tutti stimo e in tutti rilevo un’ottima preparazione.

    Sono stata felice del tuo ritorno, il dott. Luigi ti nominava spesso..e anche Leonardo.

    Ho aperto il sito che hai segnalato ma è in tedesco e non sono riuscita a tradurre neppure una sillaba. In sostanza, mi sembra di capire che non si discosta poi di molto rispetto a quanto ho tentato di comunicare ad ignigo. O sbaglio?

    21 Giugno, 2008
  63. Syriacus ha scritto:

    Cia Clodine: guarda, la pagina in tedesco appartiene al sito ufficiale della Chiesa Luterana in Sassonia, e in essa c’è il Simbolo Niceno . Niente di più: ne ho enucleato la frase d’interesse.. evindenziando come ‘cattolica’ venisse tradotto ‘cristiana’… Eppure mi ricordavo anche ‘allgemeine’ (“comune” , generale’, ‘universale’..) come traduzione alternativa. (la prima volta lo trovai in un booklet di un cd della messa in si minore di Bach di un coro universitario tedesco di tradizione protestante , in cui cercai con curiosità quel punto del credo..) .

    A quanto pare, entrambe vanno bene, ma “allgemeine” (‘comune, generale”) è relativamente più adottata. Dipende forse anche dal Credo, se Niceno o Apostolico.. In ogni caso, parrebbe che un luterano normalmente (così ricordava anche la mia ‘ex’ estone) non dica ‘cattolica’.

    (Qui http://lkg.jalb.de:8080/lkg/jsp/news.jsp?news_id=578&lang=de&side_id=2
    c’è l’ ‘ordo’ completo -in tedesco- seguito dalla Chiesa Luterana in Danimarca -per le occasioni importanti, con Santa Cena- , come riportato dal sito uffciale delle Chiese evangeliche in Europa aderenti alla Concordia di Leuenburg. Dice “allgemeine”, “generale”-comune, universale. )

    22 Giugno, 2008
  64. Syriacus ha scritto:

    I Valdesi…

    “Nonostante nei due recenti documenti vaticani soffi “uno spirito che è più quello della Controriforma che quello che animò il Concilio Vaticano II”, l’impegno ecumenico va, secondo il Sinodo, rinnovato e intensificato. Inoltre, valdesi e metodisti italiani hanno voluto ribadire il loro essere chiesa: “Ringraziamo Dio (…) di essere parte della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, nella quale Cristo per pura misericordia ci accoglie, giustifica e santifica”. Il papa viene riconosciuto come “fratello in Cristo”, ma non come “maestro di fede, tanto più dovendo constatare che il papato e la Curia romana sono oggi, come già nel XVI secolo, un ostacolo all’unità dei cristiani”. La fermezza di queste posizioni non ha impedito al Sinodo di rivolgersi ai tanti cattolici ecumenici: “(…) una realtà, certo ancora minoritaria ma tanto più preziosa”.

    Anche il teologo Paolo Ricca, nel corso di una conferenza stampa, ha fatto riferimento a “quella straordinaria realtà del cattolicesimo ecumenico nato in parrocchie, gruppi e monasteri”, egualmente presa in contropiede, con la quale però bisogna “continuare il percorso iniziato”. Indubbiamente per Ricca “sono molte di più le cose che uniscono i cristiani tutti, di quelle che ci dividono, non solo da un punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo. Ci unisce la fede nel Dio trinitario, in Cristo vero Dio e vero uomo; i cristiani tutti condividono lo stesso credo”. Per Ricca, però, è proprio questa realtà che il documento della Congregazione per la dottrina della fede dimentica con troppa facilità: “Noi protestanti saremmo mancanti riguardo alla successione apostolica, ed è per questo che le nostre comunità non potrebbero essere chiamate chiese. Ma può un elemento che neppure compare nel credo cristiano, com’è il caso della successione apostolica, annullare la comunione di fede nel Dio trinitario? E’ proprio qui il vero scandalo della nota vaticana”. ”

    http://www.chiesaluterana.it/it/index.php?m=1&mod=news&id=264

    22 Giugno, 2008
  65. Syriacus ha scritto:

    [Nota ‘di colore’ : ancora oggi i pastori (e le pastore: http://www.dania.bc.ca/images/BodilToftdahl.jpg ) della chiesa luterana danese, portano la gorgiera.. Molto curiosi de visu. (Fra l’altro, un film danese di qualche anno fa, in cui uno dei protagonisti era un pastore frustrato reduce dal suicidio della moglie -la commedia ‘Lezioni d’Italiano per principianti’-, in diverse scene la indossava, sopra la cappa nera..) ]

    22 Giugno, 2008
  66. Sumpontcura ha scritto:

    Da qualche mese, passare ogni giorno almeno un momento dal pianerottolo di casa Accattoli e curiosare su quel che si dice di bello è per me uno dei piaceri della vita. Lo stile del padrone di casa si trasmette a poco a poco ai frequentatori: stiamo imparando a entrare in rapporto con tutti con curiosità e rispetto, e a scambiarci critiche e ironie senza rinunciare (quasi) mai a sorridere.
    Ma da qualche giorno Syriacus è riuscito, a mio parere, a migliorare ulteriormente l’abitacolo, aprendo (chissà come, in un pianerottolo!) finestre, oblò e pertugi: il ricambio d’aria e le aperture spesso inattese rendono – per quanto sembra a me – ancora più gradevole la visitina quotidiana.

    (Non fatevi sfuggire, per esempio, il “notturno pisano” che Syriacus ha evocato stanotte, alle 2:48, in margine al post precedente…)

    22 Giugno, 2008
  67. lycopodium ha scritto:

    ignigo74 scrive, 21 Giugno 2008 @ 11:32
    “…Io invece suggerisco agli imperfetti … di invischiarsi nel fiume travolgente della Matthaeus-Passion. Amen”.
    Ottimo suggerimento, soprattutto per evitare la palude stagnante della Matthaeus-Zwangsstörung!

    22 Giugno, 2008
  68. Sumpontcura ha scritto:

    Perfido Lycopodium! Ho paura che questa battuta ti costerà un annetto di purgatorio in più.
    (D’altro canto, molto sarà perdonato a chi avrà il senso dell’umorismo…).

    22 Giugno, 2008
  69. Sumpontcura ha scritto:

    Fuori tema! Dalle Memorie di Giuseppe Siri, un brano tratto da un articolo di Galeazzi sulla “Stampa” di oggi:
    «I francesi e i tedeschi hanno partecipato al Vaticano II con aria da patroni. Il sacerdote che ha letto il progetto del collegio tedesco è stato Joseph Ratzinger – rievoca -. Il Concilio fu una lotta tra Orazi e Curiazi. Dalla parte di là preferisco non dirlo, mentre dalla parte di qua: Ottaviani, Browne, Ruffini e io. Paolo VI ha avuto una gran paura che proponessero persino di canonizzare Lutero».

    22 Giugno, 2008
  70. Syriacus ha scritto:

    Ehi SumP, come diceva il motto di Siri “Non nobis, Domine” …

    Approposito: tu che ammiri ogni BWV (Bach Werke Verzeichnis – Catalogo dei lavori bachiani) … Lo sapevi che il Siri vedeva Giovanni Sebastiano come polvere negli occhi durante le sue Liturgie? (Sì, per quel motivo..)

    Oramai Bach ha invaso ogni anfratto anche di mote celebrazioni di comunità tradizionali, col disappunto residuo di quattro gatti.. (d’alronde pare che il padre non prese bene la conversione al cattolicesimo del figlio Johann Christian -‘Bach milanese’ e fra l’altro vice organista del Duomo.. )

    Non a caso, sabato 14, a Westminster Cathedral come “recessionale” per accompagnare il rientro del Celebrante & Alii in sagrestia, è stato suonato il Preludio e fuga in do maggiore BWV 545 , di cui qui si può ascoltare un minutino di fuga (the Cardinal passing by) :

    http://www.youtube.com/watch?v=b_Wom3lMsGM

    [by the way: bellissima la risatina a 0.39 sec – probabilmente della giovine che ha perso il velo nero mentre si inginocchiava lesta al passaggio repentino dell’eminente ospite..]

    22 Giugno, 2008
  71. Syriacus ha scritto:

    [Meraviglia di YouTube: nel preludio del preludio e fuga 545: due minuti di inquadratura della pedaliera & basta:

    http://www.youtube.com/watch?v=9bCgrA_lELo

    …Molto educational!]

    22 Giugno, 2008
  72. raffaele.savigni ha scritto:

    Invece Bach piace all’attuale ponteficve, e persino ad alcuni tradizsionalisti bolognesi…

    22 Giugno, 2008
  73. lycopodium ha scritto:

    Il tempo sana molte ferite …

    22 Giugno, 2008
  74. matteo ha scritto:

    Rigidità mentali e muri mentali hanno sempre portato guerre sociali e armate,
    fin troppo spesso mascherate da motivi di fede.
    Come cristiano, ho il difficile impegno di capire, capire, capire sempre, il mio prossimo,
    anche quando è in una chiesa sorella, anche quando è nella mia chiesa ma si vuole porre in una visione per forza diversa, piena di nemici, e di diversi tout-court,
    ho il dovere di capire, amare e servire il mio prossimo, anche se non condivide la mia fede, la mia morale, il mio stile.
    Se amero’ coloro che mi amano, che merito ne avro’?

    23 Giugno, 2008
  75. il moralista ha scritto:

    caro Davidino, però hai abbocato alla mia provocazione sul “razionalmente”…

    Conosco abbastanza gli scrutti della Lubich (in specie la sua spiritualità con al centro la figura della Madonna Desolata sotto la Croce… presto recensirò sul mio blog “Saper perdere”) per continuare a dire che non c’è nulla di “scientificamente razionale” nella Croce e nella Resurrezione.
    Ma di Immensamente ragionevole, sì.

    In ogni caso, non sono un fan di Severino.

    Per ogni casuale o veritiero riferimento ai gallipolini… io dal 30 giugno sarò per 1 mese a Gallipoli: buoni consigli?

    23 Giugno, 2008
  76. matteo ha scritto:

    buone vazanze, mi lascerai orfano per un mese,
    per fortuna posso contare sulla vitalità di Ignigo

    23 Giugno, 2008
  77. il moralista ha scritto:

    per un mese e mezzo… torno a fine Agosto, dopo altre peripezie con carovana familiare al seguito…

    23 Giugno, 2008
  78. Syriacus ha scritto:

    “anche quando è in una chiesa sorella, anche quando è nella mia chiesa ma si vuole porre in una visione per forza diversa, piena di nemici, e di diversi tout-court”

    ————————————————

    ..senza dimenticare ‘anche quando è in una chiesa sorella e si vuole porre in una visione per forza diversa, piena di nemici, e di diversi tout-court’

    Che so, il Patriarcato di Mosca vs quello di Costantinopoli, tanto per non far nomi…

    23 Giugno, 2008
  79. Clodine ha scritto:

    Scusi dott Luigi se uso il suo blog, Moralista ha chiesto di Gallipoli e volevo dirgli alcune cose posso ?? Si

    X Moralista

    Caro moralista, ti aspetta un lungo tragitto..Gallipoli è abbastanza lontanuccia…la strada è parecchia….un bel po’..
    Organizzatevi bene con l’armata brancaleone mi raccomando: portatevi acqua -tanta- qualche panino per i bambini dei biscottini e la gommina o pasticchetta per il mal d’auto, soprattutto evitate il sole del primo pomeriggio. Se partite in serata, con il fresco sarebbe meglio, arrivete all’alba del giorno dopo -a meno che non corri come un cammello allora…è un’altro paio di maniche eh..ma non dovresti, poi se prendi l’aereo, che to’ dico affa’…è na’ passeggiata-

    Gallipoli è stupenda, una perla, c’è un porticciuolo dove vendono il pesce appena pescato, anche il mare è bellissimo, scuro, di un blu profondo, sempre agitato con fondali paurosi, adatto più ai sub che ai bambini, ci sono delle scogliere e grotte bellissime, ma anche spiagge e spiaggette..dipende dove desideri andare, ce n’è per tutti i gusti.
    I prezzi sono contenuti e i gallipolini gentili, ma fregano a rotta de’ collo, perciò attenzione nè!!!. Ci sono chiese e chiesette baroccheggianti che sgusciano ad ogni angolo. Il sole picchia forte, ma forte assai perciò : protezione totale per tutti e tre i masnadieri -tu e Luisa fate come ve’ pare ma i pargoli..guai..non me li fate arrostire eh…che v’ ammazzo !!! – I prodotti locali sono ottimi, devi fare attenzione all’acqua, non sempre è potabile e scarseggia un pochino ma quest’anno non dovrebbe, considerata la stagione piovosa, sempre in bottiglia mi raccomando, e il latte…meglio scremato: è un po’ pesante da quelle parti, in genere è delle fattorie locali..
    Andai molti anni fa a Santa Maria di Leuca e mi fermai a Gallipoli per una settimana…veramente bella

    ciao…

    23 Giugno, 2008
  80. il moralista ha scritto:

    partiremo da Barletta (la città di Luisa), dove al momento soggiorna il resto della mia truppa… i disagi saranno più contenuti. Satremo attenti ai gallipolini (Buttiglione e D’Alema in primis, per i quali nutro quasi la medesima antipatia).

    (nota tecnica e di cortesia: per messaggi privati non abusiamo della pazienza dell’ospite. Nel mio caso, sul mio blog, potete trovare anche il modo di scrivermi per email)

    23 Giugno, 2008
  81. Clodine ha scritto:

    Giustissimo, faccio ammenda e chiedo di nuovo scusa all’amministratore. Prometto che non lo farò più!

    Un saluto e un grazie..

    23 Giugno, 2008
  82. Leonardo ha scritto:

    Vorrei tornare al tema iniziale, se permettete. Nessuno ha raccolto la provocazione di Leopardi, che proverei a volgarizzare così: se è inimmaginabile non mi interessa. Da questo punto di vista – che è quello moderno – la promessa cristiana, più che sbagliata diventa inutile (il che è peggio).
    Avvertendo questa critica, tutta una parte della chiesa contemporanea (in cui forse andrebbero messi i movimenti) ha ‘corretto’ la pastorale tradizionale, che diceva: “siamo stati creati per conoscere, servire e amare Dio in questa vita e goderlo eternamente nell’altra”, insistendo molto sul “centuplo quaggiù”: il cristianesimo è già ora una vita rinnovata, piena di gioia, anticipazione della beatitudine celeste. Si è forse insistito troppo su questo? La “Spe salvi” di Benedetto XVI è un richiamo al fatto che la nostra non è una speranza mondana, ma tende all’eterno?
    E se torniamo a porre il baricentro del cristianesimo nell’aldilà, come si risponde all’obiezione di Leopardi?

    23 Giugno, 2008
  83. Sumpontcura ha scritto:

    Caro Leopardi:
    “La felicità che l’uomo naturalmente desidera è una felicità temporale, una felicità materiale”. Non c’è che dire, hai messo il dito sulla piaga: e da questa affermazione hai tratto con rigore impeccabile le ovvie e “naturali” conseguenze. Se ti fermi all’ambito della Natura e delle sue leggi, se accetti di giocare a briscola con le sue carte truccate, ti resta solo l’allegra disperazione dell’Islandese in fuga dalla vita. L’alternativa, l’unica, è cambiare gioco, passare agli scacchi e fare la mossa del cavallo. Non riesci a immaginartela perché continui a girare attorno alla Natura, a insultarla, a deridere chi prende troppo sul serio i suoi trucchi, finendo però sempre col comportarti come lo scoiattolo incantato dal serpente. C’è solo Uno, nella storia del mondo, che è andato al di là della natura e l’ha sconfitta, sconfiggendo la propria morte e proponendo, a chi ama e crede, di fare altrettanto. E’ l’unica strada per lasciare la Natura con un palmo di naso: “Mors stupebit et natura…”.
    Certo, non chiede poco, il Cristo che si pone come modello da imitare: è una scommessa, ma è l’unica, e l’alternativa – la disperazione – nessuno ha saputo rappresentarla meglio di te.

    23 Giugno, 2008
  84. Syriacus ha scritto:

    Più che l’ ‘inimmaginabilità’ di una futura “felicità grandissima e somma” oltremondana, mi ha sempre lasciato umanamente (non dico cristianamente) un pò perplesso l’idea di uno ‘stato stazionario’ della felicità, per quanto somma. Ovvero, come dice lo stesso Leopardi ne ‘La quiete dopo la tempesta’:

    “Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
    Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
    Apre terrazzi e logge la famiglia:
    E, dalla via corrente, odi lontano
    Tintinnio di sonagli; il carro stride
    Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
    Si rallegra ogni core.
    Sì dolce, sì gradita
    Quand’è, com’or, la vita?
    Quando con tanto amore
    L’uomo a’ suoi studi intende?
    O torna all’opre? o cosa nova imprende?
    Quando de’ mali suoi men si ricorda?
    Piacer figlio d’affanno;
    Gioia vana, ch’è frutto
    Del passato timore, onde si scosse
    E paventò la morte
    Chi la vita abborria;”

    Ciò che per un essere umano abituato all’edonismo ‘in chiaroscuro’ del “piacer figlio d’affanno” non è davvero concepibile, non mi parrebbe tanto l’aspetto ‘qualitativo’, nè di per sé ‘quantitativo’ della felicità futura , bensì l’essere una sensazione costante, slegata dal confronto immediato con una precedente condizione di malessere o infelicità, etc…

    Umanamente, mi sento sì troppo abituato ad una felicità legata al contingente, che va e viene.

    Se invece si parla di “contemplazione” , invece, allora i conti forse tornano di più..: seguire passo passo la dimostrazione di un complicato teorema, analizzare una partitura musicale e notare l’eleganza e la perfezione del compositore nell’applicazione di regole, contemplare l’equilibrio di un’architettura.. Ma anche lì spesso è questione di un attimo.

    Anche la compassione dà grandi, immensi momenti, già qui .. L’amore poi!

    E così via. (Il Card. Biffi non parlava forse del ‘mangiar tortellini’ dopo la risurrezione della carne?)

    Ce n’è per tutte le esperienze mondane, per essere esaltate all’infinito nell’oltremondano. Mi resta però sempre difficile il modo di fruire di questa immensa gioia/felicità, ovvero, per dirla freddamente, la ‘modalità di somministrazione’.

    Altro capitolo sono tutte le varie forme di ‘annullamento’ nella e ‘unione’ con la Divinità… (ma son casi al confine fra cristianesimo ed altre religioni? Sconfinamenti? Legittimi punti in comune? E soprattutto: valgono solo per l’anima ‘pellegrina sulla terra’ che intanto che è qua, anela alla Divinità ‘che è di là’? Poi dopo è tutta un’altra faccenda… che non possimao immaginare -appunto- ? )

    23 Giugno, 2008
  85. il moralista ha scritto:

    Leonardo, non sono convinto sul tuo dubbio… è un grande bene (spirituale e antropologico) che si sia riscoperta “la concretezza della speranza” già qui.
    E’ quel famoso “già e non ancora” che è una tensione che esprime tutta la ricerca dell’uomo, che cerca Dio nella sua vita (nella sua stessa persona e nei fratelli) e che crediamo lo troverà comunque eternamente nell’altra.

    Se oggi sono un cristiano in cammino è solo perchè un giorno ho potuto percepire che Gesù aveva a che fare anche con la mia vita nel mondo.

    Se il baricentro della nostra fede fosse “il cristianesimo dell’adilà”, che senso avrebbe avuto la “gita fuori porta” del Figlio di Dio? Già ce lo avevamo un Dio dell’adilà… Forse, è vero, c’è una carenza di questa “attesa escatologica” di cui parli, ma non credo sia dovuta alla riscoperta dell’attualità del Regno di Dio. è che c’abbiamo pura di morire! Ma non mi sembra una novità…

    24 Giugno, 2008
  86. Syriacus ha scritto:

    Ma la “concretezza della speranza” cristiana, non va però confusa con la medesima ‘concretezza’ di stampo ‘laico’…

    Già il ben noto scetticismo leopardiano verso le ‘magnifiche sorti e progressive’ ha fatto scuola: credo però che al giorno d’oggi, dopo diverse disillusioni maturate nei decenni, si sia giunti -da parte dei ‘laici’- ad una speranza mondana ‘di seconda generazione’. Se solo fino a un pò di tempo fa si pensava molto ingenuamente che la Ragione avrebbe consentito una rapida ed efficace soluzione di una miriade di problemi, adesso mi pare piuttosto andare per la maggiore una sorta di ‘delega in bianco’ al Futuro, comunque vada.

    Esempio. Un tempo ti dicevano: tale malattia verrà debellata definitivamente entro l’anno xyzt .Circoleremo col mezzo yx entro l’anno nnnn. Oggi si preferisce dire: ci vorranno ancora molti anni e molta ricerca per arrivare, un giorno, a sconfiggere… Enormi investimenti sono ancora necessari per…

    E così in moltissimi settori. Se la vedi da dentro, la ricerca (e sviluppo) , ti accorgi che una cosa è il marketing, un’altra i reali conseguimenti.

    Si badi: non si tratta più di una banale ‘proroga’ nell’attesa dell’arrivo dei risultati decisivi… Si tratta piuttosto di uno spostamento dell’oggetto dell’ attesa da una scansione di eventi quasi ineluttabili, ad una generica galassia di mirabolanti scoperte che ci allieteranno in futuro, ci distrarranno, ci alleggeriranno la vita..

    Niente più precise promesse, in gran parte dei casi; piuttosto, un’ inimmaginabilmente grande Futuro, sempre comunque pieno di imperdibili novità per l’Umanità..

    Ma: non poter di preciso immaginare quali ‘progressi’ la storia tenga in serbo per l’umanità, non so quanto possa consolare, o dare impulsi vitalistici nel qui e ora.

    Per intendersi: sapere che il mio bis nipote potrebbe non soffire (come fu per mio nonno) di morbo di Parkinson, può realmente darmi una qualche ‘felicità’ , già adesso?
    ..Non resta che pensare/sperare che la fucina di grandi scoperte che è nel mondo attuale, possa accidentalmente risolvere molto prima del previsto il problema x che affligge Tizio… mentre se se il povero Caio non vedrà risolto entro sue anni il suo problema…vabbè sarà per la volta dopo. Oggi a me domani a te.

    Quidi, se sostituiamo per un momento parte della citazione leopardiana presentata da Leonardo “«La promessa di una felicità grandissima e somma e intiera bensì, ma: 1. che l’uomo non può comprendere né immaginare né pur concepire o congetturare in niun modo di che natura sia, nemmen per approssimazione;” mettendo l’espressione “Progresso grandissimo e sommo.. che l’uomo non può comprendere nè immaginare”… non si ottiene qualcosa di simile al verbo che i vari ‘guru’ dei più diversi settori propalano ormai quotidianamente?

    Ma, me lo chiedo un’ultima volta: che me ne faccio di un Progresso indefinitamente grande, in un tempo indefinitamente lontano? La felicità “temporale e materiale” di non ben definite ‘future generazioni’ quanto può interessare il singolo immerso nel presente e attanagliato dai problemi contingenti?

    24 Giugno, 2008
  87. matteo ha scritto:

    Buon Moralista,
    spero che in vacanza non ti porti la pennetta WiFi per il notebook,
    in questo caso spero che lasci andare in vacanza proprio tutto…….
    nel consueto abbandono tra mare, qualche buon libro, gli amici, i frugoli che corrono intorno, e tu abbandonato nella tua amata e Gesù che si fa Uno in voi.
    Ah! quando la vita è poesia!

    24 Giugno, 2008
  88. matteo ha scritto:

    accidenti pensavo di venire subito dopo il commento del Moralista….. e mi ritrovo in fondo a tutto……

    24 Giugno, 2008
  89. Syriacus ha scritto:

    spiacente.

    24 Giugno, 2008
  90. il moralista ha scritto:

    syriacus, non ho capito la tua obiezionie e credo di essere certo di non confondere i duoe oiani cui ti riferisci…

    La “mia” concretezza si riferisce al fatto che Dio di Gesù Cristo può salvarti fisicamente (cambiamenti di vita, scelte, maturazioni) e “farti sperimentare i Paradiso” (come persona che matura verso la sua pienezza di Figlio di Dio) già qui e ora, piano piano, ogni qual volta lasciamo al Regno un po’ più di spazio… non c’entra niente il progresso scientifico o l’aspettativa di vita nella riflessione che facevo…

    24 Giugno, 2008
  91. matteo ha scritto:

    IL REGNO DI DIO E’ QUI IN MEZZO A NOI

    24 Giugno, 2008
  92. il moralista ha scritto:

    caro matteo, no, pennetta wi-fi bandita (anche perchè mi costa troppo) anche se porterò il notebook, soprattutto per far vedere qualche film ai bimbi in caso di emergenze… Anche la Tv è bandita… solo giornali e voci di popolo!

    ps. qualche buon libro, con i tre frugoli che girano intorno, è al momento esperienza complessa. Mi accontenterò di qualche buona riga…

    24 Giugno, 2008
  93. Syriacus ha scritto:

    “non c’entra niente il progresso scientifico o l’aspettativa di vita nella riflessione che facevo…”

    Io infatti mi riferivo ai “Laici” nel senso di speranze laiche al netto del Vangelo.

    La mia era un’altra rifelssione . (Chiedo venia.)

    24 Giugno, 2008
  94. Clodine ha scritto:

    Riflettevo, dopo aver letto i post, sia su quanto testè da voi tutti esposto sia circa la frase del filosofo Severino presa in prestito da Eraclito, frase che non si discosta poi di molto dal famoso motto Francescano “tanto è il bene che m’aspetto che ogni pena mi è diletto”, la Speranza cristiana infatti è quel dono che solo Dio elargisce e che ci fa pregustare la vita ultraterrena. L’uomo ha un timore ancestrale della vita ultraterrena -gli etruschi si vendevano agli spiriti del male per accaparrarsene la simpatia- Certo, nessuno è tornato dai morti, se non nostro Signore il quale è la sede il cuore stesso della nostra speranza. Poi, che ci sia una vita dopo la morte mi sembra che i vangeli ne parlino abbondantemente. Personalmente credo che ciascuno riceverà in base alle proprie azioni, è su quelle che si gioca il destino futuro: le azioni, gli atti compiuti, per cui se hai causato dolore, anche inavvertitamente ebbene, quello si ripercuoterà sullo spirito centuplicato: è l’inferno o il purgatorio lo stesso dolore che gli altri hanno sentito per causa delle tue azioni. Infatti cosa dice : “molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi conosco”. Questo perché al Signore poco importa chi noi siamo esteriormente lui ci guarda come fossimo sacchi rovesciati.San Paolo ci parla di un uomo in Cristo il quale (se fu col corpo non so, né so se fu senza il corpo; Iddio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo, questo vuol dire che c’è un aldilà…certo che c’è i vangeli sono pieni di esempi, posso testimoniare di mia madre che ha visto il figlio prima di morire e lo ha chiamato

    Altra riflessione riguardo alla natura matrigna tanto cara a Leopardi : egli la ritiene sorgente prima dei mali dell’uomo. Nel Dialogo della Natura e di un Islandese cosa dice in sostanza: che la natura non è al di fuori di noi, ma profondamente radicata in noi, essa è l’origine del male dell’uomo il suo itinerario materiale e spirituale e dalla quale è impossibile fuggire. Insomma, una filosofia tipica del pessimismo storico. Ma non è così: io credo che la natura gema tra il “già e il non ancora” come nelle doglie del parto a causa di quel misterioso peccato d’origine di cui ancora si ignora la causa, il quale è vero che Gesù ha riscattato con la sua morte ma la cui redenzione avverrà solo e soltanto alla fine dei tempi. Non è vero come dice Matteo che “il regno di Dio è tra noi” ..è tra noi in quanto abbiamo lo Spirito come caparra ma non è definativamente tra noi, magari lo fosse, perché il regno di Dio non è in nostro potere ma irrompe dall’Alto solo Dio sa quando irromperà.

    terza riflessione riguarda la felicità di cui parlava Leonardo. Io credo che la felicità sia un bagliore effimero e irreale, un fuoco fatuo. L’uomo è stato creato per la felicità ma non sappiamo in realtà cosa sia. Diceva bene Montale Felicità in qualla poesia tanto illuminate dal titolo “felicità raggiunta”: “si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede, teso ghiaccio che s’incrina; e dunque non ti tocchi chi più t’ama” Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari, il tuo mattino e’ dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case”…ecco, a me personalmente fugge spesso il pallone tra le case, non so a voi…

    24 Giugno, 2008
  95. matteo ha scritto:

    Heureux = felici

    Heureux les pauvres en esprit

    Heureux qui craint le Seigneur

    Heureux les doux

    Heureux ceux qui ont faim et soif de la justice

    Heureux ceux qui pleurent

    Heureux les miséricordieux

    Heureux les cœurs purs

    Heureux ceux qui sont persécutés pour la justice

    Heureux êtes-vous si l’on vous insulte

    Réjouissez-vous, soyez dans l’allégresse

    Questa vita felice è una e comprende tutti gli aspetti della nostra esistenza
    con i suoi alti e bassi.

    Soyez heureux de suivre le Christ sans réserve et d’être ses témoins chaque jour! (Benedict XVI)

    La felicità è il segno distintivo del cristiano

    24 Giugno, 2008
  96. matteo ha scritto:

    Non è vero come dice Matteo che
    “il regno di Dio è tra noi” ..
    è tra noi in quanto abbiamo lo Spirito come caparra
    ma non è definativamente tra noi,
    magari lo fosse, perché il regno di Dio non è in nostro potere ma irrompe dall’Alto solo Dio sa quando irromperà.
    ===========================================
    ????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????
    ? ? ? ? ? ? ??? ??? ??

    Lc 17,20-25
    In quel tempo, interrogato dai farisei:
    «Quando verrà il regno di Dio?»,
    Gesù rispose:
    «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, o: “Eccolo là”.
    Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!»

    Se i Farisei, uomini di grande ortodossia biblica, guardano al futuro come possibilità del Regno di Dio “verrà”,
    Gesù, il Rabbi, risponde con un verbo al presente “è”.

    24 Giugno, 2008
  97. Clodine ha scritto:

    Dio regna già ora, questo è già rivelato, comprensibile, discernibile, certo. Ma Dio regnerà anche in una maniera completamente differente, nuova, chiara a tutto il mondo: quando Dio cioè -per rispondere come san Paolo- sarà “tutto in tutti” (1 Cor. 15, 28)
    Questo significa che orientativamente il regno di Dio già irrompe ma tuttavia è ancora atteso : come è necessario distinguere i miti dell’origine dell’evento originante la creazione, allo stesso modo bisogna distinguere i miti sulla fine dell’evento finale della consumazione escatologica. Matteo è così da..poi, se vogliamo approfondire…approfondiamo!..

    24 Giugno, 2008
  98. Clodine ha scritto:

    Sono sicura che adesso apparirà la lunga arringa difensiva di Matteo…la sta preparando, lo so, lo sento…

    24 Giugno, 2008
  99. matteo ha scritto:

    (.)

    24 Giugno, 2008
  100. Clodine ha scritto:

    ; )

    M’hai buggerato!

    24 Giugno, 2008
  101. il moralista ha scritto:

    Clodine, sulla questione del Regno sto con matteo… basta tenere a mente il “già e non ancora”, “già e non ancora”… è un bel mantra, no?

    (… vediamo se qualcuno reagisce…….)

    25 Giugno, 2008
  102. Clodine ha scritto:

    Moralista…mi tradisci con Matteo?…Ci sfideremo in singolar tenzone …hi hi hi !!

    25 Giugno, 2008
  103. matteo ha scritto:

    (…?….)

    25 Giugno, 2008
  104. il moralista ha scritto:

    un moralista, per definzione, non può tradire… piuttosto si suicida.
    un moralista resta solido su poche posizioni acquisite… sulle altre discute, ma solo per gusto di polemica 🙂

    25 Giugno, 2008
  105. Clodine ha scritto:

    Non so perché ma, Matteo diventa ogni giorno più enigmatico e di conseguenza affascinante…quel (..?..) dice tutto, o quasi.
    Mentre mi intriga assai questo granitico, monolito, tetragono Moralista: scommetto che non ti smuoverei neppure se mi esibissi in una audace danza del ventre…

    ; )

    25 Giugno, 2008
  106. Clodine ha scritto:

    hmmm (…!…) …. (::: !!::::)

    25 Giugno, 2008
  107. don78 ha scritto:

    Clodine odalisca … questa mi mancava!

    :-)))))))))))))

    25 Giugno, 2008
  108. Leonardo ha scritto:

    «un moralista, per definzione, non può tradire… piuttosto si suicida»

    Ma caro figliuolo, non sai proprio nulla della vita! Benedetta ingenuità: nessuno più di un moralista è a rischio di tradimento.

    Stavi celiando, nevvero?

    25 Giugno, 2008
  109. il moralista ha scritto:

    hai ragione Leonardo… ma tu devi sempre tenere a mente che il mio giochetto è sempre aggirarmi tra il serio e il faceto intorno alla mitologica figura (a volte, strumentalmente e a torto disprezzata) del moralista…

    il “mio” moralista (quella bestiolina che si annida dentro di me) è moralista proprio perchè è davvero ligio alle regole… finchè je regge la pompa ;D

    25 Giugno, 2008
  110. Clodine ha scritto:

    don 78 non te l’aspettavi eh….non è il mio caso,ho solo scherzato ovviamente..ma…a tutti i sacerdoti ricordo sempre di andarsi a leggere la storia di jezebel, di stare allerta e vigilanti perché nella chiesa ce ne sono molte: parola mia!

    Interessante la storia di jezebel e di incredibile attualità : figlia di Ethbaal, re e sommo sacerdote dei Sidoniani adoratori di Baal, il demonio -che regno regno perverso quello, Il sesso era il percorso per il potere e per avere influenza , proprio come nei nostri tempi- Lo spirito di Jezebel è uno spirito demoniaco da non sottovalutare è uno dei più comuni spiriti in operazione oggi, sia nella chiesa come nel mondo, ed è un potente nemico del corpo di Cristo.
    C’è una jezebel socievole, che seduce spiritualmente, e quella fredda …
    buon esempio di Jezebel FREDDA è l’efficiente (spesso scialba) assistente esecutivo al fianco di un potente uomo di business o leader di chiesa. Spesso questo tipo di Jezebel non è socievole, ma seria e molto schietta , aggressiva per certi aspetti si da confondere; Spesso queste intelligenti, efficienti, attraenti e anche impudenti Jezebels si trovano a servire “ai piedi” di leader prominenti in politica, in posti di lavoro come nella chiesa. L’inganno e la seduzione di Jezebel ha spesso cosi tanto successo che il leader non riconosce chi ha accanto. Il vero desiderio di Jezebel e quello di strappare il potere dalla persona che servono. Se quella persona ha dono profetico, la missione di Jezebel è di distruggerla usando qualsiasi metodo possibile; distruggere la loro credibilità, minare la loro autorità, discreditare il loro ministero, causare la loro caduta in tentazioni sessuali, eccetera
    Ci sono congreghe di Jezebels
    Tante Jezebels sono attirate dalle più influenzali Jezebels in operazione. Anche se questo viene fatto inconsapevolmente, ha l’effetto di creare una piena congrega di effettive strateghe con l’alta sacerdotessa in carica con risultati devastanti. Le puoi vedere su tutta la nazione nelle organizzazioni Femministe…

    Leonardo..adesso moralista mi sviene! Gli hai detto che è a rischio tradimento : correte..portate i sali !!!

    25 Giugno, 2008
  111. il moralista ha scritto:

    rischio (inevitabile) già valutato… il moralista è ligio ma non è un extraterrestre.

    25 Giugno, 2008
  112. il moralista ha scritto:

    ps. l’amore è sempre una questione di scelte

    25 Giugno, 2008
  113. Clodine ha scritto:

    Tutti siamo a rischio…me compresa !

    Ti posso abbracciare? ehmm..fraternamemte s’intende!! ; ))

    25 Giugno, 2008
  114. Leonardo ha scritto:

    Clodine ha avviato un discorso molto interessante, almeno per me che – come ha detto giustamente Luigi – sono curioso delle donne. Perché ci sono sempre donne che vanno attorno ai preti? Solo il gusto del proibito? È perché portarlo via a Dio è molto più eccitante che portarlo via a un’altra? O c’è dell’altro? E la fenomenologia della donna che molesta un prete (uso questo termine perché per me ogni donna che si innamori di un prete e non fugga immediatamente dall’altro capo del mondo è colpevole) si riduce ai due tipi tratteggiati da Clodine?

    25 Giugno, 2008
  115. Sumpontcura ha scritto:

    L’ultima serie di “Don Camillo” uscita a cura di Guareschi, prima della sua morte, portava il titolo “D.C. e i giovani d’oggi” (ma fu poi ristampata anche col titolo “D.C. e don Chichì”): la terribile nipotina dell’amareggiato don Camillo combina una raffinatissima congiura contro lo sventurato (e stupido) viceparroco progressista, proponendo una bella variante allo schema delle Jezebel clodiniane.

    25 Giugno, 2008
  116. Clodine ha scritto:

    Veramente Leonardo non saprei dirti cosa spinge una donna ad inseguire un sacerdote. Però, al contrario di te, sono più indulgente. Perchè, vedi Leonardo, non credo ci siano colpe da imputare. Personalmente distinguerei le situazioni, nel senso che, non farei di tutta l’erba un fascio.

    Certo, può accadere: siamo esseri umani,fragili, bisognosi, carenti, e come direbbe Pascal “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”, fermo restando che comunque finisca la storia resta un’ esperienza di dolore! Occorre pensarci prima, evitare di andare incontro a situazioni che lasciano solo l’amarezza del fallimento, comunque vada a finire perché un sacerdote è sarà sempre un sacerdote, e come tale qualunque decisione prenderà si sentirà realizzato a metà: è un uomo a metà.

    Per questo dico alle donne, che prima di chiamare “amore” il sentimento per un prete, il quale si vedrà costretto ad allontanarsi dalla chiesa che comunque amano, dovrebbero coprire le loro nudità, e pensare al significato vero di questa parola!

    Non sempre poi la cosa dipende dalle donne -a volte sono proprio i sacerdoti i quali, forse per un momento di defaiance [come nel matrimonio] o perché ad un certo punto del cammino avviene un incontro destinico- agiscono incautamente per poi ritrarsi, il più delle volte, e lasciare la malcapitata nel dispiacere. Perché innamorarsi di un prete può essere sconvolgente, una tragedia da evitare assolutamente. Un prete non dovrebbe mai sedurre. E’ una mancanza di carità, una non adesione a quel Vangelo che annuncia. Le donne dovrebbero, come dici tu Leonardo, fuggire a gambe levate da questi preti qui. E si riconoscono lontano un miglio!

    Mi sono imbattuta, più di una volta, in blog in cui la “consigliera” dava alla scrivente le dritte su come farsi sposare da un prete: sono rimasta disgustata. Allucinante la leggerezza e insipienza con la quale veniva, e viene, trattato questo tema che è sempre drammatico. Invece ne parlano con una tale disinvoltura quasi che circuire il sacerdote e raggiungere lo scopo fosse un trofeo da esibire.
    Mentre è un inganno, un romanticismo fuorviante diabolico che lascia l’amaro, la maschera artificiosa di una realtà che non ha nulla a che fare con l’amore.

    Queste sono le famose Jezebels di cui parlavo di sopra e di cui è piena anche la chiesa. Adulatrici di se stesse, si sentono sociologhe, psicologhe, donne di mondo. Danno consigli ammantandosi di umiltà e sottomissione, di comprensione, verso le sciocche semplicione che a loro si rivolgono per uscire dal silenzio e dall’angoscia in cui sono cadute. In realtà contribuiscono non soltanto a danneggiarle moltissimo, ma a decimare e gettare nello scompiglio quei poveri diavoli di sacerdoti che ci cadono con tutte le scarpe!

    26 Giugno, 2008
  117. Davidino ha scritto:

    Caro Moralista, scrivevi:
    “caro Davidino, però hai abbocato alla mia provocazione sul “razionalmente”…”
    ho abbocato con piacere, visto che siamo d’accordo e che credo diciamo la stesa cosa.
    Anzi, hai fatto bene a distinguere tra razionale e ragionevole, che in effetti non sono sinonimi.

    Su Gallipoli, non avrei particolari suggerimenti anche se sono pugliese, non essendoci mai stato in vacanza (torno proprio oggi da una settimana in Trentino…); però tutti gli amici che ci sono stati ne sono tornati entusiasti.
    Buonissime vacanze allora.

    29 Giugno, 2008
  118. matteo ha scritto:

    Ciao Davidino,
    e così sei in giro per vacanza.
    … Una volta c’era Roccantica…… l’estate….,
    poi con il tempo si è ridotto a un mese prima….
    poi….. chiuso!
    Come cambiano i tempi!
    ciao
    divertiti (non ne dubito)

    29 Giugno, 2008
  119. Davidino ha scritto:

    Ciao Matteo,
    eravamo in gita con il vescovo e i seminaristi della mia diocesi. Non mi dispiace affatto che siano passati quei tempi, almeno per me che in estate preferisco stare nella mia parrocchia con la mia gente che altrimenti non vedrei mai e che mi sostiene con la preghiera.
    Però sento parlare tanti sacerdoti più “vecchi” di me e ricordano quei tempi con nostalgia.
    Un abbaccio

    29 Giugno, 2008
  120. matteo ha scritto:

    già,
    per i “vecchi”,
    un cumulo di nostalgie,
    (ma con tante ipocrisie rimosse…)
    Buone Vacanze

    29 Giugno, 2008

Lascia un commento