A Lina che è morta a Ischia con la Bibbia in mano

“Lina era nel Consiglio pastorale diocesano, aveva accolto nella sua famiglia numerosa figli disabili. E’ morta mentre andava a preparare un incontro di preghiera”: così il vescovo di Ischia Pietro Lagnese ha ricordato al funerale Lina Balestrieri, morta il 21 agosto 2017 con la Bibbia in mano, a pochi passi dal marito, all’ingresso di una chiesa di Casamicciola. Aveva 59 anni. Racconto la sua storia nella pagina del blog intitolata “Cerco fatti di vangelo”, al capitolo 12: “Madri e padri di vocazione”.

8 Commenti

  1. antonella lignani ha scritto:

    Ottimo Luigi. Più fatti di Vangelo e meno discussioni!

    4 Settembre, 2017
  2. antonella lignani ha scritto:

    Il marito ha anche detto: Lina ha scelto la parte migliore.

    4 Settembre, 2017
  3. Clodine-Claudia Leo ha scritto:

    Una donna straordinaria. …

    4 Settembre, 2017
  4. Beppe Zezza ha scritto:

    I frutti di un fede coltivata e vissuta.

    4 Settembre, 2017
  5. antonella lignani ha scritto:

    Talvolta abbiamo bisogno di queste boccate d’aria pura.

    4 Settembre, 2017
  6. Amigoni p. Luigi ha scritto:

    C’è nostalgia di fatti di vangelo, anche su questo blog.
    E più di uno è in attesa del quarto omonimo volume.
    Forza Accattoli

    5 Settembre, 2017
  7. Lorenzo Cuffini ha scritto:

    Il bello dei fatti di Vangelo è che – a differenza delle questioni astruse oggetto di dibattito – sono alla nostra portata assoluta e di esclusiva nostra pertinenza.
    Nè richiedono per nulla il corollario della “morte nobilitante” per diventare tali.
    Non richiedono alcuna straordinarietà.
    Non richiedono alcuna eccezionalità di doti.
    Non richiedono alcuna virtù preclara.
    “Solo” darsi COMPLETAMENTE a Chi ci ha piazzato gli occhi addosso.
    E questo INDIPENDENTEMENTE dal Papa questo o quello, dal chiesabalilla sempiterno, dallo sfinimento del dibattito ( ma de che) a oltranza.
    Capisco la bella espressione della “nostalgia dei fatti di vangelo” e anche quell’altra che rappresentino per noi “una boccata d’aria fresca.”
    Ma: la prima siamo noi a doverla “far passare”, chi se no?
    La seconda, la boccata d’aria fresca, dobbiamo deciderci a diventarlo noi per gli altri.

    5 Settembre, 2017
  8. Lorenzo Cuffini ha scritto:

    🙂 🙂

    5 Settembre, 2017

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