Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

 Dopo una prima domanda sulla Chiesa e le sue sfide  il settimanale polacco – già caro a Wojtyla –Tygodnik Powszechny (Settimanale universale) me ne ha posta un’altra sull’attualità del Conclave nell’era digitale: ho risposto che la sua funzionalità è fuori discussione, stando al fatto che l’era digitale dura ormai da alcuni decenni nei quali si sono tenuti buonissimi Conclavi. Nel primo commento trovi la sagace domanda e la sua degna risposta

Ho messo a titolo del post un verso luminoso della Sequenza pasquale e lo illustro con il mosaico del Cristo trionfatore della Cappella di Sant’Andrea , in Ravenna (inizi del V secolo), per introdurre la registrazione audio della lectio di Pizza e Vangelo che abbiamo fatto via Zoom lunedì 28 aprile leggendo, dal capitolo 16 di Marco, l’episodio delle donne impaurite dalla scoperta del sepolcro vuoto. Qui sotto il link alla registrazione e nel primo commento due parole sul mosaico
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Quali sono, secondo te, le sfide più urgenti che la Chiesa e il nuovo Papa devono affrontare oggi? E’ la prima domanda in vista del Conclave che mi ha posto il settimanale cattolico polacco – già caro a Wojtyla –Tygodnik Powszechny, cioè Il settimanale universale. Nel primo commento la mia risposta che guarda al Sud del mondo

Le donne al sepolcro la mattina di Pasqua – mosaico di Sant’Apollinare Nuovo – Ravenna – per introdurre la scheda di preparazione alla lectio che faremo a Pizza e Vangelo lunedì 28 aprile via Zoom: leggeremo da Marco 16 il brano delle donne che il mattino dopo il sabato vanno al sepolcro, lo trovano vuoto e ricevono da “un giovane vestito di una veste bianca” l’annuncio che il Nazareno è risorto. La loro reazione è inaspettata: “fuggono via dal sepolcro perché sono piene di spavento e di stupore”. Metteremo la lente su questo spavento e stupore, ma anche sul fatto che le prime annunciatrici del risorto sono delle donne, che svolgono il ruolo di “apostole degli apostoli” come diranno i Padri della Chiesa. nei commenti l’intera scheda

Francesco ha avviato processi di novità anche se poi non ha realizzato grandi riforme: per comprendere l’apporto che i suoi dodici anni potranno dare alla storia del Papato, occorre tenere d’occhio quei processi, ovvero i semi di novità che è venuto spargendo, a larghe mani, lungo l’intera sua stagione. Nel primo commento faccio alcuni esempi dei processi avviati dal Papa argentino e nel secondo riporto un suo testo chiave su tale metodo d’azione

Rosso Fiorentino – Deposizione di Volterra, particolare – per introdurre la registrazione audio della serata di Pizza e Vangelo che facemmo lunedì 14 aprile leggendo dal capitolo 15 di Marco la deposizione dalla croce e la sepoltura di Gesù per iniziativa di Giuseppe d’Arimatea, “membro autorevole del Sinedrio che aspettava anch’egli il Regno di Dio”. Con questa immagine auguro la buona Pasqua ai visitatori del blog
Particolare della Deposizione del Pontormo – 1526/27 – che è nella chiesa fiorentina di Santa Felicita – per introdurre la scheda di preparazione alla lectio di Pizza e Vangelo che faremo via zoom dopodomani, lunedì 14 aprile alle 21.00. Leggeremo il racconto della deposizione dalla croce e della sepoltura di Gesù che è nella parte finale del capitolo 15 del Vangelo di Marco. Ci faremo aiutare da autorevoli studiosi e da due pittori del primo manierismo: il narrativo Rosso Fiorentino e il mistico Pontormo, ambedue fiorentini. Nei commenti l’intera scheda

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Longino che impugna la lancia con la quale colpirà il costato di Cristo: particolare del Crocifisso 1954 di Salvador Dalì, Musei Vaticani – per introdurre la registrazione audio dell’ultima serata di “pizza e vangelo” nella quale leggemmo dal capitolo 15 del Vangelo di Marco i due versetti nei quali vengono segnalate “alcune donne” che “da lontano osservavano” la crocifissione e la morte di Gesù sulla croce. Nella serata abbiamo anche svolto alcuni approfondimenti: sulle donne nel Vangelo di Marco, sulla corona di spine nell’iconografia del crocifisso, su Costantino che abolisce la pena della crocifissione e – appunto – sui crocifissi senza croce. Tra gli esempi di crocifissi senza croce abbiamo proposto quello di Dalì 1954, che puoi vedere riprodotto qui nel blog ad apertura del post del 29 marzo: in esso trovi, in basso a destra, questo particolare di Longino a cavallo