Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

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Stamane sono salito all’Eremo di Camaldoli tra una folla di abeti. Eravamo duemila. Avevo già fatto quella camminata nel luglio del 1968 e i duemila già c’erano tutti. Cinquant’anni come il giorno di ieri. “Che racconti?” m’interrogavano. “Abeti belli – rispondevo – io sono quello d’allora e svolgo altrove le lectio che ho imparato qui. Continuate ad accompagnare chi sale all’Eremo”. Guardandoli mi è parso di sentire un coro si sì.

A cinquant’anni da “Humanae vitae” arriva uno studio sulle fonti che fornisce un buon aiuto a intenderne l’insegnamento e a collocarla senza semplificazioni nella vicenda della Chiesa contemporanea: si tratta del volume del teologo Gilfredo Marengo, La nascita di un’enciclica. “Humanae vitae” alla luce degli Archivi Vaticani (Libreria Editrice Vaticana 2018, pp. 286). Veniamo ad apprendere fatti nuovi che segnalerò nei commenti e tra essi il più importante: che due mesi prima della pubblicazione dell’enciclica (25 luglio 1968), Paolo VI ne aveva approvata una precedente redazione intitolata “De nascendae prolis”, più severa nell’affermazione della dottrina tradizionale, che poi bloccò e fece riscrivere approdando al testo attuale, che accompagna la condanna della contraccezione con l’affermazione in positivo dell’apertura alla vita e della paternità responsabile.

 

Sull’omosessualità quasi non abbiamo parole. Suona dunque come una felice occasione il discorso del vescovo di Verona Giuseppe Zenti all’assemblea parrocchiale di Selva di Progno, il 5 luglio, a chiarimento della vicenda dell’ex parroco Giuliano Costalunga, dopo che costui aveva annunciato d’essersi sposato in Spagna con un uomo di cui era innamorato. Costalunga aveva criticato precedenti parole del vescovo annunciando che sarebbe stato presente all’assemblea e che in essa avrebbe detto le sue ragioni. Il vescovo non ha ammesso il contraddittorio ma alla fine delle sue parole ha abbracciato don Giuliano. Nei commenti il link al testo intero, provvidamente pubblicato dal sito della diocesi e i passaggi che mi paiono più utili.

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Questa foto è di sabato scorso. Mi trovavo a Recanati nel campo di uno dei miei fratelli. Eravamo al tramonto e il girasole sonnecchiava dopo una giornata di luce. Per farmi ascoltare l’ho preso per il collo.

Sto seguendo in diretta l’incontro dei cristiani del Medio Oriente che si fa oggi a Bari su invito di Francesco: e oggi pomeriggio alle 16.00 sanò nello studio di TV2000  per una lettura d’insieme della giornata. Nei commenti aggiornerò via via informazioni e riflessioni. Parto dicendo che è una giornata grande che dice la situazione misera dei cristiani in quelle terre: pochi, divisi, perseguitati, incapaci di pregare insieme, disabili a parlare a una voce, o a collaborare.

Ieri il Papa ha nominato il collega Paolo Ruffini , finora direttore di TV2000, prefetto del dicastero per la comunicazione.  Ruffini è il primo laico capo dicastero in Vaticano. Dunque ottima notizia. Nel primo commento una possibile implicazione della nomina.

M’affaccio alla finestra. L’estate è donna. Gambe nude e cappelli.

L’uso di parabole narrate e vissute è un aspetto creativo della comunicazione di Francesco che ho  trattato in quattro occasioni sulla rivista “Il Regno”. Nel più recente dei quattro testi provo a tirare le fila di tale indagine interrogando parabole vissute (il papa che indossa il giubbetto salvagente di una bambina morta in mare, l’incontro con un trans a Santa Marta e altre) che Francesco stesso interpreta volgendole in parabole narrate. Nel primo commento il link al testo de “Il Regno” e l’intenzione che l’ha guidato.

E’ il titolo di una conferenza che tengo dopodomani qui a Roma a un uditorio universitario. Chiedo ai visitatori di darmi qualche suggerimento, o dato statistico, o link a fonti statistiche, o bibliografia. Nel primo commento spiego l’argomento che affronterò.

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Vergine Santa proteggi la mia famiglia / aumenta la nostra fede / fa che mio marito e i miei figli / possano convertirsi e ringraziare / donaci pace e amore / nei nostri cuori / Amen – Sono stato stamane a messa nel Santuario di Loreto e nella Sacrestia del Pomarancio ho trascritto dal registro delle preghiere questa invocazione che figura alla data del 18 giugno. Nel primo commento una foto del favoloso Pomarancio.