Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Riprendo la fiera degli ossimori che era in pausa da maggio [Ossimori 7: Pianti di gioia] con “O viva morte, o dilettoso male”: settimo verso del sonetto del Petrarca Se amor non è, che dunque è quel ch’io sento? (Canzoniere 132). Questo è l’ultimo verso: “e tremo a mezza state ardendo il verno”. Mario Luzi: si esprime nel linguaggio della morte / ogni nostra vita, in “Rosales”, BUR 1983, p.117. Ancora Luzi in “Ipazia”, BUR 1978, p. 106: Una donna muore per la vita, non per la morte. Sempre Luzi: A volte si tocca il punto fermo e impensabile / dove nulla da nulla è più diviso, / né morte da vita / né innocenza da colpa, / e dove anche il dolore è gioia piena (“Su fondamenti invisibili” 1971). “Vivere la morte” titolo di un volume di Enzo Bianchi, Gribaudi 1983. Sequenza di Pasqua: “Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello”. – “Viva la muerte!” grido del franchismo contestato da Miguel De Unamuno. “Morendo ha distrutto la morte”: prefazio ambrosiano della Notte di Pasqua.

Ho visto in casa e discusso con i familiari il dibattito su Sky tra i cinque candidati alle primarie del Centrosinistra: Matteo Renzi, Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Laura Puppato, Bruno Tabacci. Ora mi attendo di vedere qualcosa di simile nel Centrodestra e non lo dico polemicamente, ma in positivo: è così – intendo dire con le primarie – che oggi si motiva la partecipazione dei cittadini. Ieri abbiamo visto che è possibile discutere civilmente e seriamente. Tifo perché ci riesca anche l’altro schieramento.

La storia che ho qui narrato di Margherita Filippini – vedi post del 12 settembre – ha avuto un prolungamento: le famiglie che l’hanno accompagnata così viva a quella morte cristiana mi hanno invitato e ci siamo incontrati e siamo andati alla tomba di lei. Mentre eravamo a tavola in quella casa di Reggio Emilia sembrava di stare in una pagina del Nuovo Testamento, in una delle case dove andava ospite Paolo, dove si parlava della morte e della risurrezione avendo tutti nel cuore la stessa speranza. Mi hanno raccontato altre parole di Margherita che riporto ora in appendice alla storia già pubblicata: Ho avuto la fortuna di potermi preparare.

«Chi come me guadagna più di 250mila dollari l’anno, deve pagare di più altrimenti le tasse dovranno salire per tutti. Se siamo seri sulla riduzione del deficit dobbiamo combinare i tagli alla spesa con le entrate e questo significa chiedere agli americani più ricchi di pagare un po’ più di tasse»: così ha parlato Barack Obama appena rieletto. Il portavoce Jay Carney ha commentato che “il presidente opporrà il proprio veto su qualsiasi misura che estenda gli sgravi fiscali ai più ricchi”. E’ uno dei motivi per cui ho scritto quattro giorni addietro che ero contento della rielezione di Obama.

“Michelangelo è il cuore, Brunelleschi la mente, Donatello la mano”: è il suggerimento che Sergio Risaliti, ideatore dell’ostensione dei tre crocifissi al Battistero di Firenze (vedi post del 5 novembre), offre al visitatore desiderante. Ho ripreso quell’efficace consegna in un manualistico articolo pubblicato da LIBERAL il 7 novembre alle pagine 14 e 15 con il titolo “Il cuore la mente la mano. Il pathos di un ragazzo, un Re superiore anche all’umiliazione, un uomo comune. Tre interpretazioni del Cristo e del mistero della fede”. Partendo per Firenze dedico quell’articolo ai visitatori del blog.

Blitz delle Fiamme Gialle nei «compro oro». Operazione delle Fiamme Gialle in tutta Italia: sequestrati beni per 163 milioni, 118 indagati in undici regioni: così mi piace, l’Italia deve diventare severa sugli evasori, la necessità ci spinge in quella direzione e non tutti i mali vengono per nuocere. Opera di giustizia è denunciare per ogni via gli evasori e sostenere chi li contrasta. – Eppure i “Compro oro” hanno un qualche posto nei miei giorni. Ce n’era uno qua intorno e poco più in là un negozio con la scritta “Cerco pellicce usate”. Mettendoli insieme a suo tempo feci il titolo CERCO FATTI DI VANGELO. Sono grato a chi mi aiuta a trovare le parole.

Sono contento per Obama come lo fui alla prima elezione – Obama come segno dei giorni che viviamo – e lo dico con le parole di Romney nel discorso di ammissione della sconfitta: “Gli auguro di avere successo, prego per lui e per questo grande paese”.

Gentaglia del pianerottolo che ognisempre baruffate piatosamente, prendete infine essempio da me che non offendo niuno, unquanco mi offendo checché mi dicano pirla e piromani miei coetanei o di me dimolto più verdi, e nondimeno tuttodì dico la mia. Prendete essempio e memorate pur anco che pirla et piromani sortono dalla stessa radice, o radica. Ovverosia ovile.

Venerdì andrò a Firenze, nel Battistero di San Giovanni, per l’ostensione dei tre crocifissi di Donatello, Brunelleschi e Michelangelo. Vivo con felicità questi giorni di attesa. Come se andassi a Firenze per la prima volta.

Per le Chiese cristiane questo tempo sta sotto il segno della crisi ma non mancano risorse e slanci che incoraggiano ad affrontare l’impresa di una nuova evangelizzazione: è questa l’idea venuta dalle tre settimane del Sinodo dei Vescovi che si è concluso domenica. Ma dal Sinodo è venuto anche un altro messaggio altrettanto importante: che per la leadership episcopale mondiale la crisi che stiamo vivendo nonché la reazione a essa non sono una novità degli ultimi anni, ma risalgono ambedue agli anni ’50 del secolo scorso; e che dunque lo stesso Vaticano II fa parte della risposta cattolica ai tempi nuovi del mondo e della cristianità. Anche questa seconda idea ha un portato liberante: aiuta a evitare che ci si fermi alla diatriba sul ruolo del Concilio in rapporto alla crisi. – E’ il passabile avvio di un mio articolo sul Sinodo pubblicato da LIBERAL il 30 ottobre alle pagine 14 e 15 con il titolo Contagiati dal Vangelo, del quale articolo non si potrebbe dire né bene né male.