“Prego, inizia la gioia”: è l’attacco di una pagina del Diario di Claudio Contarin e dice da solo la sorprendente freschezza di questo libretto pubblicato da “Radio Oreb” di Vicenza. L’ho appena letto e devo parlarne subito tanto ne sono felice. Un’agenda senza pretese ma che è anche un qualcosa di unico: gli appunti quotidiani di un ragazzo vicentino morto nel febbraio del 2008 a 19 anni in un incidente stradale, ma anche – io credo – un dono dello Spirito alla nostra epoca. Parole semplici, mai rilette, anche sgrammaticate ma piene di cielo, sorprendenti quanto i primi appunti della coetanea Teresa di Lisieux. Preziose oggi che le parole cristiane si sono fatte rare sulla bocca dei ragazzi. Ne ho parlato sulla rivista il Regno e puoi trovare il mio testo anche qui, alla pagina CERCO FATTI DI VANGELO, capitolo 20 intitolato “Preghiera pubblica”. E’ il mio dono di Pasqua ai visitatori.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
Auguro la buona Pasqua ai visitatori con una foto che mi è arrivata ora da Ferrara, spedita da Cristina Carrà, riguardante la potatura dei 25 ulivi che il liceo Ariosto coltiva in memoria degli alunni cacciati dalle leggi razziali. Come narravano i post del 28 marzo e del 28 gennaio io sono amico di quei giovani ulivi e sono felice di mostrare l’immagine del taglio dei rami che sono stati consegnati alla parrocchia dell’Immacolata per la processione di domenica. Sono anche amico del parroco dell’Immacolata, don Giovanni Camarlinghi, che in occasione della mia andata a Ferrara in gennaio mi ha narrato – a cena da comuni amici – due storie che ho già inserito nella pagina CERCO FATTI DI VANGELO. Una è nel capitolo 8 con il titolo “Tonino Colombani: il mangiapreti convertito dall’Ave Maria”; l’altra nel capitolo 18 con il titolo “Giorgio Bianchini: il Giusto di Israele e il Giusto delle Nazioni”. Buona Pasqua e buona lettura.
Nel mese di marzo il blog ha avuto 17038 visitatori diversi. Erano più di 13 mila nel marzo del 2008. Il primo post l’avevo scritto nel marzo del 2006. I miei figli informatici dicono che è una buona crescita. Tanto buona che è anche arrivata una proposta da parte di un’agenzia pubblicitaria alla quale ho risposto che non ero interessato. Ma i miei figli hanno suggerito di sperimentare un collegamento con AdSense di Google che associa a un sito annunci “pertinenti”. L’esperimento dura da appena una settimana e fino a oggi mi sono divertito a osservare che pertinenza quel sistema vada a scovare in rapporto ai contenuti del mio blog. Io mi chiamo Luigi ed ecco la segnalazione di una Villa Luigi che sarebbe una casa vacanze. Parlo degli ulivi potati all’Ariosto di Ferrara e appare il link a un sito che dice: “Cerchi piante di ulivo?” Nomino il comico Antonio Albanesi e viene un incoraggiante “Chiama Albania gratis”. Sembrano tutti dei pesci d’aprile. Ma qualche volta – devo ammettere – va meglio: un visitatore cita Amerio e appare la copertina del volume “Iota unum”, si nomina il Getsemani ed ecco “Visitate la Terra Santa”. I visitatori sopportino l’intromissione per qualche settimana, in modo da vedere se ne viene quanto basterebbe a pagare il costo del blog. Vi terrò informati.
“Molti temono, negli ambienti cattolici, lo svelamento di casi italiani simili a quelli dell’Austria e della Germania, se non dell’Irlanda e degli Usa. Si dovrebbe invece argomentare e operare in favore dello svelamento, purchè ovviamente i fatti siano reali. Sarebbe anzi bene che la nostra Conferenza episcopale prendessero delle iniziative di indagine e studiasse qualche “operazione verità” prima che sia troppo tardi. La nomina di un referente nazionale, come avvenuto in altri paesi, non sarebbe fuori luogo. Un’informazione trasparente sui casi accertati, come anche l’offerta di una fattiva consulenza a chi ha subito torti o cerca interlocutori per la difesa della propria dignità potrebbero essere tra i suoi compiti“: è un passaggio di un mio articolo pubblicato oggi da LIBERAL con il titolo SE IN VATICANO PARTE L’OPERAZIONE VERITA’. ALLA CHIESA SERVE UN REFERENTE UNICO PER ALLONTANARE SOSPETTI E SPECULAZIONI. [Segue nel primo commento]
“Ho iniziato a lavorare a un nuovo personaggio, un uomo che avverte un forte desiderio di pregare ma ha un problema: non riesce a trovare la posizione giusta perchè ha paura che qualcuno si senta offeso. Così resta sdraiato per terra sul palcoscenico e si muove cercando di non disturbare nessuno“: Antonio Albanese alla rivista VIVERE IN ARMONIA, aprile 2010, p. 17. Considero Albanese uno dei cristiani più comunicativi del nostro mondo dello spettacolo, paragonabile a Lucio Dalla e a Roberto Benigni.
“L’uomo può scegliere una via comoda e scansare ogni fatica. Può anche scendere verso il basso, il volgare. Può sprofondare nella palude della menzogna e della disonestà. Gesù cammina avanti a noi, e va verso l’alto. Egli ci conduce verso ciò che è grande, puro, ci conduce verso l’aria salubre delle altezze: verso la vita secondo verità; verso il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti; verso la pazienza che sopporta e sostiene l’altro“: così ha parlato stamane il papa a San Pietro durante la celebrazione delle Palme. E poco dopo, all’Angelus, ha detto ai giovani: “Non temete quando il seguire Cristo comporta incomprensioni e offese”. Non temete, non lasciatevi intimidire. Grato di queste parole chiedo loro di tornare a colui che le ha pronunciate per dirgli con lo stesso sentimento: non temere e non lasciarti intimidire.
I 25 ulivi del liceo classico Ludovico Ariosto di Ferrara – ricordano i 25 ebrei espulsi dalla scuola nel 1938 in applicazione delle leggi razziali: se ne parlava qui il 28 gennaio – sono stati potati l’altro ieri e hanno fornito i rami per la processione delle Palme alla parrocchia del quartiere. Con una foto degli ulivi com’erano prima della potatura, faccio gli auguri della domenica delle Palme ai miei visitatori. Ringrazio le docenti Teresa e Cristina che mi hanno mandato la foto e mi hanno informato della potatura e della destinazione dei rami alla parrocchia.
La comunità cattolica dell’Orissa, India, avvia un’indagine in vista dell’apertura di una causa di beatificazione per i martiri dell’estate 2008, uccisi da fondamentalisti indù: la notizia mi fa felice e la interpreto come un frutto della provocazione di papa Wojtyla a onorare i martiri del nostro tempo finchè la loro memoria è viva. Iniziative simili a quella dell’arcidiocesi di Chuttack-Bhubaneswar (vedila qui) dovrebbero a mio parere essere prese da tutte le comunità locali che registrano fatti di martirio: onorare i martiri è la prima risposta da dare a ogni persecuzione. – Le violenze anticristiane nello Stato dell’Orissa durano da una decina di anni. L’Orissa è stato il primo Stato dell’India ad adottare una legge anticonversione, già nel 1967, perché i dalit (senza casta) e i tribali, quasi metà della popolazione, facilmente abbandonano l’induismo che giustifica le caste e passano al cristianesimo e al buddismo. Si sono avuti e si continuano ad avere singoli assassini, assalti a chiese, centri sociali, interi villaggi a forte presenza cristiana. Gli uccisi hanno superato il centinaio durante l’estate del 2008.
Per due giorni ho passato buona parte della mattinata al liceo Tasso in attesa dei colloqui con i genitori. Mamme e papà in ansia come i figli – in un corridoio del primo piano – per l’aoristo e le equazioni di secondo grado. Ma alle 11,30 suona la campanella dell’intervallo ed escono a centinaia dalle aule, chiassosi allacciati burlanti e raggianti verso le pizzette e le aranciate e poi di nuovo a ondata nelle aule calamitati dalla nuova scampanellata. Come sono belli i figli e le figlie di 16 e 17 e 18 anni. Quasi quasi al mio liceo ci vado anche domani che non ci sono i colloqui.
I giornali tedeschi che rilanciano a raffica casi giudicati da decenni per colpire di striscio il cardinale Ratzinger e ora il New York Times che sceneggia eventi degli anni 50-74 per lanciare sospetti sul papa e sul cardinale Bertone sono da mettere nel conto dell’approfittamento mediatico e del complesso antiromano. Altrimenti detto: fanno schifo. Ma inducono a una qualche riflessione chi abbia ancora la calma per riflettere: oggi c’è troppa pubblicità laddove ci fu troppo nascondimento. Nella lettera agli irlandesi Benedetto elenca tra i fattori dello scandalo “una preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali”. Ora si alza il volume su quanto in passato fu silenziato, nascosto, insabbiato, minimizzato. Ne viene una morale per la comunità cattolica italiana: faccia luce e informi di sua iniziativa, finchè è in tempo. Poniamo che da noi lo scandalo sia 10: se lo si mantiene nascosto domani sui media sarà cento, mentre sarà dieci se verrà “confessato”.


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