Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Splendore di questa Araucaria heterophylla che ho fotografato stamane nel parco dell’Opera Madonnina del Grappa a Sestri Levante e che dedico ai visitatori

In una “conversazione” con la rivista Limes pubblicata il 9 agosto, il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin risponde in maniera vibrata alla domanda se Francesco nella sua predicazione della pace in riferimento all’Ucraina non si sia mostrato filorusso: respinge l’accusa, la qualifica come “grossolana”, l’attribuisce a chi vorrebbe il Papa ”cappellano dell’Occidente”. Non avendo avuto occasione nei giorni scorsi di segnalare quella conversazione, lo faccio oggi riportando nel primo commento la domanda e la risposta su Francesco filorusso. e nel secondo una mia nota.

Fino allo scioglimento delle Camere tanti si interrogavano sul futuro istituzionale e politico di Mario Draghi, ma l’indizione delle elezioni ha per il momento congelato quegli interrogativi ma non li ha del tutto tacitati. Tra chi li ripropone non vi sono soltanto le voci politiche più immediatamente interessate a richiamarsi alla sua “lezione” (tipo Renzi e Calenda): tra le fonti disinteressate, la più autorevole che mi sia capitato di cogliere è quella della rivista Il Regno: nel primo commento riporto due capoversi dell’ultimo editoriale del direttore Gianfranco Brunelli e nel secondo dico la mia.

A ogni tornata elettorale nazionale sono stupito dalla facilità con cui la destra si accorpa mentre la sinistra si disarticola. Penso sia dovuto al migliore istinto elettorale della prima rispetto alla seconda. Nel primo commento svolgo compiutamente questa diatriba.

Particolare di “Piazze d’Italia 1942” di Giorgio De Chirico, che nel primo commento accosto arbitrariamente a un frammento del romanzo Pedro Pàramo di Juan Rulfo (Messico 1955). Tra l’Italia 1942 e il Messico 1955 tutto è diverso. Ma forse la notte, le ombre, l’avvertenza del dramma sono uguali dappertutto.
Finalmente sono salito sulla sommità della Pietra di Bismantova, che sognavo da quando – in seconda liceo – leggendo il Purgatorio di Dante, trovai segnalato questo luogo di arduo accesso: “Montasi su in Bismantova”. Nei commenti una mia divagazione su alcuni dei luoghi dove sono stato negli anni lasciandomi guidare da Dante esule e fuggiasco, curioso delle località quant’altri mai.

Santuario di Boccadirio nell’Appennino bolognese, tappa mediana di un trasferimento di mezza estate. Gran bella montagna e vivissimo luogo di pietà popolare. L’ho incontrato oggi per la prima volta e lo suggerisco ai visitatori: a due passi dall’uscita autostradale di Roncobilaccio.

Se non chiedi perdono ti tirano le pietre, ma se lo chiedi le pietre arrivano lo stesso: è il caso del Papa e delle sue “confessioni di peccato” fatte a nome della Chiesa durante il viaggio in Canada la settimana scorsa, riguardo alle corresponsabilità dei cattolici nei maltrattamenti dei nativi, con particolare riferimento alle scuole residenziali [vedi post del 25 luglio: https://www.luigiaccattoli.it/blog/bergoglio-agli-indigeni-del-canada-vi-ringrazio-per-aver-condiviso-con-me-la-vostra-memoria-sanguinante/]. Critiche dei media fatte proprie anche dal Governo del Canada e alle quali il Papa ha risposto durante il colloquio con i Gesuiti del Paese avvenuto il 29 luglio a Québec e pubblicato ieri da La Civiltà Cattolica. Nei commenti un richiamo alle critiche, la risposta del Papa, un riepilogo della richiesta di perdono fatta dal Papa lungo tutto il viaggio.

Ho comprato un frigo prodotto in Turchia (dalla Sekom). L’hanno portato su per le scale e installato un rumeno aiutato da un cinese, mentre l’alimentazione elettrica è stata sistemata da un elettricista egiziano. Nella giornata di ieri mezzo mondo si è dato appuntamento nella mia cucina.