
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

In una “conversazione” con la rivista Limes pubblicata il 9 agosto, il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin risponde in maniera vibrata alla domanda se Francesco nella sua predicazione della pace in riferimento all’Ucraina non si sia mostrato filorusso: respinge l’accusa, la qualifica come “grossolana”, l’attribuisce a chi vorrebbe il Papa ”cappellano dell’Occidente”. Non avendo avuto occasione nei giorni scorsi di segnalare quella conversazione, lo faccio oggi riportando nel primo commento la domanda e la risposta su Francesco filorusso. e nel secondo una mia nota.
Fino allo scioglimento delle Camere tanti si interrogavano sul futuro istituzionale e politico di Mario Draghi, ma l’indizione delle elezioni ha per il momento congelato quegli interrogativi ma non li ha del tutto tacitati. Tra chi li ripropone non vi sono soltanto le voci politiche più immediatamente interessate a richiamarsi alla sua “lezione” (tipo Renzi e Calenda): tra le fonti disinteressate, la più autorevole che mi sia capitato di cogliere è quella della rivista Il Regno: nel primo commento riporto due capoversi dell’ultimo editoriale del direttore Gianfranco Brunelli e nel secondo dico la mia.
A ogni tornata elettorale nazionale sono stupito dalla facilità con cui la destra si accorpa mentre la sinistra si disarticola. Penso sia dovuto al migliore istinto elettorale della prima rispetto alla seconda. Nel primo commento svolgo compiutamente questa diatriba.

Dopo la pausa di luglio il Papa ha ripreso le catechesi sulla vecchiaia che stava svolgendo da febbraio, proponendo una sedicesima meditazione che ho ascoltato con gratitudine: lo dico da anziano oltre che da vaticanista. Trovo che la lectio di oggi porta a pienezza il cammino tracciato fino a qui e del quale mi sono occupato con il post del 3 agosto. Nei commenti i passaggi chiave della catechesi e in coda una mia nota.

Se non chiedi perdono ti tirano le pietre, ma se lo chiedi le pietre arrivano lo stesso: è il caso del Papa e delle sue “confessioni di peccato” fatte a nome della Chiesa durante il viaggio in Canada la settimana scorsa, riguardo alle corresponsabilità dei cattolici nei maltrattamenti dei nativi, con particolare riferimento alle scuole residenziali [vedi post del 25 luglio: https://www.luigiaccattoli.it/blog/bergoglio-agli-indigeni-del-canada-vi-ringrazio-per-aver-condiviso-con-me-la-vostra-memoria-sanguinante/]. Critiche dei media fatte proprie anche dal Governo del Canada e alle quali il Papa ha risposto durante il colloquio con i Gesuiti del Paese avvenuto il 29 luglio a Québec e pubblicato ieri da La Civiltà Cattolica. Nei commenti un richiamo alle critiche, la risposta del Papa, un riepilogo della richiesta di perdono fatta dal Papa lungo tutto il viaggio.
Ho comprato un frigo prodotto in Turchia (dalla Sekom). L’hanno portato su per le scale e installato un rumeno aiutato da un cinese, mentre l’alimentazione elettrica è stata sistemata da un elettricista egiziano. Nella giornata di ieri mezzo mondo si è dato appuntamento nella mia cucina.

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