Nel giorno dei vaccini, che è di festa, io invece racconto due storie di morte apprese sul campo, senza – al momento – poter indicare il chi, il come e il dove. Ve le dico come mi sono state raccontate da chi le ha sofferte nella carne. Riguardano ambedue la disumana maniera di morire e di dare notizia di morte che è divenuta realtà quotidiana in questa stagione della bestia che è uscita dal mare. Le narro con il minimo di parole nei primi due commenti e nel terzo torno a nominare la bestia.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
L’occasione fa il ladro e può capitare che anche il Covid incentivi piccole o grandi ladrerie. Ne racconto una piccola che ho osservato ieri notte dalla finestra verso le quattro, non dormendo. Tanto non dormivo e tanto m’attirava la messa in scena di quel proverbio, che ho cambiato finestra tre volte per vederla tutta. La racconto nel primo commento.

“Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio” (Isaia 9, 5): con questo annuncio di vita auguro il buon Natale ai visitatori, assicurandoli che ora – rispetto alle ultime quattro settimane – ho abbastanza fiato per farlo.
Torno sulla beatitudine dei cuori puri che vedranno Dio [vedi ai post del 19 e 20 dicembre] per riproporla come via per il discernimento delle storie di pandemia quali fatti di Vangelo. Nei commenti la mia preghiera quotidiana per il dono del cuore puro, il rimando alle invocazioni bibliche alle quali si ispira, qualche spunto di interpretazione di questa beatitudine che è sempre stata per me la più impegnativa. Un riflesso diretto del mistero che fu l’intera esistenza del nostro Signore.
Papa Francesco ha fatto pubblicare oggi il decreto riguardante “il martirio del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, Fedele Laico; nato il 3 ottobre 1952 a Canicattì (Italia) e ucciso, in odio alla Fede, sulla strada che conduce da Canicattì ad Agrigento (Italia), il 21 settembre 1990”. E’ giorno di festa per me, che alla figura di Livatino “martire della giustizia” avevo dedicato un capitolo del primo dei miei volumi intitolati “Cerco fatti di Vangelo” (Sei 1995). Nei commenti il rimando a quel testo di cui riporto le parti rese oggi ancora più attuali dalla decisione del Papa.
“Non rilevato Sars-CoV-2”: è il responso venuto poco dopo mezzogiorno dal Laboratorio di Virologia dello Spallanzani. E’ seguita una serrata interpretazione delle implicazioni tra la dottoressa di famiglia e due nostri medici amici. Ora sia io sia mia moglie, soli abitanti della casa, siamo negativi. Consigliati di restare prudenti in ogni aspetto della coabitazione, mantenendo un qualche distanziamento, ma non più mascherina e timore di toccare l’uno il piatto dell’altro. Che faremo a Natale ancora non si sa. Ma insomma i figli che sono a Roma li vedremo, forse uno per volta con il rispettivo partner, forse per un caffè se non per il pranzo. – Questo tampone negativo non vuol dire guarigione, sempre sono in polmonite da Covid: a un mese dalla dimissione, cioè a metà gennaio farò gli accertamenti che dovrebbero dirmi se ne sarò uscito. “Però lei ne sta uscendo. Se i paramenti attuali [il saturimetro stamane dava 99] resteranno stabili, tra tre settimane potremo dirle che è guarito”. Altro dirvi non vo’.
Già ieri durante la premiazione e poi oggi per e-mail mi è arrivata da più parti la domanda: perchè tocca ai puri di cuore cogliere il bene mescolato al male? Di quale risorsa dispongono per “vedere” nel buio di questa straordinaria stagione di nuove prove e di nuovi doni dello Spirito? La risposta è nelle parole di Gesù con la quale egli formula in Matteo 5 la sesta delle nove beatitudini: “Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio” (Matteo 4,8). Scorgere lo Spirito del Signore che opera il bene nel mezzo di questa tribolazione è vedere Dio; ed è la parola di Gesù a dirci che questo è il dono riservato ai puri di cuore.
“Commovente la testimonianza di Luigi Accattoli: per raccontare il bene ci vogliono cuore puro e sguardo limpido»: con questo titoletto il comunicato della cerimonia di premiazione del concorso giornalistico “Natale Ucsi 2020” – che si è svolta stamane a Verona – introduce le parole del mio ringraziamento, che riporto nel primo commento.
Domani sabato 19 dicembre – con incontro da remoto in partenza da Verona – mi verrà dato alle ore 11.00 il premio “Natale UCSI 2020” denominato “Giornalismo e Società”, con riferimento alla mia indagine sulle “Storie di pandemia”. Nei commenti l’annuncio della vigilia, il programma dell’evento, il link per collegarsi.
Terzo giorno di cura a domicilio. Ho la prescrizione delle medicine da prendere e delle misurazioni da effettuare, prescrizione dettagliata nella “relazione clinica” che dall’ospedale hanno inviato al “medico curante”, cioè al mio medico di famiglia. Ho la bombola dell’ossigeno per eventuali crisi respiratorie, ma per fortuna fino a oggi non si sono profilate. I parametri sono in ordine, la ginnastica respiratoria pare mi venga bene. Approfitto di questa giornata calma per narrare – nel primo commento – un gesto d’affetto che mi è venuto una notte, quand’ero nel dramma, da un’infermiera giovanissima.
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