Parabola del gay con il cane che strappa i manifesti

Certe suore in centro a Torino hanno sul muro della casa una bacheca con gli avvisi delle attività settimanali. Ogni mattina trovano strappati i fogli con qualche angolo di carta intrecciato a una delle puntine. S’appostano a turno. Scoprono il tipo che all’alba passa di lì con il cane e strappa gli avvisi. “Scusi, perché fa questo?” – “Perché sono gay e voi della Chiesa ce l’avete sempre con noi” – “Ma noi non c’entriamo, noi non ce l’abbiamo con te” – “Ah no? Allora da domani non li strappo più”.

5 Commenti

  1. Federico Benedetti ha scritto:

    Vandalismo giustificato da un pregiudizio.
    Il minimo che si può dire è che il padrone del cane è maleducato e ignorante.
    E non si è nemmeno scusato con le suore…

    10 Agosto, 2016
  2. Lorenzo Cuffini ha scritto:

    A volte basta parlarsi di persona per capirsi al volo e sgombrare il campo dagli equivoci.
    Per esempio,a giudicare da quanto scrivono certi beceri kattoliconi,se ne potrebbe trarre davvero la conclusione che la Chiesa ce l ha con i gay…
    Non è così affatto.
    Ricorderei al vendicatore cinofilo, visto che la vicenda si svolge a Torino, che la diocesi è particolarmente attenta al tema che gli sta a cuore: ci si occupa della pastorale delle persone omosessuali da anni e chi se ne occupa per specifico incarico del vescovo è quanto di più lontano dai pregiudizi e dalle semplificazioni che si possa immaginare.Se davvero interessato all’argomento ,perché non rivolgersi direttamente a lui?
    (Credo che non sia certo una peculiarità della diocesi di Torino, penso valga dappertutto. …)

    10 Agosto, 2016
  3. faber ha scritto:

    Magari era un’ottima idea per la suora di iniziare a parlare, interloquire, con questa persona…. provocarla…. parlargli “d’altro”, quel desiderio d’altro che è in tutti noi.

    Già, l’ignoranza…. l’era dell’informazione, nel rumore mediatico, crea non-informazione. Disinformazione.

    La pastorale delle persone omosessuali è un tema importante, anche se dubito molto sulle reali capacità di saper provocare oggi chi vive in questa condizione. La Chiesa, questo è vero, deve ancora trovare il linguaggio e la strada giusta per rivolgersi con efficacia a queste persone, che, più di altri, ha fame del Pane che viene dal cielo.

    10 Agosto, 2016
  4. Federico Benedetti ha scritto:

    Dubito che il padrone del cane volesse “confrontarsi” con le suore o con il mondo cattolico: semplicemente voleva fare un dispetto, è stato colto in fragrante e non lo farà più.
    Può anche darsi che la Chiesa debba migliorare la comunicazione e la pastorale, ma non dimentichiamo che in questo caso c’è stato un dispetto fine a se stesso, un atto di vandalismo al quale non sono seguite ne’ le scuse (doverose, se non altro per educazione) ne’ un tentativo di riparazione: prendiamo atto che c’è una parte degli italiani che è schierata (più o meno pregiudizialmente o ideologicamente e con le motivazioni più fantasiose) contro i cattolici e la Chiesa Cattolica. Inutile cercare giustificazioni o strumentalizzare le motivazioni superficiali (e deliranti!) di questo teppista: i nemici della Chiesa usano tutti i mezzi che conoscono ogni volta che possono. Strappare gli avvisi che le suorine avevano affisso alla propria casa è tipico di un certo modo di pensare (e di una certa parte politica, che pretende di avere sempre ragione), contro il quale c’è ben poco da fare…

    10 Agosto, 2016
  5. roberto 55 ha scritto:

    E se quel tizio (e, di conseguenza, anche il suo cane) fosse, amico Faber, solo un maleducato ?

    Ciao !

    Roberto Caligaris

    16 Agosto, 2016

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