{"id":598,"date":"2007-12-30T19:11:42","date_gmt":"2007-12-30T18:11:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=598"},"modified":"2026-08-09T16:52:32","modified_gmt":"2026-08-09T14:52:32","slug":"lalbero-degli-accattoli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/lalbero-degli-accattoli\/","title":{"rendered":"L&#8217;albero degli Accattoli"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vi racconto un raduno record di cugini<\/strong><\/p>\n<p>Gli Accattoli sono tanti nelle campagne tra Recanati, Montefano e Osimo. Nonno Luigi e nonna Rosa avevano otto figli, tre maschi (Giuseppe, Giulio, Enrico) e cinque femmine (Laura, Filomena, Palmina, Giulia, Virginia) &#8211; sette si sposarono ed ebbero figli e figlie e ci siamo ritrovati domenica 25 novembre in un ristorante di Campocavallo. Eravamo venticinque tra cugini e cognati.<br \/>\nAlcuni pi\u00f9 frettolosi nel frattempo se ne sono andati, altri sono malandati. Di qualcuno avevamo gi\u00e0 festeggiato gli 80 anni. Io in quella tavolata ero uno dei pi\u00f9 giovani: il quinto, cominciando a contare da chi ha meno anni.<\/p>\n<p><strong>Vi so dire che vengo da una stirpe gagliarda<\/strong><br \/>\nA vederci tutti in quella tavolata come mai ci era capitato si aveva l\u2019impressione di una stirpe gagliarda. Se nessuno avesse fatto la cretinata di morire o di star male, saremmo stati &#8211; a quel raduno &#8211; 31 i soli cugini, senza contare i cognati e le cognate. I nipoti (cio\u00e8 i figli di noi 31) abbiamo calcolato che sono oggi una settantina e i pronipoti ormai impossibili a contare.<br \/>\nL\u2019iniziativa \u00e8 venuta da una tra noi che si chiama Marina ed \u00e8 un bello spirito, anzi uno spiritaccio e l\u2019ha messa cos\u00ec: &#8220;Prima di morire voglio rivedere tutti i cugini&#8221;. Mi sono subito detto d\u2019accordo, perch\u00e9 questi raduni vengono meglio se si fanno &#8220;prima&#8221; di quell\u2019altra faccenda. Battutacce a parte, \u00e8 stata una simpatica occasione, utile a fare memoria e a volerci bene.<br \/>\nIl ceppo era contadino ma ognuno &#8211; con la crisi dell\u2019agricoltura &#8211; si \u00e8 inventato una nuova professione e oggi quasi tutti, noi cugini e i nostri figli, abbiamo lasciato i campi: chi lavora nelle costruzioni a Passatempo, chi ha aperto un supermercato a Montefano, chi un bar-pasticceria a Osimo, chi una country house ad Appignano, chi costruisce strumenti musicali a Castelfidardo, chi commercia in vini o ha un\u2019edicola a Montefiore, chi lavora nel &#8220;movimento terra&#8221; a Loreto.<br \/>\nUno \u00e8 emigrato in Argentina dove faceva il falegname e ora \u00e8 rientrato. Qualcuno ha fatto il venditore ambulante di formaggi nelle fiere, altri per due generazioni hanno costruito botti in cemento e pali per vigne. C\u2019\u00e8 chi ha un\u2019impresa di trasporti. Un intero ceppo familiare ha impiantato un\u2019azienda per il riciclaggio della plastica. La mia cugina preferita &#8211; andavamo a scuola tenendoci per mano e correndo quando passavamo sotto i fili dell\u2019alta tensione che sfrigolavano nella nebbia &#8211; costruisce macchine per il ricambio dell\u2019aria nei capannoni industriali. C\u2019\u00e8 chi coltiva ortaggi e fiori e li porta al mercato e li commercia sia freschi sia secchi. Un nipote impianta serre per gli ortaggi e le vende anche all\u2019estero.<br \/>\nLa maggior parte di noi cugini si \u00e8 fermata alla terza o alla quinta elementare. In tre abbiamo fatto le superiori e solo due l\u2019universit\u00e0. Io sono l\u2019unico che lavora con le parole e vive lontano.<br \/>\nChe cari questi miei parenti burloni e laboriosi. Per fortuna nessuno legge il <em> Corriere della Sera<\/em> e perci\u00f2 non ho dispute con loro. Ma tra i figli e i nipoti abbondano i laureati, c\u2019\u00e8 chi naviga in internet e conosce il mio blog. Qualche volta a qualcuno regalo una copia del <em> Regno<\/em>, se c\u2019\u00e8 un mio articolo che parla della vita di un tempo.<br \/>\nTutti si lamentano di vedermi poco in televisione, io mi scuso dicendo che non mi piace andarci. Ma qualche volta da Vespa mi hanno visto tutti. Mi conoscono per quello che ero quando facevamo la lotta nei fienili e dicono che ero bravo. Ci capiamo abbracciandoci.<br \/>\nTre erano le prove di valore mascolino negli anni senza energia elettrica, prima dell\u2019arrivo della televisione: la lotta nei fienili, l\u2019arrampicarsi sugli alberi, il prendere pesci con le mani nel fiume Musone o nel Fiumicino.<\/p>\n<p><strong>Nonno Luigi e nonna Rosa tra leggenda e realt\u00e0<\/strong><br \/>\nUna rimpatriata di cugini pu\u00f2 incoraggiare a resistere alla crisi della famiglia ed \u00e8 l\u2019occasione giusta per parlare di nonno Luigi e nonna Rosa, mitici personaggi che i pi\u00f9 tra noi non hanno conosciuto, specie il patriarca Luigi che mor\u00ec a 62 anni nel 1935, mentre nonna Rosa l\u2019ho conosciuta anch\u2019io essendo arrivata al 1949.<br \/>\nDi lei si racconta che tesseva e filava e commerciava con grande bravura. Se ne parla con ammirazione come della &#8220;donna perfetta&#8221; del capitolo 31 del <em>Libro dei Proverbi<\/em> che &#8220;non teme la neve per la sua famiglia perch\u00e9 tutti i suoi di casa hanno doppia veste&#8221;.<br \/>\nSi tramanda che nonno Luigi fosse alto e grosso, rosso, la faccia rotonda. Mieteva per due e beveva per due. Quando arrivava il brocchetto del vino nei campi si attaccava a esso e ne beveva met\u00e0 da solo. I figli dicevano &#8220;beviamo prima noi&#8221;. Sapeva ridere e sapeva comandare.<br \/>\nNon era andato a scuola ma aveva imparato a leggere da soldato. Leggeva ma non sapeva scrivere. Aveva sempre sulla bocca le storie dell\u2019Antico Testamento, che aveva trovato in un libro intitolato <em>La storia sacra<\/em> che davano in chiesa: l\u2019ho visto quel libro da piccolo, non era una Bibbia ma un sunto dei suoi racconti.<br \/>\nIl grande nonno discorreva e rideva sempre. Diceva tante belle battute e correggeva tutti. Lo chiamavano &#8220;il profeta&#8221; non si sa perch\u00e9. Forse perch\u00e9 qualche volta nominava i profeti.<br \/>\nDi Rosa si dice che fosse una donna forte e di carattere indipendente. Da sposata non si era trovata bene nella famiglia del marito e gli aveva detto: &#8220;Luigi vai dal padrone e chiedigli un pezzo di terra per noi due, ch\u00e9 qui non mi trovo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Una casata rigogliosa nella tenuta dei Sinistrario<\/strong><br \/>\nOttengono la terra e &#8220;scasano&#8221;, cio\u00e8 cambiano casa. Rosa tiene un grande orto e ogni animale da cortile. Parte la mattina presto con una cesta sulla testa piena di uova, verdure, polli e conigli e va al mercato fino in Osimo e con il denaro realizza la dote delle figlie e veste cos\u00ec bene il marito e i figli maschi che quando vanno alle feste a Montefano tutti li guardano con invidia.<br \/>\nI Sinistrario proprietari della terra &#8211; una tenuta di pi\u00f9 di cento ettari, che dava lavoro a una ventina di famiglie &#8211; dicevano che era un piacere andare in visita da Luigi e Rosa perch\u00e8 avevano &#8220;l\u2019aia piena di bambini e di polli&#8221;. Riuscirono a mandare tutti i figli a scuola &#8211; a Quattrobotti, dove sarei andato anch\u2019io, una generazione pi\u00f9 tardi &#8211; fino alla terza elementare, tranne l\u2019ultimo &#8211; Enrico &#8211; che era gracile e la mamma appena aveva un poco di tosse lo teneva a casa. Ma Enrico recuper\u00f2 a sedici anni, andando alla scuola serale a Settefinestre.<br \/>\nUna gran prova l\u2019ebbero &#8211; questi nonni valorosi &#8211; quando Virginia, una delle cinque figlie, mor\u00ec a 16 anni di spagnola nel 1929. Nonno Luigi piangeva sempre e nonna Rosa lo rimproverava: &#8220;Tu non hai fede! Virginia \u00e8 in paradiso&#8221;.<br \/>\nQuando era partito il corteo per portare la figlia al cimitero, Luigi l\u2019aveva seguito e Rosa era restata in casa in compagnia delle vicine perch\u00e8 allora le donne non portavano i figli al camposanto. Appena il corteo aveva lasciato la casa lei si era messa a stacciare la farina per fare il pane e le comari l\u2019avevano richiamata: &#8220;Ferma, lo fai dopo&#8221;. E lei: &#8220;Virginia ora non ha bisogno di me ma io ho altri sette figli e devo infornare il pane&#8221;.<br \/>\nNegli ultimi tempi Luigi pesava 110 chili e portava i baffi. Quando li tagliava non lo riconoscevi.<\/p>\n<p><strong>Una volta da un vicino era entrato il diavolo<\/strong><br \/>\nUna volta da un vicino era entrato il diavolo, faceva sparire i vestiti dei bambini e il mangiare gi\u00e0 preparato. Quella famiglia non era cattiva ma non credeva a niente. Luigi era andato a Loreto con la cavalla a chiamare un vescovo che fece le preghiere e cacci\u00f2 il diavolo.<br \/>\nOltre a coltivare il campo e a governare la stalla, questo nostro nonno faceva lavori da falegname: costruiva casse da morto, telai, birocci, botti. A carnevale si divertiva a spaventare i nipoti realizzando un carro funebre coperto da un telo nero e facendosi trovare nella bara.<br \/>\nFu lui a prendere l\u2019iniziativa per costruire l\u2019edicola della Madonna &#8211; detta &#8220;figuretta&#8221; &#8211; che ancora oggi \u00e8 in capo alla salita che porta alla casa dove abitava. Raccolse i soldi tra i vicini per l\u2019acquisto dei mattoni e del cemento e fece il grosso della fatica. Era il pi\u00f9 forte ed era lui la sera a guidare &#8220;il mese di maggio&#8221; davanti alla &#8220;figuretta&#8221;. Per fare festa sparava i mortaretti di ferro, quelli pesanti.<br \/>\nUnica cosa che pare ci fosse da ridire sul &#8220;profeta&#8221; era che &#8220;beveva&#8221;. Non che gli facesse male, reggeva bene il vino ma sia lui sia gli altri di quel tempo bevevano volentieri e la domenica pomeriggio facevano la visita alle cantine.<br \/>\nDa giovane andava a Montefiore a ballare per la festa di San Biagio e si portava un salame per aiutarsi a bere. Ci andava a piedi nudi con le scarpe sulle spalle, appese per i lacci. Se le metteva quando arrivava alle prime case.<br \/>\nMor\u00ec di tetano a seguito di una ferita che si fece da solo sulla gamba sinistra con la falcetta lunga mentre mieteva a strame, che \u00e8 un modo di tagliare il grano a met\u00e0 del gambo. Aveva il diabete e gli \u00e8 venuta la febbre. Lo portarono all\u2019ospedale di Recanati ma poi mor\u00ec a casa e fu sepolto nel cimitero di Bagnola, in una delle tombe a terra, in fondo a destra.<\/p>\n<p><strong>Enrico torna dalla guerra &#8220;Il Signore l\u2019ha riportato&#8221;<\/strong><br \/>\nRestata sola Rosa prese il comando della casa col suo carattere forte e diceva ai figli e alle figlie: &#8220;Il Signore non ci dimentica&#8221;. Al figlio Enrico mor\u00ec un bimbo appena nato e lui &#8211; come gi\u00e0 il nonno &#8211; non smetteva di piangere. La capofamiglia lo sgridava: &#8220;Non piangere \u00e8 in Cielo&#8221;. Tanto che una volta il figlio le disse: &#8220;Lasciami in pace&#8221;.<br \/>\nQuesto zio Enrico fece poi quattro anni di guerra e per due fu prigioniero in Albania e nulla pi\u00f9 se ne sapeva. La moglie Elena, restata a casa con due bambini, aveva perso la voglia di vivere e la nonna a dirle: &#8220;Devi avere fede&#8221;. Enrico infine torn\u00f2 di notte con la barba lunga e fu uno spavent\u00f2 perch\u00e8 non lo riconoscevano e la nonna diceva: &#8220;Il Signore l\u2019ha riportato&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\nLuigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 20\/2007<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi racconto un raduno record di cugini Gli Accattoli sono tanti nelle campagne tra Recanati, Montefano e Osimo. Nonno Luigi e nonna Rosa avevano otto figli, tre maschi (Giuseppe, Giulio,&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/lalbero-degli-accattoli\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;albero degli Accattoli<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"class_list":["post-598","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=598"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/598\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30955,"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/598\/revisions\/30955"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}