{"id":7694,"date":"2011-10-31T13:31:21","date_gmt":"2011-10-31T12:31:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7694"},"modified":"2011-10-31T13:31:21","modified_gmt":"2011-10-31T12:31:21","slug":"dopo-todi-cattolici-e-democrazia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/dopo-todi-cattolici-e-democrazia\/","title":{"rendered":"Dopo Todi. Cattolici e democrazia"},"content":{"rendered":"<p>Pubblicato dal \u201cCorriere della Sera\u201d il 31 ottobre con il titolo<\/p>\n<p><strong>Bene comune, l\u2019appello dei cattolici<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rilancio della sobriet\u00e0 e lotta all\u2019emergenza educativa<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla Costituente, 65 anni fa, c\u2019erano campioni cattolici che fecero valere i loro convincimenti nel confronto con grandi protagonisti della laicit\u00e0 e qualche volta persero e spesso vinsero, lasciando una buona impronta nella Carta costituzionale. Se venisse convocata oggi una Costituente, come vi figurerebbero i cattolici? Io penso che avrebbero un ruolo simile a quello di allora o forse maggiore, purch\u00e8 venissero motivati all\u2019impegno. Allora la discesa in campo \u2013 come si dice \u2013 era nei fatti ma oggi non \u00e8 scontata: tra le file cattoliche c\u2019\u00e8 grande risorsa ma poca predisposizione a combattere. Occorrerebbe vincere la demotivazione per fare scintille.<\/p>\n<p>Anche allora la sfida era ardua. Gli interlocutori dei cattolici nell\u2019Assemblea avevano nomi di grande prestigio: da Calamandrei a La Malfa e a Terracini, da Togliatti e Nenni e Basso e Di Vittorio a Foa e Pertini e Saragat. Eppure i cattolici, pur venendo da una storia di marginalit\u00e0 sulla scena pubblica, seppero farsi valere.<\/p>\n<p>Non voglio rievocarli per importanza e ruoli ma per il riconoscimento ecclesiale che poi hanno avuto nei decenni e mi limito a nominare quelli che sono stati considerati cristiani esemplari e per i quali \u00e8 stata proposta \u2013 e in qualche caso avviata \u2013 la causa di canonizzazione: Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Igino Giordani, Giorgio La Pira, Giuseppe Lazzati, Enrico Medi, Aldo Moro, Costantino Mortati, Benigno Zaccagnini.<\/p>\n<p>Chi veniva dalla lotta partigiana e chi dall\u2019internamento in Germania, alcuni erano giuristi o professori di Diritto Romano, altri dirigenti di associazioni ecclesiali; Enrico Medi era un fisico, De Gasperi veniva dal Partito popolare ed era stato in esilio durante il fascismo. A parte il crogiuolo della guerra e della lotta alla dittatura che aveva formato alcuni di quegli uomini, di personaggi simili abbonda la cattolicit\u00e0 attuale. Per una riprova nel campo del diritto, basterebbe scorrere gli elenchi dei giudici della Corte Costituzionale degli ultimi due decenni per averne una riprova convincente. Lo stesso vale per il campo dell\u2019economia e per il mondo dell\u2019universit\u00e0. I cattolici ci sono ma come tirarli nell\u2019agone?<\/p>\n<p>L\u2019allergia alla politica ha una matrice annosa nella cattolicit\u00e0 italiana. Si affacci\u00f2 gi\u00e0 negli anni \u201950, tra i giovani dell\u2019Azione cattolica, in reazione all\u2019imbrigliamento centrista della politica democristiana. Si potenzi\u00f2 negli anni \u201960 con il superamento del \u201ccollateralismo\u201d tra Chiesa e Dc: divenne raro che i giovani formati nelle associazioni e nelle parrocchie scegliessero la via della politica. \u201cScelta religiosa\u201d fu il motto della generazione pi\u00f9 direttamente influenzata dal Vaticano II.<\/p>\n<p>Quell\u2019allergia si fece trionfante negli anni \u201970 e \u201980, inducendo i vescovi a promuovere le \u201cScuole di formazione all\u2019impegno sociale e politico\u201d. Poi fin\u00ec la Dc e fu diaspora \u2013 cio\u00e8 disseminazione a 360 gradi della presenza cattolica in politica \u2013 e questa \u00e8 avvertita oggi come una debolezza. Tant\u2019\u00e8 che il Papa e i vescovi invocano la nascita di una \u201cnuova generazione\u201d di cattolici disposti a impegnarsi in politica.<\/p>\n<p>Il forum di Todi (17 ottobre) \u00e8 un primo segno di riscossa: ma avr\u00e0 un seguito? In teoria potrebbe e dovrebbe averlo. Potrebbe perch\u00e9 le energie ci sono, dovrebbe perch\u00e9 il Paese ne ha bisogno. Ma ci sono incognite, due soprattutto: come mettersi insieme nel \u201cprepolitico\u201d senza coinvolgere la Chiesa e senza trasformarsi in partito?<\/p>\n<p>A Todi erano presenti le associazioni che si occupano del lavoro e ne sono venute idee in quella direzione, ma non \u00e8 difficile immaginare convegni di analoga presa sul vissuto del Paese che riguardino la scuola e la famiglia, l\u2019assistenza e la salute, le carceri, la marginalit\u00e0 sociale, la pace e la cooperazione internazionale. Sono settori nei quali la cattolicit\u00e0 \u00e8 in prima fila e dispone di esperienze e competenze.<\/p>\n<p>Volendo entrare nel dettaglio dell\u2019apporto che alla vita del Paese pu\u00f2 venire dai cattolici possiamo guardare a un ambito relativamente nuovo ma destinato \u2013 purtroppo \u2013 a un forte sviluppo nel prossimo futuro: quello delle reti di supporto in situazioni di disoccupazione, sottosviluppo, povert\u00e0, marginalit\u00e0, rottura di vincoli familiari.<\/p>\n<p>In nessun ambiente come in quello cattolico hanno messo buone radici \u2013 negli ultimi decenni \u2013 esperienze come le cooperative per il lavoro dei giovani in cerca di prima occupazione, quelle per l\u2019impiego di disabili ed ex carcerati, la \u201ceconomia di comunione\u201d (praticata dal Movimento dei Focolari), il \u201ccommercio equo e solidale\u201d, le \u201cbanche etiche\u201d, le \u201cbanche del tempo\u201d, le comunit\u00e0 di accoglienza, le case famiglia.<\/p>\n<p>Tutti sappiamo che per uscire dalla crisi il nostro Paese, come l\u2019intero Occidente, ha bisogno s\u00ec di ritrovare le vie della crescita, ma anche di riscoprire la sobriet\u00e0 dimenticata in mezzo secolo di benessere senza precedenti. Occorre cambiare gli stili di vita e recuperare forme di austerit\u00e0 socializzanti che l\u2019abbondanza aveva fatto dimenticare. Alcune di quelle austerit\u00e0 i cattolici le hanno sempre praticate: da chi dunque se non da loro potranno venire le idee e le parole per riproporle al Paese?<\/p>\n<p>Lo stesso ruolo guida i cattolici dovrebbero avere nell\u2019affrontare la sfida educativa: ogni tanto esplodono le violenze dei \u201cbranchi\u201d giovanili, ormai anche femminili, che rivelano il deserto formativo in cui sono lasciati gli adolescenti. I cattolici non hanno mai spento i loro focolari educativi e dunque sono quelli che dispongono di maggiori risorse calibrate sull\u2019oggi per aiutare la collettivit\u00e0 nazionale a rimettere mano alla cura della pianta uomo che abbandonata a se stessa inselvatichisce.<\/p>\n<p>A chi obiettasse che queste imprese i cattolici le possono condurre \u2013 anzi le conducono \u2013 nel tessuto delle comunit\u00e0 locali, senza bisogno di proiettarle in politica, rispondo che invece l\u2019emergenza che si sta vivendo in quei campi e in altri simili impongono che le virt\u00f9 private diventino pubbliche e questo non si pu\u00f2 fare per altra via che per quella della politica.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato dal \u201cCorriere della Sera\u201d il 31 ottobre con il titolo Bene comune, l\u2019appello dei cattolici Rilancio della sobriet\u00e0 e lotta all\u2019emergenza educativa &nbsp; Alla Costituente, 65 anni fa, c\u2019erano&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/dopo-todi-cattolici-e-democrazia\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Dopo Todi. 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