Lauro Fiorentin di Dueville, Vicenza, il 2 aprile racconta ad Andrea Frison del settimanale “La Voce dei Berici” d’aver assistito alla tumulazione delle ceneri della sorella dal balcone di casa, avendo la fortuna d’abitare a soli cinquanta metri dal cimitero. Nei commenti le sue parole e quelle di un parroco sulla sosta dei feretri davanti alle case dei parenti durante il percorso verso il cimitero.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Un amico mi passa un libretto di un giovane prete romano che non conosco e mi dice: leggilo, sono meno di 50 pagine, parla di croce e risurrezione con freschezza di sentimento, nella lingua d’oggi, ti piacerà. Mi è piaciuto e nei commenti dico come e qualmente.
Il Papa oggi all’Angelus ha invitato a pregare perchè i laici e “specialmente le donne” abbiano una maggiore presenza nei posti di responsabilità della Chiesa: l’aveva già fatto tante volte e in qualche occasione si era anche sfogato dicendo che nel tale ufficio avrebbe voluto una donna, ma non era riuscito ad averla. Nel primo commento l’invito di Francesco alla preghiera, nel secondo una mia nota, nel terzo un breve ragguaglio sulle donne che Francesco è riuscito a chiamare a ruoli decisionali.
Michela Fanti, 22 anni, di Santa Maria sul Sile, Treviso: appena laureata infermiera e già disponendo di altro lavoro, si offre volontaria per assistere i malati di Covid – 19. Nipote del missionario laico Luciano Bottan ben noto a Treviso e con una sorella missionaria in Ciad, Michela ha narrato la sua scelta in un colloquio con Francesca Gagno pubblicato il 15 maggio dal settimanale “La vita del popolo” di Treviso. Nei commenti alcuni paragrafi del colloquio.
Tra i testi da conoscere venuti ultimamente dal Vaticano ci sono: un vasto resoconto sullo stato delle finanze tracciato il 1° ottobre dal Padre Juan Antonio Guerrero Alves, Prefetto della Segreteria per l’Economia (SPE); e un analogo rendiconto della strategia di dialogo verso la Cina, fornito il 3 ottobre dal cardinale Parolin. Oggi qui richiamo il resoconto del padre Guerrero, un altro giorno proporrò il rendiconto di Parolin. Queste mie segnalazioni a freddo dei testi che contano seguono quella dell’altro ieri riguardante la lettera apostolica di Francesco “Scripturae Sacrae affectus”. E’ un metodo questo mio: staccarsi dalle diatribe correnti e cercare il pane che nutre.
Mariachiara Ferrari, 36 anni, prima di farsi suora – è francescana alcantarina – era un medico specializzato in medicina interna: rispondendo all’appello della protezione civile per un mese – dal 12 marzo a Pasqua – ha lasciato il convento di Maglie, Lecce, ed è tornata in ospedale, a Piacenza, a dare una mano ai colleghi. Nei commenti riporto alcuni paragrafi della conversazione che Mariachiara ha avuto con Filippo Passantini, pubblicata dal SIR il 6 luglio.
“La ricchezza della Scrittura è purtroppo da molti ignorata o minimizzata, perché a loro non sono state fornite le basi essenziali di conoscenza. Accanto quindi a un incremento degli studi ecclesiastici va promossa una formazione [biblica] estesa a tutti i cristiani, perché ciascuno diventi capace di aprire il libro sacro e di trarne i frutti inestimabili di sapienza, di speranza e di vita”: sono parole di Papa Francesco contenute nella LETTERA APOSTOLICA Scripturae Sacrae affectus pubblicata il 30 settembre NEL XVI CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN GIROLAMO. A motivo delle tante emergenze vaticane delle ultime settimane, fino ad ora non ho potuto occuparmene. Di quella lettera, straordinariamente interessante, parlo qui ora con gratitudine. Nei commenti ne riporto alcuni passaggi e dico le ragioni della mia riconoscenza.
Stefano Banfi, 45 anni, è tornato infermiere in pandemia, dopo essere stato per otto anni vignaiolo: titolare e conduttore dal 2012 dell’azienda agricola “La Rocchetta” di Codevilla, Pavia. Il 20 marzo prende servizio nel reparto Covid-19 dell’ospedale di Voghera: a suo tempo, dopo il diploma in agraria, aveva fatto la scuola di infermieristica e aveva lavorato al Sacco di Milano, a Monza, a Lecco e in Svizzera. Nei commenti alcuni passaggi dell’intervista che ha dato a Oliviero Maggi della Provincia Pavese l’11 aprile 2020. Il 15 giugno quando l’intervista “Scarp de’ tenis” sarà ancora in ospedale.
Bloccato dalla pandemia mentre si preparava a partire missionario nello Zambia, don Giuseppe Morstabilini – prete ambrosiano da 16 anni – torna a fare l’infermiere che era prima di farsi prete. E lo fa nell’Ospedale di Busto Arsizio a partire dal 28 marzo. Nei commenti riporto alcuni paragrafi dell’intervista che ha dato al sito internet della Comunità parrocchiale Maria Madre della Chiesa di Bareggio [Milano] il 9 giugno 2020. E segnalo la storia di un altro prete infermiere tornato ora in ospedale: don Alessio Strapazzon di Belluno.
Festeggio la pubblicazione dell’enciclica “Fratelli tutti” riportandone alcuni brani di inquadramento, senza pretendere di entrare nei contenuti: è un documento lungo, di 287 paragrafi, e converrà studiarlo senza fretta. E’ stata anticipata ieri a noi giornalisti accreditati, ma non l’ho ancora letta per intero. Nei commenti metto i link al testo dell’enciclica e ai testi della presentazione, riporto le due preghiere conclusive (bella la seconda), il richiamo a Francesco d’Assisi che è nei primi paragrafi, l’indicazione dell’intento che ha guidato la redazione dell’enciclica che si presenta come la summa della predicazione sociale di Papa Bergoglio. Metto anche i titoli degli otto capitoli (fare attenzione al linguaggio in parte nuovo rispetto alla tradizione delle encicliche) e concludo con una mia idea sul magistero sociale di Francesco: idea che propongo come guida alla lettura di questo documento.
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