Il Sinodo dell’Amazzonia, che siederà in ottobre, vuole una “Chiesa samaritana”. “Locande del Samaritano” in Italia ne abbiamo tante e tutte hanno nel logo la parabola dell’uomo che “scendeva da Gerusalemme a Gerico”. Ma ecco la Regione Toscana che vara una “legge samaritana” – così l’hanno chiamata – che promette di soccorre tutti, clandestini compresi. Come nel Vangelo, anche oggi il samaritano arriva inaspettato.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
Nella quiete agostana ho ripreso lo Strumento di lavoro per il Sinodo dell’Amazzonia [che si farà in ottobre] pubblicato il 17 giugno. Oggi e nei prossimi giorni proporrò la lettura di alcune sue parti cercando in esse elementi di interesse per noi: concetto che esprimo con il motto di mia creazione “L’Amazzonia siamo noi”. Chissà che da una Chiesa nascente possa venire un aiuto a una Chiesa che sente gli anni. Oggi tratterò dell’ordinazione di anziani sposati “preferibilmente indigeni”. Poi mi applicherò ai ministeri da affidare alle donne. Terza tappa sarà quella della “vita consacrata intercongregazionale”. E forse ne verranno altre strada facendo. Lo scopo è anche d’avere suggerimenti dai visitatori in vita di un articolo che ne vorrei cavare per “Il Regno”.
“La riforma agraria impoverisce i ricchi ma non arricchisce i poveri” diceva Padre Pio all’inizio degli anni ’50. Andreotti dopo la morte del frate appurò che quelle parole gli erano venute dal deputato Gerardo De Caro (Roberto Rotondo, “I miei santi in paradiso”, LEV 2018, p. 231). Così andava allora la faccenda: i politici istruivano i santi, che ammonivano gli elettori, che eleggevano i politici. Se litigavano lo sapevi dopo la morte.
Sabato 10 è arrivato il nuovo statuto dello Ior: mira a renderlo «più fedele alla missione originaria», introduce il revisore esterno, potenzia il ruolo del prelato, prevede una maggiore attenzione alle norme etiche e alla cura del personale, vengono abbreviati i tempi degli incarichi al fine di evitare che si formino “cupole” e consuetudini inespugnabili. Nei commenti i rimandi ai testi della riforma e alla presentazione che ne hanno fatto i media vaticani.
“Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”: metto queste parole a titolo dell’intervista al Papa pubblicata ieri dal quotidiano “La Stampa”. Ne parlo ora perché ieri e oggi ero in viaggio. Non contiene affermazioni rilevanti, ma ritengo utile per me memorizzare alcune parole sull’Europa, su sovranismi e populismi, sull’Amazzonia.
Ieri Roma, città e Chiesa, ha “salutato” la bambina che il 6 luglio fu trovata morta nel Tevere: è stata un’adozione simbolica con la quale la piccola è stata chiamata Francesca Romana. Nel primo commento ricordo il fatto e il saluto, nel secondo riporto un mio articolo apparso ieri sul “Corriere Roma”.
Il 13 luglio Buenaventura, la città forse più violenta della violenta Colombia, festeggia il patrono San Bonaventura: il vescovo Rubén Darío Jaramillo Montoya sale su un camion dei pompieri e percorre le vie più malfamate spargendo acqua benedetta. La sua prima idea era stata di spargere l’acqua da un elicottero come si fa con gli incendi: se il male è tanto grande, grande dev’essere l’aspersorio, deve aver pensato.
Omosessualità e santità: accendo una spia su questo tema scheggiatissimo, accogliendo la provocazione che mi è venuta da una recensione di Fabrizio Sebastiani al libretto sulle “parabole” di Papa Francesco – recensione segnalata in un commento al post del 31 luglio – e rievocando un passaggio dei 14 testi di Baget Bozzo sull’omosessualità che vado studiano. Nei commenti i rimandi a Sebastiani e a Baget Bozzo, seguiti da una mia interpellanza ai visitatori.
Oggi il Papa, nel 160° della morte del santo Curato d’Ars, ha inviato una lettera di gratitudine e di incoraggiamento a tutti i preti del mondo che si sentono messi alla prova, “ridicolizzati e colpevolizzati” dagli scandali sessuali dei confratelli. Nei commenti alcuni passaggi della lettera e qui, a prologo e a mo’ di dedica, il mio abbraccio ai preti che conosco.

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