Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Prima pietra d’inciampo nel cammino di avvicinamento tra Vaticano e Cina – dopo l’Accordo sulle nomine dei vescovi firmato il 22 settembre scorso – e prima protesta vaticana: “La Santa Sede chiede che non si pongano in atto pressioni intimidatorie nei confronti delle comunità cattoliche ‘non ufficiali’, come purtroppo è già avvenuto”. E’ l’attacco di un articolo che mi era stato chiesto ieri dal “Corriere della Sera” e che poi non è stato pubblicato: la giornata era affollata di fatti che il mio quotidiano avvertiva come più urgenti. Riporto quel mio testo nei primi tre commenti.

Come mai «non si fa sentire nessuno dei nostri morti? Neanche i santi si fanno sentire. Che vuol dire questo silenzio?»: una persona semplice si sfoga con me sul silenzio di Dio e precisa che l’avverte solo ora, dopo gli ottanta e dopo la morte della moglie. E’ l’attacco di un mio articolo che appare ora sulla rivista “Il Regno”. Nel primo commento l’intero incipit dell’articolo.

Nella Bibbia e nei secoli il giorno dell’ira era minacciato a vari trasgressori, dalla Torre di Babele all’Aids. Ma ora Bergoglio stringe sulla guerra: “L’ira di Dio si scatenerà contro i responsabili dei paesi che vendono armi” ha detto il 10 giugno. A chi pensava? A noi. Parlava a un convegno di “aiuto alle Chiese orientali” dov’erano sotto accusa i venditori di armi ai paesi del Medio Oriente: e noi eravamo tra chi vendeva di più.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” conclude domani, lunedì 24, l’anno sociale ultimando la lettura del Libro degli Atti: in autunno passeremo al Vangelo di Marco. Nei commenti una scheda di introduzione, il testo che affrontiamo, l’invito a partecipare a chiunque voglia esserci.

Via Merulana, cammino dietro a due ragazzi. Zaini in spalla, vent’anni scamiciati. Lei non ha la mano destra e lui la tiene all’avambraccio. Non passa a sinistra per prenderle la mano che c’è. Tiene quella che non c’è. Mia lode alla nuova frontiera dell’umano. Lei non si nasconde. Lui la prende com’è.

Tra le “tracce” della maturità c’era di nuovo una poesia di Giuseppe Ungaretti, “Risvegli”, del 1916. Ungaretti era stato proposto con altri testi già per la maturità del 2006 e del 2011. Nel primo commento riporto il testo di Ungaretti, nel secondo un brano di Leopardi – dal Canto notturno – che mi pare ponga la stessa domanda sulla vita, sui morti, sul mistero del cosmo e di Dio. “Ma Dio cos’è?” domanda Ungaretti. “Ed io che sono aveva domandato Leopardi. Nel terzo commento svolgo il paragone.


La capra Musante ha fatto due capretti

Che i preti fossero diversamente abili con il denaro s’era visto nei secoli ma oggi alla pratica aggiungono la teoria. “E’ sbagliato pensare di fare soldi con i soldi” aveva detto a settembre il Papa al “Sole-24 Ore” e il prelato dello IOR Battista Ricca si è subito adeguato: vedendo che l’utile dell’anno 2018 risultava dimezzato rispetto al 2017, ha sentenziato che “troppi soldi fanno perdere il bene dell’intelletto”.

Giovedì 13 Francesco ha incontrato i rappresentanti pontifici di tutto il mondo e ha tenuto loro un discorso in dieci punti: nel primo commento riporto i titoletti del decalogo e a seguire alcuni passaggi più vivi della trattazione. Il titolo del post è preso da queste righe, che figurano al quinto punto del decalogo: “È inconciliabile l’essere Rappresentante Pontificio con il criticare alle spalle il Papa, avere dei blog o addirittura unirsi a gruppi ostili a Lui, alla Curia e alla Chiesa di Roma”. Se Francesco parla così, vuol dire che vi sono nunzi che lo combattono e che lui ne ha notizia certa.