Sordomuta comunica in videotelefono con un’amica: lo tiene alto con una mano e con l’altra, con gli occhi e la bocca e l’anima dice tutto e di più. Capisco che lo fa con un’amica dalle facce che squaderna. Scena colta a Termini in attesa del treno. I muti parlano e i sordi sentono.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
“Pregate per l’Europa” dice il Papa ai giornalisti tornando dalla Romania. Al lettore vagabondo la monizione papale ricorda un verso del “Diario d’Algeria” (1947) di Vittorio Sereni, dove il primo morto dello sbarco in Normandia visita in sogno il poeta prigioniero in Africa e gli tocca la spalla “mormorando / di pregar per l’Europa”. E’ da tanto che in sogno e da svegli veniamo avvertiti che è l’ora di quella preghiera.
“Ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio”; “Chi è straniero è come noi, è un altro noi: l’altro è un dono”: sono le affermazioni centrali della “Lettera ai fedeli delle diocesi laziali” firmata dai vescovi della regione, letta oggi nella chiese. Nel primo commento la mia adesione alla lettera e il mio grazie ai vescovi. A seguire l’intero testo.
“Salutem plurimam”: tanti saluti. Così parla la Radio Vaticana nel nuovo notiziario settimanale in lingua latina che è andato in onda ieri per la prima volta alle 12.3o: ‘Hebdomada Papae, notitiae vaticanae latine redditae’ (La settimana del Papa, notiziario vaticano in lingua latina). Nel primo commento spiego l’importanza di questa notizia.

Ho fatto questa foto stamane verso le 11 sostando all’angolo tra Viale Trastevere e piazza Ippolito Nievo. Una demolizione a cielo aperto che in Roma non avevo mai veduto. Figura di tante cose. Confusione d’anima.
Stavolta do un consiglio ai vescovi: scegliere dodici persone e farne un collegio di esploratori della Chiesa in uscita. Magari chiamandole a vivere con sé nei monumentali episcopi o nei seminari vuoti: è l’attacco di un mio baldo articolo pubblicato ora dalla rivista “Il Regno”. Nei primi due commenti l’avvio del testo – che vorrebbe essere provocatorio – e la conclusione.
Sempre invitando alla “gioia del Vangelo” (Evangelii Gaudium) Bergoglio il 28 maggio ha chiarito che per conseguirla occorre bandire la “tristezza pagana”: una locuzione inedita in questa parte del mondo, dove sempre i pagani hanno accusato di tristezza i cristiani, da Celso a Nietzsche, da Rutilio Namaziano a Giosuè Carducci. Forse un tale rovesciamento delle costellazioni poteva tentarlo solo un Papa venuto dall’emisfero australe.
Visitatori belli che siete in Roma, se domani pomeriggio non avete altro, venite alla libreria Paoline Multimedia di via del Mascherino, dove alle 18.30 si presenta il mio libretto nuovo nuovo sulle parabole di Papa Francesco. Nei commenti i dettagli dell’appuntamento e una mia battuta sul libretto di cui sono coautore con Ciro Fusco.
“Sentendo parlare Benedetto divento forte, sento il succo delle radici che mi viene e mi aiuta ad andare avanti. Sento questa tradizione della Chiesa”: belle parole dette ieri in aereo da Francesco ai giornalisti. Su di esse intitolo la mia antologia della Conferenza stampa volante: aiutano a relativizzare polemiche recenti sulla scomodità della compresenza di due Papi. Io non la vivo male e sono contento delle parole di Francesco. Nei commenti il contesto di esse e altre varie materie, piccole e grandi, trattate alla giusta quota.
Rientravo da una passeggiata, erano le 18.50. Attraversando via dell’Esquilino, venendo da via Manin, vedo scendere dal fianco della Basilica due motociclisti e due automobili della polizia che si fermano sul bordo della via, poco prima e poco dopo dell’uscita posteriore dal cortile che è sulla destra della chiesa, sul quale danno la sacrestia e il museo. – Continua nel primo commento.
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