Oggi dalle 16.00 alle 18.00 sarò a TV2000 per il Papa all’apertura dell’assemblea dei vescovi italiani. Mi vado preparando rileggendo qualche suo ultimo messaggio alla Chiesa italiana. In particolare la conversazione che ebbe il 9 maggio a San Giovanni con il convegno della diocesi di Roma, carica di provocazioni. Nei commenti ne richiamo qualche passo che allora non ripresi qui nel blog: Francesco è un vulcano e non riesco a tenergli dietro come vorrei.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
Chiamato a un convegno genovese su don Gianni Baget Bozzo nel decennale della morte (8 maggio 2009) ho trattato della sua “”vocazione orbitante a esplorare l’altra faccia del pianeta” e in coda – riflettendo sulle eredità che ha lasciato – ho indicato come una delle principali “la difesa degli omosessuali”. Nel primo commento riporto il contesto nel quale ho formulato questo riconoscimento e nel secondo invito i visitatori ad aiutarmi in una ricerca che sto conducendo in vista di un articolo per “il Regno”.
“Dio c’è ma non si lascia coinvolgere” diceva una scritta murale del “maggio francese” (1968) andando sulla stessa sentenza che Montale in uno degli “Ossi di Seppia” (1927) aveva stretto in due parole: “divina indifferenza”. I Gesuiti sono contrarissimi a questa veduta secolare: già il cardinale Martini assicurava i milanesi che Dio “rischia” con l’uomo e Bergoglio ha appena garantito ai bulgari che il Signore “si mette in gioco facendosi uno di noi”.
Sull’impresa dell’elemosiniere ho scritto ieri un commento per la cronaca romana del Corsera che è stato pubblicato con il titolo Il cardinale e il palazzo occupato: se i sigilli difendono l’inerzia. Lo riporto nel primo commento.
Alle 22 di sabato il cardinale di strada Konrad Krajewski si è calato in un tombino davanti al palazzo Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, occupata abusivamente dal 2013 e ha staccato i sigilli al contatore apposti dall’ACEA che da allora non riesce a ottenere il pagamento delle bollette. Nei commenti la coperta e le sue frange, il resoconto dell’attacco di Salvini e la previsione della difesa dei Cinque stelle. Mia noticina seria e mie battute goliardiche.
Francesco autorizza i pellegrinaggi a Medjugorje ma avverte che tale decisione non va interpretata come “autenticazione” delle apparizioni che sono ancora sotto esame. Nei commenti la dichiarazione del portavoce e contorni vari.
Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 13, cioè dopodomani, dal capitolo 28 degli “Atti degli Apostoli” la narrazione dell’approdo di Paolo a Malta: è l’ultima tappa fuori d’Italia dell’emozionante avvicinamento dell’apostolo a Roma. L’arrivo nella nostra città lo leggeremo probabilmente lunedì 27 maggio: e in quell’occasione stapperemo. – Nei commenti una scheda di introduzione all’episodio, il testo che affrontiamo, l’invito a partecipare che rivolgiamo a chiunque legga questo annuncio e voglia esserci.
Francesco ha promulgato oggi il Motu proprio “Vos estis lux mundi” [Voi siete la luce del mondo] contenente “nuove misure al fine di prevenire e contrastare gli abusi sessuali commessi contro i minori, contro le persone vulnerabili o attuati con violenza, minaccia o mediante abuso di autorità”: così lo presenta il comunicato ufficiale. Nel primo commento descrivo il documento, nel secondo elenco le cinque maggiori novità normative di cui è portatore. Novità che poi dettaglio in altrettanti commenti. Alla fine metto dei link d’approfondimento.
Parlando in aereo con i giornalisti, ieri sera al rientro dal viaggio in Bulgaria e in Macedonia del Nord, Francesco ha lodato il patriarca Neofit come “uomo di Dio” ed ha esteso l’elogio ai tanti patriarchi ortodossi che ha conosciuto fino a oggi. Intitolo su questo la mia antologia della conferenza stampa, con titoletti anche su Jean Vanier che è morto ieri, sulla fatica dei viaggi, sulla canonizzazione di Stepinac, sul diaconato femminile.
Akihito imperatore di stirpe divina si è cambiato d’abito e ha lasciato il trono a 85 anni, età nella quale i due atti era stati compiuti da Papa Benedetto. Il Dalai Lama Tenzin Gyatso, che di anni ne ha 83, ha preannunciato il ritiro. Tre decisioni senza precedenti: s’allunga la durata della vita e i saggi imparano a contare le stagioni. “Ho 85 anni e so che sto morendo” aveva detto il poeta Borges parlando a nome di tutti.
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