Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Dodicesimo mio dibattito con Giuseppe Rusconi su Francesco: domani ad Anagni, nella Sala delle Conferenze della Biblioteca comunale, alle 17.30, su iniziativa dell’associazione ‘Anagni viva’. Temi: summit episcopale sugli abusi, visita del Papa ad Abu Dhabi, riforma della comunicazione vaticana, sei anni di Pontificato, ruolo della Chiesa nella Cura del creato. Modera Ciro Fusco.

Aggiornamento al 16 marzo. Dal terzo al settimo commento, le domande del moderatore e gli appunti che avevo con me in vista delle risposte.

Al summit sugli abusi una suora nigeriana di nome Veronica Openibo ha detto che ammirava “fratel Francesco”, cioè il Papa, “per essere stato abbastanza umile da cambiare idea” sulle malefatte del clero cileno, “chiedere scusa e agire”. Quando all’elezione Bergoglio dichiarò di volersi chiamare Francesco, tutti eseguirono, ma ci voleva una donna perché qualcuno lo chiamasse “frate Francesco”, come otto secoli addietro chiedeva d’essere chiamato il santo d’Assisi.

Mando un bel saluto a Papa Bergoglio che domani compie sei anni di Pontificato. Per l’occasione mi hanno chiesto piccoli articoli la “Digital Edition” del Corsera e il “Corriere Roma”. Li riporto nel primo e nel secondo commento.

C’è gente della valle che non conoscevamo ma che ci ha aiutato economicamente. Sono venuti e ci hanno detto: apprezziamo che abbiate così tanti bambini e ne siate così felici. Secondo noi è stata la Provvidenza: parole di Claudia Guffanti, 387 anni, mamma di undici, intervistata dal Corriere della Sera del 2 marzo 2019. Nei commenti riporto le ultime tre domande e risposte e metto una mia postilla.

Il vero significato di ciò che sta accadendo è da cercare nello spirito del male – Eppure, non scoraggiamoci: iI Signore ci sta salvando dall’ipocrisia – alla fine, ma attraverso la tua vergogna, tu continuerai a essere il pastore: sono lampi della meditazione quaresimale che il Papa ha svolto stamane in San Giovanni in Laterano, con i preti di Roma. Spezzetto i passaggi chiave nei commenti. Parole di biblica pietà, queste del Papa, delle quali ringrazio.

Censiti i preti abusatori, Bergoglio sentenzia che “dietro c’è Satana” e invita tutti a preghiera e penitenza. L’arcivescovo Scicluna, suo collaboratore nella caccia ai pedofili, commenta che il Papa vorrebbe “quasi un esorcismo alla Chiesa”. Si facevano una volta esorcismi alle città e Giotto dipinse in Assisi San Francesco che “caccia i diavoli da Arezzo”. Mai s’era visto tuttavia un esorcismo fatto alla Chiesa, ma questo è il tempo delle cose mai vedute.

«La Chiesa non ha paura della storia» afferma solenne Francesco annunciando l’apertura agli studiosi del fondo Pio XII dell’Archivio Segreto Vaticano, cioè dei 19 anni di documentazione riguardante il periodo di quel pontificato, che va dal 1939 al 1958. L’annuncio l’ha dato di persona il Papa in mattinata, parlando ai responsabili e ai dipendenti dell’Archivio.E’ l’attacco del mio articolo sull’apertura degli archivi pubblicato oggi dal “Corriere della Sera”. Stante l’incerta tenuta nel tempo dei link ai siti dei quotidiani, nei primi commenti riporto l’intero articolo al quale aggiungo in coda una postilla.

Alle primarie del Pd, al gazebo della Madonna dei Monti, voto per Nicola Zingaretti: per l’apprezzamento della sua leadership regionale e per aiutare l’ammaccato partito di cui sono elettore a dare un segno di novità. Nei commenti metto il link alle mie opzioni nelle precedenti primarie e alle ragioni del mio distacco da Renzi e dai renziani.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 4 un primo brano del capitolo 27 degli Atti degli Apostoli (versetti 1-12), il capitolo più efficace dal punto di vista letterario, con la tumultuosa navigazione nel Mediterraneo in tempesta a inizio autunno dell’anno 60.Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito di chi passa a venire a leggere con noi la Scrittura.

Per la prima volta misi il naso in Sala Stampa Vaticana nel dicembre 1975, con in mano la lettera di presentazione di Eugenio Scalfari per essere accreditato come vaticanista della “Repubblica” nascente. Il direttore era Federico Alessandrini (1905-1983), di Recanati come me. Altri tempi. Parlavamo quasi solo di come andavano le cose «al paese», come fanno per tutta Roma i romani acquisiti: è un passo di un mio articolo sulla comunicazione vaticana pubblicato da “Il Regno” con il titolo: I media vaticani – Come vede la riforma un giornalista d’antan.