Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Avendo io invitato a narrare qui nel blog storie di Vangelo (vedi post del 9 gennaio), una visitatrice che non si firma me ne ha inviata una bellissima, di una donna che riprende in casa il marito traditore, l’assiste nella malattia e accoglie con festa la figlia da lui avuta con l’amante. Nel primo commento riporto il racconto, nel secondo richiamo un fatto di Vangelo somigliante che avevo narrato nel 2008 e nel terzo metto un riferimento a tali storie di misericordia coniugale fatto da Papa Francesco in “Amoris laetitia”.

“Sono felice di aver vissuto tutto il bello, ma anche tutti i drammi e le tragedie che mi hanno accompagnato nella vita, e sono perfino contento della stanchezza che mi accompagna da qualche tempo, ora che sono giunto sulla soglia del mistero”: è un passaggio di un nuovo libro di Antonio Thellung, amico scrivente che si è più volte affacciato nel blog e che più volte ho recensito. Nei commenti l’invito alla presentazione del volume e alcuni estratti forniti da Antonio, nonchè il link al suo sito.

Al commento numero 9 trovi un aggiornamento al 17 marzo 2019.


Le ho trovate alla mostra “Giulio Andreotti immagini di una vita” che ho visitato stamane presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro (Piazza San Salvatore in Lauro n. 15), mostra allestita per il centenario della nascita di Andreotti (1919-2019). Le foto le do per intero nei primi due commenti. Nel terzo commento metto la foto che di tutta la mostra mi ha attirato di più. Il personaggio qui sopra che guarda le due foto e che forse somiglia a Geremia, forse a Scalfari, sono io.

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Questo è un tratto dell’Orto di Filippo al Mercato di Piazza Vittorio come si presentava stamane. Lo spettacolo era sei volte questo ma non potevo allargare il campo perchè vi entravano ogni momento le braccia dei clienti che puntavano a gara cipollotti e puntarelle.

“Andreotti suggerisce che Moro convinca Fanfani per la presidenza”, cioè l’induca a lasciare la segreteria della Dc e a diventarne presidente: è un appunto dell’agenda di Enrico Bartoletti, segretario Cei, in data 13 luglio 1975 [è a pagina 327 del secondo volume degli inediti bartolettiani pubblicato ora dalla EDB con il titolo “Carte romane”]. I democristiani andavano dai preti non a confessare i peccati del giorno prima ma a benedire quelli del giorno dopo.

Segnalo tre fuocherelli che ho avvistato tra ieri e oggi sul colle Vaticano: un’affermazione impegnativa sulla fraternità come “nuova frontiera del cristianesimo” contenuta nella lettera del Papa “Humana communitas” pubblicata ieri; un’intervista dell’Osservatore romano al cardinale Ouellet intitolata “Papa Francesco e il Pontificato della speranza”, anch’essa di ieri; l’incarico dato oggi dal Papa al padre Lombardi di “moderare le sessioni plenarie” dell’Incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali in programma per il 21-24 febbraio. Nei primi commenti il dettaglio e i link dei tre fuochi.

Mi pare che un po’ ovunque nelle parrocchie d’Italia il sentimento dominante sia quello della «preservazione» dell’esistente invece che quello dell’evangelizzazione, per dirla con parole di Francesco. La preservazione dell’esistente non è da buttare, lo so: l’attaccamento dei praticanti alla domenica, alle chiese e alle messe è la riserva aurea che ci viene dal passato, ma non basta. Se non si realizza l’uscita, quel tesoro affonderà con la nave. – E’ un brano di un mio articolo pubblicato dalla rivista “Il Regno” nel numero 22/2018. Nei commenti informo sulla nascita dell’articolo e riporto alcune battute del mio parroco romano che fanno parte del testo linkato.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 14 il brano degli “Atti degli apostoli” nel quale Paolo a Cesarea, dopo essersi appellato a Cesare sta per essere “ascoltato” dal re Agrippa e dai maggiorenti della città nella residenza del governatore Festo: Atti 25, 13-27. E’ la massima occasione istituzionale della sua vicenda d’apostolo e di prigioniero. Può aiutarci a intendere come i grandi della terra prestino d’abitudine poca attenzione e quasi mai disinteressata ai discepoli di Gesù. Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito di chi passa a bussare: a chi bussa verrà aperto.

Sui fattacci della Sala Stampa vaticana [vedi https://www.luigiaccattoli.it/blog/le-tre-cause-delluscita-di-scena-di-burke-e-della-sua-vice/] sono stato intervistato ieri da formiche.net e nella conversazione ho precisato la mia scommessa sul futuro immediato della comunicazione vaticana: o la nuova squadra – guidata dall’accoppiata Ruffini-Tornielli – funziona e resiste alle prove dei prossimi sei mesi, o il Papa sarà costretto a rivedere l’assetto. Qui il link all’intervista e nei commenti la scommessa sui sei mesi e l’insostenibile totalità italiana dell’attuale staff:

Vi spiego cosa sta succedendo nei media vaticani. Parla Luigi Accattoli

Nel dormitorio “Dono di misericordia” per senza dimora gestito da suore di Madre Teresa “lavorano” due volontari che lì si erano rifugiati per bisogno e che ora soccorrono i bisognosi: nel primo commento la cronaca dell’Osservatore Romano che racconta la risposta delle strutture caritative romane all’emergenza freddo, qui la mia annotazione che il momento più calamitante del soccorso al prossimo è quando colui che era a terra si alza, come i raddrizzati dei Vangeli, e prende a servire il prossimo. E’ un’esperienza frequente della forza diffusiva del bene da me tante volte individuata nei “fatti di Vangelo” ascoltati e narrati.