Henry Sire dell’Ordine di Malta nell’ebook “Il Papa dittatore”, dove si firma Marcantonio Colonna, afferma che Bergoglio, irresponsabile e inadeguato, è “uno scherzo di natura” e viene espulso dall’Ordine. Ma forse l’uomo non è così pericoloso: nel libello sostiene che Francesco ha dissanguato il Vaticano finanziando la campagna elettorale di Hillary Clinton. Pare che all’Ordine si siano impensieriti sentendo che Henry Sire a Oxford è considerato uno “storico”.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Come raccontavo in altri post, la settimana scorsa sono stato ad Agrigento dove ho fatto belle conoscenze e tra queste la chiesa di San Nicola. La foto mostra l’emozione con cui la chiesa riceve il mio saluto, l’ultimo giorno. – Nei commenti altre due immagini di San Nicola.
“Quando Gesù dice che dobbiamo essere come bambini ci dice che dobbiamo essere liberi come un bambino con suo padre. Questo bambino ci ha predicato a tutti”: così il Papa all’udienza generale a proposito di un bimbo muto, argentino, che era salito sul palco attirando in quel gioco una bambina e facendo correre la mamma. Nel primo commento, le parole del Papa e il link.

E’ la scritta su una cassetta postale all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria Liberatrice, che è affidata ai Salesiani e si trova nel quartiere romano di Testaccio. Nei primi commenti l’idea che quella scritta mi ha suggerito e la richiesta d’aiuto che rivolgo ai visitatori.
Arrivato il ’68 Giorgio La Pira sentenziò: “I giovani sono come le rondini, vanno verso la primavera”. Don Gianni Baget Bozzo provò a obiettare: “Ma questi contestatori fanno troppa confusione”. E La Pira: “Dove c’è confusione lavora lo Spirito Santo”. Senza citare quel detto, il 12 novembre Papa Bergoglio – che appena può invita i giovani a fare chiasso – è andato sulla stessa sentenza: “Lo Spirito Santo quando soffia sempre provoca confusione”.

Scritta che ho fotografato in via Athena, ad Agrigento, sulla destra di chi va da piazza Aldo Moro a piazza del Comune, a metà del percorso. La parola indi Ganja, che sui muri troviamo anche italianizzata in Gangia, è un altro nome della Marijuana. Sulla molteplice attesa di mondi migliori potrei indicare una vasta letteratura.
In queste settimane imprese americane, tedesche e giapponesi annunciano a gara che sono pronte a mettere sul mercato aerei a motore elettrico e segnalano che l’ultimo ostacolo da vincere è la diffidenza degli utenti per innovazioni così ardite: “La gente fa fatica a capirle” disse al Papa già nel febbraio del 2017 Luca Secco, AD di DriWe, nel donargli un’automobile Nissan Leaf elettrica. “Non lo dica a me” replicò Francesco stringendogli complice il braccio.

Sono ad Agrigento. Arrivo a notte all’Hotel Villa Athena, mi dànno la camera 303, mi affaccio e vedo il Tempio della Concordia. Sono qui per due relazioni a due convegni dell’Accademia di Studi mediterranei. La prima l’ho tenuta stamane, nell’ambito di un forum intitolato “Le nuove sfide etiche dell’Occidente: mai senza l’altro”. Titolo mio: “Il diritto a emigrare e quello a proteggersi dai troppi arrivi”. Forse domani inserirò il testo nel blog. La seconda sarà venerdì 23 per la tavola rotonda “Giusti dell’umanità”, nella quale ricorderò come giusto tra gli umani il Papa Wojtyla.

Venerdì e sabato ero a Vinci per un incontro su “Papa Francesco: entusiasmi e resistenze”. Una conversazione a sala piena, piena di domande. Ma il meglio, per me, doveva arrivare nella mattinata del sabato e il momento magico è arrivato sul terrazzo della canonica, dove mi aveva condotto il parroco don Renato Bellini, e dove mi sono trovato al paro della bocca l’oro di questi cachi. Tanto è l’entusiasmo che ne parlo ancora nel primo commento.
«Un’altra strada era possibile: che cosa cambierei nella società e nella mia vita» era la formulazione del tema del concorso, che è risultata particolarmente coinvolgente per i 123 detenuti che hanno mandato uno o più lavori nei quali, noi della giuria (siamo nove) abbiamo trovato espresse – più che in altre annate – vivaci note soggettive, sia di tipo emozionale, sia argomentative. Di questa soggettività narrante voglio qui riferire, convinto che in essa si esprima al vivo la tribolata ricerca di ascolto che è propria degli uomini, delle donne e dei ragazzi che popolano le carceri. E’ un passaggio di un rendiconto dell’ultima edizione del “Premio Castelli” che ho scritto per la rivista “Il Regno”. Nel primo commento il link e una nota sul Premio.
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