“Vivere la fede a contatto coi bisognosi è importante per tutti noi. Non è un’opzione sociologica, non è la moda di un pontificato, è un’esigenza teologica. È riconoscersi mendicanti di salvezza”: parole di Francesco stamane in San Pietro, nella Giornata dei Poveri. Nei commenti il contesto del richiamo papale a noi che apparteniamo all’umanità del benessere.
Autore: <span>Luigi Accattoli</span>
Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” affronta lunedì 19 la terza delle cinque “apologie” di Paolo che sono nei capitoli 23-25 degli Atti: quella del capitolo 24, versetti 10-22. Bravura d’avvocato nello svolgere la propria difesa, centralità della risurrezione, indivisa appartenenza al Giudaismo e alla Comunità dei discepoli di Gesù gli elementi salienti dell’orazione forense svolta dall’apostolo. Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito dei “passanti” a venire da noi.
L’assemblea della Cei ha approvato ieri la nuova traduzione del Messale che apporta un cambiamento al “Padre Nostro” e uno al “Gloria”: cambiano solo sette parole, ma è una vera novità, perché si tratta di due espressioni che fanno parte del linguaggio quotidiano. Nei commenti il dettaglio.
“La droga dà / la droga toglie / ma se la sai usa’ / te dà tante gioie”: scritta che ho letto in via Caio Cestio, in Roma, sul muro che fronteggia l’ingresso al “Cimitero acattolico”. Un caso nel quale il contesto dice più del testo.
Ho ricevuto il volume “Oltretevere. Il rapporto tra i pontefici e i presidenti della Repubblica italiana dal 1946 a oggi” di Alessandro Acciavatti (Piemme) e sono andato all’appendice dov’è un testo scritto da Benedetto XVI per questo libro nel 2016. In esso il Papa emerito parla con apprezzamento di Napolitano, che fu presidente negli anni del suo Pontificato, ne loda la veduta umanistica di progressivo avvicinamento al cristianesimo e conclude con l’affermazione che la sua presidenza sia stata una “fortuna per l’Italia”. Nei commenti due passaggi delle parole benedettiane e un mio commentuzzo.
“There’s nowhere for me to be”, non c’è posto per me, è la scritta in inglese apparsa a fine settembre sul muro di un liceo di Bassano del Grappa. Ho trovato due gridi paralleli: “Dio mio difendimi dal mondo” (parole di un barbone ascoltate da Grazia Francescato che le narra nel libro “In viaggio con l’Arcangelo”, Idea libri 2000); “In questa città ho paura, nessuno mi conosce, solo Dio” (graffito letto da Guido Ceronetti a Roma Tiburtina, “La Stampa” dell’8 aprile 1995).

Surreale manifesto per il pellegrinaggio a Medjugorje: con 300 euro, 320 a capodanno, ti assicuri il viaggio in pullman, la pensione completa e l’apparizione con la veggente Mirijana. Un visitatore – che ringrazio – mi ha mandato la foto del manifesto. Nel primo commento l’intera immagine, nel secondo il link al sito della devota “Associazione Medjugorje Milano Onlus”.
“Nei tuoi occhi c’è scritto che ami il mondo / ora lo amo anch’io”: è una scritta che ho letto a via dei Liguri, in Roma, sulla sinistra per chi vada verso via dei Lucani. Segnala il trascinamento al buono sperimentato dagli innamorati: già Dante ne diceva. Ma il meglio è nel controcanto che un’altra mano ha graffito accanto: “Ami tutti? Chille so’ de la Lazio!” Come dire: non esageriamo.
Il nuovo vescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, il padre somasco Franco Moscone, manda una lettera di bella parresia ai cristiani che gli sono stati affidati: non sono stato mai laggiù, chiamatemi “padre”, non mi fate regali, beneditemi con la vostra preghiera. Nei commenti i dettagli.
Una rozza occhiata all’Annuario statistico della Chiesa narra che ci sono più battezzati cattolici dove i preti sono di meno: in Europa abbiamo il 42,6% dei preti del pianeta e il 22% dei battezzati; mentre nell’America Centrale i preti sono al 5,3% e i battezzati all’11,6%. Qualche volta le statistiche invitano a pensar male.
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