Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

La seconda affermazione di Francesco che prendo in esame come segno del suo linguaggio verace che comporta un parziale abbandono della diplomazia (vedi post precedente) riguarda il conflitto tra Russia e Ucraina e suona così: “Questa è una guerra mondiale perché tutte le grandi potenze vi sono coinvolte”. Nel primo commento richiamo la fonte primaria di questa affermazione e nel secondo la commento.

Sto lavorando per la rivista Il Regno alla questione enunciata nel titolo di questo post: questione grande, che affronterò per progressive approssimazioni. Parto da alcune affermazioni ultime e occasionali di Francesco, che implicano tutte la scelta di parlare fuori dalle regole diplomatiche. Ne elenco cinque, nel primo commento, andando per ordine di importanza decrescente. Nel secondo e terzo prendo in esame quella che segnerò per ultima, e che è anche la più recente, riguardante il Nicaragua.

Questo è il cedro del Libano più chiassoso e gesticolante che io abbia mai incontrato per via: l’incontro è avvenuto oggi verso le 13.00 nel giardino della Villa Caffarelli, in zona Campidoglio. Non stava fermo e mi sono dovuto adattare a fotografarlo controsole e tutto spencolato. “Ecco laggiù, ecco lassù” borbottava gettando le braccia in ogni direzione

La stola del prete romano Andrea Santoro, ucciso da un musulmano in Turchia nel 2006, è una delle reliquie dei testimoni della fede ai nostri giorni che si possono vedere nel Memoriale dei Nuovi Martiri, riaperto oggi nel nuovo allestimento a cura della Comunità di Sant’Egidio, ricavato nella cripta della chiesa di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Nel primo commento un minimo elenco di quanto puoi trovare nel memoriale

Pratichi un volontariato delle carceri ma un giorno il nuovo responsabile di quell’attività decide che non gli sei più utile e di colpo azzera e sostituisce l’intero gruppo di cui fai parte. «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» commenti con gli amici citando la parabola che è nel capitolo 17 di Luca. Ma uno del gruppo dice: «Noi non siamo servi» Da quella conversazione agitata è partita una mia battaglia con quella parabola di cui ho dato conto in un articolo per la rivista Il Regno, che riporto per intero nei commenti.

Copertina del volume di Andrea Tornielli che presento nei commenti, premettendo che mi sembra il lavoro più riuscito del laborioso collega. A seguire trovi una scheda sul volume e sull’autore, una parte dell’indice, brani del volume e della prefazione di Papa Francesco. Chiude il tutto una mia nota
Adamo ed Eva in un capitello della Cripta di San Zeno – Verona – secolo XII – per segnalare l’inserimento, al link qui sotto, della registrazione audio della lectio di Pizza e Vangelo di lunedì 13 marzo nella quale abbiamo letto in Marco 10, 1-12 la pagina stupenda della chiamata degli sposi a diventare una carne sola. Nel primo commento un breve richiamo alla ricorrenza del motto biblico “una carne sola” nella predicazione dei Papi Wojtyla, Ratzinger, Bergoglio

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Seguendo ieri la liturgia penitenziale guidata dal Papa, mi sono bene ritrovato nelle invocazioni proposte da Francesco a conclusione dell’omelia. In particolare mi è stato d’aiuto l’invito a chiedere pietà “per i peccati nascosti che nessuno conosce e per il male che anche senza accorgermi ho procurato ad altri”. Con gli anni si impara ad avvertire che probabilmente il peccato nascosto e inavvertito è più grande di quello confessato. Nel primo commento riporto il brano dell’omelia papale

Tra gli strumenti – tutti artigianali – con i quali preparo le lectio di Pizza e Vangelo c’è quello di leggere il testo, ad alta voce, secondo la versione che dei Vangeli fece Niccolò Tommaseo nel 1868: stante la sua lingua così diversa dalla nostra, mi aiuta a sentire come nuove le parole di Gesù, che sempre rischiano di scivolare via come risapute e anzi memorizzate. Nel primo commento riporto, a specchio, le traduzioni di Marco 12, 41-44 fornite dal Tommaseo e dalla Cei 2008; nel secondo un mio motteggio sul grande Tommaseo e i suoi Vangeli