Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

All’angelus di oggi il Papa ha usato un’immagine audace per segnalare l’eccesso dell’amore di Cristo che è a fondamento della nostra salvezza: “Se Dio non si fosse sbilanciato, noi non saremmo mai stati salvati: è stato lo sbilanciamento della croce che ci ha salvati!”. Nel primo commento riporto il testo di Francesco, nel secondo segnalo una possibile dipendenza da un analogo testo del cardinale Martini. E tiro in ballo persino il Caravaggio.

“Cristo in periferia” di Rouault (1920-24), Bridgstone Museum di Tokio – Un Gesù che cammina dolente nella notte di un sobborgo deserto, accompagnato da due bambini – immagine con cui presento ai visitatori la registrazione audio dell’ultima serata di Pizza e Vangelo nella quale abbiamo letto di Gesù che prende un bambino e lo pone a modello del discepolo che si fa “ultimo di tutti e servitore di tutti”. Nel primo commento tre spunti sul farsi “ultimo di tutti”.

Foto che ho preso a mezzogiorno dalla scalinata dell’Aracoeli: ne vedi un triangolo del parapetto in basso a destra. Sopra di esso fiori di soffione , la muraglia di marmo cipollino del Vittoriano, il loggiato e il campaniletto di San Marco. Alla sua altezza, ma all’estrema sinistra, il possente zuccotto del Gesù

Il 2 di questo mese Francesco a Kinshasa ha incontrato i gesuiti del Congo e ha risposto ad alcune loro domande: sulle guerre che straziano l’umanità, su come abbia potuto accettare – da gesuita – le nomine a vescovo e cardinale , sulla possibilità di sue dimissioni, sull’elezione a vita del preposito dei gesuiti. Ho scelto questi brani, che offro ai visitatori nei primi commenti. La conversazione dei gesuiti con il Papa è pubblicata oggi dalla Civiltà Cattolica.

I dioscuri del Campidoglio da me fotografati stamane dal sagrato di Santa Maria d’Aracoeli. Notare il mio amico Albularius che è volato a salutarli atterrando con bel garbo sulla folta chioma di Castore

Gesù benedice i bambini, Lucas Cranach il Vecchio 1537 – Castello Reale del Wawel, Cracovia, Polonia

Gesù e i bambini: è un tema che ricorre due volte nei Vangeli sinottici e che stiamo trattando nella lettura continuata di Marco che facciamo a Pizza e Vangelo. L’abbiamo incontrato ieri nel capitolo 9 dove Gesù prende un bambino, lo mette in mezzo ai discepoli e abbracciandolo lo pone a modello e metro della sua sequela. Ritroveremo il tema nel capitolo 10 dove Gesù dirà “lasciate che i bambini vengano a me”. E’ nata tra noi una disputa su come sia stata accolta, nella storia delle arti visive, l’icona evangelica di Gesù con i bambini. Espongo la disputa nei commenti con una richiesta di aiuto a chi sa di più.

mde

Ho votato per Alessio D’Amato (Centrosinistra), che è dato – dai sondaggi – in forte svantaggio rispetto a Francesco Rocca (Centrodestra). D’Amato era assessore regionale alla Sanità quando sono stato in ospedale per il Covid, alla fine del 2020 e mi era parso che la Sanità in Regione fosse gestita dignitosamente. Ma ciò che mi ha colpito, al seggio, è stato il vuoto di presenze: eravamo due poliziotti, tre scrutatori, due elettori. Mai visto quell’androne e del corridoio così vuoti in giorno d’elezioni. Spero sia stata una falsa impressione.

Lunedì 13 a Pizza e Vangelo via Zoom leggiamo dal capitolo nove di Marco l’episodio dei discepoli che discutono chi tra loro sia il più grande mentre Gesù sta proponendo la via della Croce. A rimedio della loro sordità Gesù abbraccia un bambino e lo pone a modello del discepolo che si fa ultimo. Un messaggio attuale per un’umanità tutta sgomitante e per una Chiesa piena di priori, decani, arcipreti, eccellenze, eminenze. Nei commenti la scheda di preparazione alla lectio e l’invito dei passanti a partecipare. Nell’ultimo dei miei commenti indico come.

 “Un fiore giallo nel mezzo e tutto circondato di petali bianchi”: Ovidio nelle Metamorfosi, libro III, così conclude la narrazione del mito di Narciso