Autore: <span>Luigi Accattoli</span>

Gli angioletti della Madonna Sistina di Raffaello (1513) per introdurre un dialogo da me udito stamane tra una giovane mamma che tornava in macchina dal mare con tre bimbi piccoli e così veniva interpellata dalla nonna preoccupatissima: – Sei andata al mare da sola? E chi ti aiutava? – Tranquilla mamma: c’erano tre angeli custodi più il mio ed è andato tutto bene!
Appena pubblicata la mia foto in tenuta da pellegrino lauretano [vedi post precedente], sono partite le imitazioni: la più riuscita è questa immagine di ignoto autore che ritrae un pellegrino compostelano scolpito su una casa di Lucca, lungo la Via dei Borghi. Nota le rispondenze tra le due immagini: campitura in nicchia, occhi al cielo, barba vissuta, tenuta sportiva. Ma chi imita tende spesso a strafare, ed ecco che il suo pellegrino è a piedi nudi, mentre il mio calzava ragionevolmente sandali della linea economy. – Ringrazio Gian Paolo Violi, amico di Lucca dotato di sguardo, che mi ha segnalato il pellegrino compostelano

Mia foto mentre mi riparo dal sole in un nicchione dell’abside della Basilica di Loreto . Con essa segnalo che sul sagrato i quella Basilica ogni sabato sera vengono bruciati i foglietti che lungo la settimana i pellegrini hanno lasciato in Santa Casa. Su incarico dell’arcivescovo Fabio Dal Cin mia moglie ed io abbiamo potuto leggere e narrare in un libretto il contento di cinquemila di quei foglietti foglietti: Pizzini della Madonna di Loreto. A cura di Luigi Accattoli e Maria Luisa Cozzi, Edizioni Santa Casa 2025. Una delle sorprese – non l’unica – di questa minima esplorazione della pietà lauretana è che lasciano preghiere anche alcuni visitatori che si professano atei. In un articolo per la rivista Il Regno ho narrato questa sorpresa: lo riporto per intero nei commenti

Noemi invita Rut e Orpa a ritornare in terra moabita: dipinto di William Blake, 1795 – con questa immagine introduco la registrazione audio della lectio di Pizza e Vangelo che abbiamo tenuto il 23 giugno: ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Abbiamo letto la genealogia di “Gesù il Messia” con la quale si apre il Vangelo di Matteo e ci siamo interrogati sull’irrituale presenza in essa di quattro donne. Nel primo commento un brano del Libro di Rut a interpretazione dell’immagine proposta nel post, nel secondo l’ipotesi che abbiamo svolto sulla presenza delle quattro donne nella genealogia di Gesù di Nazaret
Ieri mia moglie Maria Luisa – detta Isa – e io eravamo a Loreto dove abbiamo presentato, in una sala conferenze del Santuario, un nostro libretto intitolato Pizzini della Madonna di Loreto. Le preghiere che i pellegrini mettono per iscritto e lasciano in Santa Casa, Edizioni della Santa Casa, pp. 87, euro 10.00. La foto riproduce la locandina dell’evento, esposta negli ambienti del Santuario. Nel primo commento riporto la prefazione firmata dall’arcivescovo di Loreto Fabio Dal Cin, nel secondo l’indice del libretto, nel terzo i primi due paragrafi della nostra introduzione

Rembrandt, Betsabea – moglie di Uria – con la lettera di David che la convoca a palazzo, 1654 – immagine con la quale introduco la scheda di presentazione della lectio con cui domani avvieremo a Pizza e Vangelo la lettura di Matteo e il primo appuntamento è appunto con la “genealogia di Gesù il Messia, figlio di Davide, figlio di Abramo”. Nei commenti l’intera scheda. A domani! Chi voglia partecipare mi scriva e io gli manderò le indicazioni per unirsi al collegamento

Cavalier d’Arpino , La cattura di Cristo con il ragazzo che fugge via nudo – olio su rane 1598 circa – per segnalare la registrazione audio della lectio finale del ciclo di lettura biblica sul Vangelo secondo Marco, lectio dedicata ai “tratti marciani”, il principale dei quali è questo episodio al margine della notte del Getsemani narrato dal solo Marco e ritenuto autobiografico da molti interpreti: un ragazzo avvolto in un lenzuolo che segue Gesù nella notte della cattura, viene agguantato dalle guardie, lascia il lenzuolo e fugge via nudo. Qui sotto il link alla registrazione audio, nel primo commento l’incipit dell’esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii gaudium, nel secondo un brano di un volumetto del cardinale Carlo Maria Martini intitolato “La gioia del vangelo”, nel terzo una mia divagazione sulla letizia che può venire dalla lettura continuata dei Vangeli, in questo felice passaggio da Marco a Matteo
Gesù che dorme a poppa della barca sul cuscino: tempera di Giuseppe Sala con cui introduco l’ultima lectio sul Vangelo di Marco, l’unico che riporta il particolare del Maestro che dormiva sul cuscino mentre l’imbarcazione stava per fare naufragio. E’ uno dei “tratti marciani” ai quali vogliamo dedicare quest’ultimo appuntamento con il suo Vangelo, prima di passare a Matteo. Sono stati cinque anni felici, questi passati in compagnia di Marco, il più dotato di sguardo tra i quattro evangelisti. E per me non c’è gioia più grande di quella che trovo nella lettura e nella ruminazione dei Vangeli: Evangelii gaudium, La gioia del Vangelo, come diceva papa Francesco
Ho fotografato oggi in Corso Vittorio questo manifesto dell’Unione buddhista italiana per l’8 per mille: una campagna molto abile, piena di humor, che apprezzo per la creatività, che documenterò nel primo commento, ma alla quale qui voglio anche rispondere nel mio piccolo: “Sei generoso, sei paziente, sei gentile. Allora sei buddhista!”: ma anche no, miei simpatici buddhisti