
Sono stato al Vittoriano per una bella rimpatriata con Giorgio Morandi, il pittore del Novecento italiano che più mi porta via. La mostra “Giorgio Morandi 1890-1964” offre 172 lavori. Una mattinata di meraviglia tra paesaggi che diventano case, case che si fanno scatole, alberi che trasfigurano in fiori, persone che sembrano bottiglie. Cioè bottiglie che sono persone. Meraviglia delle meraviglie, un video con Cesare Brandi che interpreta l’amico pittore e così motiva la sua contrarietà a ritrarre persone: “La figura umana lo impegnava troppo. La sua è l’arte dello svuotamento dei soggetti e non aveva difficoltà a semplificare paesaggi, case, fiori, oggetti fino a ridurli a linee e colori ma non si attribuiva la stessa libertà nei confronti della persona umana”. Riassumo a memoria un’idea forte, che dedico ai visitatori.


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