Dodicesima scena. Entra nella tenda, in pieno giorno, il capo dei sequestratori e dice:
“Il riscatto è stato pagato, sei libero. L’Onnipotente, il Misericordioso ha ascoltato la nostra preghiera. O mio Dio nel giorno del giudizio poni il libro delle mie azioni nella mia destra, non nella mia sinistra ed esamina con favore il mio conto e quello dei miei compagni che hanno rischiato la vita per obbedire al tuo comando”.
Il missionario raccoglie la sua bisaccia, vi mette dentro il breviario e le sigarette, che erano poggiati su un masso in primo piano ed esce di spalle, dal fondo della tenda, dicendo ad alta voce:
“Grazie Signore per aver guardato alla miseria del tuo servo e per aver ascoltato il suo lamento. Fai in modo che il denaro che è stato pagato per la mia liberazione non serva per uccidere. Sono distrutto dalla compassione per quei quindici e quei tre che sono morti a causa mia. Tocca il cuore di questi giovani che mi hanno tenuto prigioniero. Sono stati gentili con me e soprattutto – mi vergogno a dirlo – mi hanno ricordato l’importanza della preghiera. Che missionario ti sei andato a cercare Signore, che missionario!”
– FINE –
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