“Il Signore ha un corpo in questo nostro tempo”

“Il Signore ha un corpo in questo nostro tempo”: parole vive di papa Ratzinger ai vescovi svizzeri (vedi post precedente), improntate al coraggio cristiano e al sentimento del tempo difficile che viviamo. Eccole con il terreno da cui spuntano: “Vangelo e istituzione sono inseparabili, perché il Vangelo ha un corpo, il Signore ha un corpo in questo nostro tempo. Perciò le questioni che a prima vista appaiono quasi soltanto istituzionali, sono in realtà questioni teologiche e questioni centrali, perché vi si tratta della realizzazione e concretizzazione del Vangelo nel nostro tempo”. La contrapposizione tra Chiesa mistero e Chiesa istituzione fu tipica del ’68 cattolico. Ratzinger è stato sempre tra coloro che mantennero inseparabili le due attenzioni ed è l’attaccamento a quell’unità cattolica che l’ha fatto papa. Ma mutano i tempi e oggi non è più alla sua difesa che si deve applicare il papa teologo, ma alla riscoperta della “grandezza del cristianesimo” (come vedremo nel prossimo post), in un’epoca che ne percepisce la stanchezza. E’ già sentimento di quella grandezza poter affermare – avere cioè l’anima e l’animo di farlo – che il Vangelo anche oggi ha un corpo: cioè un piccolo gregge che lo incarna, prima di professarlo. Ma ancora più felice è la proclamazione che “il Signore ha un corpo in questo nostro tempo”: sta a dire che non ci sono solo le parole di Gesù a ricordarlo all’umanità contemporanea, ma c’è pur sempre sulla terra la famiglia di coloro che egli ha chiamato amici e con i quali ha promesso di restare per sempre.

3 Comments

  1. Maria Grazia

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    http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=22263&idsezione=4

    LUIGI ACCATTOLI, VATICANISTA DEL CORRIERE DELLA SERA, RACCONTA IL DOPO GIOVANNI PAOLO II

    Occhialini con lenti rettangolari, occhietti vispi, naso sottile, barba che avvolge il mento e baffi bianchi. Gilet e cravatta amaranto, camicia classica a righe sottili, giacca e pantaloni grigi. Così si è presentato Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della Sera, nella sala conferenze del collegio Augustinianum per parlare di questioni a lui molto care. “Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI: il segno di una successione” era il tema dell’incontro. Accattoli esordisce così: “Papa Ratzinger è un pontefice creativo perché esce dal solco tracciato dai precedenti.
    Per la prima volta abbiamo a che fare – spiega – con un cristiano che viene chiamato a fare il Papa senza averne la vocazione e la scuola.
    Giovanni Paolo II, dal canto suo, è stato un innovatore nel modo di comunicare perché è stato attore, operaio, partigiano”. Il vaticanista del Corsera accenna ancora a Benedetto XVI: “Ratzinger sta seguendo la scia di Wojtyla, continua ad essere tedesco e a fare il teologo. Pur essendo diverso come persona dal suo predecessore, continua la sua opera. Adesso andrà in Turchia, un’uscita spericolata (a cui parteciperà Accattoli, ndr). “Giovanni Paolo II era un uomo che ha avuto importanti esperienze umane come quella della guerra, della poesia e dello sport. Era un uomo che stava davanti a Dio ma anche di fronte a noi, era uno di noi. Un uomo che sbagliava perché amava improvvisare e che aiutava a credere perché, quando si metteva in Dio, con la forza della sua preghiera dimostrava fortemente la sua fede”, conclude raccontando la sua esperienza con ‘Karol il grande’.

    18 Novembre, 2006 - 19:27
  2. Grazie Maria Grazia, sai che è una sorpresa anche per me?

    18 Novembre, 2006 - 19:46
  3. Ciro Fusco

    Un’ottima pennellata descrittiva! Complimenti Maria Grazia.

    28 Novembre, 2006 - 22:19

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