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Francesco invita a pregare “con gli altri cristiani”

Non andiamo sulla strada delle divisioni, delle lotte fra noi! Tutti uniti, tutti uniti con le nostre differenze, ma uniti, sempre: questa è la strada di Gesù. Quanto danno arrecano alla Chiesa le divisioni tra i cristiani, l’essere di parte, gli interessi meschini! Le divisioni tra noi, ma anche le divisioni fra le comunità: cristiani evangelici, cristiani ortodossi, cristiani cattolici, ma perché divisi? Dobbiamo cercare di portare l’unità. Vi racconto una cosa: oggi, prima di uscire da casa, sono stato quaranta minuti, più o meno, mezz’ora, con un Pastore evangelico e abbiamo pregato insieme, e cercato l’unità. Ma dobbiamo pregare fra noi cattolici e anche con gli altri cristiani, pregare perché il Signore ci doni l’unità, l’unità fra noi. Ma come avremo l’unità fra i cristiani se non siamo capaci di averla tra noi cattolici?”: così Francesco all’udienza generale di oggi. Segnalo le parole “prima di uscire da casa”, che è la Casa Santa Marta. Segnalo anche, nel primo commento, un passo dell’omelia del mattino contro gli “eticisti [moralisti] senza bontà”.

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Alessandra Paris “tranquilla e certa del futuro”

So che la mia famiglia continuerà a rimanere nelle mani dell’Altissimo e farne suo rifugio anche per merito delle vostre preghiere e delle vostre opere, questo mi da grande tranquillità e certezza del futuro“: parole di Alessandra Paris, trentina, morta di tumore a 44 anni il giorno del Corpus Domini dando una viva attestazione della speranza nella risurrezione. La famiglia mi ha autorizzato a pubblicare su VINO NUOVO la sua ultima lettera inviata una settimana prima della partenza agli amici riuniti in una veglia di accompagnamento per lei, alla quale non poté partecipare. Mando un bacio di gratitudine a lei, al marito Alessandro, ai figli Martina, Daniele e Chiara.

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Francesco: “Diciamo sì alla vita e no alla morte”

Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude”: così oggi Papa Francesco nell’omelia per la giornata dell’Evangelium Vitae. E ancora: «Spesso l’uomo non sceglie la vita, non accoglie il Vangelo della vita, ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perchè sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro. E’ la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio – una nuova Torre di Babele; è il pensare che il rifiuto di Dio, del Messaggio di Cristo, del Vangelo della Vita, porti alla libertà, alla piena realizzazione dell’uomo. Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte».

Aggiornamento al 17 giugno. Sull’omelia papale di ieri ho scritto un banale articolo per il “Corriere della Sera” che si può leggere qui: Non grida contro le leggi. Altri due miei testi recenti di interpretazione del nuovo Papa – nient’affatto migliori – si possono leggere qui e qui.

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Mia festa per Odoardo Focherini

Oggi a Carpi è stato proclamato “beato” con il titolo di martire Odoardo Focherini: festeggio con gli amici di Carpi, dove sono stato più volte per conferenze e dove sono i parenti di Alfio Filippi, padre dehoniano a me carissimo. Della straordinaria figura di Focherini, martire dell’aiuto agli ebrei, qui ci siamo occupati più volte: rimando a un mio profilo e a un articolo in occasione del riconoscimento del martirio, nel quale argomentavo sulla ricchezza di figure martiriali nell’Italia di oggi. Buona domenica a tutti.

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Francesco ai Gesuiti: “Non addomesticate le frontiere”

Mi viene una cosa che diceva Rahner: il gesuita è uno specialista nel discernimento nel campo di Dio e anche nel campo del diavolo. Non bisogna aver paura di proseguire nel discernimento, per trovare la verità“: così ha parlato Francesco stamane agli scrittore della rivista “La Civiltà cattolica”. Ancora: “Per favore, siate uomini di frontiera, con quella capacità che viene da Dio (cfr 2Cor 3,6). Ma non cadete nella tentazione di addomesticare le frontiere: si deve andare verso le frontiere e non portare le frontiere a casa per verniciarle un po’ e addomesticarle“.

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Dolores Valandro detta anche “il tonfo della Lega”

Dolores Valandro la consigliera leghista di un quartiere di Padova che ha straparlato nella blogsfera contro la ministra Kyenge ha ormai – nella blogsfera – un’infinità di nomi: c’è chi la chiama “Dolores de Liga”, “Nessuno che mi stupri”, “Il tonfo della Lega”. Ne parlo per questo aspetto della blogsfera moltiplicatrice dell’insulto. «È stata una battuta in un momento di rabbia, non è che dopo io lo penso, quando ho il momento di rabbia lo butto lì e mi sfogo così» ha detto la Dolores della Rete. Già altri inconsapevoli abitatori della bogsfera avevano aggredito – nella Rete – zingari e Down protestando dopo la condanna la propria meravigliata innocenza: “L’avevo scritto nel mio sito”. Come a dire: “Quello che scrivo lì non vale”. Ne cavo un avvertimento ai visitatori: la Rete fa parte della realtà. Se uno qui nel blog offendo un altro e se l’offeso lo denuncia, io sono tenuto a indicare alla polizia postale l’indirizzo dell’offensore. Se ci sono arrivato io, scommetto che ognuno dei miei visitatori può realizzare questo minimo concetto: una pagina Web è reale come una pagina scritta. Ognuno, anche qui, è responsabile di sé.

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Chissà la felicità

Una città da vedere una donna da amare.

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Papa Gesuita e sindaco Ignazio

Qui a Roma dicevamo ieri Papa tedesco e sindaco Alemanno, diremo ora Papa Gesuita e sindaco Ignazio.

Aggiornamento alle ore 16,40. Molti mi chiedono della “lobby gay” in Vaticano e di altri temi ai quali avrebbe accennato il Papa con i dirigenti della Clar. Non ne parlo perché si tratta di un resoconto approssimativo, non controllato e non controllabile, di un incontro riservato. Rimando a un servizio dell’ottimo Gianni Cardinali pubblicato oggi da “Avvenire”: Dal Cile “parole” su aborto, religiosi e Curia.

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Non penso a cosa pensano l’altri

Non penso a / cosa pensano / né quel che dicono / l’altri / ma penso solo a te“: scritto a grandi lettere di spray bianco sul selciato in fondo alla scalinata di via dei Quattro Cantoni, a Roma, come su un leggio per chi scende i 40 gradini. Chi è oggetto di questo pensiero dominante farà ogni giorno quella strada e colei o colui che lo scrive di notte vuole assicurarlo che l’irregolarità della loro relazione, già bersaglio di maldicenza, non lo distrarrà minimamente.

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Teologia dell’amore: Francesco come Benedetto

Ieri all’angelus Francesco ha detto che il Signore è “tutta misericordia e pura misericordia”, in un altro angelus (7 giugno 2009) Benedetto aveva affermato che “Dio è tutto e solo amore”. I due Papi usano lo stesso linguaggio per proporre lo stesso annuncio di Dio Amore all’umanità di oggi. Nei primi due commenti le parole di Papa Francesco e il rimando a una mia interpretazione della teologia dell’amore svolta da Papa Benedetto nei suoi otto anni.

Aggiornamento dell’11 giugno. Nell’omelia al Santa Marta il Papa stamane – 11 giugno – ha parlato della povertà con parole impegnative: “Una Chiesa ricca è una Chiesa che invecchia”. Ai commenti 19, 20, 21 i brani più vivi dell’omelia.

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