Bassetti presidente: da dove viene chi è che dice che fa

91 Comments

  1. Luigi Accattoli, ne

    Amoris laetitia. Ieri Bassetti in conferenza stampa: “L’Amoris laetitia è un capolavoro. E’ una sintesi della dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia», nella quale «un passaggio va capito perché altrimenti può suscitare dubbi», ossia il fatto che «non ogni situazione irregolare è peccato mortale», come del resto già stabilisce il Catechismo della Chiesa cattolica. «Cosa chiede il Papa? Il Papa non parla di ammissione ai sacramenti, parla di discernimento, verificare quale è la reale situazione della coppia, iniziare un cammino, anche penitenziale se necessario, e poi vedere come stanno le cose. Chi va a fare osservazioni [critiche] sbaglia: non è un documento opinabile. È magistero, come i documenti del Concilio Vaticano II, i documenti di Pio XII o di Paolo VI. E il Papa ci dice: leggete e capite».

    26 Maggio, 2017 - 10:39
  2. Luigi Accattoli

    Ospedale e ambulanza. Conferenza stampa 2. Nel descrivere la «conversione pastorale» della Chiesa che reputa necessaria, Bassetti ha fatto riferimento all’espressione «ospedale da campo» utilizzata da Papa Francesco e preconizzata sessanta anni fa da una espressione analoga usata da don Primo Mazzolari, la Chiesa come «ambulanza» che soccorre i feriti. Don Mazzolari, che come don Lorenzo Milani, don Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Enrico Bartoletti, Silvano Piovanelli, Elia Dalla Costa sono stati indicati come esempi e punti di riferimento dal neopresidente della Cei.

    26 Maggio, 2017 - 10:40
  3. Luigi Accattoli

    Pedofilia. Conferenza stampa 3. Gli abusi sessuali sui minori, che avvengono «anche in famiglia», sono «preoccupanti», ha detto, ma «non partiamo da zero» grazie alle “disposizioni chiarissime di Papa Benedetto XVI”. «Mia nonna, che era analfabeta, diceva: i bambini non si toccano, sono sacri». La Chiesa italiana «ha fatto e sta facendo molto» in linea con «le direttive della Santa Sede»: se poi c’è «qualche smagliatura, non è colpa di nessuno, ma l’importante è che noi vescovi siamo vigili e attenti».

    26 Maggio, 2017 - 10:40
  4. Luigi Accattoli

    Profughi. Conferenza stampa 4. «Il discorso è complesso» ma la Chiesa, coerentemente con il racconto biblico, «ha sempre accolto i bisognosi, chi è profugo va accolto. Capisco che l’Italia fa parte di un contesto più ampio che si chiama Europa e che l’Europa fa parte di un contesto più ampio che si chiama mondo e che da soli siamo impotenti», ha detto Bassetti soffermandosi, in particolare, sul progetto della Cei «liberi di partire, liberi di restare»: «C’è l’impegno della Chiesa nell’accoglienza, ma anche nel rispetto delle regole necessarie», ha detto, sottolineando che «in questi giorni assistiamo a scene che i nostri occhi mai avrebbero voluto vedere, il Mediterraneo trasformarsi in una immensa tomba di nostri fratelli».

    26 Maggio, 2017 - 10:41
  5. Luigi Accattoli

    Fine vita. Conferenza stampa 5. A chi domandava un commento alla legge sul fine vita Bassetti ha detto che le persone in stato di malattia terminale meritano «amicizia, vicinanza, affetto» e «se una persona capisce di essere un valore per gli altri è più difficile togliersi la vita, che è sempre un atto estremo e non dovuto». Quanto alla legislazione, «dovrebbe tenere più in conto il parere del medico».

    26 Maggio, 2017 - 10:41
  6. Luigi Accattoli

    Prima il kerigma. Tra i testi bassettiani riportati dal collega Roncalli nell’articolo linkato al commento precedente, ne segnalo due che mi paiono i più preziosi:

    «Prima si annuncia l’amore di Cristo per ogni uomo e poi viene tutto il resto. Prima si annuncia il kerygma e poi viene la dottrina sociale o la teologia. E non viceversa».

    «Dobbiamo andare verso l’uomo così come egli è, e non come vorremmo che fosse, secondo i nostri schemi teologici oppure secondo i nostri progetti pastorali o, addirittura, secondo le nostre idee politiche travestite da buoni propositi».

    26 Maggio, 2017 - 10:42
  7. picchio

    Prima si annuncia l’amore di Cristo per ogni uomo e poi viene tutto il resto. Prima si annuncia il kerygma e poi viene la dottrina sociale o la teologia. E non viceversa».

    E’ lo stesso concetto che Begoglio, ancora cardinale, ha detto nel libro intervista il gesuita
    cristina vicquery

    26 Maggio, 2017 - 17:03
  8. picchio

    Adesso dopo la CEI e il vicario di Roma sarà il turno di Milano…speriamo di avere qualche bella sorpresa anche la. Hai sentito qualche voce, Luigi?
    Cristina vicquery

    26 Maggio, 2017 - 23:20
  9. Victoria Boe

    Certo che Bassetti è proprio sulla stessa linea di Bergoglio.
    A me è piaciuto molto, fra le altre cose ben dette e condivisibili, questo passaggio:
    “Il Neopresidente della Cei, da altre due cose ha sempre preso le distanze : l’autoreferenzialità, il peccato «che colpisce le chiese che ritengono di non aver bisogno di nulla» («Purtroppo è un virus dilagante per il quale mancano spesso, soprattutto ai preti e ai vescovi, gli anticorpi»), e il clericalismo, ovvero quella sorta di paternalismo «che non permette ai battezzati di crescere ed esclude quelli che non sono in sintonia con il responsabile della comunità», quella presunzione che «sembra autorizzare a forgiare la comunità cristiana a nostra immagine e somiglianza e a disprezzare il cammino fatto prima del nostro arrivo». «È per rinunciare al clericalismo che dobbiamo avere il coraggio di rivedere – a partire dal vescovo – le modalità con cui esercitiamo il governo nella Chiesa”

    26 Maggio, 2017 - 23:35
  10. roberto 55

    Auguri di buon lavoro al Cardinale Bassetti: c’è molto da fare, ed anche molto da ricostruire dopo lo sfortunato – e finalmente concluso ! – periodo ruiniano, ma con l’aiuto di tutto il popolo della Chiesa il Cardinale Bassetti potrà fare bene.
    Torno “sotto coperta”.
    Buona notte.

    Roberto Caligaris

    27 Maggio, 2017 - 0:24
  11. Federico Benedetti

    Il “periodo ruiniano” non è stato affatto “sfortunato”: la presidenza del Card. RUINI ha dovuto affrontare sfide impegnative e ha dato una testimonianza straordinaria.
    Vedremo cosa saprà fare Bassetti, in questi giorni applaudito e “amico” di tutti, al di là dei buoni propositi, vale a dire quando dovrà prendere posizione e dare una linea alla Cri di fronte alle nuove sfide che sempre la Chiesa deve affrontare.
    Ho l’impressione che Roberto, picchio e compagni auspichino una presidenza silenziosa, io invece mi auguro che Bassetti sappia quando è come alzare la voce. VEDREMO…

    27 Maggio, 2017 - 7:58
  12. picchio

    io non mi auguro una presenza silenziosa, ma rumorosa sulla linea di papa Francesco.
    Concordo con Roberto su Ruini
    Cristina Vicquery

    27 Maggio, 2017 - 9:43
  13. Clodine-Claudia Leo

    Anche Bergoglio – che in questo momento sta facendo un discorso molto interessante perfettamente in linea con la dottrina sociale della Chiesa: cosa scontata, sarebbe assurdo il contraio- applaudono e osannano il Papa.
    Ma se andiamo ad analizzare, l’80% di quegli gli stessi operai osannanti che gridano “Francesco, Francesco e W il Papa”, è composto da battezzati non praticanti.

    Vergognarsi del proprio clericalismo è come vergognarsi dell’Impero di Cristo sulle genti. Dio tutto ha posto nelle mani del Figlio Suo: la vita, morte, la salvezza eterna. La politica, l’economia, la finanza.. tutto…e…se il mondo, compreso quello del lavoro con le sue dinamiche speculative è alla deriva, è perché è saltato questo rapporto.

    ” Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, notò che c’era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

    Giovanni 6,26-34

    27 Maggio, 2017 - 9:45
  14. Clodine-Claudia Leo

    P.S
    In riferimento al discorso di Bergoglio agli operai dell’Ilva di Genova…

    27 Maggio, 2017 - 9:51
  15. Clodine-Claudia Leo

    La Chiesa è testimone davanti al mondo: è sua missione essenziale e originale esserci. Cosa pretendiamo: che in nome di un laicismo prevaricatore e prepotente la Chiesa cessi di compiere il suo mandato? Che fosse silenziata? E’Cristo stesso, nello Spirito, a conferirLe potenza e potere. E’ Cristo stesso, nello Spirito, a conferirLe potenza e potere. Tutta l’epopea ruiniana , in fondo e in prospettiva,obbediva a questo principio…

    27 Maggio, 2017 - 10:10
  16. Clodine-Claudia Leo

    Come dice Bagnasco, -nel discorso che da Genova mi arriva in diretta- la Chiesa non può stare con le porte Chiuse, andrebbe contro la sua missione. Come potrebbe, mi chiedo, la Chiesa predicare, pregare,lodare, insegnare, dedicarsi alla pastorale, alla teologia, alla diaconia senza “disturbare” : vogliamo chiamare tutto questo “clericalismo” nella sua accezione negativa ?
    Tutta l’umanità deve decidersi , perché chiamata, ad unirsi nella fede a testimoniare Cristo, tutta l’umanità…La Chiesa è una minoranza nel mondo, ok, rallegriamoci di essere una minoranza al servizio della maggioranza, grati di essere un segno tra le nazioni sia che ascoltino, oppure no, mute o che protestino non è dirimente: la Chiesa c’è, in Cristo, con fede, nella fede…

    27 Maggio, 2017 - 10:32
  17. Clodine-Claudia Leo

    E la fede è perfetta quando è fondata tutta e sempre sulla parola di Gesù Cristo, non su UNA parola, UNA pericope, UN Vangelo, su UNA parte del N.T , UNA lettera apostolica o un altro testo sacro. Ma su tutta la Parola di Dio… integralmente. ..

    27 Maggio, 2017 - 11:09
  18. Lorenzo Cuffini

    Un po’ di confusione sotto il sole.
    Càpita di frequente, a preparare i minestroni. Che sono appunto, uno zuppone in cui si butta dentro di tutto e di più.
    Si parte con il dare un “placet” – non richiesto, ma lasciamo stare, è tentazione irresistibile evidentemente – alla ortodossia delle parole di Bergoglio agli operai di Genova, ritenendole perfettamente in linea con la dottrina sociale della Chiesa.
    Toh guarda: ma va?
    Ma chi l’ avrebbe mai detto?
    Non c’è una parola di quelle pronunciate da Bergoglio papa che non sia in linea con l’insegnamento della Chiesa: comprese quelle che pronuncia affacciandosi su problematiche “nuove”, nel senso che la Chiesa si era finora rifiutata di affacciarvicisi, ricorrendo magari a formulette di principio che NON reggono all’incalzare dei fatti, della realtà e del tempo.
    Poi si passa a dire : gli operai lo applaudono, ma, orrore!!!, l’80% di chi lo applaude è composto da battezzati non praticanti.
    Questo che cappero c’entrerebbe?
    Capisco se la distinzione fosse tra non credenti e cristiani: e poi ancora.
    Ma il recinto tra i praticanti e i non, che c’azzecca?
    Bergoglio, o il suo predecessore o il suo successore, dovrebbe rivolgersi esclusivamente a chi frequenta con regolarità domenicale le parrocchie?
    E perché mai?
    E agli altri, chi dovrebbe mai parlare?
    Siamo sicuri che quegli altri, gli orrorifici battezzati non praticanti, siano il male da abbandonare, e che solo i praticanti siano la punta di diamante?
    Staremmo freschi.
    LA Chiesa è testimone davanti al mondo, certo.
    Ma testimone di che? di CHi? Di che cosa?
    Se testimonia una battaglia ideologica e bon, se ne puo’ andare tranquillamente a casa. Ha già perso la sua partita , a tavolino.

    27 Maggio, 2017 - 11:24
  19. Victoria Boe

    “Ma se andiamo ad analizzare, l’80% di quegli gli stessi operai osannanti che gridano “Francesco, Francesco e W il Papa”, è composto da battezzati non praticanti. ”

    Anche chi osannava i papi precedenti erano in maggioranza battezzati non praticanti. E allora?
    Chi non è praticante o è ateo è forse spazzatura maleodorante?
    Ancora non si è capito che questi predicozzi clericali valgono meno di zero.

    27 Maggio, 2017 - 11:44
  20. Clodine-Claudia Leo

    “Spazzatura?”- ” distinzione?- voi lo dite, non io!

    27 Maggio, 2017 - 12:30
  21. Lorenzo Cuffini

    ” Ma se andiamo ad analizzare, l’80% di quegli gli stessi operai osannanti che gridano “Francesco, Francesco e W il Papa”, è composto da battezzati non praticanti.”

    Questo, scusa, chi lo ha detto?

    27 Maggio, 2017 - 12:38
  22. Enrico Usvelli

    Mi pare che qua ciascuno dia a clericalismo un significato diverso. Da qui a scriverci sopra commenti su commenti il passo è breve.

    27 Maggio, 2017 - 12:42
  23. Lorenzo Cuffini

    Mi permetto anche di segnalare, che il tanto deprecato crollo di praticanti nelle chiese non è tanto causa di papa questo o quello, di vescovo questo o quello, o di questa o quella presidenza della Cei. Mia zia Marietta, la cattolica de fero con la quinta elementare, dubito che sapesse addirittura che caspita fosse la Cei, figurarsi….
    No no no.
    Il crollo di praticanti deriva da me, e dai laici come me.
    I ” miei” non praticanti, possono avere me come punto di riferimento, come testimone e ” testimonial”. E non per le fregnacce che dico o per la piazza che vado a spolverare con gli striscioni.Ma per la vita MIA che decido di consumare per gli altri e per Gesù Cristo ( stessa cosa detta in due modi diversi): non per dovere e spirito di obbedienza, ma perché unica via di realizzazione di me stesso e di libertà da me stesso ( stessa cosa di nuovo detta in due modi diversi). Se mi aspetto che chi non porta più il piede in Chiesa torni a farlo per quel che dice il papa, o perché il tabernacolo è spostato di 38 gradi in longitudine, o perché non ci sta più l’organo e il gregoriano che ” fanno tanto sacro”, beh, meglio che scenda dal pero e mi dia una svegliata.
    La partita ce l’ho in mano io, e ce l’abbiamo in mano tutti.
    Nostro il gioco, nostra la esclusiva responsabilità.
    Poi , se vogliamo fregarcene, e pensare che sia nostro compito giocare a fare i papini e le vescovelle, auguri alla Chiesa.
    🙂

    27 Maggio, 2017 - 12:57
  24. Clodine-Claudia Leo

    Semplicemente registro una totale incoerenza….Papa si, Cristo no. Francamente ci vedo tanta superficialità e becero opportunismo.

    27 Maggio, 2017 - 13:15
  25. Clodine-Claudia Leo

    l’opportunismo laicista i cui connotati oscillano tra l’acrimonia, l’indifferentismo religioso salvo, cosa che ritengo assai spregevole, civettare con la Chiesa ruffianamente per scopi politici quando questa – la politica- si rivela carente. Senza mai distaccarsi dalla critica che mette ferocemente in campo ogni qualvolta la Chiesa pone resistenza e allora pretende di confinare la voce cattolica nel ghetto….e tenta di segregare la fede di chi in Cristo ci crede e ne segue le istanze dentro le motivazioni della loro “fede” razionale …squalificandole….

    27 Maggio, 2017 - 13:52
  26. Clodine-Claudia Leo

    A me non interessa di chi “porta o no il piede in Chiesa”, ciascuno decida liberamente della propria vita e della salvezza della propria anima (se ci crede) ma non sopporto la falsità, il finto dialogo di chi si spinge in sacrestia per interesse senza alcuna volontà di partecipare alla Verità che la Chiesa propone, cercata si per vie diverse ma convergenti nell’intento, con la stessa finalità di lavorare nella “casa comune”. Urlare “Viva il Papa”,per me, non è che un omaggio formale, senza sostanza…ipocrita…

    27 Maggio, 2017 - 14:00
  27. Victoria Boe

    “Senza mai distaccarsi dalla critica che mette ferocemente in campo ogni qualvolta la Chiesa pone resistenza e allora pretende di confinare la voce cattolica nel ghetto….e tenta di segregare la fede di chi in Cristo ci crede e ne segue le istanze dentro le motivazioni della loro “fede” razionale …squalificandole….”

    Credo che nessuno pretenda di “confinare nel ghetto” la voce della Chiesa. La quale ha tutto il diritto di parlare dato che fa parte della società in cui è inserita. Deve parlare!
    La dottrina sociale è lo strumento pricipale con cui esprime la sua voce e il suo pensiero.
    Ma la Chiesa non può restare indifferente alla voce del popolo, alle sue istanze.
    Invece, a volte anche la Chiesa si è messa dalla parte dei più ricchi che la omaggiavano con laute prebende. Timorosa di urtarne la suscettibilità.
    Solo da un decennio o giù di lì la Chiesa ha parlato chiaro, senza fare sconti a nessuno.
    C’è anche da dire un’altra cosa importante: un conto è esprimere le proprie opinioni, quali che siano; un altro conto è fare ingerenza esplicita nell’operato dello Stato cercando di orientare i fedeli più ingenui e meno pensanti.
    Come ha fatto un certo cardinale anni fa.

    27 Maggio, 2017 - 14:35
  28. Clodine-Claudia Leo

    Forse lei non conosce la “Rerum Novarum” la è la prima enciclica politica. Dunque la dottrina sociale della Chiesa risale al 1878….non è un’invenzione dell’ultimo decennio. Mentre il laicismo non è mai morto.

    27 Maggio, 2017 - 14:52
  29. Federico Benedetti

    Concordo con Clodine in toto.
    Nessuno critica i battezzati non praticanti ma bisognerà pur porsi il problema di come mai, pur apprezzando il Papa, non compiono un passo in più. Le chiese sono vuote tanto quanto lo erano sotto i pontificati precedenti, il dialogo e le aperture ai lontani non “avvicinano” chi resta felicemente ben lontano, non aiutano l’armonia dei vicini ( e questo blog lo dimostra), non producono frutti visibili. Bisognerà pure fare un bilancio prima o poi.

    27 Maggio, 2017 - 14:54
  30. Lorenzo Cuffini

    Allora ponitelo.
    Non ci si accorge che il problema è sempre di qualcun altro?
    Certo che il problema è indipendente dai papi, dai vescovi dai parroci e dai preti che mancano.
    Il problema dipende invece da Federico Benedetti, da Lorenzo Cuffini e così via, a macchia d’olio.
    Il dialogo e l’apertura ( aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh,) non riempiono?
    Puo’ darsi benissimo, e da soli no. Certo l’esclusione e il chiudersi a doppia mandata spargendo attorno a se acqua benedetta – salvo mandare a farsi fottere chi ci sta sulle scatole come fa l’ultimo dei non credenti- è certo che non lo faccia.
    Che fanno Federico Benedetti e Lorenzo Cuffini e compagnia a briscola discorrendo, al riguardo?
    Il problema è tutto lì.
    Come per chi non si sposa più in chiesa, così per chi non va più in chiesa, tra le persone che mi conoscono, c’è un responsabile diretto e SONO IO.
    Il resto sono cretinate.

    27 Maggio, 2017 - 15:05
  31. Cara Victoria, come si può dire che anche coloro che osannavano i papi precedenti non frequentavano la chiesa? Nel 1950 avevo nove anni, ma ricordo benissimo le folle che osannavano Pio XII al Giubileo! E le posso assicurare che frequentavano la chiesa in altissime percentuali!

    27 Maggio, 2017 - 15:17
  32. Lorenzo Cuffini

    Di opportunismo, i cattolici possono parlare certamente a pieno diritto, essendo maestri indiscussi nell’articolo.
    Secoli di convivenze e talora connivenze con i poteri politici hanno prodotto alcuni machiavellici capolvori di opportunismo cattolico in politica, specie qui in Italia. Per esempio il cardinal Ruini, ultimo dei grandi democristiani,ha esattamente fatto quello di cui parla Floris Leo , a parti invertite : ha abilissimamente, lucidissimamente civettato con Berlusconi in auge per scopi politici nel senso di tutela di interessi di lobby….nella illusione che sia ancora praticabile la strada della “società cristiana” realizzata ope legis … La lucidità e l’abilità sono rimaste le stesse anche quando si è deciso, a un certo punto, spremuto lo spremibile e azzopatosi il cavallo, di mollarlo quattro a zero, con tanto di reprimende pubbliche e di alzar di voce….Esempio sopraffino di sofisticato e calcolato opportunismo nella gestione politica degli interessi della Chiesa. Ma io non ci vedo nulla di spregevole e di luiciferino. Solo chi finge di essere stato su Papalla fino all’ora del caffè puo’ bollare tutto ciò per ipocrisia e falsità.
    Chiamasi “calcolo”.
    Se dunque c’è , praticato a tratti in senso alterno ( vogliamo parlare di Chiesa e fascismo per tutto un bel decennio almeno? MA parliamone in lungo e in largo) nella chiesa strutturata stessa, cosa ci si straccia le vesti a fare se un’ombra di questa stessa pratica la si ritrova nella genre qualunque, cioè in noi?

    27 Maggio, 2017 - 15:26
  33. Victoria Boe

    “Dunque la dottrina sociale della Chiesa risale al 1878….non è un’invenzione dell’ultimo decennio…”

    Lo so anche io che non è invenzione dell’ultimo decennio, e conosco la “Rerum novarum”. E allora?…
    Il laicismo ci sarà sempre e sempre e ancora sempre.
    Vorreste un Stato teologico, forse? Una pretesa assurda.

    27 Maggio, 2017 - 15:51
  34. Federico Benedetti

    Se una parte politica ( la sinistra, persino con leader provenienti dal mondo cattolico come Prodi e Renzi) fa di tutto per contrastare i valori cattolici, è chiaro che bisogna rivolgersi alla parte opposta e lì chi c’è, c’è: a volte buoni interlocutori, a volte vecchie volpi che cercano consensi. Non è opportunismo ma l’unico modo di essere presenti. La politica è una forma altissima di carità, i cattolici non possono non occuparsene: o la fanno in prima persona ( il famigerato partito cattolico) o cercano interlocutori rispettosi e disposti almeno a non sostenere leggi contrarie alla dottrina sociale della Chiesa

    27 Maggio, 2017 - 15:53
  35. Federico Benedetti

    Come si può pretendere la benedizione della Cei ( ma anche solo il silenzio complice) e poi votare matrimonio x gay ( (compresi, come abbiamo visto, uteri in affitto e diritto dei gay all’adozione) , eutanasia, legalizzazione droghe leggere, divorzio breve, fecondazione artificiali eterologa e manipolazione degli embrioni..?
    Stiamo scherzando?

    27 Maggio, 2017 - 15:57
  36. Federico Benedetti

    Anche il Card. BASSETTI dovrà presto prendere posizione e allora alcuni di noi li applauderanno e altri lo criticheranno.
    Avranno ragione però solo quelli che baseranno il proprio giudizio sulla dottrina sociale della Chiesa e sui valori cattolici.
    Ne riparleremo…

    27 Maggio, 2017 - 16:01
  37. Clodine-Claudia Leo

    il laicismo ghibellino è una piaga peggiore del peggiore dei clericalismi….
    Lorenzo sei sicuro di quello che dici? A me consta che i voti dei cattololici hanno sempre fatto tanta gola alla politica ogni volta che questa ha presentato il suo volto fallimentare. Fu Mussolini, infatti, pur detestandola, a lisciare il pelo alla Chiesa è così ai nostri giorni: i partiti per far numero debbono ricorrere alla demagogia, ai grandi ideali, alla Patria, alla Libertà in pericolo, alla Religione e ad altre simili amenità tanto che lo stesso Grillo ora dice di essere il portavoce di francesco d’Assisi. E debbono promettere, promettere, promettere. La Chiesa sarà pure corruttibile, ma non imbecille….

    27 Maggio, 2017 - 16:16
  38. Victoria Boe

    Antonella Lignani, se giochiamo a non capirci, nessun discorso si regge.
    Lo so bene che i papi sono stati sempre osannati. Di solito le autorità vengono sempre molto applaudite e perfino osannate.
    In un Paese cattolico è normale che il papa venga osannato. Magari solo per compiacenza.
    Lei però non mette nel conto alcune cose importanti.
    Intanto, io pensavo agli ultimi papi: Giovanni Paolo II E Ratzinger. Già durante il loro pontificato le chiese erano mezzo vuote se confrontate con quelle degli anni 50 e 60.
    Poi, è inutile eludere il grande problema: la società è cambiata, ed è cambiata la mentalità della gente. Ed è normale che ci sia un percorso del genere.
    Volete capirlo o no che la gente che affollava le chiese in quegli anni, lo faceva, nella maggior parte dei casi, perché la Chiesa di quei tempi condizionava le persone con lo spauracchio del peccato mortale e dell’inferno che stava dietro l’angolo? C’erano scomuniche e minacce di castighi ad ogni passo. Quasi non si poteva respirare.
    Possibile che sia tanto difficile da capire?
    Era vera fede, quella? Per me no.
    La fede è un’altra cosa. Proprio diversa.
    Se non si aderisce a Dio e a Gesù Cristo per intima convinzione, la fede non c’è.
    Se si va in chiesa per apparire buoni e bravi, non vale.
    Se si va a Messa per assolvere a un precetto, e potersi dire: ma quanto sono bravo e fedele!, la fede è solo un’ombra di fede.
    È necessario, invece, che si approfondisca la propria fede, che si vada a trovare le ragioni della fede. Chi va in chiesa per abitudine, non mi può parlare di vera fede.Si è sempre fatto così, e tanto basta. Molti fedeli ancora seguono questa strada.
    Chi difende la Chiesa e le gerarchie per ideologia, come si fa con un partito politico, è del tutto fuori strada.
    Oggi le chiese sono certamente meno piene, ma in generale c’è una fede più vera e autentica.
    Mi sono spiegata?

    27 Maggio, 2017 - 16:30
  39. picchio

    Antonella è vero che la frequenza a messa era più alta, ma spesso solo per adeguamento alle convenzioni sociali
    Cristina vicquery

    27 Maggio, 2017 - 16:33
  40. Lorenzo Cuffini

    Ma certo che ai politici fanno gola ESCLUSIVAMENTE i voti dei cattolici, e non i valori. Basti pensare a certe piazze con schierati i leader politici baluardo della famiglia all’epoca : Berlusconi, Fini, Casini. Uno spot vivente anti fedeltà matrimoniale. 🙂 🙂 🙂
    Ma, per motivo speculari e opposti, in questo caso lobby pura , che non è nulla di demoniaco beninteso ma banale e semplicissima difesa degli interessi propri, la Chiesa presenta un salato conto ai politiconi e accetta ben contenta lisciatine, lisciatone e lisciatissime di pelo…..
    Se c’è una cosa certissima è che la Chiesa non solo non è imbecille, ma è assai assai accorta e decisamente furba, nella gestione delle cose sue terrene.
    Specialmente quelle italica per le italiche sue cose.

    27 Maggio, 2017 - 16:37
  41. Federico Benedetti

    Fede più vera e autentica?
    Ma per favore! Ma se c’è un’ignoranza religiosa da far paura!
    Senza contare che, nell’indifferenza dei pastori, ognuno si sente libero di credere quello che vuole: una fede, una morale e una religione su misura. Ma va!

    27 Maggio, 2017 - 16:38
  42. Lorenzo Cuffini

    “Anche Bassetti dovrà prender posizione….”

    Certo. E la prenderà a nome della Chiesa. Come hanno fatto i suoi predecessori.
    Per cinque anni, salvo imprevisti. Poi arriverà un successore.
    Non c’è nulla di cui preoccuparsi, scaldarsi e piantar paletti e tirar giacchette.
    CIASCUNO PENSI A QUELLO CHE LUI PUO? FARE PER LA CHIESA, invece che aspettare cvhe la Chiesa, graziosamente, presti orecchio ai suoi quattro grilli per il cattolico capo…..
    🙂

    27 Maggio, 2017 - 16:40
  43. Victoria Boe

    Quando papa Francesco parla della Chiesa come di un “ospedale da campo”, sta dicendo che bisogna dare alla gente delle buone cure, ossia delle ragioni valide, per richiamarla sotto le ali della Chiesa stessa. Queste cure non possono essere divieti e minacce di castighi ad ogni svolta d’angolo. Tutte cose che mostrano un volto perverso di Dio.
    Bisogna mostrare, al contrario, il volto buono del Signore, un Dio che abbraccia e che conforta; e che, se hai peccato, è pronto a perdonarti se tu ti penti. Non aspetta altro che accoglierti a braccia aperte. Altro che peccato mortale e inferno!
    Solo così c’è speranza che le chiese tornino a riempirsi.

    27 Maggio, 2017 - 16:44
  44. Clodine-Claudia Leo

    Fin dal lontano 1874 il “Non expedit” ( che porta con sé una frattura con la Chiesa e costituì, ma ancora costituisce -metaforicamente- un fortissimo ostacolo ai fini dell’affermazione di questo o quel progetto politico) è una locuzione temuta dallo Stato, fin dal suo esordio e rammento, se ce ne fosse bisogno, che , fino a prova contraria la Chiesa, anche se messa all’angolo da paventate “quarantigie ” può -ed è- sempre libera di rispondere con un netto “Ubi Nos”. Le ingerenze, quindi, non sono mai unilaterali nelle relazioni tra Chiesa e Stato. Riguardo la laicità, anche questa deve starsene nel suo recinto poichè è diritto della Chiesa -oltre che predicare la fede ed insegnare la sua dottrina sociale- “dare un giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine poltico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime (cosa affatto secondaria anzi, primaria ; n° 76 della Guadium et Spes).

    27 Maggio, 2017 - 16:44
  45. Victoria Boe

    “Senza contare che, nell’indifferenza dei pastori, ognuno si sente libero di credere quello che vuole: una fede, una morale e una religione su misura.”

    Non vedo “indifferenza dei pastori”.
    E in ogni caso, esiste una cosa molto bella che si chiama “libertà”, caro Federico.
    La fede non può essere imposta a suon di minacce,che oggi lasciano il tempo che trovano.

    27 Maggio, 2017 - 16:52
  46. Clodine-Claudia Leo

    sorry @ “guarentigie”…

    27 Maggio, 2017 - 17:16
  47. Più che altro credo contasse la tradizione.

    27 Maggio, 2017 - 17:30
  48. Enrico Usvelli

    ‘Antonella è vero che la frequenza a messa era più alta, ma spesso solo per adeguamento alle convenzioni sociali’

    Ho idea che sia questo il motivo. Probabilmente era più aperta la Chiesa della gente. Se non ricordo male Francesco in un’intervista diceva come in Argentina, quando lui era giovane, non si potesse entrare in casa di una persona separata.
    Nel posto in cui lavoro una donna qualche anno fa diceva con mia moglie di non avere assolutamente fede ma per anni si era sentita costretta ad andare a Messa per non essere tagliata fuori dalla gente.
    Si possono verificare le statistiche sulla partecipazione alla S. Messa ma le discussioni sulla fede sono assolutamente inutili. La fede è personale e solo Dio sa come ciascuno è messo.

    27 Maggio, 2017 - 17:36
  49. Clodine-Claudia Leo

    Certo, perché la fede impegna! La fede non è un sentimento, ma la risposta a qualcuno che è molto esigente. La fede è obbedienza, un’obbedienza vincolante che non consente voltafaccia e non è vero che si è liberi davanti a Dio: davanti a Dio ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. In questa società per quanto liquida, narcisistica,egoista non è un caso se si contano più 120.000 sette e movimenti.

    Molti rinnegano il proprio battesimo cattolico per aderirvi.

    Ma si aderisce a cuor leggero anche a L’islam ed è sempre la coniuge cattolica donna che, volente o nolente, ne assume i tratti ed è obbligata a far si che i figli ne rispettino le istanze. I matrimoni misti sono in numero sempre crescente 194.377 fino al 2015 (dati alla mano) ; ma ci si converte anche al buddismo, alla new age, alla antroposofia steineriana, ai testimoni di Geova e chi più ne ha più ne metta.

    La rinuncia all’opzione fondamentale, la fuga da tutto ciò che vincola alla Chiesa Cattolica postula una ricerca di Grazia a buon mercato, una grazia senza Gesù Cristo vivo, incarnato, una grazia senza sequela …e tale vale…

    “Grazia a caro prezzo è il Vangelo, che si deve sempre di nuovo cercare, il dono per cui si deve sempre di nuovo pregare, la porta a cui si deve sempre di nuovo bussare. È a caro prezzo, perché chiama alla sequela; è grazia perché costa all’uomo il prezzo della vita, è grazia, perché proprio in tal modo gli dona la vita; è a caro prezzo, perché condanna il peccato, è grazia, perché giustifica il peccatore”.
    Dietrich Bonhoeffer,

    27 Maggio, 2017 - 17:44
  50. Clodine-Claudia Leo

    Enrico, “convenzioni sociali”? francamente non lo credo. Neppure i barbari della prima cristianizzazione aderirono a Nostro Signore e alla Chiesa per convenzione ma perchè veramente credevano in Dio, in Cristo, nell’inferno e ci credevano tanto da dare la vita…
    Oggi nella sola Francia i musulmani praticanti superano il numero dei cattolici -quelli praticanti ridotti al lanternino- e chiedono alla Chiesa di concedere le Chiese vuote per volgerle a Moschee.
    Diffcile piacere a Dio, farsi schiavi degli idoli costa meno e da maggiori soddisfazioni. Semplicemente!

    27 Maggio, 2017 - 18:04
  51. Victoria Boe

    “In questa società per quanto liquida, narcisistica,egoista non è un caso se si contano più 120.000 sette e movimenti.”

    Le sette ci sono sempre state, e i movimenti pure.
    Anche l’egoismo. Anche le brutture varie.
    La società odierna non è peggiore di quella dei tempi passati.
    Oggi si viene a conoscenza in modo più evidente e più rapido delle negatività. Tutto qui.
    E la religione in tutto questo non c’entra niente.

    27 Maggio, 2017 - 18:14
  52. Clodine-Claudia Leo

    Riempire le Chiesa mentendo sull’esigenze del Vangelo, minimizzare sui vincoli che impone la sequela Cristi che contempla anche la rinuncia? A che pro. E’ una roba mortifera, un pagliativo inverecondo, che non salva, anzi, danna…

    «Meglio la chiesa vuota che piena di diavoli». San Padre Pio

    27 Maggio, 2017 - 18:16
  53. Lorenzo Cuffini

    C’è un errore di prospettiva che falsa la visione tutta.
    Se uno crede veramente, non è che ci sia UN MERITO nella pratica religiosa e nella supposta fatica (?!!) che essa dovrebbe costare. C’è, semmai, un aiuto formidabile, un dono potente e insostituibile che viene gratuitamente ( e immeritatamente) offerto a chi vuole coglierlo.E l’accorglielo comporta semmai un enorme aumento di responsabilità nei confronti di tutti gli altri che se ne escludono o ne sono esclusi.
    Se invece uno lo fa per disciplina di schieramento, per sentimento di appartenenza, per spirito di bandiera, bene, tutti sentimenti comprensibili, ma che hanno un tubo a che fare con la autentica pratica cristiana. Soddisfano un lacunone enorme personale, e basta.
    Quanto alle convenzioni sociali di cui parla Enrico, non solo c’erano : ma erano ferreee, tacitamente accettate e trasversali.Il che non toglie che , sul totale, ci fossero anche allora le pratiche assidue e vibranti e sentite.
    Esattamente come oggi.
    Il problema delle chiese vuote, non esiste.
    Gli apostoli, all’inizio, erano dodici (12).
    Vogliamo scherzare?
    Esiste la nostra bambanaggine a girare su una mattonella frignandoci sopra.

    27 Maggio, 2017 - 18:29
  54. Andrea Salvi

    Da parte di alcuni dei nostri pastori troppe interviste, troppe dichiarazioni a questo o quel giornalista, troppe riflessioni scritte di getto e passate al web, anziché meditate, lette e rilette come si fa in un libro…
    E’ in atto poi una sorta di eresia strisciante, inconsapevole, che vede alcuni cristiani spostare la propria attenzione dalla sequela di Cristo al giudizio continuo sull’ operato dei propri pastori, in primis del papa. Si formano dei piccoli tribunali del popolo che vedono i loro componenti sottoporre al vaglio del loro giudizio insindacabile (ma chi li ha nominati membri del S.Uffizio?) ogni parola, ogni frase di chi ci guida. Viene analizzata spesso con pregiudizio e autoproclamandosi fedeli interpreti della vera dottrina ogni dichiarazione pubblica dei pastori, amplificata e a volte distorta dalla rete.
    Il nuovo presidente della CEI non ha ancora iniziato il suo sevizio che già anche qui si preannunciano tribunali speciali..
    Siamo a un bivio pericoloso. Da una parte darci da fare per seguire Gesù nella realtà quotidiana, nei mille modi in cui questo è possibile, dalla altra trasformare la nostra “Chiesa” in una sorta di agone politico dove c’ e’ sempre meno spazio per la fede e sempre più attenzione agli aspetti dottrinali, formali, esteriori, vissuti come momento di giudizio di ortodossia di questo o quello, anziché come momenti di purificazione della fede.
    Detto questo confermo quanto detto a proposito della famosa lettera data al web da mons. Negri. Faceva meglio a tacere: per lui, per noi, per la Chiesa.

    27 Maggio, 2017 - 19:30
  55. Clodine-Claudia Leo

    Invece la sequela ha il suo tratto di difficoltà, eccome se ce l’ha! Essere seguaci di Cristo comporta sacrificio altrimenti sarebbe vana l’invocazione Eucaristica che con fede ripetiamo: ” Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio”.
    Circa Il merito, se ci sarà,qualora ci sarà a Dio piacendo,sarà per pura Grazia che è a sua volta puro dono.
    Le responsabilità, collettive e personali dei cristiani dimostrano ancora una volta che il bene e il male stanno all’uomo come la vita e la morte a Dio. Disciplina di schieramento, Spirito di bandiera, sentimento di appartenenza sono categorie – anzi, defezioni- del nostro umano, spregevole agire, la qual cosa non dovrebbe stupire più di tanto.

    Invece stupisce, quello si, che si rinvanghino gli eventi del passato appartenuti ad un passato travagliato e si portino ad esempio per giustificare il male odierno. Il “passato” , proprio perché passato senza lasciare memento, senza tracce nella coscienza collettiva è indicativo di quanto l’umanità,paragonabile alle anfore bucate delle Denaidi,sia incapace di sedimentare e anzichè progredire ,retrocede “ab imo” fino a toccare il fondo.
    L’oggettività del bene e del male (malgrado tutto presente, sentita, in quell’umanità del passato evocata arbitrariamente: diversa nei costumi e nei codici morali dalla nostra società odienra) l’oggettività del giusto e dell’ingiusto del vizio e della virtù deve essere recuperata ad ogni costo, parlo di quella oggettività che è stata cancellata dal mondo e dall Chiesa poi (causa prima dell’attuale situazione,che impone il ” mea culpa”,a partire dal vertice e dai suoi scandali, oltre che collettivo e personale) . O si recupera l’oggettività o è inutile andare avanti e parlare, discutere, tanto -come dice Federico- alla fine ognuno agirà secondo il proprio cuore, come meglio cerde chi abrogherà una cosa, chi un’altra e chi tutte insieme…

    27 Maggio, 2017 - 19:34
  56. Clodine-Claudia Leo

    Concordo con Andrea Salvi…trovo abbia detto cose condivisibili sul piano pratico.

    27 Maggio, 2017 - 19:37
  57. Clodine-Claudia Leo

    anche se, ritengo la perdita del sacro una grandissima perdita. Sbagliato credere che la celebrazione Liturgia sia più “attiva”in virtù della partecipazione dei sensi, come se il mistero si potesse “comprendere” . La Liturgia è la culla che accoglie il “sacro sangue di Cristo” invisibile agli occhi se non a quelli dello spirito. La perdita del sacro è il discrimine, segno di una separazione con la trascendenza. Ne è prova l’attuale situazione: se la fede, trasmessa fino a 20-30 anni fa, non ha più una capacità di attrattiva , non sembra sembra più credibile è il chiaro indizio che manca una esperienza di fede autentica, pensata,perciò viene meno anche il senso del peccato.

    27 Maggio, 2017 - 19:56
  58. Lorenzo Cuffini

    Questo vuol semplicemente dire una cosa, cara Clodine.
    Quante persone hanno ” rifiutato” la fede in questi 20/30 anni, tra quelle che tu conosci? Quante se ne sono distaccate? Quante dimostrano per essa un sovrano quanto legittimo disinteresse?
    Stesso ragionamento, ovvio, vale per me, per Federico, per Victoria e per tutti quanti.
    Fatto il calcolo?
    Bene.
    Di questi, i responsabili diretti della mancata trasmissione SIAMO NOI.
    “L’ esperienza di fede autentica” di cui tu parla, quella che manca, è LA NOSTRA.
    I non credibili, SIAMO NOI.
    E quando dico NOI e NOSTRA parlo di me, te, lui, lei con i nostri nomi e cognomi. Non “noi generico”. Non ” testimonianza cristiana” generica.
    Tu, io, lui, lei , tutti.
    Ci si vuole svegliare, o stiamo ad attendere non si sa bene cosa?

    27 Maggio, 2017 - 20:57
  59. maria cristina venturi

    “La frequenza era piu’alta ma spesso solo per adeguamento alle convenzioni sociali”

    Questa spiegazione sociologica mi ricorda la vecchia convinzione dei marxisti che “la religione e’l’oppio dei popoli” I marxisti erano convinti che la gente fosse religiosa solo per imposizione o per abitudine o per ipocrisia e che una volta abolita la religione, imposta dall a classe privilegiata per tenere il popolo nell’ignoranza e nella superstizione, il popolo stesso sarebbe divenuto naturalmente e gioiosamente ateo.
    Ebbene, in questi giorni sono in Russia, a San Pietroburgo, e vi posso assicurare che la storia ha smentito clamorosamente questa tesi marxista , cosi’come ha smentito la teoria economica marxista.
    Nonostante settanta anni di ateismo di stato, quando e’crollato il regime comunista, in Russia la fede ortodossa e’ricominciata come prima , come per miracolo.Come se il popolo non aspettasse altro che tornare a inchinarsi davanti alle Sacre Icone.
    Oggi se entrate nelle chiese diSan Pietroburgo, alcune delle quali trasformate in epoca sovietica e adibite a usi piu'”utili” come depositi di patate e ora di nuovo riconsacrate, potete vedere tanta gente entrare spontaneamente per pregare, accendere una candela davanti alle Sacre Icone, davanti alle quali si formano file e file di devoti, che pazientemente attendono il loro turno . Marx rimarrebbe esterrefatto, Lenin si accorgerebbe di aver fallito , non sono riusciti a togliere al. Popolo il suo “oppio”! La semplice felicita’di poter entrare in chiesa e pregare, baciare l’immagine della Bogomater ,la Madre di Dio.Senza che nessuno te lo imponga,senza che alcuna “societa” c’entri nulla
    Le spiegazioni marxiste e materialistiche non spiegano quel gran mistero dell’animo umano, quel BISOGNO DI DIO, quella sete di Dio che non puo’essere ne impedita ne’imposta perche’e’SPONTANEA.
    Le spiegazioni sociologiche sul perche’ai tempi di PIOXIIin Italia le chiese fossero piene e ora tristemente vuote , sono ancorate a quella dimensione solo orizzontale a cui si vuole ridurre la realta’.La realta’ solo materiale cara ai marxisti e ora ereditata dall’ideologia cattocomunista, non tiene conto del lato verticale, non tiene conto della PROFONDITA’ e della AMPIEZZA della realta’. Non di solo.pane vive l’uomo significa:non fermatevi alla superficie, alla materia, alla spiegazione immanentistica della realta’, se volete davvero VIVERE.
    I russi l’hanno capito (sulla pelle di milioni di morti nei gulag ).

    27 Maggio, 2017 - 22:30
  60. Victoria Boe

    “La realta’ solo materiale cara ai marxisti e ora ereditata dall’ideologia cattocomunista, non tiene conto del lato verticale, non tiene conto della PROFONDITA’ e della AMPIEZZA della realta’.”

    Questa è una bella scemata, signora.
    Neanche l’aria della Russia le fa bene, a quanto pare.

    27 Maggio, 2017 - 23:29
  61. E’ difficilissimo sradicare certe tradizioni radicate da secoli e secoli. Ricordo che nei primi anni ’70 nella mia città fu abolita la processione del Cristo morto, che tradizionalmente si tiene il venerdì santo, perché non liturgica. Fu ripresa alla fine del secolo scorso, ed è sempre frequentatissima. La stessa cosa si può dire dei cosiddetti “Sepolcri” del giovedì santo. Come si fa a cancellare la voce dei secoli e dei millenni?

    27 Maggio, 2017 - 23:35
  62. Lorenzo Cuffini

    🙂
    Maria Cristina, Marx e Lenin sono morti e sepolti da un pezzo, come il tuo modo di leggere e vedere le cose di chiesa.

    28 Maggio, 2017 - 10:31
  63. Lorenzo Cuffini

    Si fa, Antonella, col fatto che i pochi ventenni di oggi ( non solo loro, veramente, ma noi siamo qui con orizzonte più limitato e interessiamo meno) paiono strabattersene allegramente della voce dei secoli e dei millenni.
    Bisogna che ce ne rendiamo conto una volta per tute, fin che siamo qui: né la Tradizione, né la tradizione, né la sua parente povera l’abitudine, né la costrizione sociale, né il sentire comune, né men che meno la gabbia di sicureza delle leggi CI PREPARERANNO PIU'( MAI PIu’) LA PAPPA CATTOLICA PRONTA. A ognuno di noi spetta rimboccarsi le maniche e dimostrare con la sua vita poveraccia che ogni cosa, ogni singola cosa in cui crediamo, dal dogma al rito, ha una importanza vitale, nel senso che vale la pena che noi ci si giochi sopra la vita intera.
    E, anche così, questa sarà la condizione necessaria, ma niente affatto sufficiente perché Cristo – qui da noi – continui a camminare nella storia.

    28 Maggio, 2017 - 10:39
  64. Federico Benedetti

    I ventenni di oggi e di ieri hanno domande interiori e attendono risposte chiare. Hanno fame di spiritualità. Hanno bisogno di punti di riferimento nella confusione del relativismo, nel disorientamento generale.
    Che risposte propone la Chiesa?
    Con quale convinzione viene offerta e sostenuta una visione della vita e dell’uomo coerente con il cattolicesimo?

    28 Maggio, 2017 - 12:13
  65. La prima cosa da fare è non attaccarsi sconsideratamente in questo blog.

    28 Maggio, 2017 - 13:07
  66. Amigoni p. Luigi

    Piccolo errore nel titolo: Omnium ILLORUM

    28 Maggio, 2017 - 13:53
  67. Federico Benedetti

    Complimenti a p. AMIGONI per il commento, come sempre, acuto e simpatico.

    28 Maggio, 2017 - 14:02
  68. Grazie, padre Amiconi! Più si traffica, più errori vengono fuori!

    28 Maggio, 2017 - 14:51
  69. Lorenzo Cuffini

    Caro Fede: le risposte che da la Chiesa sono CHIARISSIME.
    Se poi a qualcuno non vanno bene, batte il piedino indispettito in terra, mette su il broncino e dice: per me non sono chiare!! affaracci suoi, problemi suoi nello stesso modo, e vedano di svegliarsi.
    Se al contrario fanno opera di proselitismo in tal senso, saranno responsabili diretti della confusione e del disorientamento che avranno potuto seminare.
    Qualcuno potrebbe per esempio spiegarlo a Aldo Maria Valli?
    🙂 🙂 🙂 🙂

    28 Maggio, 2017 - 15:57
  70. Victoria Boe

    “Complimenti a p. AMIGONI per il commento, come sempre, acuto e simpatico.”

    Quale commento? Non ho visto qui commenti di p. Amigoni. Forse mi è sfuggito.
    E poi, non eri tu, Federico, ad aver detto prima che l’ironia [di p.Amigoni] era discutibile e fuori luogo?
    Ma che magnifica coerenza, perbacco!

    28 Maggio, 2017 - 16:46
  71. Federico Benedetti

    Prima di chiamare incoerente il prossimo, assicurati di aver capito quello che hai letto.

    28 Maggio, 2017 - 20:15
  72. Victoria Boe

    Quale sarebbe il commento?
    Io ho visto solo una piccola correzione, non un commento.
    Non arrampicarti sugli specchi.

    28 Maggio, 2017 - 20:48
  73. Federico Benedetti

    Non intendo perdere altro tempo con chi non capisce.
    Non ho nemmeno voglia di litigare per queste sciocchezze.
    Buona serata

    28 Maggio, 2017 - 21:13
  74. Victoria Boe

    Chi non capisce sei tu, testardone.
    Sei incoerente.

    28 Maggio, 2017 - 21:33
  75. Federico Benedetti

    Vorrei risponderle come merita, ma non ne vale la pena.

    28 Maggio, 2017 - 23:08
  76. Forse Federico si riferiva al commento di padre Amigoni alla visita del papa a Genova.

    Commento alla visita del papa:

    Amigoni p. Luigi scrive,
    28 maggio 2017 @ 9:54

    Commento alla nomina di Bassetti:

    Federico Benedetti scrive,
    28 maggio 2017 @ 14:02

    Infatti sebbene il post sul papa a Genova sia più recente, il commento di Federico è stato scritto ad ora più tarda su un post precedente, senza rendersene conto.

    28 Maggio, 2017 - 23:42
  77. Victoria Boe

    Ma non mi pare che Il p.Amigoni abbia fatto commenti sulla nomina di Bassetti.
    Penso invece che Federico si riferisse alla nota (” Omnium ILLORUM”) comparsa subito dopo il suo link, Antonella. A meno che non volesse essere ironico.
    Continuo a non capire, e comunque non vale la pena ritornare su questa inezia.

    29 Maggio, 2017 - 0:29
  78. Enrico Usvelli

    A causa del titolo ci si è dimenticati il testo: è bello e spero che vinca

    29 Maggio, 2017 - 22:51
  79. Luigi Accattoli

    Per tornare al Certamen latinum salesianum. Una visitatrice che tifa per Antonella – e anch’io sono suo tifoso – fa notare altri due minimi errori di battitura, o di trascrizione. Non di latino, ci mancherebbe. Uno nel titolo e uno del testo. Il titolo che è posto sopra al riquadro è corretto: “Omnium illorum vitae nostrae vitae sunt”. Ma quello all’interno del riquadro è sbagliato: “Omnium illorum vitae nostra vitae sunt”. “Nostrae” è diventato “nostra”. Nella 6 riga spunta un “necessitati bus” che sicuramente doveva essere “necessitatibus”. Corri Antonella a correggere, se no arrivi seconda!

    30 Maggio, 2017 - 8:53
  80. Luigi Accattoli

    Già che ci sono m’azzardo a suggerire ad Antonella una modifica del sottotitolo che è puramente estetica, non attinente alla correttezza del latino: “De meo oratorio facta et narrationes”. Propongo: “De meo oratorio facta et fabulae”.

    30 Maggio, 2017 - 9:02
  81. Luigi Accattoli

    Concordo con Enrico: il testo di Antonella è bello e merita il “laurum”.

    30 Maggio, 2017 - 9:04
  82. Grazie delle segnalazioni; ora ci vorrà un po’ di tempo per rimediare.
    Ho avuto il terzo premio, come dice la “Iudicum sententia” che ho riportato in fondo al testo. Antonilla non mi piace, ma tant’è.

    31 Maggio, 2017 - 11:10
  83. http://digilander.libero.it/scritturascuola/certam.pdf
    Spero che ora vada bene. Ho messo “narrationes” perché questo chiedeva il bando del Certamen, una “narratio”. E poi ho voluto sottolineare la veridicità di questi racconti.
    Ho ottenuto il terzo premio; i primi due sono andati a studiosi di grande fama, dei veri “mammasantissima” della composizione latina, che però non sono venuti alla premiazione.
    Io sono andata, ed ero emozionata, come conviene ad una new entry (un po’ datata, certo, ma sempre new entry).
    Sarebbe stato strano che i Salesiani non mi premiassero; in fondo parlavo del loro fondatore e di un loro oratorio.

    31 Maggio, 2017 - 11:38
  84. “Antonilla ” si deve ad un altro “mammasantissima” del latino! Non mi posso opporre di fronte ad una tale autorità! Solo qualche brontolìo …..

    31 Maggio, 2017 - 11:41
  85. Luigi Accattoli

    Ma quante storie: Antonilla è bellissimo nome!

    Accipe Antonilla osculum meum gratulatorium… spero vada bene…

    31 Maggio, 2017 - 12:50

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