Abbiamo letto cinquemila foglietti con preghiere rivolte dai pellegrini alla Madonna di Loreto
Ieri mia moglie Maria Luisa – detta Isa – e io eravamo a Loreto dove abbiamo presentato, in una sala conferenze del Santuario, un nostro libretto intitolato Pizzini della Madonna di Loreto. Le preghiere che i pellegrini mettono per iscritto e lasciano in Santa Casa, Edizioni della Santa Casa, pp. 87, euro 10.00. La foto riproduce la locandina dell’evento, esposta negli ambienti del Santuario. Nel primo commento riporto la prefazione firmata dall’arcivescovo di Loreto Fabio Dal Cin, nel secondo l’indice del libretto, nel terzo i primi due paragrafi della nostra introduzione
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Luigi Accattoli
Prefazione dell’arcivescovo Fabio Dal Cin. La preghiera non si ferma mai, neanche davanti alla frenetica mutazione degli eventi e dei linguaggi. Questo piccolo libro porta con sé il segno che la preghiera è la speranza di chi conta su Dio e si affida a lui, aiutati da Maria nell’intimità domestica della sua Casa.
Il fenomeno dei pellegrini desiderosi di lasciare all’interno della Santa Casa di Loreto foglietti con su scritto preghiere, parole di ringraziamento e aspettative destinate alla Madonna è andato nel tempo sempre più crescendo. Per questo motivo, da alcuni anni all’interno della Basilica è stata posta una grande urna per raccogliere i tanti foglietti.
È sempre commovente vedere uomini e donne, giovani e adulti, singoli e famiglie che, prima di lasciare questo luogo di grazia, scrivono le loro domande e intenzioni di preghiera su bigliettini di carta, chiamati dagli autori di questa ricerca “pizzini”. Un termine singolare per dire simpaticamente il filo diretto tra la terra e il Cielo che i fedeli intendono esprimere; così come è simbolicamente espressivo il fumo che sale verso l’alto quando viene dato loro fuoco nel braciere sul sagrato della Basilica, ogni sabato sera, al termine della Fiaccolata Mariana.
Secondo il criterio dell’utile, per molti potrebbe apparire come un’impresa superflua quella di sfogliare migliaia di foglietti contenenti invocazioni, domande di guarigione e di felicità, destinati ad ardere e a divenire cenere dispersa nell’aria. Ma dietro ognuno di questi si cela una storia, un’attesa, una domanda di speranza.
Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Luigi Accattoli e a sua moglie Maria Luisa Cozzi, che hanno accolto la sfida di esaminare un
campionario di oltre cinquemila “pizzini” di preghiere. I coniugi, da persone di fede curiose quali sono, hanno infatti deciso di leggerli e studiarli, convinti di trovarvi un pezzo significativo di storia di pietà popolare del Santuario.
Da oltre sette secoli confluiscono a Loreto pellegrini provenienti da ogni angolo della terra, per entrare e sostare all’interno della Santa Casa, la Casa di Maria di Nazaret. Perché lo fanno e con quali desideri? Che cosa ha spinto e spinge oggi donne e uomini, di ogni età e condizione, e non solo di fede cristiana, ad avvicinarsi alle umili pareti di quella Casa?
Grazie a quei “pizzini”, si è reso finalmente possibile tentare di dare una risposta a quelle domande: perché lo fanno e con quali desideri?
Gli autori rivelano di essere bene informati sui “messaggi biblico-teologici” della Santa Casa, su alcune tradizioni devozionali del Santuario Pontificio, sulla storia di alcune invocazioni legate alle Litanie lauretane, comprese quelle aggiunte ultimamente. Le loro citazioni di frasi tratte dai Vangeli, dai testi liturgici, dalla vita di alcuni santi e pontefici, risultano essere spesso d’aiuto per comprendere le richieste dei pellegrini.
È interessante poi notare come nei “pizzini” confluiscano alcuni atteggiamenti spirituali caratteristici del nostro tempo. Anche in ordine alla trasformazione sempre più rapida degli strumenti di comunicazione, le invocazioni qui raccolte documentano la grande vitalità della preghiera. I curatori del libro rimarcano in modo piano e convincente come chi prega oggi lo faccia in forma sempre più evidente attingendo alla lingua dei social (WhatsApp, Facebook, Instagram, ecc.).
È da sottolineare inoltre come alcune invocazioni dei devoti (per esempio quelle di coppie di sposi per ottenere la desiderata paternità e maternità), siano di antica tradizione lauretana, oggi ravvivata dall’uso del cosiddetto “nastro azzurro” a supporto della preghiera. La gran parte delle invocazioni sono tuttavia improntate alle più svariate situazioni esistenziali e tra queste risultano ammirevoli, per spontaneità e immediatezza, quelle dei bambini.
Nel più assoluto rispetto della privacy, i risultati frutto della lettura dei ben documentati e commentati “pizzini” riportati in questo pur sobrio libro, sono davvero straordinari. Essi sono segni di una devozione popolare più che mai viva. Sebbene con mille e più sfumature, tutti testimoniano la speranza che muove i tanti pellegrini, compresi quelli che si dichiarano atei.
Tutti siamo pellegrini di speranza! Come ci indica Papa Francesco in questo primo Giubileo del terzo millennio. E chi più di Maria, la Madre di Dio, che ci è compagna di viaggio nel cammino della vita, può aiutarci a riscoprire che il suo Figlio Gesù è la nostra unica e indispensabile Speranza?
Dal Cin
svariate situazioni esistenziali e tra queste risultano ammirevoli, per spontaneità immediatezza, quelle dei bambini. Nel più assoluto rispetto della privacy, i risultati frutto della lettura dei documentati e commentati “pizzini” riportati in questo pur sobrio libro, sono davvero straordinari. Essi sono segni di una devozione popolare più che mai viva. Sebbene mille e più sfumature, tutti testimoniano la speranza che muove i tanti pellegrini, compresi quelli che si dichiarano atei. Tutti siamo pellegrini di speranza! Come ci indica Papa Francesco in questo Giubileo del terzo millennio. E chi più di Maria, la Madre di Dio, che ci è compagna di viaggio nel cammino della vita, può aiutarci a riscoprire che il suo Figlio Gesù nostra unica e indispensabile Speranza? ?
Fabio Dal
30 Giugno, 2025 - 22:46
Luigi Accattoli
Indice del volumetto
PIZZINI della MADONNA di LORETO
Le preghiere che i pellegrini mettono per iscritto
e lasciano in Santa Casa
A cura di Luigi Accattoli e Maria Luisa Cozzi
ABBIAMO LETTO CINQUEMILA FOGLIETTI
Il falò del sabato notte – Preghiere universali – A Dio piacciono le storie – Attendo le tue sorprese – Caro Dio e cara Maria – Nota al titolo e guida alla lettura
FAMIGLIA
Benedici e converti tutti noi – Aiutami a fare la pace con i miei – Salva il nostro matrimonio – Benessere dell’anima e del corpo – Per la divisione dell’eredità tra noi fratelli – Se si possano chiedere aiuti in denaro – Nella buona e nella cattiva sorte – Da madre a madre – Figli che non pregano più – Fai diventare più alto mio fratello
GIOVANI
Fidanzati chiedono un segno – Il sogno di diventare genitori – Per ogni scelta di vita – Donaci una rinascita con vocazioni – Fammi capire: è tutto troppo grande – Mettigli di fronte una ragazza – Che il nostro unico figlio non perda la fede – Sento troppe voci che non sono la tua – Ha preso una cattiva strada: droga e spaccio
MALATI
Madonnina mia ho bisogno di te – Fai luce nel mio cuore – Aiutami a vivere con serenità la malattia – Guida la mano del chirurgo – Adesso e nell’ora della nostra morte – Dagli la gioia di incontrarti – Salutami tanto i parenti che sono in cielo
MA NEI PIZZI C’ERA ANCHE DELL’ALTRO
1. Pellegrini di Speranza in Santa Casa, 2. La grande speranza e le speranze spicciole, 3. Sogni e malefici, 4. Per la pace in Ucraina e nel mondo, 5. Dalle Litanie ai nuovi linguaggi, 6. Popolo di Dio e popolo dei social, 7. A Loreto pregano anche gli atei
30 Giugno, 2025 - 22:51
Luigi Accattoli
Dall’introduzione degli autori. Abbiamo letto cinquemila foglietti e forse più con le preghiere che i pellegrini al Santuario di Loreto lasciano in Santa Casa e riteniamo di aver ricevuto dalla nostra partecipe lettura una straordinaria lezione di storia della pietà nell’attuale fase di avvio del terzo millennio: una lezione della quale cercheremo di dare conto nelle pagine di questo libretto. Vitalità dei santuari e attrazione dei pellegrinaggi, nuovo linguaggio della preghiera personale e sorprendente sviluppo della sua tonalità confidenziale e persino social ci sono parsi gli elementi emergenti tra quanto abbiamo appreso e che ora narreremo.
I cinquemila foglietti da noi scrutinati sono relativi a più settimane degli anni 2022 – 2023: non li abbiamo contati, la nostra è solo una stima del contenuto dello scatolone che ci è stato consegnato. Per una metà abbondante sono fogli scritti in lingua italiana, l’altra metà è in tante lingue che a scalare dalla più frequente sono: polacco, spagnolo, tedesco, inglese, portoghese, francese. Seguono pochi fogli in lingue orientali (cinese, coreano, giapponese), indiane, mediorientali, africane. Questi pochi fogli non sempre siamo riusciti a decifrarli.
Per proteggere l’identità degli autori dei foglietti, la lingua originale dei messaggi – che riproduciamo sempre in traduzione italiana – l’abbiamo indicata solo quando è di aiuto alla comprensione della preghiera veicolata. Sempre per discrezione non abbiamo mai riportato i nomi che figuravano nei foglietti, né quelli degli oranti né quelli per i quali è svolta la preghiera: quando nel nostro testo figura un nome, perché necessario a rendere leggibile il messaggio, esso è fittizio. Abbiamo omesso le date che sono segnate nel corpo dei messaggi o in calce a essi. Abbiamo anche sorvolato su ogni elemento che potrebbe condurre all’identificazione dell’orante, tipo indicazioni puntuali sulla provenienza geografica o riferimento a eventi datati o databili.
Fogli e foglietti sono della più varia natura. Alcune invocazioni sono tracciate sul retro di scontrini di bar o negozi, su biglietti ferroviari, sui bordi di santini o altra carta reperita nel proprio zaino o borsetta, o nei vari ambienti del Santuario.
Tra i messaggi vi sono foto listate a lutto e foto ordinarie, con i nomi delle persone ritratte o anche senza parole, o con le scritte Benedicimi, Benedicili. Abbiamo trovato foto di abitazioni con scritto a lato: Proteggi la nostra casa. Fototessere con parole del tipo: Sono il tale e ti chiedo di aiutarmi.
Tra i foglietti ci sono biglietti augurali a forma di cuore, di quelli che si usano per le nascite o i compleanni. Anche questi con i soli nomi o con brevi scritte. In uno c’erano queste parole: Sono sempre io e tu sempre aiutami.
Il falò del sabato notte
A Loreto tutti i foglietti raccolti lungo i giorni di una settimana vengono bruciati ogni sabato notte, al termine del Rosario e della Fiaccolata, in un braciere collocato sul sagrato della Basilica. Gli autori dei foglietti appaiono consapevoli della destinazione al fuoco dei loro messaggi e della finalità simbolica delle loro scritture:
Madonnina al momento del falò passa davanti a noi. Sai le nostre intenzioni. Pensaci tu.
Ho scritto le mie intenzioni che andranno al fuoco ma nessuna parola o preghiera potrà dirti meglio quello che tu sai già.
Ti abbiamo affidato il nostro desiderio di maternità. Appena arriverà ti porteremo rose.
Quando verrà bruciato questo mio testo tu sarai lì e i nostri cuori si parleranno: ti prego, vai dal tuo Gesù e ricordagli che qui “non hanno più vino”. Lui capirà.
“Vai dal tuo Gesù” è già un segno di quella confidenzialità amicale e social che crediamo di aver individuato con la nostra indagine. Anche il “pensaci tu” del primo di questi quattro foglietti sta a dire che la distanza di una volta tra il pregante e il pregato si è accorciata.
Prefazione dell’arcivescovo Fabio Dal Cin. La preghiera non si ferma mai, neanche davanti alla frenetica mutazione degli eventi e dei linguaggi. Questo piccolo libro porta con sé il segno che la preghiera è la speranza di chi conta su Dio e si affida a lui, aiutati da Maria nell’intimità domestica della sua Casa.
Il fenomeno dei pellegrini desiderosi di lasciare all’interno della Santa Casa di Loreto foglietti con su scritto preghiere, parole di ringraziamento e aspettative destinate alla Madonna è andato nel tempo sempre più crescendo. Per questo motivo, da alcuni anni all’interno della Basilica è stata posta una grande urna per raccogliere i tanti foglietti.
È sempre commovente vedere uomini e donne, giovani e adulti, singoli e famiglie che, prima di lasciare questo luogo di grazia, scrivono le loro domande e intenzioni di preghiera su bigliettini di carta, chiamati dagli autori di questa ricerca “pizzini”. Un termine singolare per dire simpaticamente il filo diretto tra la terra e il Cielo che i fedeli intendono esprimere; così come è simbolicamente espressivo il fumo che sale verso l’alto quando viene dato loro fuoco nel braciere sul sagrato della Basilica, ogni sabato sera, al termine della Fiaccolata Mariana.
Secondo il criterio dell’utile, per molti potrebbe apparire come un’impresa superflua quella di sfogliare migliaia di foglietti contenenti invocazioni, domande di guarigione e di felicità, destinati ad ardere e a divenire cenere dispersa nell’aria. Ma dietro ognuno di questi si cela una storia, un’attesa, una domanda di speranza.
Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Luigi Accattoli e a sua moglie Maria Luisa Cozzi, che hanno accolto la sfida di esaminare un
campionario di oltre cinquemila “pizzini” di preghiere. I coniugi, da persone di fede curiose quali sono, hanno infatti deciso di leggerli e studiarli, convinti di trovarvi un pezzo significativo di storia di pietà popolare del Santuario.
Da oltre sette secoli confluiscono a Loreto pellegrini provenienti da ogni angolo della terra, per entrare e sostare all’interno della Santa Casa, la Casa di Maria di Nazaret. Perché lo fanno e con quali desideri? Che cosa ha spinto e spinge oggi donne e uomini, di ogni età e condizione, e non solo di fede cristiana, ad avvicinarsi alle umili pareti di quella Casa?
Grazie a quei “pizzini”, si è reso finalmente possibile tentare di dare una risposta a quelle domande: perché lo fanno e con quali desideri?
Gli autori rivelano di essere bene informati sui “messaggi biblico-teologici” della Santa Casa, su alcune tradizioni devozionali del Santuario Pontificio, sulla storia di alcune invocazioni legate alle Litanie lauretane, comprese quelle aggiunte ultimamente. Le loro citazioni di frasi tratte dai Vangeli, dai testi liturgici, dalla vita di alcuni santi e pontefici, risultano essere spesso d’aiuto per comprendere le richieste dei pellegrini.
È interessante poi notare come nei “pizzini” confluiscano alcuni atteggiamenti spirituali caratteristici del nostro tempo. Anche in ordine alla trasformazione sempre più rapida degli strumenti di comunicazione, le invocazioni qui raccolte documentano la grande vitalità della preghiera. I curatori del libro rimarcano in modo piano e convincente come chi prega oggi lo faccia in forma sempre più evidente attingendo alla lingua dei social (WhatsApp, Facebook, Instagram, ecc.).
È da sottolineare inoltre come alcune invocazioni dei devoti (per esempio quelle di coppie di sposi per ottenere la desiderata paternità e maternità), siano di antica tradizione lauretana, oggi ravvivata dall’uso del cosiddetto “nastro azzurro” a supporto della preghiera. La gran parte delle invocazioni sono tuttavia improntate alle più svariate situazioni esistenziali e tra queste risultano ammirevoli, per spontaneità e immediatezza, quelle dei bambini.
Nel più assoluto rispetto della privacy, i risultati frutto della lettura dei ben documentati e commentati “pizzini” riportati in questo pur sobrio libro, sono davvero straordinari. Essi sono segni di una devozione popolare più che mai viva. Sebbene con mille e più sfumature, tutti testimoniano la speranza che muove i tanti pellegrini, compresi quelli che si dichiarano atei.
Tutti siamo pellegrini di speranza! Come ci indica Papa Francesco in questo primo Giubileo del terzo millennio. E chi più di Maria, la Madre di Dio, che ci è compagna di viaggio nel cammino della vita, può aiutarci a riscoprire che il suo Figlio Gesù è la nostra unica e indispensabile Speranza?
Dal Cin
svariate situazioni esistenziali e tra queste risultano ammirevoli, per spontaneità immediatezza, quelle dei bambini. Nel più assoluto rispetto della privacy, i risultati frutto della lettura dei documentati e commentati “pizzini” riportati in questo pur sobrio libro, sono davvero straordinari. Essi sono segni di una devozione popolare più che mai viva. Sebbene mille e più sfumature, tutti testimoniano la speranza che muove i tanti pellegrini, compresi quelli che si dichiarano atei. Tutti siamo pellegrini di speranza! Come ci indica Papa Francesco in questo Giubileo del terzo millennio. E chi più di Maria, la Madre di Dio, che ci è compagna di viaggio nel cammino della vita, può aiutarci a riscoprire che il suo Figlio Gesù nostra unica e indispensabile Speranza? ?
Fabio Dal
Indice del volumetto
PIZZINI della MADONNA di LORETO
Le preghiere che i pellegrini mettono per iscritto
e lasciano in Santa Casa
A cura di Luigi Accattoli e Maria Luisa Cozzi
ABBIAMO LETTO CINQUEMILA FOGLIETTI
Il falò del sabato notte – Preghiere universali – A Dio piacciono le storie – Attendo le tue sorprese – Caro Dio e cara Maria – Nota al titolo e guida alla lettura
FAMIGLIA
Benedici e converti tutti noi – Aiutami a fare la pace con i miei – Salva il nostro matrimonio – Benessere dell’anima e del corpo – Per la divisione dell’eredità tra noi fratelli – Se si possano chiedere aiuti in denaro – Nella buona e nella cattiva sorte – Da madre a madre – Figli che non pregano più – Fai diventare più alto mio fratello
GIOVANI
Fidanzati chiedono un segno – Il sogno di diventare genitori – Per ogni scelta di vita – Donaci una rinascita con vocazioni – Fammi capire: è tutto troppo grande – Mettigli di fronte una ragazza – Che il nostro unico figlio non perda la fede – Sento troppe voci che non sono la tua – Ha preso una cattiva strada: droga e spaccio
MALATI
Madonnina mia ho bisogno di te – Fai luce nel mio cuore – Aiutami a vivere con serenità la malattia – Guida la mano del chirurgo – Adesso e nell’ora della nostra morte – Dagli la gioia di incontrarti – Salutami tanto i parenti che sono in cielo
MA NEI PIZZI C’ERA ANCHE DELL’ALTRO
1. Pellegrini di Speranza in Santa Casa, 2. La grande speranza e le speranze spicciole, 3. Sogni e malefici, 4. Per la pace in Ucraina e nel mondo, 5. Dalle Litanie ai nuovi linguaggi, 6. Popolo di Dio e popolo dei social, 7. A Loreto pregano anche gli atei
Dall’introduzione degli autori. Abbiamo letto cinquemila foglietti e forse più con le preghiere che i pellegrini al Santuario di Loreto lasciano in Santa Casa e riteniamo di aver ricevuto dalla nostra partecipe lettura una straordinaria lezione di storia della pietà nell’attuale fase di avvio del terzo millennio: una lezione della quale cercheremo di dare conto nelle pagine di questo libretto. Vitalità dei santuari e attrazione dei pellegrinaggi, nuovo linguaggio della preghiera personale e sorprendente sviluppo della sua tonalità confidenziale e persino social ci sono parsi gli elementi emergenti tra quanto abbiamo appreso e che ora narreremo.
I cinquemila foglietti da noi scrutinati sono relativi a più settimane degli anni 2022 – 2023: non li abbiamo contati, la nostra è solo una stima del contenuto dello scatolone che ci è stato consegnato. Per una metà abbondante sono fogli scritti in lingua italiana, l’altra metà è in tante lingue che a scalare dalla più frequente sono: polacco, spagnolo, tedesco, inglese, portoghese, francese. Seguono pochi fogli in lingue orientali (cinese, coreano, giapponese), indiane, mediorientali, africane. Questi pochi fogli non sempre siamo riusciti a decifrarli.
Per proteggere l’identità degli autori dei foglietti, la lingua originale dei messaggi – che riproduciamo sempre in traduzione italiana – l’abbiamo indicata solo quando è di aiuto alla comprensione della preghiera veicolata. Sempre per discrezione non abbiamo mai riportato i nomi che figuravano nei foglietti, né quelli degli oranti né quelli per i quali è svolta la preghiera: quando nel nostro testo figura un nome, perché necessario a rendere leggibile il messaggio, esso è fittizio. Abbiamo omesso le date che sono segnate nel corpo dei messaggi o in calce a essi. Abbiamo anche sorvolato su ogni elemento che potrebbe condurre all’identificazione dell’orante, tipo indicazioni puntuali sulla provenienza geografica o riferimento a eventi datati o databili.
Fogli e foglietti sono della più varia natura. Alcune invocazioni sono tracciate sul retro di scontrini di bar o negozi, su biglietti ferroviari, sui bordi di santini o altra carta reperita nel proprio zaino o borsetta, o nei vari ambienti del Santuario.
Tra i messaggi vi sono foto listate a lutto e foto ordinarie, con i nomi delle persone ritratte o anche senza parole, o con le scritte Benedicimi, Benedicili. Abbiamo trovato foto di abitazioni con scritto a lato: Proteggi la nostra casa. Fototessere con parole del tipo: Sono il tale e ti chiedo di aiutarmi.
Tra i foglietti ci sono biglietti augurali a forma di cuore, di quelli che si usano per le nascite o i compleanni. Anche questi con i soli nomi o con brevi scritte. In uno c’erano queste parole: Sono sempre io e tu sempre aiutami.
Il falò del sabato notte
A Loreto tutti i foglietti raccolti lungo i giorni di una settimana vengono bruciati ogni sabato notte, al termine del Rosario e della Fiaccolata, in un braciere collocato sul sagrato della Basilica. Gli autori dei foglietti appaiono consapevoli della destinazione al fuoco dei loro messaggi e della finalità simbolica delle loro scritture:
Madonnina al momento del falò passa davanti a noi. Sai le nostre intenzioni. Pensaci tu.
Ho scritto le mie intenzioni che andranno al fuoco ma nessuna parola o preghiera potrà dirti meglio quello che tu sai già.
Ti abbiamo affidato il nostro desiderio di maternità. Appena arriverà ti porteremo rose.
Quando verrà bruciato questo mio testo tu sarai lì e i nostri cuori si parleranno: ti prego, vai dal tuo Gesù e ricordagli che qui “non hanno più vino”. Lui capirà.
“Vai dal tuo Gesù” è già un segno di quella confidenzialità amicale e social che crediamo di aver individuato con la nostra indagine. Anche il “pensaci tu” del primo di questi quattro foglietti sta a dire che la distanza di una volta tra il pregante e il pregato si è accorciata.