Gesù chiama i primi quattro discepoli: vi farò pescatori di uomini
Chiamata dei primi quattro discepoli – icona del laboratorio La Glikophilousa – Piccolo eremo delle querce – Caulonia, Reggio Calabria – per introdurre la scheda della lectio di Pizza e Vangelo che faremo domani, lunedì 12 gennaio 2026, per leggere l’inizio della predicazione di Gesù come è narrato dal Vangelo di Matteo al capitolo 4: saputo che Giovanni era stato arrestato, il Nazareno si sposta dalla Giudea alla Galilea, va ad abitare a Cafarnao e lungo le rive del lago di Tiberiade sceglie i primi discepoli. Nei commenti trovi l’intera scheda
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Luigi Accattoli
Giovanni è imprigionato e grandi folle iniziano a seguire Gesù – Matteo 4, 12-25. Saputo dell’arresto di Giovanni, Gesù si sposta dalla Giudea alla Galilea e va da abitare a Cafarnao. Lungo le rive del lago di Tiberiade avvia la sua predicazione e sceglie i primi discepoli. Tre saranno i fuochi della nostra attenzione: la scelta da parte di Gesù di Cafarnao e della Galilea, cioè di un’area minore rispetto alla Giudea; la chiamata a discepoli di persone comuni e non di preparati e motivati; la rispondenza delle grandi folle.
Contrariamente all’attesa prevalente nell’Israele del tempo, il Messia Gesù non punta su Gerusalemme con la sua predicazione, anzi l’avvia proprio spostandosi dalla Giudea – dove Giovanni aveva osato affacciarsi: “Predicava nel deserto della Giudea”: Matteo 3, 1 – alla Galilea. La stessa logica dell’uscita dalle attese guida la scelta dei discepoli: non li cerca tra i dottori della legge, gli esseni, gli scribi, i farisei, i sadducei, ma tra i pescatori e gli esattori delle imposte. Forse anche per questa e altre sue uscite da ogni ufficialità, la risposta popolare è straordinaria, festosa.
Faremo attenzione anche alla novità del rapporto maestro-discepolo proposto da Gesù: “Nel mondo giudaico era il discepolo a scegliersi il rabbì-maestro, dopo averlo ascoltato mentre parlava nella piazza di un villaggio, in un crocevia o in una sinagoga. Gesù, invece, inaugura un metodo antitetico: egli passa lungo il litorale del Lago di Tiberiade e a quelle due coppie di fratelli pescatori lancia quell’ordine: seguitemi. L’ultima sera della sua vita terrena, nel Cenacolo, Gesù ricorderà ai suoi discepoli: non siete stati voi a scegliere me, ma io ho scelto voi” (Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture – Anno A, p. 146).
11 Gennaio, 2026 - 11:02
Luigi Accattoli
Matteo 4, 12-25. Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 15 “Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! 16 Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta”.
17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. 18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 24La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
11 Gennaio, 2026 - 11:04
Luigi Accattoli
Subito lasciarono le reti. v. 12: Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea. Dopo essere stato battezzato da Giovanni, in Giudea, lungo il Giordano, in una località vicina al Mar Morto, Gesù per un periodo del quale non conosciamo la durata si fa discepolo del battezzatore e lo segue nella sua predicazione. Arrestato il maestro egli se ne fa continuatore, ma cambia registro e regione.
v. 13: lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao. Sono le due città di Gesù: Nazaret dove è cresciuto e Cafarnao che sceglie come base del suo ministero itinerante. Su questa scelta concordano tutti i sinottici ma solo Matteo afferma che il Nazareno prese residenza a Cafarnao.
v. 15: Galilea delle genti. Cioè dei gentili, terra di confine, rispetto alla Giudea che era tutta israelitica. In Galilea mescolati agli israeliti vivono i pagani.
v. 16: Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce. La citazione da Isaia 8, 23-9,1 costituisce un oracolo di speranza: il profesta annunciava al popolo di Israele un tempo di riscatto dopo la devastazione della Galilea ad opera degli Assiri nel 732 aventi Cristo.
v. 17: Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. L’inizio della predicazione di Gesù ricalca la predicazione di Giovanni ed è espresso con le stesse parole che l’evangelista aveva messo in bocca al predecessore: vedi Matteo 3, 2.
v. 19: Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini. Gli studiosi segnalano un passo di Geremia nel quale si legge questo “oracolo del Signore” sul futuro raduno degli israeliti da tutte le terre nelle quali erano dispersi: “Ecco, io invierò numerosi pescatori a pescarli” (16, 16).
v. 20: Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Non ci viene detto nulla sulle circostanze della chiamata o su una qualche – verosimile – conoscenza della predicazione di Gesù da parte dei chiamati: ciò che l’evangelista intende segnalare è il fatto della chiamata e la prontezza della risposta. Per Bultmann questa modalità della chiamata non è da intendere come un fatto storico ma come “unificazione in un unico momento simbolico di quello che in realtà fu un porocesso”.
v. 22: Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Qui oltre all’abbandono del mestiere e della barca è segnalato anche il distacco dalla famiglia.
v. 23: Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. Siamo a una prima fase felice della vita pubblica del Gesù, narrata da Matteo con tono festoso, quasi trionfale.
v. 24: La sua fama si diffuse per tutta la Siria. Dovremmo pensare alla provincia romana della Siria, che l’evangelista segnala con le varie sue regioni che elenca al versetto seguente.
v. 25: Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Il tono festoso e trionfale della narrazione matteana della prima fase della predicazione di Gesù qui raggiunge il registro più alto, riassumibile nel motto delle “grandi folle”.
11 Gennaio, 2026 - 11:05
Luigi Accattoli
Scandalo di un annuncio che parte dalla Galilea. L’annotazione «si ritirò nella Galilea e venne ad abitare a Cafarnao» non obbedisce a un semplice desiderio di precisione geografica, ma riporta un fatto che senza dubbio costituì per le attese religiose del tempo una sorpresa, se non uno scandalo. Tanto è vero che Matteo sente il bisogno di giustificarlo citando per esteso un passo del profeta Isaia (8,23-9,1). Era logico aspettarsi che l’annuncio messianico partisse dal cuore del giudaismo, cioè da Gerusalemme, e invece partì da una regione periferica, disprezzata e ritenuta contaminata dal paganesimo («Galilea dei Gentili»). Ma proprio ciò che costituisce una sorpresa – un’eco di questa sorpresa è presente nel Vangelo di Giovanni: «Può forse venire qualcosa di buono da Nazaret?» (1, 6) – è per Matteo il compimento di un’antica profezia e il segno rivelatore del messianismo di Gesù: un messianismo universale che rompe con decisione ogni forma di particolarismo.
Bruno Maggioni, Il racconto di Matteo, Cittadella 2009, p. 66
11 Gennaio, 2026 - 11:06
Luigi Accattoli
Cafarnao diventa “la sua città”. In quell’epoca Cafarnao, posta sulla riva nord-occidentale del lago di Galilea, era un piccolo ma attivo porto lacustre, in cui risiedeva anche un distaccamento militare romano, dato che là passava la strada maestra che metteva in comunicazione Damasco con la Galilea, la Transgiordania e la Giudea. A Cafarnao, che verrà definita più avanti come la sua città» (Mt 9:1), Gesù cominciò il suo ministero di insegnamento nella sinagoga (Mc 1:21), chiamò al discepolato il pubblicano Matteo/Levi (Mt 9:9) e realizzò parecchie guarigioni miracolose. Delle folle non necessariamente composte di gente del luogo venivano ad ascoltarlo, cosicché più d’una volta egli dovette fuggire all’altra riva (cfr. Mt 8:18). Perché non aveva corrisposto con la fede e la conversione ai doni di grazia che aveva ricevuti, la città di Cafarnao fu rimproverata da Gesù insieme con Corazin e Betsaida (Mt 11:20-24).
Leopold Sabourin, Il Vangelo di Matteo, p. 331
11 Gennaio, 2026 - 11:06
Luigi Accattoli
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
11 Gennaio, 2026 - 11:08
Luigi Accattoli
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 15 dicembre. L’appuntamento precedente fu lunedì 15 dicembre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 19 dicembre:
Giovanni è imprigionato e grandi folle iniziano a seguire Gesù – Matteo 4, 12-25. Saputo dell’arresto di Giovanni, Gesù si sposta dalla Giudea alla Galilea e va da abitare a Cafarnao. Lungo le rive del lago di Tiberiade avvia la sua predicazione e sceglie i primi discepoli. Tre saranno i fuochi della nostra attenzione: la scelta da parte di Gesù di Cafarnao e della Galilea, cioè di un’area minore rispetto alla Giudea; la chiamata a discepoli di persone comuni e non di preparati e motivati; la rispondenza delle grandi folle.
Contrariamente all’attesa prevalente nell’Israele del tempo, il Messia Gesù non punta su Gerusalemme con la sua predicazione, anzi l’avvia proprio spostandosi dalla Giudea – dove Giovanni aveva osato affacciarsi: “Predicava nel deserto della Giudea”: Matteo 3, 1 – alla Galilea. La stessa logica dell’uscita dalle attese guida la scelta dei discepoli: non li cerca tra i dottori della legge, gli esseni, gli scribi, i farisei, i sadducei, ma tra i pescatori e gli esattori delle imposte. Forse anche per questa e altre sue uscite da ogni ufficialità, la risposta popolare è straordinaria, festosa.
Faremo attenzione anche alla novità del rapporto maestro-discepolo proposto da Gesù: “Nel mondo giudaico era il discepolo a scegliersi il rabbì-maestro, dopo averlo ascoltato mentre parlava nella piazza di un villaggio, in un crocevia o in una sinagoga. Gesù, invece, inaugura un metodo antitetico: egli passa lungo il litorale del Lago di Tiberiade e a quelle due coppie di fratelli pescatori lancia quell’ordine: seguitemi. L’ultima sera della sua vita terrena, nel Cenacolo, Gesù ricorderà ai suoi discepoli: non siete stati voi a scegliere me, ma io ho scelto voi” (Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture – Anno A, p. 146).
Matteo 4, 12-25. Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 15 “Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! 16 Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta”.
17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. 18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 24La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Subito lasciarono le reti. v. 12: Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea. Dopo essere stato battezzato da Giovanni, in Giudea, lungo il Giordano, in una località vicina al Mar Morto, Gesù per un periodo del quale non conosciamo la durata si fa discepolo del battezzatore e lo segue nella sua predicazione. Arrestato il maestro egli se ne fa continuatore, ma cambia registro e regione.
v. 13: lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao. Sono le due città di Gesù: Nazaret dove è cresciuto e Cafarnao che sceglie come base del suo ministero itinerante. Su questa scelta concordano tutti i sinottici ma solo Matteo afferma che il Nazareno prese residenza a Cafarnao.
v. 15: Galilea delle genti. Cioè dei gentili, terra di confine, rispetto alla Giudea che era tutta israelitica. In Galilea mescolati agli israeliti vivono i pagani.
v. 16: Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce. La citazione da Isaia 8, 23-9,1 costituisce un oracolo di speranza: il profesta annunciava al popolo di Israele un tempo di riscatto dopo la devastazione della Galilea ad opera degli Assiri nel 732 aventi Cristo.
v. 17: Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. L’inizio della predicazione di Gesù ricalca la predicazione di Giovanni ed è espresso con le stesse parole che l’evangelista aveva messo in bocca al predecessore: vedi Matteo 3, 2.
v. 19: Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini. Gli studiosi segnalano un passo di Geremia nel quale si legge questo “oracolo del Signore” sul futuro raduno degli israeliti da tutte le terre nelle quali erano dispersi: “Ecco, io invierò numerosi pescatori a pescarli” (16, 16).
v. 20: Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Non ci viene detto nulla sulle circostanze della chiamata o su una qualche – verosimile – conoscenza della predicazione di Gesù da parte dei chiamati: ciò che l’evangelista intende segnalare è il fatto della chiamata e la prontezza della risposta. Per Bultmann questa modalità della chiamata non è da intendere come un fatto storico ma come “unificazione in un unico momento simbolico di quello che in realtà fu un porocesso”.
v. 22: Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Qui oltre all’abbandono del mestiere e della barca è segnalato anche il distacco dalla famiglia.
v. 23: Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. Siamo a una prima fase felice della vita pubblica del Gesù, narrata da Matteo con tono festoso, quasi trionfale.
v. 24: La sua fama si diffuse per tutta la Siria. Dovremmo pensare alla provincia romana della Siria, che l’evangelista segnala con le varie sue regioni che elenca al versetto seguente.
v. 25: Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Il tono festoso e trionfale della narrazione matteana della prima fase della predicazione di Gesù qui raggiunge il registro più alto, riassumibile nel motto delle “grandi folle”.
Scandalo di un annuncio che parte dalla Galilea. L’annotazione «si ritirò nella Galilea e venne ad abitare a Cafarnao» non obbedisce a un semplice desiderio di precisione geografica, ma riporta un fatto che senza dubbio costituì per le attese religiose del tempo una sorpresa, se non uno scandalo. Tanto è vero che Matteo sente il bisogno di giustificarlo citando per esteso un passo del profeta Isaia (8,23-9,1). Era logico aspettarsi che l’annuncio messianico partisse dal cuore del giudaismo, cioè da Gerusalemme, e invece partì da una regione periferica, disprezzata e ritenuta contaminata dal paganesimo («Galilea dei Gentili»). Ma proprio ciò che costituisce una sorpresa – un’eco di questa sorpresa è presente nel Vangelo di Giovanni: «Può forse venire qualcosa di buono da Nazaret?» (1, 6) – è per Matteo il compimento di un’antica profezia e il segno rivelatore del messianismo di Gesù: un messianismo universale che rompe con decisione ogni forma di particolarismo.
Bruno Maggioni, Il racconto di Matteo, Cittadella 2009, p. 66
Cafarnao diventa “la sua città”. In quell’epoca Cafarnao, posta sulla riva nord-occidentale del lago di Galilea, era un piccolo ma attivo porto lacustre, in cui risiedeva anche un distaccamento militare romano, dato che là passava la strada maestra che metteva in comunicazione Damasco con la Galilea, la Transgiordania e la Giudea. A Cafarnao, che verrà definita più avanti come la sua città» (Mt 9:1), Gesù cominciò il suo ministero di insegnamento nella sinagoga (Mc 1:21), chiamò al discepolato il pubblicano Matteo/Levi (Mt 9:9) e realizzò parecchie guarigioni miracolose. Delle folle non necessariamente composte di gente del luogo venivano ad ascoltarlo, cosicché più d’una volta egli dovette fuggire all’altra riva (cfr. Mt 8:18). Perché non aveva corrisposto con la fede e la conversione ai doni di grazia che aveva ricevuti, la città di Cafarnao fu rimproverata da Gesù insieme con Corazin e Betsaida (Mt 11:20-24).
Leopold Sabourin, Il Vangelo di Matteo, p. 331
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 15 dicembre. L’appuntamento precedente fu lunedì 15 dicembre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 19 dicembre:
https://www.luigiaccattoli.it/blog/il-satana-che-tenta-gesu-non-ha-corna-e-coda-ed-e-un-rabbi-addottrinato/