Essere poveri nel cuore: così papa Francesco leggeva la prima beatitudine

Santuario delle Beatitudini che si trova su una collina, a specchio del lago di Galilea, tra Cafarnao e Magdala: una chiesa ottagonale, a richiamo delle otto beatitudini. Con questa foto introduco la registrazione audio dell’ultima serata di Pizza e Vangelo nella quale appunto leggemmo, dal Vangelo di Matteo, il brano delle Beatitudini. Qui sotto il link all’audio, nei commenti alcuni brani dell’esortazione apostolica di Francesco Gaudete et exultate (2018) nella quale un capitolo è dedicato al commento delle Beatitudini

4 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Dalla Gaudete et exultate di Papa Francesco 1«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli».
    67. Il Vangelo ci invita a riconoscere la verità del nostro cuore, per vedere dove riponiamo la sicurezza della nostra vita. Normalmente il ricco si sente sicuro con le sue ricchezze, e pensa che quando esse sono in pericolo, tutto il senso della sua vita sulla terra si sgretola. Gesù stesso ce l’ha detto nella parabola del ricco stolto, parlando di quell’uomo sicuro di sé che, come uno sciocco, non pensava che poteva morire quello stesso giorno (cfr Lc 12,16-21).
    68. Le ricchezze non ti assicurano nulla. Anzi, quando il cuore si sente ricco, è talmente soddisfatto di sé stesso che non ha spazio per la Parola di Dio, per amare i fratelli, né per godere delle cose più importanti della vita. Così si priva dei beni più grandi. Per questo Gesù chiama beati i poveri in spirito, che hanno il cuore povero, in cui può entrare il Signore con la sua costante novità.
    69. Questa povertà di spirito è molto legata con quella “santa indifferenza” che proponeva sant’Ignazio di Loyola, nella quale raggiungiamo una bella libertà interiore: «Per questa ragione è necessario renderci indifferenti verso tutte le cose create (in tutto quello che è permesso alla libertà del nostro libero arbitrio e non le è proibito), in modo da non desiderare da parte nostra più la salute che la malattia, più la ricchezza che la povertà, più l’onore che il disonore, più la vita lunga piuttosto che quella breve, e così in tutto il resto».[68]
    70. Luca non parla di una povertà “di spirito” ma di essere «poveri» e basta (cfr Lc 6,20), e così ci invita anche a un’esistenza austera e spoglia. In questo modo, ci chiama a condividere la vita dei più bisognosi, la vita che hanno condotto gli Apostoli e in definitiva a conformarci a Gesù, che «da ricco che era, si è fatto povero» (2 Cor 8,9).
    Essere poveri nel cuore, questo è santità.

    1 Febbraio, 2026 - 22:28
  2. Luigi Accattoli

    Dalla Gaudete et exultate di papa Francesco 2«Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati».
    75. Il mondo ci propone il contrario: il divertimento, il godimento, la distrazione, lo svago, e ci dice che questo è ciò che rende buona la vita. Il mondano ignora, guarda dall’altra parte quando ci sono problemi di malattia o di dolore in famiglia o intorno a lui. Il mondo non vuole piangere: preferisce ignorare le situazioni dolorose, coprirle, nasconderle. Si spendono molte energie per scappare dalle situazioni in cui si fa presente la sofferenza, credendo che sia possibile dissimulare la realtà, dove mai, mai può mancare la croce.
    76. La persona che vede le cose come sono realmente, si lascia trafiggere dal dolore e piange nel suo cuore, è capace di raggiungere le profondità della vita e di essere veramente felice.[70] Quella persona è consolata, ma con la consolazione di Gesù e non con quella del mondo. Così può avere il coraggio di condividere la sofferenza altrui e smette di fuggire dalle situazioni dolorose. In tal modo scopre che la vita ha senso nel soccorrere un altro nel suo dolore, nel comprendere l’angoscia altrui, nel dare sollievo agli altri. Questa persona sente che l’altro è carne della sua carne, non teme di avvicinarsi fino a toccare la sua ferita, ha compassione fino a sperimentare che le distanze si annullano. Così è possibile accogliere quell’esortazione di san Paolo: «Piangete con quelli che sono nel pianto» (Rm 12,15).
    Saper piangere con gli altri, questo è santità.
    «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati»
    .

    1 Febbraio, 2026 - 22:31
  3. Luigi Accattoli

    Rallegratevi ed esultate. Qui trovate l’intero testo della Gaudete et exultate di papa Francesco, che prende anche il titolo dal brano delle Beatitudini: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

    1 Febbraio, 2026 - 22:39
  4. fiorenza

    Ascoltato e riascoltato. Sempre più coinvolgenti, questi incontri.

    6 Febbraio, 2026 - 19:32

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