Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te

Povero che chiede l’elemosina – foto di Danieel Garofali – per introdurre la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo che faremo dopodomani, lunedì 23 marzo per leggere, dal Vangelo di Matteo, capitolo sesto, alcuni detti di Gesù sull’elemosina e sulla preghiera, che preludono immediatamente alla proposta del Padre Nostro, che tratteremo la prossima volta. Guardini, Harrington, Ravasi sono i maestri che stavolta interroghiamo. Nei commenti l’intera scheda

9 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Non sarà a forza di parole che sarete ascoltati dal Padre vostro – Matteo 6, 1-8. Eccoci ad alcuni detti di Gesù sull’elemosina e sulla preghiera ai quali seguiranno – in questo stesso capitolo – altri detti sul digiuno (vedi ai versetti 16-18): elemosina, preghiera e digiuno sono i pilastri della pietà dell’israelita. Questi versetti li troviamo solo in Matteo e sono tutti proposti in chiave polemica nei confronti dell’ufficialità ebraica: “Non fate come (fanno) gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade”.
    Non viene detto chi siano gli ipocriti, ma stante la frequenza in Matteo di invettive per materie analoghe rivolte a “scribi e farisei ipocriti” (locuzione che ricorre sei volte nel capitolo 23), possiamo immaginare che anche qui si alluda a loro: scrupolosi osservanti della legge, rispetto ai quali Gesù invita a un’osservanza meno formale e più sostanziale, che parta dal cuore e non si preoccupi del giudizio degli uomini.
    Leggeremo questi versetti come esemplificazioni dell’annuncio che il Vangelo di Giovanni 4, 23 mette in bocca a Gesù nell’episodio della samaritana: “Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”.

    21 Marzo, 2026 - 22:28
  2. Luigi Accattoli

    Matteo 6, 1-8. State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
    5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate
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    21 Marzo, 2026 - 22:29
  3. Luigi Accattoli

    Amano pregare stando ritti. v. 1: State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini. Abbiamo qui una ripresa del tema enunciato nel versetto 5, 20: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli”. Il confronto torna a essere evocato al versetto seguente a questo: “come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade”.
    v. 2: quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te come fanno gli ipocriti. “Nel secondo secolo d. C. un rabbi giudaico dichiara che il 90% di tutta l’ipocrisia del mondo è concentrata in Gerusalemme” (Schweizer 133).
    v. 3: mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra: fallo in modo che non se ne accorga nessuno e non confidarlo neanche a te stesso.
    v. 4b: e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. “Vede nel segreto”, cioè nel cuore: “Non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore” (Primo libro di Samuele 16, 7). “Ti ricompenserà”, apodosei: alla lettera “ti restituirà”. Era tradizione tra la nostra gente che chi riceveva l’elemosina ringraziasse dicendo: Il Signore te ne renda merito.
    v. 5: amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. Nella parabola del pubblicano e del fariseo, narrata da Luca (18, 9-14), leggiamo che il fariseo “stando in piedi pregava così”.
    v. 6: quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto. Questo chiudersi nella camera ci ricorda gli amanti del Cantico dei Cantici 3, 4: “Lo strinsi forte e non lo lascerò, finchè non l’abbia condotto nella casa di mia madre, nella stanza di colei che mi ha concepito”. Nell’insegnamento di Gesù la preghiera deve tendere a un rapporto personale con il Padre, in definitiva a un rapporto d’amore.
    v. 6b: e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. “Il pregare da Gesù non è considerato come un’opera particolarmente buona e pia, su cui potersi erigere superbamente nei confronti degli altri, ma è un parlare con Dio, che riguarda lui solo” (Bultmann, Gesù 154).
    v. 7: Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. I più saggi tra i pagani deploravano la tendenza dei più a “stancare gli dei con le preghiere”, come scriveva Seneca (Epistulae 31, 5): “fatigare deos”.
    v. 8: il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Probabile eco del profeta Isaia 65, 24: “Prima che mi invochino, io risponderò; mentre ancora stanno parlando, io già li avrò ascoltati”.

    21 Marzo, 2026 - 22:29
  4. Luigi Accattoli

    Guardini: Gesù chiama al pudore intimo dell’essere buoni. Questa giustizia più perfetta [dei discepoli di Gesù rispetto a quella degli scribi e dei farisei] deve consistere soprattutto nell’essere disinteressata. Perciò il Signore mette in guardia dalla vanità, dalla compiacenza di sé, dall’egoismo che scende giù fin alle radici dell’essere umano, e illustra l’ammonimento in singoli casi […]. Chi dà, deve dare in modo che nessun altro lo veda. Se dà per essere visto e stimato, allora, dice Gesù, ha già avuto la sua ricompensa. Allora l’opera non è stata posta dinanzi agli uomini affinché da essa rifulgesse Dio, ma affinché si ammirasse l’eccellenza di quest’uomo… Anzi, non basta nemmeno che nessuno lo veda: la mano sinistra non deve vedere ciò che fa la destra! Neppure di fronte a se stesso l’uomo deve fare ciò che fa, metterlo nella luce dell’essere visti. Non deve rallegrarsi con se stesso e compiacervisi. Deve congedare lo spettatore in se stesso e lasciare che l’opera, vista e conosciuta da Dio solo, rimanga puramente e semplicemente compiuta. Pertanto qui si tratta del pudore intimo dell’essere buoni; di quella delicatezza estrema, che però è la sola a conferire all’opera quella purezza, dalla quale può irradiarsi Dio.

    Guardini, Il Signore, p. 121s

    21 Marzo, 2026 - 22:30
  5. Luigi Accattoli

    Harrington: sono insegnamenti specifici di Matteo. Questi insegnamenti sull’elemosina, la preghiera e il digiuno [del digiuno parlano i versetti 16-18 di questo stesso capitolo] non hanno riscontri diretti in altri Vangeli, per cui dobbiamo supporre che avessero un significato particolare per la comunità di Matteo […]. E’ l’ostentazione della pietà personale che qui viene criticata: attirare l’attenzione pubblica sull’atto del fare l’elemosina, pregare mettendosi in vista per essere notati e attirare l’attenzione sul fatto che uno sta digiunando. Chi fa così dovrà accontentarsi di avere il riconoscimento pubblico per sua unica ricompensa. Non vi sarà altra ricompensa da parte di Dio. Sul versante opposto, Dio premierà coloro che tengono segreti i loro atti di pietà privati. Nel loro contesto matteano questi insegnamenti riguardo alla vera e alla falsa pietà dovevano essere intesi come una critica mossa ai rivali Giudei che dominavano le loro sinagoghe e le «sinagoghe degli ipocriti» […]. Letto in concomitanza con la polemica di Matteo 23 [contro gli “scribi e farisei ipocriti”], il nostro passo fa chiaramente parte dell’attacco contro gli avversari giudei della comunità di Matteo. Il messaggio positivo del testo è che i seguaci di Gesù devono evitare di fare manifestazione pubblica della pietà privata. Ciò che si vuole dimostrare è che nella comunità di Gesù queste pratiche di pietà vengono eseguite nel modo appropriato, secondo la volontà di Dio.

    Harrington, p 87s

    21 Marzo, 2026 - 22:31
  6. Luigi Accattoli

    Ravasi: amore e odio verso il giudaismo in Matteo. Riguardo ai destinatari del Vangelo di Matteo, un altro dato significativo è quello delle prime tensioni con il giudaismo dal quale quei cristiani provenivano. All’inizio, il legame era solido: Paolo stesso iniziava la sua predicazione proprio nelle sinagoghe delle città a cui approdava. Poi era sorta una certa reazione che aveva fatto espellere dalle sinagoghe come “eretici” i cristiani e, viceversa, aveva creato una reazione polemica nella comunità cristiana. In Matteo si avverte il fiorire di questo “amore-odio”. Amore, perché in comune si hanno sempre le radici genetiche e spirituali (l’Antico Testamento); tensione e divisione a causa della figura di Cristo presentato ormai come colui che porta a pienezza non solo l’attesa messianica ma anche la Legge e i Profeti […]. Quindi, un Vangelo profondamente ebraico nella sua matrice biblica e giudaica, ma anche segnato da una tensione con il grembo da cui proviene, e aperto ormai all’intera umanità: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”, dichiara il Cristo risorto agli apostoli in finale di Vangelo (28,19).

    Ravasi, Biografia di Gesù, p. 67s

    21 Marzo, 2026 - 22:32
  7. Luigi Accattoli

    Una pizza che dura da 23 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 23 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.

    21 Marzo, 2026 - 22:39
  8. Luigi Accattoli

    Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 23 marzo marzo. L’appuntamento precedente fu lunedì 9 marzo e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 16 marzo:

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/se-amate-quelli-che-vi-amano-quale-ricompensa-ne-avete/

    21 Marzo, 2026 - 22:41
  9. Luigi Accattoli

    Quando cito un maestro di Bibbia. A proposito degli autori citati nella scheda, segnalo che per rintracciare i loro testi, cioè le indicazioni complete di essi, occorre consultare la bibliografia che si trova nella pagina Pizza e Vangelo elencata qui nel blog sotto la mia foto. Vi sono segnalate 15 opere che offrono trattazioni generali su Gesù e altre 9 che sono commenti al Vangelo di Matteo. Lì trovi il rimando completo alla fonte e dunque la possibilità di rintracciarla o acquistarla.

    21 Marzo, 2026 - 22:51

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