Due giorni a Natale: “Che cosa grossa siamo noi”
Alla nascita di un bambino anche un uomo – se in qualche modo riesce a farlo suo – può provare “un vivo e strano sentimento d’averlo portato nel ventre per tutti quei mesi”: è un’esperienza che deve aver fatto Giuseppe alla nascita di Gesù e che è attestata da un uomo celibe e grande nell’amore in una bella storia che ho appena inserito nel capitolo 16 QUI E’ PERFETTA LETIZIA della pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto. La storia si intitola “Francesco Milli: che cosa grossa siamo noi” ed è il mio regalo dell’antivigilia ai visitatori.
matteo scrive,
23 dicembre 2009 @ 13:36
Ho letto la storia…..
profonda emozione…..
un grazie a Fiorenza che l’ha portata,
e a Luigi.
mattlar scrive,
23 dicembre 2009 @ 20:53
Straordinaria. Consiglio a tutti di leggerla fino in fondo. Grazie Luigi e grazie Fiorenza!!
Auguri a tutti per l’antivigilia… il cui titolo (“antivigilia”) mi ricorda tanto che ci sarà tanto da gioire che il Natale non basta; la vigilia non basta; serve assolutamente l’antivigilia!!! Auguri di antivigilia a tutti
lycopodium scrive,
23 dicembre 2009 @ 21:41
L’augurio di un santo Natale del Signore a tutti voi.
matteo scrive,
23 dicembre 2009 @ 22:05
Mi beo di tutti gli auguri che girano sul pianerottolo,
e anche io auguro
un santo Natale,
a ciascuno.
À bientôt j’espère…
principessa scrive,
23 dicembre 2009 @ 23:17
Nel ricordare le moltissime persone che, per qualsiasi ragione,non potranno celebrare le festività insieme ai propri cari, abbraccio tutti voi – amici virtuali ma verissimi – augurandovi che Gesù Bambino abiti nel vostro cuore in ogni istante della vostra vita.
fiorenza scrive,
23 dicembre 2009 @ 23:40
Luigi e Francesco Milli sono due incantatori, due narratori nati. E’ bello ascoltarli a veglia, verso Natale.
Belli anche questi auguri dell’ “antivigilia”.
Bentornato, lycopodium. Finalmente.
mattlar scrive,
23 dicembre 2009 @ 23:46
Bellissima la storia di Monica Paganuzzi, nel § 4. Reazioni all’handicap!
Sto cercando risorse per aprire lo spiraglio di luce a mio zio, che non crede e il cui figlio ha sposato una ragazza che progressivamente va verso un handicap fisico di una malattia rara. Non credo ci sia niente da dirgli, se non che prego per lui. Le parole non reggono, crollano, immediatamente dopo che le scrivo.
Grazie
mattlar scrive,
24 dicembre 2009 @ 16:22
“Che cosa grossa siamo noi” ricorda tanto la frase che disse la mamma di Giuliano Ferrara appena al quinto mese di gravidanza…
roberto 55 scrive,
24 dicembre 2009 @ 18:31
Grazie, Fiorenza: il racconto è bellissimo; grazie anche a Luigi per averlo raccolto e riferito a noi.
Buona serata di vigilia !
Roberto 55