E’ De Lubac l’ispiratore dell’autocritica benedettina

Credo di aver trovato l’ispiratore dell’autocritica del cristianesimo moderno proposta da Benedetto con la nuova enciclica (vedi post del 5 e del 2 dicembre): è Henri de Lubac. Nell’introduzione a Cattolicismo (citato da papa Ratzinger alla nota 10 dell’enciclica) egli così scriveva nel 1937: “Ci si rimprovera d’essere individualisti anche a nostro malgrado, a causa della logica della nostra fede, quando in realtà il cattolicesimo è essenzialmente sociale. Tuttavia, non è un po’ anche colpa nostra se un tale malinteso ha potuto nascere e ha messo radici, e se quel rimprovero è così diffuso? (p. 9 dell’edizione Studium del 1964). Ed ecco un passo dell’enciclica, al paragrafo 16, sotto il titoletto “Trasformazione delle fede-speranza cristiana nel tempo moderno”, che riecheggia le parole del teologo francese: “Come ha potuto svilupparsi l’idea che il messaggio di Gesù sia strettamente individualistico e miri solo al singolo? Come si è arrivati a interpretare la «salvezza dell’anima» come fuga davanti alla responsabilità per l’insieme, e a considerare di conseguenza il programma del cristianesimo come ricerca egoistica della salvezza che si rifiuta al servizio degli altri? Per trovare una risposta all’interrogativo dobbiamo gettare uno sguardo sulle componenti fondamentali del tempo moderno. Esse appaiono con particolare chiarezza in Francesco Bacone…“. Dunque oggetto centrale dell’autocritica benedettina non è il Vaticano II e il connesso cattolicesimo dialogante come ha ipotizzato per esempio Antonio Socci, se si tratta – alla lettera – di una questione formulata un quarto di secolo prima dell’avvio di quel concilio.

67 Comments

  1. Francesco73

    Bè, nell’autobiografia Ratzinger parla di Cattolicismo come una delle letture decisive della sua formazione, proprio degli inizi.

    Quanto alla periodizzazione, non mi convince la sollecitudine con cui i detrattori del Concilio approfittano di ogni piega di ogni testo per sferrare delle critiche esagerate.
    Del resto, però, vedo anche un pò di “politèsse” nei difensori: non è che le idee diffuse nella stagione del Vaticano II siano state prodotte in e da quel preciso momento.
    Circolavano già prima, il Concilio è non solo il punto di avvio ma anche di arrivo di una riflessione ecclesiale germinata nei decenni precedenti.
    Non disputiamo sulle date del calendario, le idee hanno tempi di fecondazione, di nascita e di sviluppo che sono molto più lunghi e insospettati.

    7 Dicembre, 2007 - 12:08
  2. Purtroppo in questo paese sempre più vecchio e apatico, ci si schiera e infiamma solo per le cose che nulla hanno a che vedere con l’attualità e la capacità di incidervi.
    Ci riempiamo la bocca dei mostri sacri che citiamo sempre più spesso per le cose che meno hanno a che fare con l’attualità, e ci rinchiudiamo nei nostri castelli di citazioni sperando che ci salvino dal mondo che cambia in modo non previsto e quindi pecchiamo contro la fede, la speranza, la carità e chi più ne ha più ne metta.
    Il nuovo viene visto solo come clava da usare verso gli altri a colpi di “te lo avevo detto”, e non si fa nullo per comprendere le cose per quello che sono.
    Anche perchè se togli questo al Socci di turno (o chi ne fa le veci sul fronte opposto), la sua autorità di carta dove va a finire?

    7 Dicembre, 2007 - 12:21
  3. Concordo sulla sostanza con Francesco 73. Il fatto è che quella questione cronologica è fondamentale per spiegare il pensiero di papa Ratzinger nell’enciclica, non è questione di dover difendere il concilio. E del resto pensare di dover “difendere il concilio dal papa” o di “usare il papa contro il concilio” mi sembrerebbero attitudini minate da un grave vizio di fondo, e quindi simmetricamente sterili, quantomeno nel lungo periodo quand’anche non apparissero tali nel breve.

    7 Dicembre, 2007 - 12:27
  4. don78

    Bene, grazie Luigi, sono d’accordo e alzo la posta con una domanda:
    non è che il Concilio, che tra i suoi ispiratori vide De Lubac che nel ’37 faceva già questa autocritica, piuttosto che essere considerato oggetto della critica al cristianesimo moderno debba essere visto come un tentativo di riforma per andare (anche) proprio oltre i vizi del cristianesimo moderno?

    7 Dicembre, 2007 - 13:12
  5. A mio modesto parere, assolutamente sì. E in modo fondamentale.

    7 Dicembre, 2007 - 13:18
  6. don78

    giusto per chiarire, è una mia domanda teologica e storica, non “papologica”… nel senso che non cerco di interpretare il papa (già fatto prima) ma mi lascio provocare dalla relazione tra “autocritica del cristianesimo” e Concilio.

    7 Dicembre, 2007 - 13:21
  7. “Bene, grazie Luigi, sono d’accordo e alzo la posta con una domanda:
    non è che il Concilio, che tra i suoi ispiratori vide De Lubac che nel ‘37 faceva già questa autocritica, piuttosto che essere considerato oggetto della critica al cristianesimo moderno debba essere visto come un tentativo di riforma per andare (anche) proprio oltre i vizi del cristianesimo moderno?”

    Quod Erat Demonstrandum.

    Il Cerchio su chiude.

    Tutte le Encicliche, come i Salmi, finiscono in Gloria.

    7 Dicembre, 2007 - 13:49
  8. Luigi Accattoli

    Popolo di Dio, Chiesa come “comunione”, nuovo rapporto tra storia ed escatologia, responsabilità storica dei cristiani sono temi conciliari pensati a correzione della deriva individualistica del cristianesimo moderno. A p. 272 di quel volume (ed. citata nel post) De Lubac cita il padre De Regis che scrive: “Se nei tempi moderni, nell’ascetica, nella predicazione, perfino nella teologia, e nella stessa liturgia, l’individualismo sembra aver preso un posto troppo invadente, bisogna semplicemente concludere che c’è qualche cosa che non è affatto in ordine”.

    7 Dicembre, 2007 - 13:56
  9. E’ chiaro: Benedetto, citando quel De Lubac, se la prenderebbe con i cristiani fino al 1940-50-60. Dopo, tutto ciò che non vi è di autenticamente cristiano negli uomini battezzati che vivono su questo pianeta, può essere rimosso finalmente grazie alla lettera e allo spirito del Concilio Vaticano II. Altre vie non ci sono. Se qualcosa nel Cattolicesimo di oggi non va, è dovuto solo ad una ancora non completa implementazione delle intuizioni profetiche dei Padri conciliari. Quella è la Strada Maetra. Altre vie non ce ne sono.

    (Poi, però, ce la si prende quando la Dominus Iesus minimizza o esclude le altre Vie di Salvezza fuori dalla Chiesa… Bella coerenza!!)

    7 Dicembre, 2007 - 13:56
  10. ..E poi questo era il posto dove non bisognava più scannarsi fra “Concilum-boys” e “Communio-boys” ??

    Mah…

    7 Dicembre, 2007 - 13:58
  11. Vabbe’, Syriakos, se sei convinto che nella Spe Salvi il papa parli contro il Concilio e c’è un gomblotto per non farlo sapere al mondo, difficile toglierti da cotale convinzione. Peccato, perché di solito il confronto con te è proficuo (anche quando non scrivo niente).
    Personalmente penso che nel magistero di Benedetto XVI ci siano eventualmente altri scritti più consoni a fornire frecce agli archi di coloro (da fronti opposti) che avallano un’interpretazione “anticonciliare” di papa Ratzinger, ma sicuramente la Spe Salvi non è affatto tra questi.
    Ma soprattutto: non è che siamo messi molto male se pensiamo impunemente (e non parlo certo solo di Syriacus) che un papa possa parlare non dico contro questa o quell’interpretazione di un Concilio ma contro il Concilio in sé? Quale amante della tradizione può continuare a definirsi cattolico e sperare che un papa spari contro il Concilio? Quale amante del Concilio Vaticano II può continuare a definirsi cattolico e rifiutare in blocco il magistero di Benedetto XVI in quanto “anticonciliare”?

    7 Dicembre, 2007 - 14:03
  12. “E poi questo era il posto dove non bisognava più scannarsi fra “Concilum-boys” e “Communio-boys” ??”

    Appunto.

    7 Dicembre, 2007 - 14:03
  13. Luigi Accattoli

    C’è confusione ovunque sotto il cielo e anche in questo blog! Dico a Syriacus che io mi sto impegnando a interpretare che cosa abbia voluto dire il papa con “autocritica del cristianesimo moderno”. Nient’altro. So benissimo che a papa Ratzinger non vanno bene tante pieghe cattoliche che sono venute dopo il Concilio. Ma non pensa a esse quando parla di autocritica della cristianità moderna. Qui il processo è all’individualismo e allo spiritualismo, lo dice l’enciclica, mentre il post-Concilio può se mai essere processato per eccesso comunitario e terreno. – C’è poi un altro tema che al papa sta molto a cuore e che resta fuori da questo nostro dibattito: la necessità che i cristiani rivendichimo la dimensione pubblica della loro fede e speranza. Anche questo credo vada compreso nella sua “autocritica” e questa certamente si estende anche al conciliatorismo deglui ultimi decenni (inteso come facile accomodamento con il pluralismo a dominante laica). Come vedi, Syriacus, dopo un gloria ce ne può essere un altro e un altro ancora: un terremo aperto per un cantore di razza come te!

    7 Dicembre, 2007 - 14:18
  14. fabrizio

    Possibile che siamo sempre a discutere del concilio?

    In un’agorà cattolica e laica che si accapigliava sui privilegi alla Chiesa, Tommaso Stenico, i preti gay, lo spostamento di Bregantini e il latino a Messa, il papa ha fatto piazza pulita e ha messo sul tavolo il tema dei temi, la vita eterna.
    Non ci basta?

    “Cessent iurgia maligna, cessent lites. Et in medio nostri sit Christus Deus”, magari cantato proprio da Syriacus e noi a fargli da coro.

    7 Dicembre, 2007 - 14:22
  15. don78

    Innanzitutto avevo specificato che nella mia domanda non c’era volontà d’interpretare il pensiero del papa… quindi nessuna enciclica che finisce in gloria caro Syriacus… e cmq il miglior papologo rimani sempre tu.

    Secondo, grazie alla dritta di Luigi ho preso in mano il volume di de Lubac ed ero anch’io atterrato sulla citazione di De Regis. In quelle pagine è chiaro che de Lubac si riferisce all’individualismo che ha influenzato negativamente la teologia “du dehors” a partire più o meno dalla “lente dissolution de la chrétienté médiévale”. E fin qui mi sebra che de Lubac e Raztinger siano d’accordo, perchè combacia col riferimento temporale a Bacone di Benedetto XVI e cmq al pensiero post-medievale, moderno, umanista.

    Terzo, riprendendo le mie personali interpretazini della Spe Salvi e l’ultimo commento di Luigi, mi viene da aggiungere che per il fatto che Benedetto riprenda l’autocritica di de Lubac non è detto che combacino tra i due anche le “soluzioni”. Scorrendo le pagine di de Lubac si legge quella necessità di rivisitazione teologica e riscoperta del “cattolicesimo sociale” (un pleonasmo secondo lui) della quale si parlava appunto negli anni ’30-’50 del secolo scorso e che confluirà nel Vaticano II “a correzione della deriva individualistica del cristianesimo moderno” (come diceva Luigi). Ma tra il De Lubac del ’37 e il Ratzinger del 2007 ci sono 70 anni di differenza, Benedetto non ha più quel mondo teologico davanti, e se la radice del problema è sempre l’individualismo cristiano (che è atavico e duro a morire) gli auspici sulle modalità della “rilevanza sociale” della fede divergono, perchè diverse sono le circostanze sociali in cui scrivono e diversi i modi in cui essa può essere pensata. Ho già detto come secondo me il papa intende questa rilevanza sociale (valori non negoziabili, radici cristiane, chiesa come riferimento etico in uno stato democratico).. contro il Concilio? non credo… ma sviluppo sì…. e poi ce ne sarà un altro… e un altro ancora… 😉

    7 Dicembre, 2007 - 15:04
  16. Mi sembra che stiamo marciando verso una bellissima sintesi.

    7 Dicembre, 2007 - 16:46
  17. matteo

    non so perchè tutto stia girando attorno all’ottimo Syriacus,
    ma da voi pensavo di trovare un maggiori imput sulla SPE SALVI,
    seguendo niente altro che il filo logico che già usa il professor Ratzingher
    nella lunga disquisizione accademica.

    Perchè si è portati a fare tanta confusione su questa enciclica?

    Perchè non provare a mettersi semplicemente in ascolto di quello che sta dicendo il professore,

    Io l’unico problema che sto trovando
    è che ogni tanto, avrei volgia di alzare la mano:
    “scusi professore ma…..”
    e invece non posso.

    Una cosa da tener conto nella lettura,
    che il professore ha superato gli 80 anni,
    la sua visione storica
    è fortemente siugillata dalla sua storia personale
    di un 80enne,
    di un clericus,
    di un accademico,
    di un uomo di curia (20 anni).
    Tutto questo è veramente affascinante, dal punto di vista psicologico e sociologico, storico.

    7 Dicembre, 2007 - 17:17
  18. “non so perchè tutto stia girando attorno all’ottimo Syriacus,
    ma da voi pensavo di trovare un maggiori imput sulla SPE SALVI”

    For Syriacus is an honourable man;
    So are they all, all honourable men .

    7 Dicembre, 2007 - 17:29
  19. don78

    perchè è più interessante dialogare con chi non è d’accordo?
    because we are Concilium-boys?

    7 Dicembre, 2007 - 17:40
  20. Io Syriacus, genovese, dell’età mia d’anni 31, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Commentatori, in tutta la Blogosfera Cristiana contro l’anticonciliare pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl’occhi miei le venerabili Quattro Costituzioni Conciliari, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l’aiuto di Dio crederò per l’avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna il sacrosanto Concilio Vaticano Secondo . Ma perché da questo Santo Offizio, per aver io, dopo d’essermi stato con precetto dall’istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il Concilio non sia esplicitamente esaltato ne l’enciclica Spe Salvi, bensì dato per recepito e che l’orizzonte del Papa Benedetto sia ben più ampio delle polarizzationi infra conventicole e correnti intraecclesiali , e che non potessi tenere, difendere ne suggerire in qualsivoglia modo, nè in post nè in commento, la detta falsa dottrina, e dopo d’essermi notificato dall’ Inquisitore Generale (il molto reverendo sacerdote Don Ottavio Septuagesimo) che detta dottrina è contraria al Magistero Infallibile e alla Tradizione Vivente, scritto e postato un commento nel quale tratto l’istesso convincimento già dannato e apporto ragioni e osservazioni a favor di esso, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d’eresia, cioè d’aver tenuto e creduto che il Concilio non sia la principale sorgente del Magistero del presente Vescovo di Roma e che la bimillenaria Tradizione ne sia più tosto la fonte viva e che codesta via diuturnamente percorra; Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d’ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla Chiesa Aggiornata; e giuro che per l’avvenire non dirò mai più ne asserirò, in post o commento, cose tali per le quali si possa aver di me simil sospizione; ma se conoscerò alcun eretico o che sia sospetto d’eresia lo denonziarò a questo S. Offizio internettico, o vero all’Inquisitore o Proprietario del blog, dove mi trovarò.

    Giuro anco e prometto d’adempire e osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da’ sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili dissidenti imposte e promulgate.

    Che il buon Dio m’aiuti.

    Io Syriacus Syriacii sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e trascrittala di parola in parola, da Genova, mediante il Blog de l’Accattoli, questo dì 7 decembre 2007.

    Io, Syriacus ho abiurato come di sopra, mano propria.

    7 Dicembre, 2007 - 18:15
  21. Leonardo

    Bravo, un pezzo davvero grazioso e divertente.

    7 Dicembre, 2007 - 18:32
  22. don78

    fantastico! ahahahaha 🙂 complimenti!

    E poi Inquisitore Generale… my dreams came true eventually! Grazie 🙂

    7 Dicembre, 2007 - 19:13
  23. 2007-11-30 12:00

    Speranza uccisa: Concilio a gip, c’ero
    L’Assise: ‘non ho ucciso Speranza’, e descrive l’assassinio

    ROMA, 7 DIC -‘Quel turbolento decennio del secolo XX ero in quella Chiesa, ma non ho ucciso la Speranza Cristiana’, un delitto secondo lui ‘con radici molto più lontane’. . In cinque giorni d’interrogatorio, Concilio Vaticano Secondo, chiamato in causa sabato scorso dall’Avv. Socci, ha raccontato la sua verita’ al Gip Accattoli. E ha confermato, secondo gli avvocati, quanto detto in Cattolicismo. ‘Concilio ha ammesso che Benny ha certo raccontato la verita’, ha detto l’avv. De Lubac, secondo cui però Concilio ‘non ha fatto nessuna ammissione di responsabilita’, ma ha ammesso la sua presenza sulla scena del delitto. Non ha fatto nomi ma ha descritto chi, per lui, ha fatto trovare a Benny, all’inizio del XXI secolo, la Speranza uccisa. E’ stato forse -cosa insolita per un lento avvelenamento come quello di Speranza Cristiana- un delitto di gruppo: Individualismo, Spriritualismo, i fratelli Eccesso Comunitario ed Eccesso Terreno sono i principali sospettati dagli inquirenti.

    7 Dicembre, 2007 - 19:42
  24. “La seconda parte (stanze 13-24) propone e canta ciò che la Chiesa al tempo di Efeso e di Calcedonia professava di Maria, nel mistero del Figlio Salvatore e della Chiesa dei salvati.

    Maria è la Nuova Eva, vergine di corpo e di spirito, che col Frutto del suo grembo riconduce i mortali al paradiso perduto (stanza 13); è la Madre di Dio, che diventando sede e trono dell’Infinito, apre le porte del cielo e vi introduce gli uomini (stanza 15); è la Vergine partoriente, che richiama la mente umana a chinarsi davanti al mistero di un parto divino e ad illuminarsi di fede (stanza 17); è la Sempre-vergine, inizio della verginità della Chiesa consacrata a Cristo, sua perenne custode e amorosa tutela (stanza 19); è la Madre dei Sacramenti pasquali, che purificano e divinizzano l’uomo e lo nutrono del Cibo celeste (stanza 21); è l’Arca Santa e il Tempio vivente di Dio, che precede e protegge il peregrinare della Chiesa e dei fedeli verso l’ultima Pasqua (stanza 23); è l’Avvocata di misericordia nell’ultimo giorno (stanza 24).”

    A tutti, buona Solennità dell’Immacolata, e buon otium (per chi se lo può permettere).

    [Curiosi?
    http://www.vatican.va/news_services/liturgy/documents/ns_lit_doc_20001208_akathistos_it.html ]

    7 Dicembre, 2007 - 22:02
  25. lycopodium

    Dispiace intervenire dopo la grandissima performance di Syriacus
    (standing ovation …).
    Cmq, una postilla a don78.
    Tra Cattolicismo e Spe Salvi ci sono certo 70 anni.
    Ma tra il de Lubac degli anni 70 e il Ratzinger coevo (e attuale) non c’è poi tanta differenza.
    Communio insegna.

    7 Dicembre, 2007 - 22:50
  26. Luigi Accattoli

    Sono felice che tanta fantasmagoria pacificamente divampi sul mio pianerottolo! Io sto per compiere 64 anni – avverrà domenica – e sono intenerito dal fatto che tutti – se non erro – siete più giovani di me. Syriacus di spirito molteplice dotato ne ha 31, che è meno della metà. Il mio figlio primogenito ne ha 32. Un complice abbraccio a tutti, alla vigilia dell’Immacolata.

    7 Dicembre, 2007 - 23:15
  27. raffaele.savigni

    Concordo con Luigi: la critica al cristianesimo moderno prende di mira un fenomeno iniziato ben prima del Vaticano II. Tra l’altro, De Lubac (che criticò il filone che si richiamava a Gioacchino da Fiore) può avere ispirato il pontefice anche per quanto riguarda la critica ai messianismi terreni. Certo, per il papa la soluzione non va identificata semplicemente nel Vaticano II, ma nella riappropriazione della dimensione pubblica della fede. A Syriacus vorrei dire che il Vaticano II è certamente una fonte d’ispirazione primaria per l’attuale pontefice (che ne fu uno dei protagonisti principali, come consulente del card. Frings), sia pure non esclusiva: accanto al Concilio (che non va identificato con l’interpretazione che ne fornisce Melloni), ma non contro di esso, vanno certamente ricordati i Padri della Chiesa, san Benedetto, e la tradizione teologica medievale. A Matteo vorrei ricordare che l’enciclica è tutt’altro che una “disquisizione accademica”: si sente certo in essa l’intellettuale (protagonista di una precisa stagione storica), ma soprattutto l’uomo di fede. E non mi pare che Ratzinger sia mai stato “uomo di curia” nel senso deteriore del termine.

    7 Dicembre, 2007 - 23:26
  28. Luigi Accattoli

    Da Paolo Simoncelli ricevo questo messaggio:
    Mi scuso se ritorno su un suo vecchio post del 22 Ottobre 2007 dal titolo: “Vale più un istante con te”. E se uno la sta vivendo quella purtroppo bellissima e triste frase del finale delle notti bianche e nella sincerità della sua anima sente anche così vere e reali i versi finali di una poesia di John Donne:

    Eppure nulla puo’ accadere al nulla,
    ne’ alcun luogo puo’ essere vuoto,
    per questo penso che il mio petto conservi
    ancora quei frammenti, benche’ non siano piu’ uniti;
    e cosi’ come ora gli specchi infranti mostrano
    centinaia di volti minori, cosi’
    i frammenti del mio cuore possono scegliere, desiderare e adorare,
    ma dopo un tale amore non possono piu’ amare.

    Quale cura quale sollievo ci potrà mai essere a tutto questo?

    7 Dicembre, 2007 - 23:44
  29. Luigi Accattoli

    Paolo ti do il mio benvenuto nel blog. Non so dire “quale cura” ma ti abbraccio.

    7 Dicembre, 2007 - 23:48
  30. “Syriacus vorrei dire che il Vaticano II è certamente una fonte d’ispirazione primaria per l’attuale pontefice (che ne fu uno dei protagonisti principali, come consulente del card. Frings)”

    Beh, da ghost-writer di Frings, il giovane Ratzinger si scagliò proprio contro i modi discutibili e sbrigativi, da parte del Sant’Uffizio, di reprimere un legittimamente libero dibattito teologico nella Chiesa.
    La mia ‘abiura’ sopra, era una quasi carnascialesca rivisitazione dell’abiura di Galileo , davanti al medesimo San’Uffizio, nel 1633.
    ..Suona grottesca, no? Ma anche di ammonimento, secondo me. Orwell scrisse la ‘Fattoria degli animali’, ma non era certo un reazionario, anzi…

    Che l’ex-perito Ratzinger sia ‘imbevuto’ di Concilio, mi sembra più che ovvio. Ma quel che sostengo da sabato è che una cosa è ‘pensare con’ la mens del Concilio, dopo averlo ‘ruminato’ per decenni, un’altra cosa cosa è invece citarlo a destra e manca solo per far vedere che ad esso ti stai ispirando: Ratzinger fa a mio avviso piuttosto la prima cosa che non la seconda. E a me piace ciò.

    8 Dicembre, 2007 - 0:02
  31. A Paolo dedico questa (piuttosto nota) poesia di Blake (il cui testo mi venne inviato a suo tempo da una studentessa belgradese di anglistica) :

    The Sick Rose

    O Rose, thou art sick!
    The invisible worm,
    That flies in the night,
    In the howling storm,

    Has found out thy bed
    Of crimson joy;
    And his dark secret love
    Does thy life destroy.

    William Blake (1757-1827)

    8 Dicembre, 2007 - 0:19
  32. R.S.: “E non mi pare che Ratzinger sia mai stato “uomo di curia” nel senso deteriore del termine.”

    Concordo.

    Parafrasando la Lettera a Diogneto, direi che Ratzinger per un quarto di secolo sia stato nella curia, ma non della curia.

    “VI. 1. A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. 2. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. 3. L’anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel mondo, ma la loro religione è invisibile. 5. La carne odia l’anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria, perché impedisce di prendersi dei piaceri; il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri. 6. L’anima ama la carne che la odia e le membra; anche i cristiani amano coloro che li odiano. 7. L’anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. 8. L’anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l’incorruttibilità nei cieli. 9. Maltrattata nei cibi e nelle bevande l’anima si raffina; anche i cristiani maltrattati, ogni giorno più si moltiplicano. 10. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare.”

    8 Dicembre, 2007 - 0:34
  33. Syriacus, anche a me piace ciò. E mi piace che tu la pensi così.

    8 Dicembre, 2007 - 9:14
  34. [Per Alessandro Canelli (che ha assimilato il mio “anemometro”..) .
    Ci pensavo stamattina, e mi sembra carina: se un perito conservatore ha scritto per un padre della Minoranza, allora è stato un semplice un ghost-writer, mentre se un perito novatore ha scritto per un padre della Maggioranza, allora si è trattato di un…Holy Ghost-writer! 😉 ]

    8 Dicembre, 2007 - 9:42
  35. Ma se un holy-ghost writer è stato leader politico prima e morale dopo e pure priore…
    La mia scassata prof di filosofia diceva, suscitando la nostra ilarità, che Kant si supera ma Hegel non si supera.
    Io vorrei superare … qualcuno che non cito, ma … e torniamo al mio post iniziale.

    8 Dicembre, 2007 - 10:10
  36. lycopodium

    Mi riallaccio al post del prof. Savigni, per chiedere:
    quanto “gioachimismo” innerva l’ermeneutica della rottura?

    8 Dicembre, 2007 - 10:12
  37. Leonardo

    A Syriacus: il secondo “esercizio di stile” è decisamente inferiore al primo, ma continui, continui. (Conosce già l’Antologia apocrifa di Paolo Vita Finzi?)

    8 Dicembre, 2007 - 13:07
  38. don78

    al di là dei complimenti già fatti alla vena creativa e spiritosa di Syriacus, mi preme rassicurarlo in merito ai suoi timori orwelliani: non ti preoccupare caro Syriacus, il sempreverde neo-“Sant’Uffizio” ha mire censorie su idee molto lontane dalle tue (per quello che posso, nel mio piccolo, aver capito delle tuee idee), basta vedere la lista dei teologi che sono finiti sotto l’occhio del Big Brother negli ultimi anni… gravitano tutti nell’area dei Concilium-boys… 🙂
    Se ci sono holy ghost-writers “più uguali degli altri” nella chiesa di oggi..non stanno in qs area. Relax…
    Sempre con simpatia
    ciao
    PS. syriacus, quando non linki dai il meglio di te 🙂

    8 Dicembre, 2007 - 13:54
  39. (Lo so, Leonardo, è che il “delitto di Perugia” è ormai diventato un paradigma imprescindibile per leggere ogni evento.)

    Non ho letto nè Vita Finzi (ne Queneau), ahimè.. Spero di aver ancora un monte-minuti di vita a sufficienza per arrivarlo a leggere, un giorno.

    8 Dicembre, 2007 - 14:05
  40. Don78 fa Dupuis o Balasuriya di cognome? 😉

    8 Dicembre, 2007 - 14:06
  41. Approposito, Fr. Seventyeight, il 14 vedremo che di bello avrà da dirci la Santa Sede ne la “Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione” a cura della Congregazione per la Dottrina della Fede.

    Se, come prevedo per rigor di logica, Mons. Amato ne è stato un significativo estensore, credo che per gli amici della “Teologia delle religioni” sarà, se non pianto e stridore di denti, almeno un bis del 10 luglio o della Dominus Iesus..

    Ma magari potrei sbagliarmi, e venir spiazzato (cosa bella, dopotutto, comunque vada) dal documento ‘vaticano’ .

    8 Dicembre, 2007 - 14:16
  42. don78

    Qualcosa mi dice che non ti sbagli 😉

    8 Dicembre, 2007 - 14:21
  43. Beh, alla presentazione interverranno:

    * Em.mo Card. William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede;
    * Em.mo Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli;
    * Em.mo Card. Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti;
    * S.E. Mons. Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.

    ———
    Auguri! 😉

    8 Dicembre, 2007 - 14:23
  44. don78

    E cmq magari avessi quei cognomi.. starei tra i best-sellers dei libri di teologia 🙂

    8 Dicembre, 2007 - 14:23
  45. …dalle Paoline.
    Se invece vai al supermercato, trovi Dan Brown e, uno scaffale più in sù, Augias…

    Vabbè, un giorno sarai nell’Index Bestsellerorum Prohibitorum, ne son certo..! ;D

    8 Dicembre, 2007 - 14:28
  46. don78

    grazie! 🙂 vuoi mettere il lancio pubblicitario dell’Index? 😉

    Cmq ancora più su di Augias c’era il Gesù di Ratzinger… 🙂

    8 Dicembre, 2007 - 14:33
  47. Allora, telefono in Curia a Roma, e, chiedo a Chi-so-io , di istituire l’Index Bestsellorum… Tu sarai in top-ten, te lo prometto. Per la sospensione promozionale a divinis, invece, i tempi potrebbero essere più lunghi.
    Ma il lancio ci sarà, eccome.. ;P

    8 Dicembre, 2007 - 14:38
  48. don78

    caspita! allora sei tu l’holy ghost-writer del S.Uffizio! WOW Grazie!
    HEY ci conto eh! 😉

    8 Dicembre, 2007 - 14:40
  49. (Sì, ma Ratzinger nel libro ci ha messo, nella discount special edition,
    a differenza dell’Augias, un disclaimer grosso così, in copertina, dove dice chiaramente “Non garantisco che io lavi più bianco”, che è una versione per massaie del “Siete liberi di contraddirmi” … 🙂

    8 Dicembre, 2007 - 14:43
  50. don78

    cmq il lancio era garantito dal Benedetto XVI che campava nella copertina anche in versione hard discount… rimane sempre Dash!..

    8 Dicembre, 2007 - 14:58
  51. raffaele.savigni

    A Lycopodium: il discorso sul gioachimismo è complesso, anche perché del pensiero di Gioacchino da Fiore (che non coincide con quello dei suoi seguaci più radicali del Trecento, i francescani “spirituali”) gli studiosi hanno fornito diverse interpretazioni.
    Quanto al documento in preparazione citato da Syriacus, non saprei dire: comunque personalmente apprezzo, per il suo equilibrio, il card. Kasper più che mons. Amato.Certo, ognuno fa il suo mestiere: quello della Congregazione per la dottrina della fede consiste nel mettere i puntini sulle “i”, quello di chi lavora per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso consiste nel gettare ponti e cercare punti di convergenza più che di rottura.

    8 Dicembre, 2007 - 15:08
  52. Luigi Accattoli

    Uno toglie i puntini e l’altro li mette – la Chiesa cattolica è grande e c’è gloria per tutti – ma chi sta a guardare e non conosce le regole del gioco rischia di andare in confusione.

    8 Dicembre, 2007 - 15:29
  53. Luisa

    Vorrei riportare qui solo qualche passaggio della bella intervista del cardinal Cottier a Octava Dies sull`Enciclica Spe Salvi.
    Il giornalista riprendendo le parole del Papa laddove dice che il cristianesimo moderno si è in gran parte concentrato soltanto sull`individuo e sulla sua salvezza e ha così ristretto l`orizzonte della speranza,ha chiesto al Cardinale se questo errore è ancora commesso oggi.
    Il cardinal Cottier ha risposto così :

    “C`è una grande tentazione sì, perchè davanti alla massa dei problemi, c`è stata la tentazione per alcuni cristiani di rinchiudersi in se stessi, è vero che la salvezza personale è fondamentale, perchè siamo delle persone, la salvezza tocca ognuno di noi,non è un fatto collettivo, ma la dinamica stessa del cristianesimo è la dinamica della carità, cioè della fraternità, dell`aiuto reciproco, della solidarietà.
    Il culto troppo intimistico della speranza è un tradimento della speranza cristiana, la speranza, quello che noi speriamo, è la Città di Dio, la Gerusalemme Celeste, la grande fraternità di tutti i figli di Dio, è questo aspetto che forse è stato dimenticato,così abbiamo lasciato molti campi del mondo, della società, dove la speranza aspettava la presenza dei cristiani che non ci sono stati sempre.”

    8 Dicembre, 2007 - 18:36
  54. “ognuno fa il suo mestiere: quello della Congregazione per la dottrina della fede consiste nel mettere i puntini sulle “i”, quello di chi lavora per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso consiste nel gettare ponti e cercare punti di convergenza più che di rottura.”

    Il tutto “sub Petro”, ça va sans dire… E Petrus di ponti se ne intende: è Pontifex, dopotutto…

    8 Dicembre, 2007 - 20:53
  55. Luigi Accattoli

    Cottier riportato da Luisa: “Abbiamo lasciato molti campi del mondo, della società, dove la speranza aspettava la presenza dei cristiani che non ci sono stati sempre”. Quell’abbandono può essere avvenuto per restringimento all’individuo, ma anche per non turbare la convivenza. La prima tentazione io credo sia prevalentemente del passato, la seconda del presente. Penso che nell’enciclica ci sia un richiamo valido per tutti.

    8 Dicembre, 2007 - 22:13
  56. Dall’Angelus di domenica 9 dicembre:

    “Mentre prosegue il cammino dell’Avvento, mentre ci prepariamo a celebrare il Natale di Cristo, risuona nelle nostre comunità questo richiamo di Giovanni Battista alla conversione. E’ un invito pressante ad aprire il cuore e ad accogliere il Figlio di Dio che viene in mezzo a noi per rendere manifesto il giudizio divino. Il Padre – scrive l’evangelista Giovanni – non giudica nessuno, ma ha affidato al Figlio il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo (cfr Gv 5,22.27). Ed è oggi, nel presente, che si gioca il nostro destino futuro; è con il concreto comportamento che teniamo in questa vita che decidiamo della nostra sorte eterna. Al tramonto dei nostri giorni sulla terra, al momento della morte, saremo valutati in base alla nostra somiglianza o meno con il Bambino che sta per nascere nella povera grotta di Betlemme, poiché è Lui il criterio di misura che Dio ha dato all’umanità. Il Padre celeste, che nella nascita del suo Unigenito Figlio ci ha manifestato il suo amore misericordioso, ci chiama a seguirne le orme facendo, come Lui, delle nostre esistenze un dono di amore. E i frutti dell’amore sono quei “degni frutti di conversione” a cui fa riferimento san Giovanni Battista, mentre con parole sferzanti si rivolge ai farisei e ai sadducei accorsi, tra la folla, al suo battesimo.

    Mediante il Vangelo, Giovanni Battista continua a parlare attraverso i secoli, ad ogni generazione. Le sue chiare e dure parole risultano quanto mai salutari per noi, uomini e le donne del nostro tempo, in cui anche il modo di vivere e percepire il Natale risente purtroppo, assai spesso, di una mentalità materialistica. La “voce” del grande profeta ci chiede di preparare la via al Signore che viene, nei deserti di oggi, deserti esteriori ed interiori, assetati dell’acqua viva che è Cristo. Ci guidi la Vergine Maria ad una vera conversione del cuore, perché possiamo compiere le scelte necessarie per sintonizzare le nostre mentalità con il Vangelo.”

    9 Dicembre, 2007 - 13:31
  57. matteo

    che strano l’angelus del 9 lo si può trovare anche su VATICAN.VA,
    Luigi, più che un blog sta diventando un clone del sito della Santa Sede

    10 Dicembre, 2007 - 8:33
  58. Luigi Accattoli

    Stai buono Matteo e non mi contristare Syriacus. Quelle parole del papa sono così belle che stanno bene dappertutto, tanto che ho dedicato loro un nuovo post. Quanto alla somiglianza con vatican.va non ti preoccupare: qui non abbiamo ancora francobolli e medaglie.

    10 Dicembre, 2007 - 9:26
  59. … torno e leggo di performance lettararie (la mia vanità ribolle), pax romana tra i commentatori del blog, tanta “spe” e tantissima “salvi” etc etc…ma soprattutto di compleanni (io, per la cronaca, ne ho 35).

    Ma allora Luigi Sabato 15 alle ore 10 da Regoli (via dello Statuto) ci sarà un altro ottimo motivo per incontrarsi! Io e matteo (credo) confermiamo: tu ce la fai?

    10 Dicembre, 2007 - 12:27
  60. Luigi Accattoli

    Per me sì, ma ho l’impressione che Matteo non abbia mai detto che viene… Sono curioso di vedere se arriva in bicicletta e se porta il basco.

    10 Dicembre, 2007 - 12:57
  61. Non mi ha contristato, Matteo, mi ha solo fatto in*****re per l’ennesima volta!

    Viva la sincerità (e la santa indignazione) ! 🙂

    10 Dicembre, 2007 - 13:50
  62. x Luigi: matteo me lo ha confermato in corrispondenza privata. Ma come viene non lo ha scritto… Io comunque mi preparo al profitterol di Regoli…

    10 Dicembre, 2007 - 14:05
  63. Luigi Accattoli

    Allotra alle dieci del quindici saremo lì!

    10 Dicembre, 2007 - 16:53
  64. matteo

    x Syriacus:
    far arrabbiare gli altri, non fa parte dei miei desideri,

    e qui confesso che probabilmente non avevo e non ho capito abbastanza
    lo spirito del blog,

    capita anche a me di avere dei limiti di comprensione…

    Pensavo (probabilmente) che nel topic avrei ricevuto contributi che dessero ampio respiro alla comprensione di tutti sulla Spe salvi,

    credo che sono stato troppo rigido nell’avere questa comprensione,
    soprattutto al richiamo di Luigi che mi fa capire che devo essere capace di maggiore libertà e apertura, accettando tutte le espressioni
    di libertà, anche se molto diversificate.

    Capita che non capisco subito,
    ma se qualcuno mi aiuta a capire di questa libertà, non mi dispiace.

    Cercherò di essere più attento alle libertà altrui,

    ma mi riservo di essere feroce quando vedo che certe fobie etico/moralistiche
    divengono discussioni mascherate dal Santo Evangelo.

    Buon Syriacus scusami, se ho turbato il tuo umore,
    ho sbagliato.

    11 Dicembre, 2007 - 14:10

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