Matteo Renzi cattolico non identitario e quasi inapparente

Articolo pubblicato da LIBERAL il 4 dicembre alle pagine 1 e 5 con  il titolo “Renzi, l’identità del cattolico senza identità”

Le primarie del Centrosinistra hanno laureato Matteo Renzi come leader politico ma hanno anche segnalato, in lui, il primo affaccio nazionale di una nuova figura di cattolico in politica che potremmo qualificare – in via sperimentale – come cattolico non identitario e quasi inapparente ma praticante vero, di lunga formazione associativa, impegnato con la famiglia nella vita parrocchiale. Insomma: un cristiano credibile, serenamente mescolato alla città secolare.

La novità è nell’avverbio “serenamente”. Si direbbe che egli sia a casa sua nella “città secolare”, non esibisce l’appartenenza alla Chiesa ma neanche la nasconde. Dice “sono cattolico ma sono anche il sindaco” e distingue le responsabilità con una facilità che era sconosciuta non solo ai democristiani storici ma anche a Prodi e ai prodiani che l’hanno preceduto nell’impresa di profilarsi come credenti sugli spalti di un partito laico e di sinistra.

“Crede in Dio?” gli chiede il settimanale “Oggi” del 22 novembre e questa è la risposta nel segno della serenità che si diceva: «Credo in Dio e in Gesù Cristo, nella sua figura storica. Sono praticante, vado a messa la domenica, ma come sindaco rispetto la laicità. Non puoi obbligare nessuno a pensarla come te sul piano religioso. Se sono a una cerimonia in veste di sindaco, per fare la comunione mi tolgo la fascia tricolore e non mi inginocchio. Ho incontrato papa Wojtyla quando ero scout e gli ho baciato l’anello, invece a Ratzinger da sindaco ho stretto la mano».

Renzi i cattolici li vede presenti in ogni formazione politica, disponibili a un confronto fattuale sulle singole scelte. All’Unità che l’interroga il 22 novembre sulla “possibilità” che rinasca un partito di ispirazione cristiana dà una risposta nettamente negativa: «Non ci sarà una nuova Dc, né in formato maxi, né in formato mini. I credenti sono chiamati a misurarsi in un confronto aperto. Io sono cattolico e lo dico pubblicamente. Se qualcuno non mi vuole votare per questo motivo, lo faccia pure perché non rinuncio alla mia identità. Ma nelle scelte concrete rispondo alla mia coscienza: non si fa politica per seguire indicazioni puntali della Cei».

La collocazione a cavallo tra mondo cattolico e sinistra laica non lo imbarazza. In  occasione di una tavola rotonda con i candidati a sindaco di Firenze pubblicata da “Toscana Oggi” il 31 maggio 2009, durante la campagna per le amministrative, rivendicò quella collocazione di frontiera. Affermò come “primo obiettivo” da perseguire “un patto con il volontariato e l’associazionismo per valorizzare il loro ruolo e per fare di Firenze la capitale della sussidiarietà: le Misericordie, la Caritas, le parrocchie hanno più competenza assistenziale di qualsiasi struttura pubblica”. Pare che su questo abbia mantenuto la parola.

In quell’occasione Renzi criticò la cittadinanza onoraria concessa dal Comune di Firenze a Giuseppe Englaro, che era stata votata anche da esponenti del Pd: «Ho dei valori ai quali non rinuncio: non nascondo il mio essere cattolico e su questi temi dico le stesse cose, sia che parli all’Arcigay sia che parli in una parrocchia. Le strumentalizzazioni poi avvengono sia a sinistra che a destra: io rivendico il mio diritto di stare, da cattolico, nel Centrosinistra e di non accettare compromessi». Ci potrebbero essere però, su questo fronte, condizionamenti da parte della sua stessa maggioranza? «Spero di no. Quello che dico agli elettori attraverso un settimanale come “Toscana Oggi”, è di individuare nelle liste che mi sostengono quei candidati, e sono tanti, che vengono dal mondo cattolico».

Eletto sindaco andò – come prima uscita – alla messa nella chiesa di San Marco fermandosi a pregare sulla tomba di Giorgio La Pira: il “santo” sindaco di Firenze al quale aveva dedicato la tesi di laurea in giurisprudenza, che è del 1999, lo stesso anno del matrimonio con Agnese, scout come lui: “Firenze 1951-1956: la prima esperienza di Giorgio La Pira Sindaco di Firenze”.

Agnese l’ha conosciuta nello scautismo e hanno poi fatto insieme il liceo e l’università. Lei ha un fratello prete e ha fatto la catechista in parrocchia. Hanno tre figli: Francesco, Emanuele, Ester (11, 9, 6 anni) che la tenace Agnese è riuscita a tenere fuori da ogni fascio di luce.

Insieme hanno come guida “spirituale” l’arcivescovo di Spoleto Renato Boccardo (che è stato organizzatore dei viaggi papali e segretario del Governatorato vaticano), conosciuto negli anni dello scoutismo. Lo interpellano quando devono prendere una decisione importante. Boccardo ha chiamato Renzi, nel 2011, a tenere un incontro a Spoleto per la serie “Dialoghi in città” sulle nuove generazioni e le amministrazioni locali. Questo fu l’unico suo richiamo al nome cristiano: “Se saremo capaci di essere cristiani e cittadini fino in fondo, se saremo cioè capaci di più coraggio, di più speranza e di più libertà, saremo anche in grado di declinare il valore della dottrina sociale della Chiesa nel rispetto delle opinioni altrui”.

Dicono che il cardinale di Firenze Giuseppe Betori abbia un buon rapporto con il sindaco Renzi che vede spesso alla sua messa in cattedrale. Qualche screzio sulle “unioni civili” e sulle coppie omosessuali non ha rotto la “fiducia” reciproca ma il cardinale vorrebbe che quel sindaco che è “un bravo praticante” fosse anche “più netto e più deciso” nell’affermazione dei principi cristiani. Renzi gli risponde che quei principi gli sono cari ma che lui dev’essere “il sindaco di tutti i fiorentini”.

Luigi Accattoli

www.luigiaccattoli.it

Commento

  1. […] Le primarie del Centrosinistra hanno laureato Matteo Renzi come leader politico ma hanno anche segnalato, in lui, il primo affaccio nazionale di una nuova figura di cattolico in politica che potremmo qualificare – in via sperimentale – come cattolico non identitario e quasi inapparente ma praticante vero, di lunga formazione associativa, impegnato con la famiglia nella vita parrocchiale. Insomma: un cristiano credibile, serenamente mescolato alla città secolare. – E’ l’attacco suicida di un mio articolo pubblicato oggi da LIBERAL alle pagine 1 e 5 con il titolo Renzi, la nuova identità del cattolico senza identità. […]

    4 Dicembre, 2012 - 16:25

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