Benedetto: sofferenza dei risposati dono per la Chiesa

Mi sembra un grande compito di una parrocchia (…) di fare realmente il possibile perché le persone divorziate e risposate sentano di essere amate, accettate, che non sono «fuori» anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia: devono vedere che anche così vivono pienamente nella Chiesa …). Poi è anche molto importante che sentano che l’Eucaristia è vera e partecipata se realmente entrano in comunione con il Corpo di Cristo. Anche senza la ricezione «corporale» del Sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo Corpo (…). Che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede, con la Parola di Dio, con la comunione della Chiesa e possano vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell’amore, del Matrimonio; e che questa sofferenza non è solo un tormento fisico e psichico, ma è anche un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede. Penso che la loro sofferenza, se realmente interiormente accettata, sia un dono per la Chiesa. Devono saperlo, che proprio così servono la Chiesa, sono nel cuore della Chiesa“: lo ha detto papa Benedetto durante la Vegli di sabato. Invito a cogliere le parole – mai prima da me udite – che la sofferenza dei divorziati e risposati è un dono per la Chiesa. Qui l’intera conversazione della Veglia.

175 Comments

  1. giorgio

    La partecipazione alla mensa eucaristica penso non possa essere esclusa per nessuno, pur con le norme di cautela che la Chiesa intenda applicare, ma senza cadere in eccessi giuridici “finissimi” (mi viene in mente il caso del divorziato Berlusconi con le relative spiegazioni di un vescovo). Credo che comunque il papa abbia ben presente il problema, come dimostrano le sue parole, e non escludo che qualche novità nel merito possa arrivare.

    4 Giugno, 2012 - 8:30
  2. Servire attraverso la croce, “scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani”:
    l’illogica logica del cristianesimo.

    4 Giugno, 2012 - 10:21
  3. manuel76

    La contraddizione:
    “Anche senza la ricezione «corporale» del Sacramento[…] con la comunione della Chiesa”

    Eppure tutti diciamo insieme: “Signore non son degno, ma dì una parola e sarò salvato”

    Vengono invitati alla Cena, ma non viene offerto loro cibo.
    Bisognerebbe uscire dal sillogismo.

    4 Giugno, 2012 - 10:41
  4. manuel76

    Chi ha ucciso può essere assolto, eppure non risuscita il morto! Chi ha ferito riceve l’assoluzione se veramente pentito e se ha porto scuse e cercato di rimediare, anche se l’offeso rifiuta di riconciliarsi e non lo perdona.
    Ma chi si separa no…anche se ha fatto un tentativo di riconciliazione, magari trovando il rifiuto dall’altra parte!

    Assurdo…

    4 Giugno, 2012 - 10:45
  5. Marco

    Grazie manuel76 per la libertà di pensiero che dimostri nei tuoi ragionamenti.

    4 Giugno, 2012 - 11:29
  6. Marcello

    No manuel76. Anche un divorziato risposato può pentirsi, essere assolto e tornare alla Comunione!!

    Il problema dei divorziati è per “quelli che non si pentono” (ad esempio per quelli che continuano a convivere al di fuori del sacramento del matrimonio).

    I divorziati senza colpa e fedeli al proprio matrimonio sono sempre ammessi alla Comunione.

    4 Giugno, 2012 - 11:37
  7. Gioab

    “Mi sembra un grande compito di una parrocchia (…) di fare realmente il possibile perché le persone divorziate e risposate sentano di essere amate, accettate, che non sono «fuori» anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia: devono vedere che anche così vivono pienamente nella Chiesa …).

    Caro Luigi, ma cos’è ? la politica della carota e del bastone ? E’ comune in molti gruppi religiosi cristiani, lo sapevi ? Non potendo esercitare una pressione violenta come anticamente si faceva con il rogo,o l’espropriazione dei beni o la galera, ora esercitano una pressione psicologica quale unica arma di ricatto per sottomettere.
    In fondo come puoi dare loro torto, non hanno più armi e non vogliono perdere consenso e contributi. Che possono fare ? non hanno letto bene il vangelo e lo usano solo come una copertura. Non dice Paolo “Foste comprati a prezzo; smettete di divenire schiavi degli uomini.” ( 1 Cor 7.23) Qui c’è chi lo fa e chi permette che sia fatto. Come si fa a vivere “pienamente nella chiesa” se è impedito di fare quello che fanno tutti ? Coerenza vorrebbe che o sei dentro o sei fuori no ? altrimenti è un’ipocrisia.

    Guarda ti faccio dono di una mia riflessione per la gentilezza che mi hai usato quest’oggi. Se non ti piace buttala !
    Quando Gesù si rivolge a Pietro lo fa sempre in due modi. Alcune volte lo chiama “Simone” e altre lo chiama “Pietro”. Però Pietro è un soprannome dato da Gesù a Pietro ma ( Mt 16.23) una sola volta lo chiama Satana. Uno che “pensa con i pensieri degli uomini e non con quelli di Dio,” a cui Gesù “volge le spalle”. “Uno che lo rinnega 3 volte” e agisce “ipocritamente” come dice Paolo, “uno che era condannato”. Uno che “taglia l’orecchio” e senza orecchio non si può sentire la Verità. Il compito di Satana,è quello di non far sentire la Verità (semina le zizzanie in mezzo al grano) oltre che accecare“accecare le menti affinché la luce non risplenda”( 2 Cor. 4.4) Vedi com’è profetico ?

    Cefa o kefa (è semitico) significa “roccia” e Deut 32.35-37 dice : “ La vendetta e la retribuzione sono mie. Al tempo fissato il loro piede si muoverà in maniera instabile, Poiché il giorno del loro disastro è vicino, E gli avvenimenti preparati per loro davvero si affrettano’. Poiché Jehovah giudicherà il suo popolo E proverà rammarico per i suoi servitori, Perché vedrà che è scomparso il sostegno. E c’è solo chi è impotente e inutile. E certamente dirà: ‘Dove sono i loro dèi, La roccia in cui cercarono rifugio, Che mangiavano il grasso dei loro sacrifici, Bevevano il vino delle loro libazioni? Si levino e vi aiutino.”

    Quindi gli “dei” [o santi] nei quali confidava il suo popolo erano “la roccia” facevano banchetti e libagioni” – Poiché la loro roccia non è come la nostra Roccia, Pur essendo i nostri nemici a decidere. Poiché la loro vite è dalla vite di Sodoma E dai terrazzi di Gomorra. La loro uva è uva di veleno, I loro grappoli sono amari. Il loro vino è veleno di grosse serpi E crudele veleno di cobra. Non è riposto presso di me, Con un sigillo appostovi nel mio deposito ( Deut 32.31-34) Ricordi cosa facevano a Sodoma e Gomorra ? Qual’era il loro peccato ?
    Allora ci sono alcuni il cui peccato è quello di Sodoma che si rifugiano in una “roccia” il cui vino è velenoso e non ha il sigillo della vera Roccia. E anche Giuda concorda e dice:
    “Guai a loro, perché sono andati nel sentiero di Caino, e si sono precipitati per un compenso nell’errore di Balaam, e sono periti nel discorso ribelle di Cora! Questi sono “gli scogli” [ la roccia] nascosti sott’acqua nei vostri conviti d’amore mentre festeggiano con voi, pastori che pascono se stessi senza timore ( Giuda 11-12)

    Quindi (Cefa o Kefa) o “roccia” è nascosta sott’acqua sono i pastori che “pascono se stessi senza timore” e fanno gli stessi errori di Cora, di Balaam e di Caino. ( che fecero Cora Balaam e Caino ?)
    E non dimenticare che l’acqua che li nasconde o nasconde la roccia è la parola. “L’acqua che io gli darò” è l’acqua che si trasforma in vino il migliore alla fine quando sono tutti sbronzi incapaci di avere una visone chiara. (Gv. 4.14; 2.8)
    Non puoi aver dimenticato che Cefa fu liberato da un angelo dalla prigione (Atti 12.7-10), ma anche Satana è liberato dalla prigione da un angelo,(Riv.20.7) E Atti 12.15 narra: “Ma essa continuava ad affermare vigorosamente che era così. Essi dicevano: “È il suo angelo”. Ma Pietro rimaneva lì a bussare” Perché pensavano che fosse il suo angelo ? Pietro è o ha un angelo ?

    Al contrario quando Pietro riconobbe in Gesù il messia, Gesù non lo chiamò Pietro, ma disse “Simone” ( Mt 16.16) Perché a volte lo chiama in un modo e altre in un altro ? Quando gli disse che avrebbe preso uomini vivi lo chiama Simone non Pietro, (Lc 5.10) mentre e Mt. 14.27-31 rivela che “Pietro” era un uomo di “poca fede” e che aveva paura di annegare benché fosse un pescatore e doveva essere un nuotatore.
    Quindi secondo te le chiavi di Pietro ( o la chiave singolare come da diz.gr. v. la parola.net) perché la chiave dovrebbe servire ad aprire e non a chiudere ? Vedi come tutto combacia ?
    Gesù ha fatto un discorso profetico nascosto. In fondo l’apostolo è Simone non Cefa. Cefa o Pietro è un soprannome ad indicare che alcuni si sono edificati su Pietro, una roccia nascosta sott’acqua.
    Lo sapevi che le rocce sono due ? come si identifica quella giusta ?

    4 Giugno, 2012 - 12:12
  8. Porto la mia personale esperienza: i miei sono divorziati ma non riaccompagnati/sposati con altri.

    Entrambi possono accostarsi ai sacramenti ed hanno offerto a me un bellissimo esempio di estrema responsabilità e fedeltà che è stata come dice anche il papa riconosciuta ed accettata nella sua complessità

    Credo che la chiesa abbia già fatto chiarezza sulla situazione nel giubileo con dei documenti appositi e che il papa non abbia detto niente di nuovo bensi sia limitato ad amplificare tale orientamento.

    4 Giugno, 2012 - 12:14
  9. Marco

    …Quindi il puttaniere bidivorziato Berlusconi va a troie, si confessa e fa la comunione.
    Invece un tizio divorziato, risposato, fedele alla seconda moglie con cui ha magari generato figli/e non può ricevere il corpo di Cristo…

    Andiamo bene…

    4 Giugno, 2012 - 13:11
  10. discepolo

    Per favore no.. !!!!!!!1risparmiateci i luoghi triti e ritriti dei VIP divorziati che si lamentano per non aver avuto la comunione !
    Sul Corsera di oggi intervista “il tormento dei separati credenti”
    Voi pensate che abbiano intervistato persone comuni, casalinghe, mariti poco “ricchi” , poveri cristi che magari si son ritrovati divorziati e risposati quasi loro malgrado e senza ben rendersi conto di quanto è successo ( e ce ne sono tanti) ?
    No , naturalmente sono sati intervistati i VIp che ora si lamentano e pietiscono,da Iva Zanicchi a PIppo Baudo ..
    Il più ridicolo è Pippo Baudo che con melodrammatica indignazione confessa “fui cacciato da un prete”
    ohibo’! e chi è il prete che ha osato cacciare Pippo Baudo?
    così tanto per saperlo e per stringergli la mano !!!!!!!!!!!!!!!!Santo subito!

    4 Giugno, 2012 - 14:42
  11. mattlar

    Il problema caro marco non è la fedeltà alla seconda moglie, ma alla prima. Sotto questo punto di vista, i due casi sono esattamente uguali, salva la circostanza che Tizio risposato è fedele al tradimento alla prima moglie, mentre B. – che è soggetto da me pluridisprezzato – tradisce con continuità ma saltuariamente. Ecco tutto.

    4 Giugno, 2012 - 15:30
  12. manuel76

    @mattlar,spuntocattolico,marcello
    Io sinceramente sono stufo dei cavilli: Se uno è divorziato ma non risposato, o uno divorziato, risposato ma la prima moglie è morta per cui sarebbe vedovo, anche se in differita, e allora se prega sulla tomba della prima moglie e si sposa in chiesa con la seconda, viene ri-ammesso a prendere la comunione, ma solo in ginocchio e direttamente in bocca!

    UFFA!

    Il principio era chiaro. Non separi l’uomo ciò che Dio ha unito.
    E fin qui nulla da dire.

    Basterebbe aggiungere che ci possono essere errori molto umani, coppie che prendono una cantonata a volersi sposare, matrimoni “riparatori” imposti che aggiungono errore ad errore, persone che, abbandonate dal marito che hanno amato e che amano, dopo un congruo numero di anni conoscono altra persona. Dove sta l’infedeltà? Non hanno forse patito abbastanza?
    Forse loro piu di me penseranno ogni volta che ricevessero la comunione alla grazia che è stata loro data nel riceverla e nel conoscere uno sposo vero, fedele, bravo cristiano, grazie al quale hanno ricuperato la serenità e non devono più curare se stessi, ma possono offrire la vita al prossimo!

    4 Giugno, 2012 - 15:51
  13. @Manuel76
    Può esser un cavillo se lo guardi con superficialità.. ma se lo vivi nella sua essenza troverai che tutto ha un senso..

    infatti se ci fai caso per paradosso, uno che si sposa 10 volte al comune e divorzia altrettanto può benissimo fare la comunione… come mai? Perchè tutto è riconducibile alla benedizione insolubile del Signore.

    Bisogna ritornare a prendere sul serio il sacramento del matrimonio religioso: non fino a quando fa comodo, per i propri interessi, ecc. ma come comunione, condivisione, volontà, fedeltà e quindi vero amore (non il solo friccicore al cuore… ma sentimenti puri e profondi).

    Poi nessuno costringe nessuno a sposarsi in chiesa… se uno non se la sente può sempre benissimo farlo al comune…

    4 Giugno, 2012 - 16:09
  14. Marco

    “Sotto questo punto di vista, i due casi sono esattamente uguali, salva la circostanza che Tizio risposato è fedele al tradimento alla prima moglie, mentre B. – che è soggetto da me pluridisprezzato – tradisce con continuità ma saltuariamente. Ecco tutto”

    …Quindi a B. la comunione e a tizio niente?!?!?
    …E lo trovi giusto?!?!?! Lo trovi coerente?!?!?!

    …Andiamo bene!

    4 Giugno, 2012 - 16:16
  15. mattlar

    Il principio è uno e pure semplice: il matrimonio è indissolubile. Se lo rompi una volta ma per sempre o tante volte per dieci giorni, avrai più o meno da pentirti, ma si dà sempre il caso che il primo rapporto sia stato rotto. Dov’è il cavillo?

    4 Giugno, 2012 - 16:16
  16. mattlar

    Marco, vedi sopra.

    4 Giugno, 2012 - 16:17
  17. mattlar

    Si mi pare coerente. A meno che tu, al centro dei tuoi principi, non metta la coerenza logica, ma la coerenza alla tua idea in odio a B.. Ma questo, caro marco, sarebbe l’ennesimo provvedimento ad personam contro il decadente ex presidente del consiglio. Fai tu…

    4 Giugno, 2012 - 16:21
  18. Marco

    “Il principio è uno e pure semplice: il matrimonio è indissolubile.”

    Allora niente comunione a tutti i divorziati.

    4 Giugno, 2012 - 16:21
  19. Marco

    B. l’ho citato per fare un esempio. Chiamalo Caio.

    4 Giugno, 2012 - 16:22
  20. Marco

    Secondo te Caio è sinceramente pentito di essere andato a troie, mandando a monte il secondo matrimonio???

    4 Giugno, 2012 - 16:24
  21. mattlar

    Te lo ha spiegato Marcello.
    Colui che rimane fedel al patto stretto davanti al Signore, cioè il separato (divorziato o meno) senza colpa e non risposato e non convivente e non puttaniere e non amante nel tempo libero, è ammesso alla comunione.
    Insomma il patto è a tre. Il Signore resta fedele. Se uno dei due scioglie unilaterlmente il patto, l’altro non c’entra niente.

    4 Giugno, 2012 - 16:25
  22. @marco

    “allora niente comunione a tutti i divorziati”

    Mi pare una forzatura mettere sullo stesso piano coniugi che si sono divorziati ma non risposati e altri che invece si sono riaccompagnati

    4 Giugno, 2012 - 16:28
  23. Marco

    Quindi se mia moglie divorzia perché si è innamorata perdutamente di un altro uomo e io ho 35 anni, sono costretto a rimanere solo tutta la vita?

    …Cornuto e mazziato, come si dice…
    E il Signore è contento?

    4 Giugno, 2012 - 16:31
  24. Gioab

    Meditazioni sul matrimonio
    2 Cattolici si sposano ( marito e moglie) uno dei due cambia religione, l’altro può divorziare ?
    2 cattolici si sposano ( marito e moglie), tutti e due cambiano religione e si fanno mussulmani, possono divorziare ? e il marito può prendersi altre mogli secondo il nuovo credo ?
    2 cattolici si sposano ( marito e moglie) nella risurrezione tornano insieme ? e dove in cielo o sulla terra ? o da nessuna parte ?

    Perché Dio avrebbe permesso agli israeliti di avere più mogli ?
    Davide ebbe come moglie – Mical, Ahinoram, Abigail, Maaca, Agghit, Abital, Egla, Betsabea, .
    Come concubine
    Ibar, Elisua, Noga, Elifelet, Nefeg, Iafia, Elisama, Beeliada, Elifelet, Ierimot
    Salomone suo figlio da Betsabea ebbe . “settecento mogli, principesse, e trecento concubine;” ( 1 Re 11.1-8)
    Perché un cambiamento di disposizione ?

    4 Giugno, 2012 - 16:32
  25. Marco

    Si potrebbe trattare di bisogno d’amore…
    Meglio non dire… 😉

    4 Giugno, 2012 - 16:39
  26. @Marco

    Nel caso da te indicato, secondo quanto abbiamo detto in precedenza, la moglie non potrebbe accostarsi alla comunione mentre l’altro si.

    Secondo punto fondamentale è che se vuoi sposarti veramente in chiesa, i
    due devono saper costruire un vero percorso condiviso profondo, in cui ognuno quotidianamente semina amore nell’altro. Se così è, la situazione che tu hai delineato è umanamente quasi impossibile che si verifichi.

    4 Giugno, 2012 - 16:42
  27. Marco

    “i due devono saper costruire un vero percorso condiviso profondo, in cui ognuno quotidianamente semina amore nell’altro. Se così è, la situazione che tu hai delineato è umanamente quasi impossibile che si verifichi”

    …Ah si?
    E’ tutto lì il segreto: seminare quotidianamente amore nell’altro. Vero! 😉

    4 Giugno, 2012 - 16:48
  28. Clodine

    Concordo con mattlar.
    Tra l’altro vorrei dire a Marco che Gesù è molto incisivo sulla questione: non solo non toglie uno iota [che è un puntolino dell’alfabeto ebraico, immagina] ma affonda in coltello anche nel pensiero e nell’intimo tanto che ” è meglio cavarsi l’occhio, tagliarsi una mano ” se solo guardi una donna con l’intento di congiungerti a lei commetti peccato…figurati!
    Comunque, per me, la questio, resta mistero grande: mi dite come si fa ad andarsi a cercare un altro uomo dopo che si è avuta già una bella porzione di fregatura!? Perché alla fine davanti a Dio, per un cattolico credente, non si è mai liberi. E’ una questione di razionalità, di avere i piedi a terra: a che pro andarsi ad impelagare in una storia sapendo in partenza che avrai la spada di Damocle del peccato sulla testa!?perché alla fine Il divorzio è il sacramento dell’adulterio inutile girarci intorno. E’ cos’ da sempre: matrimonio e divorzio sono nati insieme, anzi, forse il matrimonio ha qualche settimana di più.Per quanto mi riguarda dovrei proprio, ma proprio perdere severamente la testa, cioè…sragionare, quest’uomo ipotetico dovrebbe proprio …che dire…essere straordinario.Siccome so che questa che questa perfezione non esiste, e che è tutta una questione di solitudin, che: si cerca un uomo come una stampella per potercisi appoggiare, e quando ci sono i figli so per certo che non è positivo per i ragazzi vedere accanto alla propria madre un estraneo…e viceversa…molto meglio impegnarsi in cose più costruttive!.

    4 Giugno, 2012 - 16:49
  29. Marilisa

    “Anche un divorziato risposato può pentirsi, essere assolto e tornare alla Comunione!!”

    Qualcosa non mi quadra, Marcello.
    Come fa un divorziato risposato a pentirsi?
    Lascia la seconda moglie e torna dalla prima? O lascia anche la seconda? Dopo di che torna alla Comunione?
    Davvero non capisco.

    4 Giugno, 2012 - 16:54
  30. Marco

    Quindi sto benedett’uomo di 35 anni cornuto deve starsene da solo fin quando crepa?

    Ecco gli ultimi interventi di spuntocattolico, mattlar, clodine… evidenziano bene la distanza ormai siderale tra la realtà e i principi di una dottrina che pertanto non sa più comunicare la sua essenza.

    4 Giugno, 2012 - 16:58
  31. @Marco
    Si, caro Marco.. il segreto è quello. Talvolta si cercano strade tortuose e difficili quando invece le cose più semplici sono alla portata di tutti.

    @Clodine
    mi complimento per la sintesi e la concretezza con cui hai illustrato la questione..

    4 Giugno, 2012 - 17:03
  32. Clodine

    Ma l’amore!! L’amore è un sentimento. E come tutti sentimenti è…cangiante..mutevole…destinato a scemare col tempo..
    Ho molti dubbi su quest’amore sentimentale. Anche tra separati che ricostruiscono famigliono allargati che a me, francamente, lasciando perplessa. Perché, vedete, io non credo nell’amore alla Valentino e Valentina. Nel corso della vita si possono amare più persone, affettivamente parlando, dai banchi di scuola fino alla fine della vita…ehhh….si amoreggia! Ecco: l’amore è uno sbandamento. Io punterei su qualcosa di più costruttivo in una relazione: la comprensione, il perdono, l’avere misericordia dell’umana miseria. Terminato il dolore, la rabbia, deve subentrare la pacificazione perché laddove il cuore ci rimprovera sappiamo che “Dio è più grande del nostro cuore”, l’amore è più grande, non ha steccati, nessun confine angusto…L’amore più che l’innamoramento!

    4 Giugno, 2012 - 17:05
  33. Marco

    “le cose più semplici sono alla portata di tutti”

    …beh, proprio tutti tutti no… Cmq ci sono degli aiuti ormai anche per chi non riesce! 😆

    4 Giugno, 2012 - 17:05
  34. Clodine

    Anche io condivido il tuo punto di vista spuntocattolico

    Venia:
    “Anche tra separati che ricostruiscono famiglioni allargati che a me, francamente, lasciano perplessa”.

    4 Giugno, 2012 - 17:08
  35. Marco

    “Ma l’amore!! L’amore è un sentimento. E come tutti sentimenti è…cangiante..mutevole…destinato a scemare col tempo..”

    …Sta a vedere che pure Clodine vuol tornare al matrimonio combinato come Messori, il collega ormai fuori di testa di Accattoli…

    4 Giugno, 2012 - 17:08
  36. @Clodine
    Condivido appieno ed aggiungo: ci sarà pure un motivo per cui nel rito del matrimonio si dice testualmente:

    vuoi tu prendere questa donna come tua sposa e promettere, davanti a Dio e questi testimoni, di essere un marito leale e fedele, di amarla e rispettarla in qualunque circostanza, di vivere con lei e di accudirla, in ricchezza ed in povertà, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non vi separi ?

    Lo voglio.

    vuoi tu prendere questo uomo come tuo sposo e promettere, davanti a Dio e questi testimoni, di essere per lui una moglie leale e fedele, di amarlo e rispettarlo in qualunque circostanza, di vivere con lui e di accudirlo, in ricchezza ed in povertà, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non vi separi ?

    Lo voglio.

    4 Giugno, 2012 - 17:09
  37. Marco

    Ora lo sposo può baciare la sposa.

    4 Giugno, 2012 - 17:11
  38. Marco

    Evviva gli sposi!!!

    4 Giugno, 2012 - 17:13
  39. Marco

    Nnamo a magna’!!!
    Beeeeeeeeeeeeeeeep
    Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep
    Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeep

    4 Giugno, 2012 - 17:14
  40. @Marco
    Il termine “amore” è la parola più abusata e deprezzata del nostro tempo.. la si usa associata alle cose più disparate: all’auto, al micio, al sesso, al tempo libero, ecc..

    In verità indica la volontà non solo sentimentale ma anche con l’intenzione seria di voler condividere il resto della propria vita insieme in modo esclusivo.

    4 Giugno, 2012 - 17:14
  41. Clodine

    Marco, è una questione di maturità: le cose si devono chiamare col proprio nome , se un uomo/donna di 35 anni si trova ad affrontare una situazione esistenziale drammatica sono certa che non ha nessuna voglia di gettarsi in un’altra relazione, non è nello spirito adatto e se lo fa per colmare un vuoto incorrerebbe nello stesso identico errore! Sono del parere che bisogna costruire noi stessi, lavorare su noi stessi facendo tesoro delle esperienze perché tutto quello che nella vita non ammazza, rafforza….Fidati…

    4 Giugno, 2012 - 17:15
  42. mattlar

    “Ecco gli ultimi interventi di spuntocattolico, mattlar, clodine… evidenziano bene la distanza ormai siderale tra la realtà e i principi di una dottrina che pertanto non sa più comunicare la sua essenza”.

    Ti ricordo che l’essenza del cristianesimo è altra e il divorzio è una questione minore, che è solo tangente all’essenza. Con molto rispetto, Ti inviterei anche a valutare la distanza siderale che ti separa dalla tua intelligenza.

    4 Giugno, 2012 - 17:15
  43. Clodine

    Che è quella Marcoli’…na’ tromba!! “bèeeeeeee..”
    La vita caro Marco , è come er Tevere:” pieno de’ ingorghi e de’ risucchi…”

    [questa me l’ha detta un ragazzino di quelli difficili che seguo per un cammino di recupero]

    4 Giugno, 2012 - 17:20
  44. Clodine

    ah ah ah ah ah…te’ possino! Che disgraziato che sei!? ; )))
    …ah ah ah ah ah ah

    4 Giugno, 2012 - 17:27
  45. Marco

    Mattlar, non te la prendere. La distanza è siderale, non sapete tener conto della realtà. Ti ho fatto un mucchio di esempi dai quali si evince la contraddittorietà della posizione magisteriale in materia.

    Caio riceve la comunione perché “tradisce con continuità ma saltuariamente”.
    Tizio invece non la può ricevere perché “è fedele al tradimento alla prima moglie” nel senso che ne ha trovato un’altra con cui si è costruito una famiglia serena.
    Ergo: mia moglie mi pianta a 35 anni e devo restarmene solo tutta la vita…

    Ma piantiamola, dai!!!

    4 Giugno, 2012 - 17:29
  46. manuel76

    @ Spuntocattolico

    Il problema è stabilire regole e regolette, perchè per ogni regola esiste almeno un’eccezione.
    Se invece ti rifai al principio e formi le persone, ottieni comportamenti molto più coerenti.

    Non trovo assolutamente giusto che persone sposate, risposate, ridivorziate possano davvero superficialmente fare la comunione se non si son mai sposate in chiesa! è una aberrazione della regola!
    è un modo cartesiano di ragionare: siccome non rientri nella premessa (sposato in chiesa) non sei nemmeno divorziato.

    Cosi’ pure sarebbe da condannare una volta per tutte una abitudine che ho trovato frequente ultimamente: Sposi che si sposano SOLO IN CHIESA, matrimonio NON CONCORDATARIO, solo religioso! Il prete dovrebbe dire: “Ipocriti! vi sposate solo in chiesa, cosi’ in futuro non dovrete nemmeno divorziare civilmente! Se siete davvero convinti che matrimonio anche civile sia!!”

    D’altra parte ci sono situazioni che sono irrimediabili…e non si puo’ fare una casistica, perchè troppe variabili sono in gioco. E’ chi ti confessa che dovrebbe potere discernere, con intelligenza e buon senso, perchè ogni caso sta a sè!
    Perchè in fondo alla fine uno dovrà rendere comunque conto del fatto che abbia agito in buona fede o meno.

    4 Giugno, 2012 - 17:41
  47. Marcello

    Marilisa, la faccenda è chiarissima. La Chiesa Cattolica dice che fuori dal sacramento del matrimonio non c’è spazio per il sesso.

    A questo punto bisogna solo dire se si è d’accordo oppure no.

    4 Giugno, 2012 - 18:15
  48. lazzaro

    Nel Vangelo di Matteo c’è scritto:
    “Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio”.
    Lo chiedo ai molti che ne sanno più di me: cosa vuol dire qui Gesù? L’eccezione prevista in caso di concubinato a cosa si riferisce?
    Grazie.

    4 Giugno, 2012 - 18:21
  49. Clodine

    Ma no, ma quelli non sono matrimoni , manuel, sono solo benedizioni che la Chiesa impetra su coppie che hanno situazioni sconclusionate alle spalle.E’ una forma di carità, di affetto, della comunità ecclesiale che non toglie il veto circa l’Eucaristica.
    Generalmente prima di passare in Vicariato con il nulla aosta della parrocchia la quale provvederà alle pubblicazioni occore aver fatto il giuramento in comune, laicalmente. Le due cose camminano sempre assieme…

    4 Giugno, 2012 - 18:24
  50. Marilisa

    Marcello, questo lo so bene.
    La Chiesa si caratterizza per questo divieto, e sappiamo che peraltro molti, anzi moltissimi, se ne infischiano. E con le dovute distinzioni, mica hanno tutti i torti.
    Ma all’interno di un matrimonio anche fra divorziati risposati è possibile pretendere l’astinenza sessuale?
    Io dico chiaro chiaro di no.
    Gli uomini non sono angeli, e la Chiesa sembra in questo campo fuori dalla realtà.

    4 Giugno, 2012 - 18:35
  51. Bella domanda, Lazzaro: nonè molto chiaro neppure per i teologi! In greco la parola è “porneia”, un termine difficilissimo da tradurre nel suo significato autentico, tanto che quel passo che tu citi si chiama “eccezione matteana” e viene invocato da quanti auspicano una modifica della dottrina cattolica sul matrimonio.
    La questione è molto più complessa delle nostre semplificazioni, e certo non affrontabile qui. Mi preme solo sottolineare il grande dolore che è legato ad essa, e le parole del papa: “Questo problema dei divorziati risposati è una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. E non abbiamo semplici ricette”.

    @Marco
    Adesso tu dirai che sono una cerchiobottista.
    Ma ti sottopongo un caso clinico, per farti capire l’atteggiamento della Chiesa.
    Un signore subisce un by-pass coronarico, inizia la riabilitazione ma, dopo pochi giorni dall’intervento, viene colto da embolia polmonare. Dopo vari tentativi, rimane solo la possibilità di somministrargli massicce dosi di anticoagulante, con il rischio però di provocare danni gravi al by-pass non ancora completamente cicatrizzato. Cosa fai?
    La soluzione è univoca oppure difficile da prendere? Sei sicuro di sapere cosa è meglio? c’è un bene assoluto, oltre la vita del paziente?

    Ecco, tante volte la Chiesa deve scegliere e cerca di farlo salvaguardando il bene maggiore. Qui è in gioco il bene non del singolo e della sua dolorosissima vicenda, ma il bene dei credenti che sanno che, in Cristo, l’amore diventa eterno, passando anche attraverso la croce che segna ogni avventura umana.

    Spero di aver spiegato. Ho cercato di essere neutra.

    4 Giugno, 2012 - 18:45
  52. Clodine

    Ecco Lazzaro che riassume quanto fin qui detto e cita il Vangelo di Matteo 5,27-32 al quale accennavo nel post di cui sopra…E’ un vengelo lungo e complesso però mi fermo alla sola parola “concubinato” usata da Gesù per giustificare il ripudio. La legge talmudica permetteva il concubinato, e anche il ripudio, cosicché la donna ripudiata -mazziata e bastonata- alla mercé del marito veniva messa alla berlina. Qui però Gesù prende in mano la situazione e dice :” ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio”.Giustamente lazzaro si domanda cosa vuole dire il Signore inserendo quella clausola “eccetto il caso di concubinato”. La parola ” concubinato” nel testo greco è detta porneia -parola che è tutto un programma- e sta ad indicare i matrimoni contratti tra ebrei e pagani, proibiti secondo il Levitico. Ai tempi di Gesù era facile trovare donne ebree che abbandonano i mariti per mettersi con ricchi soldati romani. Queste situazioni erano considerate alla stregua dell’ incesto. tanto erano gravi- motivo per il quale non davano origine ad un matrimonio, ma ad un concubinato appunto. Porneia avrebbe qui il senso tecnico di “zenüt “o «prostituzione» . Ecco allora spiegato l’ ordine di rompere questa unione irregolare considerate anche dal Signire: falso matrimonio. La Chiesa dovrebbe riflettere sui matrimoni misti, definiti da Gesù “concubinato”.

    contro questa barbarie e pronuncia il famoso anatema:”Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” …entra in una radicalità senza precedenti :”Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.Per questo, certe esigenze giuridiche della Chiesa oggi, come per esempio, non permettere la comunione a persone che vivono in seconde nozze, sembrano andare più d’accordo con l’atteggiamento dei farisei che con quello di Gesù. Nessuno applica letteralmente la spiegazione del comandamento “Non uccidere”, dove Gesù dice che chi dice idiota a suo fratello merita l’inferno (Mt 5,22). Poiché se così fosse, tutti avremmo garantita già l’entrata all’inferno e nessuno si salverebbe. Perché la nostra dottrina usa misure differenti nel caso del quinto e del nono comandamento?

    31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; 32 ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio

    4 Giugno, 2012 - 18:53
  53. lazzaro

    Grazie, Nico, per l’attenzione. Io, da non-teologo, oso immaginare che forse Gesù qualche eccezione la prevedesse.

    4 Giugno, 2012 - 18:54
  54. Clodine

    Oddio scusate…tutta la seconda parte avrei dovuto eliminarla per non dilungarmi invece mi è sfuggita…vabbé comunque è più incentrata sull’aspetto intimo del testo

    4 Giugno, 2012 - 18:56
  55. Clodine

    Ah, l’aveva spiegato già nico….. abbiamo detto la stessa cosa..

    4 Giugno, 2012 - 18:58
  56. lazzaro

    Grazie anche a te, Clodine. Ma ciò che per te è lampante, per i teologi non è chiaro, come afferma Nico. Chi sa…

    4 Giugno, 2012 - 18:59
  57. Marilisa

    Lazzaro, io interpreto così: solo il matrimonio è valido e sacro, per cui non è possibile ripudiare la moglie, che in questo modo sarebbe esposta all’adulterio (grave in sé), né è possibile sposare una donna che è stata già sposata e poi ripudiata. Chi lo facesse sarebbe un adultero a sua volta. Come dire che oggi non si dovrebbe sposare una divorziata.
    Una concubina ( che non è vincolata dal matrimonio) invece la si può ripudiare, ossia allontanare da sé.
    Gesù fa una distinzione netta fra donne sposate e concubine.
    Posto che Gesù parlava in un determinato contesto sociale, ben diverso da quello odierno, per me il problema è : queste parole del vangelo di Matteo ci sono anche in Marco e Luca?
    Non è una questione di poco conto.

    4 Giugno, 2012 - 18:59
  58. lazzaro

    Non mi resta che ringraziare anche te, Marilisa. Io sono papà di una figlia sposata civilmente e separata. Non vi dico il dolore tremendo suo e mio!…
    Ma perché Dio dovrebbe aver bisogno della sofferenza, anche di quella dei divorziati che in tal modo “servono la Chiesa”, come dice il Papa? Lo ripeto: ma perché Dio ha bisogno del dolore, perché si ringrazia Dio del Dolore? Ma Gesù non faceva altro che guarire, sanare, persino resuscitare…

    4 Giugno, 2012 - 19:10
  59. Marco

    “Ma Gesù non faceva altro che guarire, sanare, persino resuscitare…”

    E tu ne sai qualcosa, vero Lazzaro?

    4 Giugno, 2012 - 19:21
  60. Marco

    Nico, non ti seguo, spiegati meglio: lascia perdere i by-pass e la terapia anticoagulante…

    4 Giugno, 2012 - 19:22
  61. Marco

    Brava Marilisa.

    4 Giugno, 2012 - 19:23
  62. lazzaro

    @ Marco
    La domanda è retorica?

    4 Giugno, 2012 - 19:29
  63. Clodine

    Lo credo caro Lazzaro, ci credo!…la separazione provoca sempre un strappo, tanto dolore.Il Signole non si bea del dolore, e non lo chiede a nessuno. Però, quel dolore tuo, di tua figlia così come di tante altre situazioni di lutto -perché una separazione è sempre un momento luttuoso della vita- Dio ha il potere di convertire, trasformare la debolezza che si sperimenta,il senso di fallimento ,di vuoto, in un’arma potente: una ricchezza senza fine. Che ne sapiamo noi di quante anime troveranno conversione proprio in virtù di questa sofferenza offerta? La Chiesa stessa trae la Sua forza da questa sofferenza accettata con dociltà, patita, subita…La sofferenza del Popolo di Dio salverà la Chiesa di Cristo..

    4 Giugno, 2012 - 19:29
  64. Marco

    Lazzaro, ho fatto una battuta: ti ho assimilato al Lazzaro resuscitato da Gesù.

    4 Giugno, 2012 - 19:32
  65. Marco

    Clodine, la separazione può essere un dolore liberatorio.
    Credo che Lazzaro si riferisse al dolore che prova chi è costretto a rimanere solo tutta la vita per poter ricevere il Corpo di Cristo.

    4 Giugno, 2012 - 19:33
  66. lazzaro

    Ecco, Clodine: io non voglio offrire sofferenze a Dio, gli chiedo solo di starmi vicino.

    4 Giugno, 2012 - 19:34
  67. lazzaro

    Scusa, Marco, sono un po’ tardo. E comunque hai ragione: per me non c’è sofferenza più grande che essere privato dal ricevere il corpo di Cristo, per tutta la vita, poi. Ma non c’era un Signore che si commosse alla richiesta almeno delle briciole?

    4 Giugno, 2012 - 19:38
  68. Marco

    “gli chiedo solo di starmi vicino.”

    Compi la Sua volontà e Lui sarà con te.

    Già ma qual è la Sua volontà?
    Possiamo fidarci di questa gerarchia ecclesiastica per conoscere e realizzare la Volontà di Dio?
    O non dobbiamo piuttosto meditare le Scritture, vivendo fiduciosi il nostro cammino terreno e fidandoci di volti davvero fraterni, di vite davvero sante?

    4 Giugno, 2012 - 19:42
  69. Marco

    Le vite sante sono nascoste, sono di religiosi e laici, di cattolici e non.
    E’ questione di sguardo sul reale, al prossimo e verso l’orizzonte eterno.

    4 Giugno, 2012 - 19:49
  70. Marco

    E’ questione di misericordia, non solo di leggi.

    4 Giugno, 2012 - 19:51
  71. Gioab

    Nell’uso biblico, l’adulterio è il rapporto sessuale volontario fra una persona sposata e un’altra persona del sesso opposto che non sia il coniuge. Eze.16.32 dice .”Nel caso della moglie che commette adulterio, essa prende estranei invece del suo proprio marito”
    In egitto l’adulterio era assai diffuso, si può ricordare la storia di Giuseppe e la moglie di Potifar che voleva avere rapporti cin lui ma egli fuggì.( Ge 39.7-10)

    La Legge (10 comandamenti) dice: : “Non devi commettere adulterio”” ( Eso 20.14; De 5.18; Lc 18.20).Lo ricorda Paolo ai Romani “Poiché il [codice della legge]: “Non devi commettere adulterio, non devi assassinare, non devi rubare, non devi concupire”,” ( Rom 13.9) Ribadisce quella Legge anche ai cristiani.

    La pena per l’adulterio era la morte. “Nel caso che un uomo sia trovato a giacere con una donna che appartiene a un proprietario, allora entrambi devono morire insieme”. Questo valeva anche per una promessa sposa, essendo considerato adulterio l’avere rapporti con un uomo diverso da quello con cui era fidanzata. (Deut 22:22-24)

    Le regole per i cristiani sono ancora più restrittive perché Gesù allargò il concetto di adulterio dicendo che non si limitava al rapporto sessuale fra un uomo e una donna diversa dalla propria moglie, ma includendo anche quello spirituale. “Chiunque continua a guardare una donna in modo da provare passione per lei ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”. e Pietro aggiunge “Uomini del genere “hanno occhi pieni di adulterio”. per ricordare che si può fare anche con gli occhi. — (Mt 5:27, 28; 2Pt 2:14.)

    Però Gesù permise il divorzio solo in un caso, quando la moglie o il marito fossero stati traditi dal coniuge.” Ma io vi dico che chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione, la rende soggetta all’adulterio, e chiunque sposa una donna divorziata commette adulterio.” ( Mt 5.22)
    “Io vi dico che chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione, e ne sposa un’altra commette adulterio” ( Mt 19.9) In questo caso non sarebbe stato possibile un nuovo matrimonio. Infatti apprendendo questo i discepoli dissero : “Se tale è la condizione dell’uomo con sua moglie, non è consigliabile sposarsi”. Egli disse loro: “Non tutti fanno posto alla parola, ma solo quelli che hanno il dono. Poiché ci sono eunuchi generati così dal seno della loro madre, e ci sono eunuchi fatti eunuchi dagli uomini, e ci sono eunuchi che si sono fatti eunuchi a motivo del regno dei cieli. Chi vi può far posto vi faccia posto”. ( Mt 19.10-12)
    Esaminando quindi la questione da diversi punti di vista, non c’è spazio per interpretazioni alternative o di comodo, il matrimonio è una faccenda seria dalla quale non se ne esce. Per questo è importante non farlo sull’onda delle emozioni e delle pulsioni.
    E’ certamente una condizione di restrizione troppo stretta per il moderno modo di pensare tollerante e indipendentemente egoistico. Ma le scritture non lasciano altre possibilità. Si potrebbe diventare mussulmani…
    “per la ragione che si sono abbandonati all’insensatezza in Israele, e continuano a commettere adulterio con le mogli dei loro compagni .” ( Ger. 29.23)
    “Il matrimonio sia onorevole fra tutti, e il letto matrimoniale sia senza contaminazione, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri.” ( Ebr. 13.4)

    4 Giugno, 2012 - 19:53
  72. Marco

    Ratzinger: dai un vero segno di misericordia e noi ci fideremo di te.
    Mostra il cuore tenero della misericordia divina, non solo il Logos, se davvero vuoi rievangelizzare l’Europa!!!

    4 Giugno, 2012 - 19:54
  73. Gioab

    @ Marco
    “Lazzaro, ho fatto una battuta: ti ho assimilato al Lazzaro resuscitato da Gesù.”
    Ma non l’ha resuscitato, infatti è morto una seconda volta. Chi risorge non muore più ! o No ?

    4 Giugno, 2012 - 19:57
  74. Gioab

    @ Marco
    “E’ questione di misericordia, non solo di leggi.”

    “Gli occhi del Signore sui giusti, i suoi orecchi al loro grido di aiuto.” (Sal. 34.16 CEI)
    I giusti avranno in eredità la terra, e vi abiteranno per sempre.” ( Sal 37.29 CEI)
    “il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, ( Sal 146.8 CEI)
    “Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!” ( Mt 13.43 CEI)
    “E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna”.” (Mt 25.46 CEI)

    Chi sono i giusti ?

    4 Giugno, 2012 - 20:08
  75. Marco
    raccontavo la vicenda, reale, di una persona molto vicina.
    Era un esempio per dire che ci troviamo di fronte ad una questione che non offre la possibilità di fare una scelta completamente giusta, indubitabile, ma solo quella di scegliere, tra due beni, il bene maggiore.

    Sono comunque perfettamente concorde con te sulla misericordia, e sulla necessità di testimonianze credibili.

    4 Giugno, 2012 - 20:22
  76. Luigi Accattoli

    Il cardinale Martini sui corvi:

    (Radio Vaticana) – Un incontro privato, ma atteso, quello svoltosi sabato 2 giugno nell’arcivescovado di Milano tra Benedetto XVI, nel capoluogo lombardo per il VII Incontro mondiale delle famiglie, e il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito della città. Il porporato ci riferisce di aver commentato con il Papa la vicenda dei documenti trafugati dal Vaticano. “Ho voluto dire al Papa – spiega Martini ai nostri microfoni – che accettare queste cose dolorose come dono è purificatorio. Lui soffre, e noi soffriamo con lui. Ma la verità si compirà”. “Il Papa – aggiunge – nel colloquio è stato molto umile e semplice, come è di solito”. In relazione al momento difficile che attraversa la Chiesa il card. Martini ha sottolineato che “le occasioni si trovano nei momenti difficili”. “Non penso più alla Chiesa di oggi – ha concluso – prego soltanto per questa Chiesa”.

    4 Giugno, 2012 - 20:22
  77. Per avere un buon voto ad un esame bisogna essere preparati.
    Per fare un’ottima prestazione atletica bisogna essersi allenati.
    Per ottenere qualsiasi risultato bisogna essere preparati a quello che ci accingiamo a svolgere.

    Per il matrimonio cristiano, oltre che una grossa dose di fortuna (è come il mellone diceva Carosone…) bisognerebbe anche essere preparati.
    A cosa? Ad avere spirito di sacrificio, abnegazione, pazienza, tolleranza slancio emotivo, motivazione di riuscire, tenacia nelle avversità, spirito di condivisione, senso di fedeltà e tanti tanti altri valori.
    Chi “allena” (educa) più a queste cose?
    Pochi…

    4 Giugno, 2012 - 20:26
  78. Marilisa

    Lazzaro caro, lo dico con rispetto: mi fai tenerezza.
    Non puoi immaginare quanto io ti capisca.
    Provo un moto di ribellione uguale al tuo quando sento parole come quelle del papa riportate da Luigi. Quando sento dire a più riprese che praticamente la Chiesa si edifica sulla sofferenza, di qualsiasi genere sia.
    Mi sembra una forzatura, e francamente, comunque stiano le cose, a me pare che si insista un po’ troppo su questo tema.
    Fra l’altro, a me non risulta che anche i cristiani più “cristiani” trovino sollievo associandosi a Gesù sulla croce, ovvero abbracciandola, come si suol dire. Non tutti, almeno.
    E non dimentichiamoci le parole di Gesù : “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato…”, che stanno a significare un immenso dolore.
    L’uomo–si dice– è stato creato per la Vita piena, che contempla la felicità, la gioia.
    Il dolore, le sofferenze dovrebbero starne fuori. E invece ogni giorno, o quasi, facciamo esperienza di sofferenza e di dolore, direttamente o indirettamente.
    Francamente sono dell’avviso che non si debba amare la sofferenza pensando che è utile o necessaria per il bene della Chiesa e per l’avanzamento del Regno di Dio.
    La sofferenza non piace a Dio; caso mai gli piace la nostra fiducia in Lui nonostante e contro tutto.
    Penso perciò che la si debba contrastare in tutti i modi, se è possibile.
    Ma se ciò non è dato, una qualche consolazione ( grande o piccola?) ci può venire dal ritenere che in essa è presente quella di Dio stesso nella persona di Gesù, che l’ha sperimentata in massimo grado moralmente e fisicamente, e che in tal modo si è fatto vicinissimo a noi, suoi fratelli, figli dello stesso Padre. Un Dio che è appunto l’Emmanuele, il Dio con noi.
    Sotto questo aspetto il cristianesimo è davvero una religione unica, ma
    certo ci vuole una grande, vera, fede per assimilare nel profondo questo concetto.
    Dio è amore e lo è “qui ed ora”, in qualunque situazione ci troviamo.
    Questo, caro Lazzaro, dovremmo ricordarlo sempre, e forse ( dico “forse”) soffriremmo un po’ di meno.
    Mi sento molto vicina a te.

    4 Giugno, 2012 - 20:29
  79. Clodine

    Offrire le sofferenze non è il termine giusto. Fare la Volontà di Dio è più appropriato! Certo, è un mistero la Volontà di Dio. Quante volte mi son chiesta a cosa sia riferibile benedetta questa Divina Volontà. Io sinceramente non lo so cosa sia, ma non importa: io mi fido di Dio. Si, mi fido, e dico come disse il Daniele (3:24-25) a Nabuccodonosor quando lo infilò nella fornace ardente perché perché non volle ingicchiarsi all’idolo :” Il mio Dio è capace di liberarmi”-disse Danile – “MA SE ANCHE EGLI NON LO FACESSE, non adorerò l’immagine”…Perché si fidava qualunque fosse stato l’esito.La storia si sa come finì: non solo non bruciò ma alzate le mani lodò Dio sotto gli occhi sbigottiti di Nabuccodonosor. Dico questo perché: non per fare retorica, ma perché in fondo questo è fare ” la Volontà di Dio” :mettere la nostra storia, le nostre crisi, i nostri dispiaceri in Dio e fidarmi, ciecamente consegnando a Lui il mio carico…certa che Lui qualcosa farà per me.
    Tutto qui

    4 Giugno, 2012 - 20:40
  80. Marco

    Nico, quindi spiegati: qual è il bene maggiore?

    4 Giugno, 2012 - 20:42
  81. Marco

    Da sottolineare che Martini si riferisce agli eventi come “momento purificatorio”, “tempo di occasione”, “verità che si compirà”.
    Non fa la vittima, non blatera di complotti, non si piange addosso.

    Bene!

    4 Giugno, 2012 - 20:43
  82. Marco

    “Ad avere spirito di sacrificio, abnegazione, pazienza, tolleranza slancio emotivo, motivazione di riuscire, tenacia nelle avversità, spirito di condivisione, senso di fedeltà e tanti tanti altri valori.
    Chi “allena” (educa) più a queste cose?”

    Lo sport, la scuola, la vita, i genitori…

    Basta con la retorica del si stava bene quando si stava peggio…

    Le generazioni che avevano i veri valori han fatto DUE guerre mondiali e sterminato milioni di persone…

    4 Giugno, 2012 - 20:47
  83. Clodine

    La sofferenza è potenza attiva, è svuotamento, , è redenzione. Ma come potete tentare Dio, non avete timore a parlare di queste cose come se Dio fosse il vostro compagno di merenda da usare a seconda delle vostre richieste!? Solo a partire dallo svuotamento di Dio -in Gesù- è possibile incontrarlo, solamente nel profondo vuoto dello schiavo lo si contatta Dio, ve lo dovete mettere in testa….e più siamo privati di ogni dignità e di ogni diritto e più siamo amati. L’esaltazione della sofferenza del servo di Jahvé cos’è se non la presenza di Dio “in forma di schiavo”, la forma che Dio assume in modo definitivo nell’incarnazione….La sofferenza l’ha patita Dio stesso nel momento in cui ci riscattò. Questa è la nostra fede: accettarla o rifiutarla…

    4 Giugno, 2012 - 21:03
  84. Marco

    Si ma fatti una risata ogni tanto!

    Mamma mia…

    4 Giugno, 2012 - 21:08
  85. Clodine

    Marco non puoi dire che la sofferenza del cristiano è retorica…no, non è retorica dai…

    4 Giugno, 2012 - 21:13
  86. Clodine

    ma chi io!?…IO non mi faccio la risata…?::séééé…ma vattene..! Lo dici tu!

    4 Giugno, 2012 - 21:14
  87. Marco

    No, però è già abbastanza la sofferenza di un matrimonio che fallisce.
    Se uno riesce a costruirsi una nuova famiglia ed è sereno e fedele non vedo perché gli si debba impedire di comunicarsi, dato che ne sente forte il bisogno.

    4 Giugno, 2012 - 21:16
  88. Marco
    qual è il bene maggiore non è così chiaro, altrimenti si sarebbero già chiuse le discussioni, in un senso o nell’altro, e il papa non parlerebbe di questione difficile.
    Per il momento la posizione ufficiale non cambia, ma come vedi si accoglie (in molti modi, in molte comunità), si ascolta: nessun anatema quindi, ma la medicina della misericordia come la declinava Giovanni XXIII, condanna del peccato, non del peccatore.
    Le cose si evolvono.
    Perchè la Tradizione è una realtà viva, in movimento, grazie a Dio più bella e ricca di come la dipingono i media. So che a te, animato dal sacro fuoco della gioventù impaziente, questo discorso piace poco, ma credimi, i tempi ‘lenti’ della Chiesa hanno le loro buone ragioni.

    4 Giugno, 2012 - 21:17
  89. Marco

    Aspetta e spera, insomma…

    4 Giugno, 2012 - 21:20
  90. Beh, non è una legge della vita? Pensa alla gravidanza e poi dimmi se attesa e speranza non ne sono i meravigliosi paradigmi.
    Il tragico sarebbe non aspettare più, non sperare più…

    4 Giugno, 2012 - 21:23
  91. Marco

    Clodine, hai visto che imiei amici corvi hanno trasmesso un manoscritto del Pontefice che boccia la modalità di celebrare l’Eucarestia dei neocatecumenali?
    E quell'”estroverso” di Tarcisio aveva invitato il Prefetto del tribunale supremo alla festa dei seguaci di Kiko…

    Roba da matti…

    Te l’ho detto che i miei amici corvi agiscono per il bene della Chiesa! Non avevamo altra scelta: picchiare duro, picchiare forte.

    4 Giugno, 2012 - 21:24
  92. Marco

    “Il tragico sarebbe non aspettare più, non sperare più”.

    Si, ma l’attesa eccessiva può stancare.

    4 Giugno, 2012 - 21:25
  93. lazzaro

    @ Marilisa
    Grazie.

    @ Clodine
    Potrei rispondere: rifiuto! Specie se l’alternativa è posta in quel modo e da te. (Ma ti sto rispondendo con un sorriso!)

    4 Giugno, 2012 - 21:26
  94. Marco

    Bravo Lazzaro!

    4 Giugno, 2012 - 21:33
  95. Marcello

    Cara Marilisa, io non stavo dando giudizi, io mi limitavo a riportare i fatti.

    Oggi la gran notizia (o la gran conferma) è che la Chiesa ama i “peccatori” e fa di tutto per accoglierli (pur negando i sacramenti).

    4 Giugno, 2012 - 21:53
  96. mattlar

    Nico, ce l’hai un esempio più facile da capire e da ricordare?
    Nico, sei sicura che marco faccia parte della gioventù impaziente? a me sembra un sessantenne, affezionato al suo passato e basta.

    4 Giugno, 2012 - 22:04
  97. Marco

    “Nico, sei sicura che marco faccia parte della gioventù impaziente? a me sembra un sessantenne, affezionato al suo passato e basta.”

    Questa me la devi spiegare. Non afferro.
    Mi sembrano certi di voi affezionati al passato.

    4 Giugno, 2012 - 22:11
  98. @mattlar
    L’esempio estremo: madri che rischiano la propria vita, non curandosi, per preservare quella del figlio in arrivo, e altre madri che scelgono le cure, mettendo a rischio la gravidanza, pensando magari agli altri figli che ci sono già (attento, non parlo di aborto procurato, ma di interruzione di gravidanza come possibile effetto non voluto di un gesto in sé buono, come curarsi).
    Quale scelta è giusta? te la sentiresti di dare una indicazione assoluta?
    Non c’è, qui, un evidente bene assoluto: se salvi il bambino metti in pericolo la madre, se salvi la madre metti in pericolo il bambino.
    Allora se il bene assoluto non c’è, qual è il bene maggiore? la vita del bambino? la vita di una moglie e madre?
    Come decidere?

    Questo è un esempio di decisione morale difficile, da prendere tenendo conto di tanti elementi, la legge naturale, i comandamenti, la propria situazione personale, nel sacrario della propria coscienza rettamente formata.

    Nella nostra povera realtà quotidiana succedono infinite cose come questa.
    Nel caso del matrimonio: un marito violento, o peggio, da cui preservare i figli, autorizza ad interrompere il vincolo sponsale? E se nella fatica trovo un uomo che protegge me e i miei figli, questo diviene un autentico sposalizio nel Signore oppure no? Viene prima il sacramento o gli sposi?

    Ma come distinguere i casi in cui salvare il sacramento significa condannare gli sposi e i figli da quelli in cui salvare il sacramento significa difendere la famiglia?
    E in questo tempo di fatiche e frammentazioni e incertezze, come offro punti di riferimento autentici? cambiando la dottrina o aprendo una prospettiva di eternità possibile anche in questa terra?

    Mi fermo. Potrei continuare fino a domani.
    Vorrei solo che fossimo un po’ meno incrollabilmente certi di sapere chi è nella ragione e chi nel torto: Uno solo è Buono! (Mc 10,18)

    4 Giugno, 2012 - 23:14
  99. Marcello

    La separazione da un marito violento è sempre doverosa e non mette mai in pericolo il sacramento.
    Quello che mette in pericolo il sacramento è se dopo questa separazione ci si risposa.

    4 Giugno, 2012 - 23:37
  100. Marco

    …Ergo una donna con marito violento, si separa dal marito violento e poi è costretta a rimanere sola tutta la vita.

    …Hai capito la morale kattolika!

    5 Giugno, 2012 - 7:06
  101. manuel76

    @ Clodine 18:24
    nono, son proprio matrimoni cattolici! Anche perchè a celebrare il matrimonio son gli sposi! semplicemente, cosa che dovrebbe essere concessa solo per gravi impedimenti civili (perseguitati politici etc), il prete non fa da ufficiale civile, pertanto non viene trascritto il matrimonio.
    E’ cosa che nella mia diocesi e in diocesi vicine ho già visto alcue volte.
    La cosa è ridicola.

    Una provocazione: Il sacerdozio è stato istituito per i soli uomini. Quindi la Chiesa non può estenderlo alle donne, facendo considerazioni storiche.

    Nelle scritture sono i mariti a ripudiare le mogli! non viceversa…come la mettiamo?

    5 Giugno, 2012 - 8:46
  102. Marco
    semplifichi. Non è solo una questione morale, qui è in gioco la questione sacramentale, tanto che i teologi che se ne occupano formulano questa domanda:
    un sacramento può morire?
    Perchè un tempo si pensava che fosse talmente assoluto che anche chi era rimasto vedovo non poteva risposarsi.
    Questo è stato superato, perchè a differenza di tutti gli altri (che coinvolgono la singola persona) il matrimonio è un sacramento relazionale, che chiama in causa due volontà diverse, oltre al Signore che le benedice.
    Allora se il sacramento sancisce la relazione tra due volontà, come comportarsi quando tale relazione viene meno? Fare appello alla forza che viene da Dio per ricostruire? Sempre?
    Decidere che la relazione è davvero morta? Come?
    Capisci che la questione non è “morale” ma sostanziale, è in gioco il “per sempre”, la fedeltà di Dio e non delle persone!

    (N.B. Vi chiedo di perdonare le imprecisioni e le semplificazioni legate allo spazio virtuale)

    5 Giugno, 2012 - 8:49
  103. Clodine

    Brava nico!
    Tra l’altro se un matrimonio è viziato alla radice, nel senso che quando si disse quel “si” si era sotto pressione esterna alla propria volontà ad esempi [ehh…brutta faccenda!!] , similmente se, in quel frangente, intervenne qualche altro accidente per cui non vi fu chiarezza tra i due contraenti. Agli acchi di Dio non si è veramente uniti, anche se quel documenti dichiara il contrario. La Chiesa non è matrigna, lo sa…e la sacra rota scioglie quel matrimonio, è nullo. Ovvio che se dopo un fidanzamento, dopo che si è fatta una scelta, responsabile, volontaria…eh..ma scusate: che il matrimonio sia un sacramento supervincolante che si scioglie solo con la morte [e se ci si è veramente amati, neppure quella riuscirebbe a separare…] è arcinoto, super acrinoto… eh abbiate pazienza…Ti tieni quello che ti sei scelta/o…altrimenti, è lecito separarsi ma …le conseguenze sono quelle che sappiamo circa le disposizione della Chiesa.

    Un saluto a lazzaro, con un sorriso, certo.. ; )

    5 Giugno, 2012 - 9:33
  104. mattlar

    Nico sei stata chiarissima.
    Grazie mille.

    5 Giugno, 2012 - 10:14
  105. Clodine

    E un premio a Marco per la simpatia….riesce a farmi ridere di cuore,a volte con le lacrime, come solo il mio amico Ignigo74 sapeva fare..

    5 Giugno, 2012 - 10:41
  106. Marcello

    Non so perché in questa occasione mi sono messo a fare il “rigido”. Chiedo scusa per questo. Il tema tocca le sofferenze delle persone e non è bene tagliare il mondo con l’accetta. Probabilmente la questione mi appassiona.

    Io penso che la Chiesa dovrebbe interrogarsi sulla sproporzione che c’è tra la “facilità” con la quale si accede al sacramento del matrimonio (qualcuno conosce casi di preti che si sono rifiutati di celebrare matrimoni?) e la grande “meticolosità” che viene messa in campo nei processi canonici che si occupano di dichiarazioni di nullità. Insomma, con pochi giorni di vaglio e pochi gesti la Chiesa mi lega indissolubilmente a un’altra persona e, quando -poi- si mette in dubbio la validità di questo “frettoloso” sacramento, le cose si fanno lunghe, accurate e faticose.

    5 Giugno, 2012 - 11:15
  107. @Marcello
    il mio prof di morale familiare la pensava proprio come te: faceva notare che per diventare prete, ossia per impegnarsi per tutta la vita con il Signore e con il suo popolo santo, occorrono sei anni di studio e di tirocinio pastorale;
    per diventare sposo, ossia per impegnarsi per tutta la vita con il Signore e con la tua sposa e i figli, occorrono dieci-dodici incontri per fidanzati fatti in gruppo e spesso raffazzonati.
    Come la mettiamo?

    Occorre una rinnovata, grande attenzione al fidanzamento, una riconsiderazione del fenomeno diffusissimo delle convivenze e un abbraccio a questi cristiani che spesso, poi, si rivolgono alla Chiesa per sposarsi, insomma, occorre darsi da fare nella pastorale delle giovani coppie.
    Però sono talmente tanti gli ambiti pastorali scottanti, oggi, e così pochi coloro che decidono di dedicarvi tempo ed energie…

    Abbiamo bisogno di persone formate e disponibili, di vocazioni laicali, oltre che presbiterali, per renderla migliore da dentro, questa nostra Chiesa che amiamo!!!

    5 Giugno, 2012 - 11:39
  108. Marilisa

    “Vorrei solo che fossimo un po’ meno incrollabilmente certi di sapere chi è nella ragione e chi nel torto: Uno solo è Buono! (Mc 10,18)”

    La penso esattamente come te, Nico. Troppi sembrano avere la verità in tasca, e questo mi disturba parecchio.

    Dice Manuel: “Nelle scritture sono i mariti a ripudiare le mogli! non viceversa…come la mettiamo?”

    Ecco: ci siamo, Manuel76.
    Quel che non si vuol capire è che le Scritture risalgono a tempi in cui nelle società l’uomo era considerato superiore alla donna, e tutto poteva.
    La donna doveva procreare; questa era la sua principale funzione.
    I profeti, pur ispirati da Dio, erano pienamente inseriti in quelle società, e il loro linguaggio era, com’è logico, conseguente al modo di pensare di quei tempi e di quelle civiltà e degli accadimenti( per es. facili guerre) di quella storia.
    E infatti l’ A.T. è pieno di guerre e di espressioni durissime da parte di Dio, castigatore più che amorevole, e la sua lettura mette in crisi molte persone.
    Quello che non si riesce a capire– e che mi fa sempre indignare– è che c’è una evoluzione naturale della vita che porta dei cambiamenti che sono nella logica di Dio, che è l’ IO SONO, qui ed ora.
    E non si vuol prendere in considerazione, anzi lo si esclude a priori, il momento storico in cui l’uomo vive.
    Da tutto ciò derivano staticità e rigidezza, fossilizzazione e incapacità di vedere i segni dei tempi( attenzione! è un’ espressione che il CVII riprende dal Vangelo).
    I cristiani conservatori e rigidi–Dio li abbia in gloria!–hanno una concezione statico-dottrinaria della verità, piuttosto che dinamica ed evolutiva.
    Questo è il loro errore, a mio parere.
    Con ciò non voglio dire che si debba ignorare la Tradizione e che i valori morali non debbano avere più voce in capitolo, ci mancherebbe altro!
    Questi ultimi, innanzi tutto, sono inscritti nella coscienza e ci vengono proposti dalle “dieci parole”( i comandamenti). E a farci caso sono riassumibili in un’unica parola che è “Carità”, ovvero amore verso il prossimo, ovvero “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
    E della Tradizione, a mio avviso, non si deve fare tutto un blocco, ma è necessario un attento discernimento, con una rilettura che faccia cogliere una reale comunione col presente, cioè “la fedeltà al mondo”, come diceva D. Bonhoeffer, pastore protestante molto amato, e spesso citato, anche dai cattolici.

    5 Giugno, 2012 - 11:44
  109. Marilisa

    “Io penso che la Chiesa dovrebbe interrogarsi sulla sproporzione che c’è tra la “facilità” con la quale si accede al sacramento del matrimonio (qualcuno conosce casi di preti che si sono rifiutati di celebrare matrimoni?) e la grande “meticolosità” che viene messa in campo nei processi canonici che si occupano di dichiarazioni di nullità.”

    Caro Marcello, bontà tua quando parli di “facilità”.
    È molto di più.
    Che ne pensi dei matrimoni solo religiosi, e non civili, fatti per salvaguardare le pensioni o comunque gli introiti di persone che se si sposassero anche civilmente, dovrebbero inevitabilmente rinunciare a una parte dei soldi?
    Che ne pensi dei matrimoni ritenuti nulli dalla sacra Rota (altro che “meticolosità”!) a favore di persone ricche o famose, appoggiate da illustri prelati?
    Vedi il presidente Cossiga o Irene Pivetti o il cattolicissimo Vittorio Messori, tanto per citarne solo alcuni.

    5 Giugno, 2012 - 12:03
  110. Marcello

    Concordo con te Marilisa. Temo che tu abbia ragione anche sui “raccomandati”… anche se mancano le prove (ammettiamolo).

    5 Giugno, 2012 - 12:39
  111. Clodine

    La Sacra Rota si prodiga anche per chi è in ristrettezze economiche…certo, per tutto c’è una spesa [bolli, incartamenti ecc..] anche per il divorzio laico, civile…
    Lo dico perché una mia carissima amica ha avuto un annullamento proprio dalla Sacra Rota. Eppure aveva già due figli…il motivo era serio, di una certa gravità [che non sto qui a spiegare, anche se intuibilile…( !!!!) ] ebbene: venne indrizzata dal parroco presso un vescovo il quale si prodigò tantissimo. Non è sempre appannaggio di personaggi ricchi e famosi l’annullamento anche se…per la maggior parte dei casi è così, nel senso che non si va tanto a guardare il pelo nell’uovo e, a suon di soldini la congregazione è assai indulgente. Ma, c’è posto anche per i poveri diavoli, salvo validissime e gravi motivazioni….eh eh eh eh…

    5 Giugno, 2012 - 12:50
  112. Fides et ratio

    Marilisa, scusami la curiosità
    saresti così gentile da illustrare per sommi capi come dovrebbe funzionare l’istituto del matrimonio cattolico?

    Grazie.

    5 Giugno, 2012 - 12:55
  113. Gioab

    @ Marilisa
    “Che ne pensi dei matrimoni ritenuti nulli dalla sacra Rota (altro che “meticolosità”!) a favore di persone ricche o famose, appoggiate da illustri prelati?”
    Perché mi diventa così critica e pignola ? Starà mica diventando obiettiva ?
    e imparziale ?
    (Battutaccia) non merita replica !

    5 Giugno, 2012 - 13:43
  114. discepolo

    Non capisco il succo logico di tutta questa discussione. A quanto pare molti fra noi di questo blog sono assolutamente convinti che il matrimonio cristiano non sia indissolubile, secondo i principi cristiani, e che quindi si possa tranquillamente divorziare e risposarsi ed essere ancora perfettamente seguaci di Cristo. E’ un opinione del tutto rispettabile.
    Siete convinti di questo? E allora quale è il problema? O forse il problema è che nel vostro inconscio, nel vostro intimo , NON siete convinti di questo e quindi volete una giustificazione, un supporto, come dire , una approvazione esterna?? E quando il prete, il vescovo e o addirittura il Papa vi avrà rassicurati e benedetti , solo allora sarete sicuri di voi stessi?
    E perchè non lo siete già adesso? Certo la gerarchia ecclesiastica non vi da’ il PLACET, ma se voi siete veramente convinti che Gesù vi dà il placet al divorzio, a nuove nozze , quale è il problema ???
    A me sembra che il problema sia più psicologico che teologico: pare quasi che cattolici formati dalla dottrina cattolica se divorziano e si risposano abbiano un senso di colpa intollerabile, un calo dell’autostima insopprimibile , una ferita insanabikle e quindi chiedano approvazione e
    incoraggiamento dagli altri. Ma non dagli altri dovete aspettarvi incoraggiamento e approvazione ma da voi stessi!!! Se siete sicuri, dopo aver letto il Vangelo e le parole di Gesù, che Gesù approvi il divorzio, perchè tutto questo senso di colpa??????????? Misteri della psiche cristiana.
    MC

    5 Giugno, 2012 - 14:29
  115. Gioab

    @ Marilisa
    “Quel che non si vuol capire è che le Scritture risalgono a tempi in cui nelle società l’uomo era considerato superiore alla donna, e tutto poteva.”

    Vogliamo emendare gli errori ? Cambiare il testo ? Cosa propone ?

    “La donna doveva procreare; questa era la sua principale funzione.
    I profeti, pur ispirati da Dio, erano pienamente inseriti in quelle società, e il loro linguaggio era, com’è logico, conseguente al modo di pensare di quei tempi e di quelle civiltà e degli accadimenti( per es. facili guerre) di quella storia.”

    Vero, però si può pensare che se Dio l’ha fatta scrivere così forse è perché desidera che le cose “tornino ad essere così” Oppure si può pensare che “cambierà” modo di concepire il matrimonio magari instaurando il libero amore, oppure ancora si può pensare che l’uomo moderno non è disposto a cambiare modo di pensare. No? Forse Dio si è sbagliato ? ( Rm 9.19-33)

    “I cristiani conservatori e rigidi–Dio li abbia in gloria!–hanno una concezione statico-dottrinaria della verità, piuttosto che dinamica ed evolutiva.”
    Cos’è evoluzione ? la trasformazione casuale o il rispetto di un progetto legato al DNA ? Lei è evoluzionista ? Solo così può invocare” il loro errore.”
    Il pacchetto è unico o si accetta in blocco o si rifiuta in blocco, non può essere adattato ai gusti o preferenze! Forse c’è un altro modi di osservare il problema ma che è stato offuscato da un battesimo precoce e un’istruzione religiosa anticipata. I cannibali non si meravigliano,mangiano carne umana lei non lo fa ! Fra gli egiziani era comune l’adulterio, e in certe tribù è accettato il libero accoppiamento nell’ambito della tribù ma è consideravano adulterio al di fuori del clan. Come mai tutte queste differenze ?

    “In fatto di religione solo una cosa è di capitale importanza, che sia vera”… “[La chiesa] deve sforzarsi di impartire un insegnamento puro”…suggerì “che il primo passo è che la Chiesa si disfi di tutta la sua proprietà a favore di quelli che hanno estremo bisogno”. La comune beneficenza ecclesiastica, detta “carità”, non servirà più, dicono. “La carità nel senso tradizionale, cioè alleviare l’angustia per mezzo della beneficenza, non è sufficiente . . . perché l’angustia è troppo grande”. — The Rich Christians and the Poor Lazarus…“[La Chiesa Luterana] cerca d’essere dappertutto e così finisce per non essere da nessuna parte”. ( Dietrich Bonhoeffer)

    “Se dopo aver fatto un onesto esame, siete tutt’altro che soddisfatti di quello che vedete, non limitatevi a rammaricarvene”…. “I membri di una chiesa . . . sono responsabili di ciò che la chiesa dice e fa”. ( Karl Barth teologo protestante)

    5 Giugno, 2012 - 14:38
  116. Marilisa

    Fides, sbaglio o c’ è un po’ di ironia nelle tue parole?
    Sorvolo, comunque, e ti rispondo, caro, ma non per “sommi capi” se permetti.
    Risposta sbrigativa: dovrebbe funzionare proprio come ora, con qualche distinguo.
    Due persone si amano, verificano che si tratta di un sentimento profondo ( e che non c’è solo l’eros) e si sposano per condividere le gioie e, purtroppo, anche le inevitabili sofferenze.
    Se sposarsi solo civilmente o anche in chiesa, lo decidono loro a seconda dei propri convincimenti e di loro personali considerazioni che non sta agli altri giudicare.
    Io, a differenza della Chiesa, considero matrimonio anche quello non contratto in chiesa. Il sentimento vero che li unisce, ammesso che ci sia, per me è una specie di “sacramento”.
    Se dovesse accadere che ad un certo punto, per la imprevedibilità della vita ( attenzione a queste parole!), la loro unione– anche sacramentale– non funziona più, il sentimento si spegne e magari il matrimonio sfocia in una relazione che tale, in realtà, non è più e determina un’ esistenza vuota di sentimento e priva di qualsiasi affinità, o addirittura all’insegna di litigi continui che possono sfociare in avversione o odio–il che procura sofferenze insanabili ai figli–, io ritengo sia di gran lunga meglio la separazione o anche il divorzio (non ammesso dalla Chiesa). Fatte le debite valutazioni riguardanti soprattutto i figli incolpevoli.
    Non mi risulta che qualcuno abbia prescritto che si debba sopportare un matrimonio che ad un certo punto diventa un inferno in casa. Troppi ce ne sono stati in passato, nascosti per vergogna o per altre ragioni, non ultime quelle economiche. E molti ce ne sono anche oggi e non di rado sfociano in terribili uxoricidi.
    Penso che Gesù dicendo le famose parole “non separi l’uomo ciò che Dio ha unito” si riferisse ad un matrimonio normale, senza gravi intoppi, magari insidiato da qualcuno al di fuori della coppia. O magari indebolito da sollecitazioni superficiali e superabili all’interno della coppia stessa.
    Aggiungo ciò che altre volte ho espresso a chiare lettere.
    Siccome può capitare che da separati o divorziati si incontri una persona con la quale ci si intende nel vero senso della parola e ci sono delle affinità spirituali profonde–sempre per la imprevedibilità della vita–, io non mi scandalizzo affatto davanti ad un’ altra unione matrimoniale. Perché?
    Semplicemente per il fatto che l’essere umano ha naturalmente un enorme bisogno di amore e di affetto.
    L’ uomo è stato creato per la relazione con gli altri, non per restare isolato. Il che è un riflesso dell’Amore di Dio per noi uomini, ed inoltre esprime la gioia per la vita, la cosa più bella che possa esserci.
    Magari ci fosse sempre la gioia per la vita!
    Un uomo da solo è chiaramente manchevole dell’elemento essenziale della sua esistenza: la compagna (il compagno). Perché, altrimenti, Dio ci avrebbe creati maschio e femmina?
    Dio stesso è padre e madre, si dice da qualche tempo anche se con significato diverso. E comunque è “Relazione” come ci ha ricordato la festa della Trinità.
    Dicevo: è legittima la compagnia dell’altra metà, come si suol dire. A meno che uno non senta che può farne a meno senza rincrescimento, senza soffrirne troppo. Ma qui entrano in gioco altri fattori.
    Da tutto questo discorso escludo l’elemento puramente erotico, che pure ha la sua importanza non essendo l’uomo un angelo senza sesso, ma che io contestualizzo in una relazione completa, dove rientrano–come già detto–affinità culturali e spirituali. E tenera partecipazione alla vita intima dell’altro.
    In altre parole, per me l’eros viene dopo, come conseguenza di un’unione sentimentale più profonda.
    Tutto ciò di cui ho parlato è nella vita. Lo vedo ogni giorno, lo intuisco, in qualche misura l’ho sperimentato.
    Non si possono chiudere gli occhi davanti alla realtà.

    Sono stata chiara, Fides?
    E non dirmi, per favore, che l’ho fatta troppo lunga. Erano necessarie tante parole per spiegarmi.
    Un caro saluto.

    5 Giugno, 2012 - 14:40
  117. discepolo

    naturalmente ci sono anche coloro ( ed io sono fra questi) che interpretano le parole di Gesù nei Vangeli in senso STRETTAMENTE letterale e quindi totalmente contrarie al divorzio.
    Ma si sa che l’interpretazione delle parole del Vangelo non è univoca , da quando i protestanti , gli storici e gli esegeti hanno “scavato” il testo sacro e l’hanno sottoposto ad analisi storico-strutturalista- MITOLOGICA.
    E al Magistero della Chiesa cattolica , chi ci crede più? per cui ognuno interpreta a modo suo.

    5 Giugno, 2012 - 14:46
  118. Marilisa

    A chi non capisce o non vuole capire auguro di “fare esperienza”.
    Solo così saranno in grado di comprendere.

    5 Giugno, 2012 - 14:46
  119. discepolo

    Ognuno , come Marilisa , può sentirsi perfettamente in grado di sapere in cuor suo cosa veramente Gesù voleva dire e significare colle sue parole , al di la’ del significato letterale . Come dice Marilisa le parole di Gesù “non separi l’uomo ciò che Dio ha diviso” lei le interpreta in un certo modo, ma magari un altro le interpreta nell’altro.
    Sta il fatto che tali parole non sono più, per il cristiano moderno, letteralmente valide nel loro significato più semplice ! e dunque se ad ogni singola frase del Vangelo applichiamo questa interpretazione “soggettiva”
    avremo cento, mille, diecimila interpretazione, tutte egualmente valide! e cioè nessuna verità, nessuna norma universle, nessuna legge, ma solo interpretazioni tutte rispettabili, solo che tutte individuali e spesso contradditorie!
    “penso che Gesù dicendo le famose parole… volesse intendere questo e questo…”
    Ognuno di noi, cara Marilisa, pensa in cuor suo che Gesù volesse intendere questo e questo..e pensa di avere ragione….. ma chi di noi può essere sicuro di cosa volesse intendere Gesù?
    non è meglio attenersi alla lettera, al significato più semplice delle frasi evangeliche????

    5 Giugno, 2012 - 14:56
  120. discepolo

    cara marilisa sono sposata da venticinque anni e ho tre figli.
    cosa intendi per fare esperienza ? Ed esperienza di cosa??

    5 Giugno, 2012 - 14:57
  121. discepolo

    fra l’altro di esperienze ne ho fatte tante credimi.. fra l’altro quella della temporanea separazione , dell’innamoramento “romantico” ecc. ecc.
    se non fossi cattolica e fossi andata “là dove ti porta il cuore” penso che avrei divorziato e mi sarei risposata almeno tre volte.. no anzi, forse quattro 😉

    5 Giugno, 2012 - 15:05
  122. Fides et ratio

    Che esperienze ha invece Marilisa?

    5 Giugno, 2012 - 15:10
  123. Federico B.

    Se si mette in discussione anche l’indissolubilità del matrimonio, se arriviamo ed equiparare il sacramento del matrimonio al matrimonio civile, siamo proprio al trionfo del soggettivismo e del relativismo.
    E non sono stupito da certi commenti, sempre i soliti, sempre convinti di essere più cristiani di Gesù Cristo in persona, più cattolici del Papa, di saperla più lunga degli altri.
    Benedetto XVI è stato chiarissimo: i separati/divorziati vanno capiti, amati, accolti e accompagnati. Ma c’è un “disordine” obiettivo e quindi niente assoluzione a chi convive e niente comunione. L’impossibilità di ammettere queste persone ai sacramenti non impedisce loro di far parte della comunità e di avere un cammino di fede riconosciuto e sostenuto dalla Chiesa. Il Papa è stato straordinario nella sua chiarezza e nella sua umanità. Bastava ascoltarlo senza anteporre le proprie idee soggettive su cosa dovrebbe dire il Vangelo…

    5 Giugno, 2012 - 15:11
  124. Gioab

    @ Marilisa
    “Non mi risulta che qualcuno abbia prescritto che si debba sopportare un matrimonio che ad un certo punto diventa un inferno in casa. Troppi ce ne sono stati in passato, nascosti per vergogna o per altre ragioni, non ultime quelle economiche. E molti ce ne sono anche oggi e non di rado sfociano in terribili uxoricidi.
    Penso che Gesù dicendo le famose parole “non separi l’uomo ciò che Dio ha unito” si riferisse ad un matrimonio normale, senza gravi intoppi, magari insidiato da qualcuno al di fuori della coppia. O magari indebolito da sollecitazioni superficiali e superabili all’interno della coppia stessa.”

    Vede che legge solo quello che le conviene ? Magari si è scordata: “

    “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere pace, ma spada. Poiché sono venuto a causare divisione, ponendo un uomo contro suo padre, e la figlia contro sua madre, e la giovane nuora contro sua suocera. In realtà, i nemici dell’uomo saranno quelli della sua propria casa. Chi ha più affetto per padre o madre che per me non è degno di me; e chi ha più affetto per figlio o figlia che per me non è degno di me. E chi non accetta il suo palo di tortura e non mi segue non è degno di me. Chi avrà trovato la sua anima la perderà, e chi avrà perduto la sua anima per causa mia la troverà.” ( Mt. 10.34-39)

    Che significato dà a ” perdere la sua anima ?” come si perde l’anima andando all’inferno ? O c’è un altro modo ?

    5 Giugno, 2012 - 15:16
  125. Fides et ratio

    @Federico
    Quoto parola per parola.
    Trovo semplicemente dissennato che siano proprio i cattolici ad attaccare la famiglia ed il matrimonio sacramentale.

    5 Giugno, 2012 - 15:51
  126. fabi

    D’accordo con Fides …
    aggiungo anche: triste.

    5 Giugno, 2012 - 15:58
  127. @Marilisa
    Perdonami ma credo che le tue esposizioni seppur umanamente condivisibili siano un pò troppo interpretate a modo tuo senza nessuna base logica

    5 Giugno, 2012 - 16:13
  128. @Gioab
    Ma sai che una volta tanto mi trovo d’accordo con quello che scrivi? Quasi quasi me lo scrivo sul calendario

    5 Giugno, 2012 - 16:15
  129. Clodine

    Personalmente ho avuto delle grandi difficoltà nel mio matrimonio, prematuro, e neppure ponderato, ed ho subito [dico: subito, voce del verbo subire] anche il tradimento, la separazione, la solitudine per un lungo periodo. Ho sperimentato la sofferenza, vedete, non tanto dell’abbandono perché, alla fine, quando si hanno due figli piccoli da crescere c’è poco da piangersi addosso: ti rimbocchi le maniche e marci come un soldato in trincea sapendo che lassù c’é un Dio…. Non ho cercato né la separazione, né il divorzio, poiché non mi venne richiesto, né poteva interessarmi tanto ero presa da un miliardo di cose. Perché vedete: finché non si hanno responsabilità a livello genitoriale, e si pensa a se stessi, ci si possono permettere molte più libertà ma quando si hanno i figli , piccoli,non c’è spazio per null’altro!
    Pensate non abbia avuto occasione di conoscere e frequentare altri uomini in quel lungo periodo? Figuriamoci! O non sia stata corteggiata? …Se avessi voluto seguire la scia del “così fan tutti” certamente mi sari potuta “sbizzarrire”, ma a quale prezzo: avrei trascurato di molto i miei due ragazzi, perché parliamoci chiaro ad un uomo non interessano i figli degli altri. Interessa la “donna d’altri”, ma non la prole. Avrei fallito e fallimento su fallimento! Chi crede veramente nella Parola di Dio non resta confuso. Il matrimonio con il tempo si è ricomposto anche perché i figli hanno sempre rispettato e compreso il padre. Se gli avessi dato il benservito, amncando di comprensione e di perdono avrei tradito il mio credo. Perché io CREDO in Cristo, ci credo, con cuore retto, non strumentalizzando le sue parole, né trasgredendo le Sue leggi perché è vero: se confidi in Lui non sono un capestro, ma una liberazione. E’ solo una questione di struttura interiore, di forza che solo la preghiera ti può dare, e piedi per terra..cementati, sempre, quando si hanno delle responsabilità! Seguire il cuore è quanto di più ingannevole si possa sperimentare e se lo avessi fatto, sicuramente, mi sarei trivata con un pugno di cenere in bocca.
    Questa è stata la mia esperienza coniugale, che ho voluto condividere con voi, sapendo che qualcuno dirà che voglio fare la “vittima”:ma,Clodine,certe considerazioni e pensieri maleodoranti se li metto sotto la suola delle scarpe.
    Clo
    .

    5 Giugno, 2012 - 16:36
  130. Clodine

    scusate i refusi…abbiate pietà!

    5 Giugno, 2012 - 16:39
  131. Fides et ratio

    Ci regali un’esperienza straordinaria, Clodine!
    Grazie…

    5 Giugno, 2012 - 16:40
  132. Federico B.

    No, spuntocattolico, per carità, non incoraggiare il troll!
    Quanto al tuo penultimo intervento, non è la base logica che manca, ma l’aderenza alla dottrina sociale della Chiesa. E l’umiltà di voler riconoscere che le proprie idee si discostano dalla volontà del Signore.

    Grazie Fides, ma la questione è proprio che chi attacca famiglia e matrimonio sacramentale ha perso di vista il cattolicesimo. Tertium non datur.

    Ho avuto una grande grazia che vorrei condividere con voi.
    Desideravo da tempo partecipare all’Incontro Mondiale delle famiglie di Milano, ma data la situazione creatasi dal terremoto non avevo ritenuto più opportuno interessarmi. Ero piuttosto dispiaciuto, ma non me la sentivo di lasciare una situazione “problematica” sotto tanti punti di vista…
    Venerdì mi ha chiamato il parroco, mi detto che l’Arcivescovo era già a Milano con una piccola delegazione, che ci erano andati anche alcuni rappresentanti delle famiglie sfollate nelle tendopoli, che nel nostro Vicariato non c’erano iscritti… insomma mi chiede di partecipare. Mia moglie è stata un po’ indecisa ma non c’era tempo per pensarci troppo e alla fine ha accettato. Ci siamo fidati ed è stato bellissimo. Un’esperienza di Chiesa veramente straordinaria. Una grazia particolare che la Beata Vergine Maria, madre della Chiesa ha riservato alla mia famiglia.

    5 Giugno, 2012 - 16:48
  133. @Clodine
    Grande Clodine.. al di là della magnifica testimonianza che ci hai esposto, credo che ciò valga più di mille parole…

    5 Giugno, 2012 - 16:51
  134. Clodine

    Che bello, hai visto FedericoB, si vede che il Signore ha letto il desiderio che era nel tuo cuore, e ti ha esaudito!

    5 Giugno, 2012 - 16:53
  135. @Federico B.
    Sono contento che alla fine si è avverrato il tuo desiderio.
    Credo che la tua partecipazione, calata nel particolare momento che stai vivendo, sia una grazia profonda che ti sarà molto utile nell’immediato futuro!!

    Auguri di cuore (ricordando nelle mie preghiere sia Federico B. che Clodine)

    5 Giugno, 2012 - 16:56
  136. Marilisa

    Io non intendo parlare delle mie esperienze personali, tanto per capirci. Sono molto riservata per natura.
    Fides, tu “quota pure” chi ti pare, ma io non “attacco” per niente il matrimonio sacramentale e la famiglia. Stai travisando, stai male interpretando le mie parole. I soliti preconcetti.
    Io non ho detto che vanno sempre bene la separazione o il divorzio.
    Certo che rappresentano un disordine, come ha detto il papa.
    Ma perché, non sono disordine anche i continui litigi in una famiglia, consacrata o meno che sia? Non sono disordine le paure e le sofferenze dei figli nel vedere il papà e la mamma contrapposti in un dissidio interminabile?
    E poi non voglio convincere nessuno sui miei “convincimenti”.
    Sono libera di esprimerli però.

    Federico, non prendertela tanto.
    Quando dici “E non sono stupito da certi commenti, sempre i soliti, sempre convinti di essere più cristiani di Gesù Cristo in persona, più cattolici del Papa, di saperla più lunga degli altri” sbagli di grosso e mi provochi una indignazione che certo non puoi immaginare.
    Tu mi sembri nato nel Medioevo, amico mio.
    Aprili gli occhi una buona volta. Essere buoni cristiani–l’ho detto altre volte–non significa leccare i piedi di nessuno fosse anche il papa. Non significa ossequiare l’autorità come fosse il dogma di base della realtà cattolica.
    Per i bigotti–con tutto il rispetto– certamente lo è. A me il bigottismo non piace, dovresti averlo capito.
    Infatti proprio per questo io non sempre sono allineata sulle posizioni della gerarchia.
    Se Fides non mi avesse fatto una precisa domanda, io non avrei scritto quel che ho scritto.
    Consentimi di avere idee diverse dalle tue, diamine!
    Non sarai tu, né altri di voi, a farmi cambiare idea.
    Ancora non hai capito, Federico? Stiamo su piani del tutto diversi.

    Discepolo, non ti accorgi che quando dici
    “non è meglio attenersi alla lettera, al significato più semplice delle frasi evangeliche????” stai facendo lo stesso “gioco” del nostro caro Gioab che ci propina ad ogni piè sospinto passi biblici prendendoli nel senso letteralissimo dei termini?
    In un testo non c’è solo quello di significato. Non lo hai imparato a scuola? Spesso, non sempre, si deve andare al di là della facciata.
    Per non parlare di alcuni brani evangelici che non sono per niente chiari ancora oggi. Presentano obiettivamente delle difficoltà di comprensione.
    Non hai constatato quanti passi evangelici un tempo venivano interpretati in un senso abbastanza diverso rispetto ad oggi?
    Ed è naturale, figlia cara. Nel viaggio della vita c’è una evoluzione dell’uomo che può portarlo a vedere certe situazioni in modo diverso rispetto al passato.
    Non hai constatato che se una domenica vai in dieci chiese diverse sentirai dieci interpretazioni diverse dello stesso brano?
    E che cosa ne dici di queste parole di Gesù: ” perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?”( Luca12,57) invitando i discepoli a leggere i segni dei tempi?

    E che cavolo! Possibile che si debbano prendere SEMPRE per oro colato le parole di un papa per quanto encomiabile e rispettabilissimo.
    Lo stimo anch’ io, come stimavo quelli precedenti( chi più chi meno), ma per me NON È DIO.
    Riuscite a capire almeno questo?

    5 Giugno, 2012 - 17:19
  137. Federico B.

    Grazie Spunto, sono convinto anch’io che una tale esperienza, per come l’abbiamo vissuta, possa aiutarci a vivere il nostro matrimonio e il nostro essere famiglia. Mi auguro che resti un bel ricordo anche per i miei due bambini.

    Grazie anche a Clodine per la condivisione della sua storia. Per esperienza posso aggiungere che l’esempio di un genitore che sa perdonare il coniuge è fondamentale per i figli, anche per quelli che per l’esasperazione di un conflitto finiscono per desiderare la separazione stessa dei genitori: è una fatica, un sacrificio che porta sempre frutto.

    5 Giugno, 2012 - 17:30
  138. Marilisa

    Spuntocattolico, credi come ti pare.
    Liberissimi tutti di credere quel che vogliono.
    Altrettanto libera io di esprimere le mie opinioni non omologate a quelle di quasi tutti in questo blog.
    Un po’ di tolleranza, per favore!

    5 Giugno, 2012 - 17:30
  139. Federico B.

    Credevo di vivere nella Bassa Padana, mi ritrovo nel Basso Medioevo…
    Meno male che la moderna Marilisa prova ad “aggiornarmi”, altrimenti rischierei di fare la fine della Rocca Estense di Finale…
    Attenta, Marilisa, anche i capannoni più “nuovi” sono crollati. Non conta essere moderni, ma avere basi solide, in grado di reggere alla prova del terremoto.

    5 Giugno, 2012 - 17:40
  140. Gioab

    @ spuntocattolico
    Hai visto che il lupo non è così mannaro ? IO cerco di essere obiettivo però so bene che non tutto piace a tutti, e io non sono infallibile, per questo preferisco ricordare ciò che è scritto così ognuno trae le sue conclusioni.

    5 Giugno, 2012 - 17:42
  141. Marilisa

    Federico, risparmiati l’ironia. Non ti fa onore e non ti dà ragione.
    E ti fa perdere quella pàtina di cristianità che tanto ti sta a cuore.

    5 Giugno, 2012 - 17:56
  142. Federico B.

    Dov’è l’ironia?
    Basi solide, non apparenza moderna!

    5 Giugno, 2012 - 18:10
  143. Fides et ratio

    Federico,
    prendi su del bigotto, dell’uomo del medioevo e del leccapiedi, ma mi raccomando, eh?
    risparmiati l’ironia!

    Questa, Marilisa, è da Guinness!
    Dai, su!

    5 Giugno, 2012 - 18:14
  144. Marco

    Vi lascio una giornata soli e subito sviate il discorso…

    Ritorno a bomba: sta donna giovane, sui 35 anni, in carriera, lasciata dal suo uomo che fa?
    Resta sola tutta la vita?

    Dice nico che il Signore è fedele. E’ fedele a chi? A cosa?

    5 Giugno, 2012 - 19:38
  145. Marilisa

    Fides, pensi che Federico abbia bisogno dell’avvocato difensore?
    Sì, datevi man forte a suon di ringraziamenti a destra e a manca.
    Roba da ridere! E gli argomenti? Grazie a Tizio…grazie a Caio… grazie a Sempronio…
    Bello! e soprattutto molto cristiano cattolico…C’è da commuoversi.

    Federico, “apparenza moderna”? A chi? Non ci tengo proprio, credimi.
    Io non sono per le apparenze, mi interessa la sostanza. La vera sostanza del cristianesimo.
    Voi, cattolici ecclesiastici e dogmatici, siete anche pronti a travisare, quando vi fa comodo, senza un minimo tentativo di capire, senza un minimo dubbio sulle vostre certezze.
    Ma soprattutto siete INTOLLERANTI.
    Proprio quel che un cristiano non dovrebbe essere.
    Dov’è la sostanza per voi?
    Io la vedo nella professione esteriore di obbedienza alle autorità.
    W il Papa!!! Grande Benedetto XVI !!! Perché?
    Ma perché ha ripristinato la messa in latino, perché ha imposto il “per molti” nella formula della Consacrazione, perché ancora una volta ha confermato il celibato dei preti, perché ha parlato di “problema della Chiesa” a proposito dei divorziati risposati, che però–non bisogna dimenticarlo– sono accolti, amati, ma….ma…niente comunione!
    È già tanto che non siano scomunicati.
    Grande!!! Grande davvero!!
    Fate pure. Siete liberi, grazie a Dio, di sostanziare la vostra fede del culto della personalità.
    Io mi sento mille miglia lontano da voi, non vi approvo ma vi riconosco il diritto di concepire quel tipo di cristianesimo che vi piace e nel quale vi riconoscete. C’è spazio per tutti in questo mondo.
    Io seguo la Chiesa, ma soprattutto guardo a Qualcuno che è al di sopra. Per i motivi che ho già esposto con ampie spiegazioni.

    5 Giugno, 2012 - 21:15
  146. Mabuhay

    Un ricordo cordiale e sincero nella preghiera a chi sta soffrendo x il multi-terremoto.

    E poi un GRANDE grazie a chi -essendoci stato- ha condiviso i momenti dell’incontro delle famiglie con il Papa…parte dei discorsi e personale testimonianza. Grazie!

    Infine, il/la non cosi-grande Discepolo -Giugno 5, 14:46 – che scrive:
    “…Ma si sa che l’interpretazione delle parole del Vangelo non è univoca da quando i protestanti , gli storici e gli esegeti hanno “scavato” il testo sacro e l’hanno sottoposto ad analisi storico-strutturalista- MITOLOGICA”.
    Ma dove le trovi tutte queste perle? Ne hai ancora molte in serbo?… Che incredibile qualunquismo!

    6 Giugno, 2012 - 2:03
  147. Clodine

    Non è poi così peregrina la riflessione di discepolo, anzi, tutt’altro!

    6 Giugno, 2012 - 9:28
  148. @Clodine
    I miei sono divorziati non riaccompagnati… ognuno, seppur nell’umana recriminazione, non mi ha trasmesso l’odio verso l’altro ma anzi mi ha insegnato che tutti e due mi volevano bene. Ognuno mi ha fatto frequentare l’altro genitore senza problemi e questo mi ha permesso di crescere, seppur con i problemi di una famiglia divisa, in modo sano. E di ciò sarò grato in eterno!

    @Marco
    Se la donna è stata lasciata ci sarà pure un motivo, o no? La risposta sta là..
    Se non doni amore, non puoi pretendere di riceverlo.

    @Marilisa
    Puoi benissimo rimanere nelle tue convinzioni, farti anche la tua religione a tuo uso e consumo.. però perdonami se te lo dico, la religione cristiana è un’altra cosa..

    6 Giugno, 2012 - 9:32
  149. Clodine

    Caro spuntocattocattolico, ho sempre avuto in massima considerazione l’equilibrio dei figli, così come dei giovani in generale. Perché, vedi, gli adulti [termine che dovrebbe postulare, condizionale qui e d’obbligo,maturità e solidità interiore] possono sperimentale tutto: dall’abbandono al tradimento, alla definitiva rottura di un rapporto. Ma i bambini no, gli adolescenti no, non ne sono capaci, non possiedono gli strumenti per fronteggiare un tale evento distruttivo. I genitori, la famiglia, sono punti di riferimento imprescindibili e -a mio sommesso avviso- è la madre che deve farsi carico della crescita umana e spirituale dei figli. Lo sarebbe comunque a prescindere, ma ancora di più a conclusione di un rapporto coniugale. Mai accusare un padre in presenza di un figlio…errore imperdonabile, mai lasciarsi andare allo sconforto, i ragazzini hanno un fiuto eccezionale, e per questo mi confgratulo con tuoi genitori che sono riusciti a fare di te un piccolo capolavoro! Magari lo fosse per tutti. La parola d’ordine è sempre:”grano salis” quando non si possiede la fede; speranza, fiducia in Dio se si è credenti. A me la fede fu, è, e sarà,prinicipio di sapienza e di grandissimo conforto. Potrei raccontare cose stupende, e di come la divina provvidenza bussò alla mia porta…nei momenti di grande abbattimento, scoramento e anche difficoltà economiche….

    Ciao Spunto, ti abbraccio!

    6 Giugno, 2012 - 9:54
  150. Federico B.

    @Marilisa,
    tu puoi dire senza problemi che io vivo nel Medioevo e poi gli intolleranti sono gli altri? Un po’ di sincera autocritica dovrebbe farti trovare una buona dose di intolleranza anche nei tuoi commenti.
    Sia chiaro, puoi pensare e scrivere quello che ti pare, ma se sostieni che la tua visione del cattolicesimo è più giusta, coerente, evangelica… di un’altra, allora devi anche accettare le eventuali “correzioni fraterne”.
    Ti assicuro che a nessuno interessa commentare il tuo personale “marilisismo”, ma se ti sbilanci a parlare di cattolicesimo…

    Invito formalmente tutti ad evitare d’ora in poi quel genere di “smancerie” che suscitano continue irritazioni e rimostranze da parte di Marilisa. Mi sembra un gesto di carità cristiana venire incontro alle sue esigenze di freddezza burocratica e tecnocratica: dimentichiamo di essere umani, passionali e appassionati, e affidiamo le nostre parole ad un lessico asettico e serio. Divieto assoluto di ironia.

    6 Giugno, 2012 - 10:10
  151. Marilisa

    “la tua religione a tuo uso e consumo.. però perdonami se te lo dico, la religione cristiana è un’altra cosa..”

    Sbagli di grosso, Spuntocattolico.
    La mia religione “a mio uso e consumo”–come dici alquanto offensivamente– è quella di tantissimi altri, compresi vescovi e preti raziocinanti.
    Ripeto: siete rigidi e intolleranti. Il vero cristianesimo non è questo.
    Dovete imparare ancora molte cose.

    6 Giugno, 2012 - 10:11
  152. @Marilisa
    non volevo esser offensivo ma, se è un’opinione condivisa come dici tu da tantssimi altri forse ci sarà un motivo…

    Saremo pure rigidi ed intollerati come dici tu ma il cristianesimo che si fonda sulla Parola di Dio, non v’è nessuna citazione che possa suffragare le tue tesi (se ci fossero ti prego di elencarmeli)… altrimenti rimane una tua personale versione, o no?

    6 Giugno, 2012 - 11:13
  153. Marco

    “@Marco
    Se la donna è stata lasciata ci sarà pure un motivo, o no? La risposta sta là..
    Se non doni amore, non puoi pretendere di riceverlo.”

    Si, sei offensivo, spuntocattolico: verso la tua intelligenza!

    6 Giugno, 2012 - 12:04
  154. @Marco
    probabile che sia offensivo verso la mia intelligenza visto che non ho capito ciò a cui ti riferisci…

    6 Giugno, 2012 - 13:09
  155. Fides et ratio

    L’intelligenza delle persone la valuto anzitutto dalla capacità di accettare che qualcuno la pensi diversamente, dissentendo senza ricorrere ad epiteti ingiuriosi e violenti.
    Va da sé chi io consideri intelligente su questo blog e chi meno; valutazione su cui ovviamente mantengo il più totale riserbo.

    6 Giugno, 2012 - 13:54
  156. Marilisa

    Mi sono anche stancata di ribattere in continuazione alle solite “accuse” di chi vede il mio cristianesimo come una religione “fai da te”. O di chi parla di “relativismo”.
    Altre volte sono state usate queste espressioni (trite e ritrite) nei miei confronti, qui nel blog; e altre volte mi sono sforzata di spiegare.
    Ma come riuscire a farsi capire da chi parte da punti di vista diversi e sa già che non ha intenzione nemmeno di provare a capire? Da chi già ha etichettato in un certo modo una persona?
    È assolutamente inutile.
    Federico, per me chi ha una visione di religione come la tua, una religione che è prima di tutto ossequio verso l’autorità costituita (leggi “Chiesa Istituzione- Papa- alta gerarchia”), è conforme alla visione che si situava nel medioevo.
    Siete in tanti a pensarla così e ne prendo atto. Non mi piacete, ma vi rispetto e non vi ritengo “maleodoranti”.
    [A meno che non aggiungiate giudizi, critiche, travisamenti,parole ironiche che denotano risentimento. Al che aspettatevi atteggiamenti conseguenti.
    Leggete bene gli interventi altrui prima di giudicare sprezzantemente].
    Non vuole essere offesa, è una semplice constatazione.
    Questa non è, e non sarà mai, la mia concezione di cristianesimo.
    L’ho già detto: per me il Papa ( qualsiasi papa) NON È DIO e NON È GESÙ CRISTO, ed è criticabilissimo quando così sembra opportuno (leggi bene queste ultime parole, Federico).
    Non è “infallibile” manco per niente, solo perché è il vicario di Pietro, a capo della Chiesa. Troppi sbagli hanno fatto i papi nel corso della storia, troppe storture si sono viste nella Chiesa, perché possano vantare il primato della credibilità.
    Nonostante ciò, la Chiesa è necessaria ed io la seguo, purché operi cercando solo e sempre il bene del mondo, e mai di se stessa. E purché non pretenda una obbedienza cieca al suo autoritarismo.
    E lasci in materia religiosa quella libertà di coscienza che per secoli ha condannato e represso, e che poi è diventata, almeno a parole, esplicito insegnamento dei papi. Tanto che se ne parla nel Catechismo cattolico, da me più volte citato.
    Mi “sbilancio” a parlare di cattolicesimo perché ne ho piena facoltà, Federico, e perché non siete voi, rigidi tradizionalisti, ad avere la verità in tasca. Nel momento in cui lo presumete, state peccando appunto di “presunzione” o di “orgoglio”, e vi dimostrate intolleranti verso chi ritiene che la dottrina si deve inserire a pieno titolo nella vita in evoluzione.
    Gesù era uno che guardava non all’ossequio delle parole verso di Lui, ma alla concretezza dei fatti.
    L’ edificio dottrinale della Chiesa dà invece il primato alle parole rispetto ai fatti. E questo non mi piace per niente.
    Quante cose cambierebbe Gesù oggi all’interno dell’Istituzione, se venisse in carne ed ossa !
    Altro argomento: le smancerie, caro Federico, non mi piacciono in generale (e non per “freddezza” perché io non lo sono proprio per niente; lo sa bene chi mi conosce di persona), ma ancora di meno quando sono fatte chiaramente per darvi man forte fra di voi, ovvero quando indicano faziosità. Il che succede spessissimo da parte di alcuni di voi. Ed è stucchevole.
    Io ho espresso un’opinione, voi fate come vi pare.

    6 Giugno, 2012 - 14:52
  157. Fides et ratio


    Quante cose cambierebbe Gesù oggi all’interno dell’Istituzione, se venisse in carne ed ossa !

    Sono d’accordo, e magari a me e a te darebbe un bel calcio in culo!

    6 Giugno, 2012 - 15:24
  158. Federico B.

    @Marilisa,
    pretendi di sapere “quante cose cambierebbe Gesù oggi all’interno dell’Istituzione, se venisse in carne ed ossa” e poi accusi me e altri di essere presuntuosi?
    Il nocciolo della questione è sempre lo stesso: tu pensi di saperla più lunga di tutti (papi, cardinali e vescovi compresi), io no. Proprio perchè non so cosa farebbe oggi Gesù, e non mi verrebbe mai in mente di darGli suggerimenti, mi affido con fiducia ai pastori della Chiesa.
    Nel bene e nel male, oltre ogni dubbio, vale Mt 16,17-19:
    E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

    6 Giugno, 2012 - 15:26
  159. Federico B.

    Mo no, Fides, al massimo una tiratina d’orecchie!

    6 Giugno, 2012 - 15:27
  160. mattlar

    Grande Clodine!! grazie della condivisione del tuo bel percorso matrimoniale e interiore…
    E pensare che credevo…

    6 Giugno, 2012 - 15:53
  161. Marilisa

    Ti apprezzo davvero molto, Fides, per avere messo te prima di me nel ricevere il calcio in culo di Gesù. Troppo modesto, via!
    Grande intelligenza la tua!

    6 Giugno, 2012 - 16:59
  162. Marilisa

    Federico, sei completamente fuori strada.
    Io non “pretendo” proprio niente.
    Tu non pretendere di giudicare nessuno se non te stesso.
    E finiamola qui, per favore.

    6 Giugno, 2012 - 17:03
  163. Federico B.

    Marilisa,
    tutte le nostre parole sono sottoposte a giudizio:
    «L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».
    Mt 12, 35-37

    6 Giugno, 2012 - 17:17
  164. Clodine

    Sai FedericoB, sono stata in Israele più di una volta,e oltre a Cafarnao [luogo che mi commosse tantissimo]rimasi a bocca aperta quando mi trovai dinnanzi alla montagna : il Tabor. Una specie di panettone che si erge alto, solitario, dalla pianura. Sopra il luogo della Trasfigurazione c’è un tempio bellissimo. Non è necessario esserci stati, basta la testimonianza dei Vangeli per respirare a pieni polmoni l’aria di quella montagna, e si riesce a resistere ai miasmi della pianura.
    Si tratta di tener duri. Ossia: ostinarsi a contrapporre la luce alle tenebre, la grandezza alla mediocrità, la generosità alla “piccineria”, il perdono ai “colpi bassi” della vita, la sincerità all’ipocrisia, la purezza alle “manocre di corridoio”, l’interessamento all’indifferenza. Davanti alle difficoltà, e parlo anche di questo bastardo terremoto che ha colpito così duramente la vostra bella terra d’Emilia, si ha l’impressione di essere perduti, schiacciati da forze avverse. Ma non è così: passerà…tutto passa. La pazienza, l’ostinazione, la caparbietà, la fiducia in Dio, è la luce che ha sempre la meglio sull’ombra….

    6 Giugno, 2012 - 17:54
  165. Marco

    “@Marco
    probabile che sia offensivo verso la mia intelligenza visto che non ho capito ciò a cui ti riferisci…”

    Mi riferisco al livello di presunzione e/o separazione dalla realtà che dimostri in questo commento:
    http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=9059#comment-82800

    6 Giugno, 2012 - 19:27
  166. Marco

    E guardate: per me la Chiesa può dire quello che vuole, anzi, non sono certo io ad imporre o a pretendere niente.
    Il punto è un altro: è la finzione del confronto che mi fa arrabbiare perché è una presa in giro! L’apertura del Papa di cui tutti parlano, la vicinanza che secondo lor signori il Pontefice avrebbe espresso dove sta? In parole durissime dette con dolcezza?

    6 Giugno, 2012 - 19:33
  167. @Clodine
    Ah che bei ricordi: la messa a Cafarnao sopra la casa di Pietro e l’anomala collinetta del Tabor!!

    @Marco
    Riconosco la rudità con cui ho scritto, ma non la separazione dalla realtà. Infatti se vai a vedere moltissimi matrimoni finiscono non perchè uno si sveglia la mattina e decide di chiudere il rapporto ma perchè ognuno dei coniugi non alimenta il rapporto ma egoisticamente lo sfrutta solo per i propri interessi.

    7 Giugno, 2012 - 9:09
  168. Clodine

    Condivido carissimo spunto, sia i bei ricordi, che la saggia risposta a Marco…

    7 Giugno, 2012 - 9:29
  169. Federico B.

    @Marilisa,
    ho riportato alcuni brani del Vangelo, giusto per ribadire che prima di fare ipotesi su cosa Gesù potrebbe dire alla gerarchia cattolica, possiamo e dobbiamo verificare quello che HA già DETTO A CIASCUNO DI NOI.
    Chiudo qui.

    @Clodine,
    sono stato anch’io sul Tabor e pensa che in camera da letto ho un’icona della Trasfigurazione del Signore: è stato il brano del Vangelo che, inusualmente, avevamo scelto mia moglie ed io per la messa del nostro matrimonio. Credo che la Trasfigurazione possa dire molto a due sposi. Ti ringrazio per la riflessione e l’esempio che hai voluto condividere con noi.

    Il terremoto è proprio come dici tu, adesso trema anche la Romagna e letteralmente non sappiamo più da che parte voltarci. Molti terremotati avevano raggiunto la riviera romagnola in cerca di tranquillità e invece…
    Sono stato a Cento e dai miei zii a Vigarano: uno strazio. Cento è una cittadina fantasma, abbandonata: non se ne parla perchè non ci sono stati morti (uno sì in effetti, ma subito dimenticato) e monumenti e chiese non sono crollati, pur essendo pericolanti e pericolose. Si sentono dimenticati, terremotati di serie B (come i mantovani e i veneti del Polesine). La casa dei miei zii è in piedi, con qualche crepa, ma è minacciata da una palazzina vicina che rischia di crollare: loro sono ancora accampati nel garage (a proposito: tu Fides, come sei messo?) e sperano che finisca presto questo incubo. Le parrocchie stanno facendo tantissimo, in attesa che si sblocchino gli aiuti dello Stato, e la Caritas sta facendo miracoli con i pochi mezzi a disposizione. Come Napolitano, tutti dicono che gli emiliani sono gente in gamba, che ce la faranno, ma intanto sono soli. Continuiamo a pregare.

    7 Giugno, 2012 - 9:55

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