Boffo manda un pensiero a Rosy Bindi

E pensare che sono entrato in rotta di collisione anche con Rosy Bindi perchè non rappresentavo l’ala sinistra dei cattolici“: così Dino Boffo nell’intervista da lui smentita al settimanale CHI. “La questione non finisce qui e avrà pesanti conseguenze anche sul fronte politico’”, avrebbe detto ancora: “La cosa più assurda è che per 15 anni ho sempre sostenuto Berlusconi, il suo governo e molte sue linee politiche. Ho una formazione moderata, eppure in queste settimane sono diventato un’icona della sinistra”. Infine: “Vivo una vita estremamente noiosa sul versante del gossip. Quello che non perdono è che si sia fatto del male ai miei genitori che sono anziani e che hanno pieno diritto a vivere sereni”. L’ex direttore di AVVENIRE ha ammesso di aver parlato al telefono con il direttore del settimanale ma ha smentito l’intervista: “Quelle che mi si attribuiscono sono dichiarazioni semplicemente grottesche. Smentisco nel modo più categorico di aver rilasciato in questi giorni una qualsiasi intervista a CHI o a qualunque altro giornale”. Signorini, direttore di CHI, però insiste: “Confermo tutto”. La frase sul sostegno a Berlusconi non credo che Boffo l’abbia potuta pronunciare così, ma quella su Rosy Bindi e l’altra sui genitori suonano autentiche. – Nel primo commento il mio ultimo aggiornamento sul caso Boffo, pubblicato oggi da LIBERAL con il titolo “La sfida di Boffo. E quella dell’Avvenire“.

14 Comments

  1. Luigi Accattoli

    [Segue dal post] Ecco l’articolo che ho pubblicato oggi su LIBERAL, che l’ha intitolato “La sida di Boffo e quella dell’Avvenire“.

    Credo che Boffo potesse tenere la posizione ma che abbia fatto bene a tirarsene fuori. Ritengo che abbia deciso da solo e che sia stata determinante la nausea provocata dall’attacco personale sulla base di una falsa “informativa”. Penso che non vi sia una divisione nella Chiesa che l’abbia costretto alle dimissioni. Prevedo che il successore non mollerà sul fenomeno Berlusconi ma sarà più deciso di lui.
    Conosco Dino Boffo da un quarto di secolo. Mi invitò a Treviso quand’era vice-direttore del settimanale “La Vita del Popolo” a discutere del Concordato nel momento finale della revisione del 1984. Fu ospite magnifico e da allora siamo buoni amici, pur con i contrasti di veduta che si possono immaginare – in tanti anni – tra chi fa il vaticanista del “Corriere della Sera” e chi dirige il quotidiano cattolico.
    Sul “decreto penale” del 2004 che costituisce l’antefatto dell’attacco di Feltri non ho sue confidenze. L’ha indicata come “una vicenda di fastidi telefonici” di cui egli stesso era stato “la prima vittima”. Riprendendo sull’Avvenire del 30 settembre un testo del giornalista Pino Nicotri ha avvalorato la versione che attribuisce le “molestie” che provocarono quella sanzione a “qualcuno” che “aveva usato il mio telefono approfittando delle mie assenze”.
    Finchè era direttore di Avvenire avevo sollecitato – su Liberal e dal mio blog – un suo completo chiarimento e non so perché non l’abbia fatto. Ma ho trovato importante, per la credibilità della sua posizione, l’annuncio della querela contro il Giornale che si articola – mi hanno detto persone a lui vicinissime – sulle “dieci falsità” di cui ha accusato Feltri dall’Avvenire del 3 settembre, cioè del giorno in cui poi – a sorpresa – si è dimesso.
    Si tratta di puntuali contestazioni del testo anonimo brandito dal Giornale come “informativa giudiziaria” e che Boffo reputa un “falso”. Da esse si desumono tre affermazioni che aiutano a intendere i fatti. La prima conferma quanto già riferito da Nicotri: che il “telefono cellulare” delle “molestie” sia stato “utilizzato da una terza persona che si trovava nelle condizioni lavorative per farlo”. La seconda ci dice che i querelanti “ben conoscevano Boffo e la voce di Boffo” e che – una volta appurato che le telefonate partivano da un cellulare “in uso al suo ufficio” – hanno “rimesso la querela”. Informato di quella remissione – questa è la terza affermazione rilevante – Boffo ritenne di poter accettare la sanzione penale per chiudere la vicenda.
    Io mi auguro che Boffo vada fino in fondo con la querela e che smentisca chi ha ipotizzato – per esempio Vittorio Messori sul Corriere della Sera – che egli fino a oggi non l’abbia presentata e forse mai la presenterà. La querela dell’attaccante Feltri è essenziale come intento di chiarificazione.
    Per spiegare i fatti molti hanno insistito sulla diversità di atteggiamento tra il presidente della Cei e la Segreteria di Stato vaticana, mettendo tra parentesi il fatto che l’attuale presidente dei vescovi cardinale Bagnasco è stato indicato al Papa dell’attuale segretario di Stato vaticano cardinale Bertone. Si è ragionato anche sulla diversa conduzione di Avvenire e dell’Osservatore romano in merito al Governo italiano e al fenomeno Berlusconi, ma io vedo un errore ottico in tale insistenza: il quotidiano vaticano guarda all’Italia – come ha detto più volte il direttore Gian Maria Vian – “con il doveroso distacco con cui guarda a ogni altro Paese del mondo” ma ciò non vale per Avvenire.
    Che il successore di Boffo – chiunque sia – possa avere nei confronti del fenomeno Berlusconi e del Governo italiano un atteggiamento più amichevole suona come la barzelletta di fine estate. Su questa materia Boffo era portatore di un singolare equilibrio. Chiarito con violenta evidenza che gli attacchi più devastanti vengono dal fronte mediatico berlusconiano, il futuro direttore – come già sta facendo il direttore pro tempore Marco Pasquinio – non potrà che raddoppiare le dosi.

    8 Settembre, 2009 - 23:04
  2. Leonardo

    Resta, anzi si rafforza, un dubbio: il Boffo che parla a lungo al telefono con Alfonso Signorini (!) e poi si stupisce che esca una sua intervista su “Chi” e smentisce di averla mai data, che è poi lo stesso Boffo che non dà importanza al fatto che un altro abbia usato a sua insaputa il suo telefonino per scopi illeciti e non si accorge della gravità di accettare una condanna penale per molestie, ci è o ci fa?
    Recidivo in una ingenuità macroscopica, o obliquo?

    9 Settembre, 2009 - 9:24
  3. leonardo, sono preoccupato… tendiamo ultimamente a “sentire” le stesse cose.

    io continuo a sottolineare, come confermato anche da un po’ di chiacchiere con amici, che qui si vogliono attaccare e silenziare “i cristiani”. Come e più di certe sconclusionate offensive laiciste o come si chiamano…

    E questo a prescindere dalla verità su e di Boffo, a prescindere se Bertone è amico di Bagnasco o no, a prescindere pure dal fatto che guarda caso succede quando l’uomo che amava reggere “gli equilibri” (?) con questa gente, è più o meno ormai fuori scena.

    Portare (o riportare) i cristiani e il cristianesimo su un piano di “strategie” e di “compromesso politico”, di “real politik” (che si presuppongono tragicamente come segni di maturità, di capacità di “stare al mondo” senza idealismi), piano da cui per un momento anche i meno “battaglieri” si erano allontanati, fa comodo a tantissimi.

    9 Settembre, 2009 - 9:46
  4. Marco Tarquinio, non Pasquino… anche se di pasquinate ce ne sarebbe bisogno…. ;-)))

    9 Settembre, 2009 - 10:13
  5. Nino

    Da quarche giorno c’è complotto
    Na maretta che t’encanta
    Nasce tutta pe sto Boffo.

    So bastati du articoletti scritti a mano
    Nimmanco tosti
    Pe fa incazza er caimano

    Furmini e saette
    Dolori de panza
    C’hanno mannato a puttana financo la perdonanza

    Pe risorve la questione
    Lui che fa? Da la dimissione

    E pure er biondo Tevere
    che s’è rotto er cazzo
    de sto via vai pe l’intrallazzo
    tra Chigi e er colonnato
    finarmente ripia fiato.

    9 Settembre, 2009 - 10:41
  6. oddio, mo’ tocca a Leonardo… e mi mancano altri noti sonettisti che abbandonarono questi lidi.

    9 Settembre, 2009 - 10:50
  7. Massimo

    Caro moralista, almeno noi evitiamo le espressioni proprie di in un certo vittimismo cattolico, anche se va così di moda di questi tempi.
    Quello che si vuol fare è “silenziare” chiunque esprima critica, NON i cattolici (e men che meno i cristiani). Non possiamo accorgerci di quello che succede in termini di manipolazione dell’informazione solo quando succede a qualcuno di “noi”. Un atteggiamento simile, che peraltro credo non ti appartenga, mi sembra rivelare la presunzione di un qualche diritto di immunità nei rapporti con il governo e certi media.

    9 Settembre, 2009 - 11:06
  8. mattlar

    Mamma mia. Che tristezza!! Non c’è limite al peggio in questa vicenda. E tutto con l’intenzione di infangare tutti. Che pena.
    Quello che segue è quanto scritto dall’Avvenire. A me basta. Non mi va di ragionare sul fatto: questo potrebbe averlo detto; questo no. Se Boffo afferma di non aver mai detto certe cose, mi basta così. E se anche le avesse dette in confidenza al telefono, mi basterebbe per non prenderle in considerazione.

    “Sul “caso” dell’ex direttore di Avvenire Dino Boffo, dopo quelle de il Giornale, ora arrivano anche le invenzioni del settimanale Chi, che nel pomeriggio ha rilasciato alle agenzie di stampa ampi stralci di una presunta intervista rilasciata da Boffo al direttore della rivista, Alfonso Signorini, e in realtà mai avvenuta.

    “Venerdì 4 settembre – ha chiarito lo stesso Boffo – dietro sua insistenza, ho accettato di parlare al telefono con il direttore Signorini dal quale nei giorni precedenti era venuta una singolare dichiarazione di solidarietà e per questo mi disse che era stato richiamato dal suo editore”.

    “Immediatamente – ha proseguito l’ex direttore di Avvenire – precisai che se mai avessi deciso di parlare con qualche giornale non avrei certo potuto farlo con una testata riconducibile al gruppo che mi aveva massacrato. Egli insisteva per avere elementi onde fare un servizio di ‘riparazione’ e io gli dissi che poteva rivolgersi a chiunque del suo mondo mi conoscesse o del mio mondo che lui conosce”.

    9 Settembre, 2009 - 11:08
  9. Che confusione!

    9 Settembre, 2009 - 22:00
  10. roberto 55

    Grazie, Luigi, per averci offerto il testo del tuo articolo pubblicato su “LIBERAL”: vi rinvengo le risposte alle domande che, in questi ultimi “post”, ti avevo rivolto.
    ……………………….. tranne una, Luigi: non hai, comunque, percepito un atteggiamento contraddittorio, o, quantomeno, non perfettamente lineare, nella vicenda, anche all’interno (e da parte) della stessa Santa Sede ?
    Sulla “querelle”, infine, tra Dino Boffo ed il settimanale berlusconiano “Chi” (scampolo conclusivo – almeno spero – dell’intera vicenda) mi si vorrà perdonare se, amici del “pianerottolo”, confesso che la trovo un pò squallida e che, comunque, non me ne può fregare di meno.
    Piuttosto, Luigi: conosci (immagino bene di sì) Marco Tarquinio ? Ce lo vuoi (metaforicamente) presentare ? Ti senti di formulare qualche ipotesi sul suo stile ed indirizzo di direzione dell'”Avvenire” ?

    Buona notte a tutti !

    Roberto 55

    9 Settembre, 2009 - 23:09
  11. Luigi Accattoli

    Roberto55 tu fai molte domande e io sono in trasferta! Non conosco Tarquinio da vicino e credo che seguirà, per il poco che resterà alla guida del quotidiano, la linea Boffo – della quale era corresponsabile e proprio per l’aspetto politico – per filo e per segno.
    Non vedo una grande oscurità sull’atteggiamento della Santa Sede. Tutto si riduce a un’intervista di Vian al Corsera che poteva essere interpretata diversamente e che comunque non è una riprova di niente: il vertice vaticano non si esprime con le interviste di Vian. Immagino che alla conclusione della vicenda – cioè quando avremo il nome del nuovo direttore – queste nebbie sulla diversità di linea cadranno.
    Un saluto da Sassuolo dove sono per una conferenza e dove ho appena visitato il Palazzo Ducale: una meraviglia di cui nulla sapevo.

    10 Settembre, 2009 - 19:07
  12. roberto 55

    Accidenti, Luigi, mi devi perdonare se t’ho messo fretta: non sapevo fossi “on the road”.
    Grazie – a maggor ragione – per tutti i chiarimenti, e grazie per la “dritta” sul Palazzo Ducale di Sassuolo !

    Buona notte !

    Roberto 55

    11 Settembre, 2009 - 0:33
  13. massimo, scusami, sono un po’ offuscato in questi giorni… e forse anche un po’ vittimista (ma non sul tema specifico) … forse quindi è colpa mia…

    ma non ho capito la tua obiezione, e sopratutto perché la rivolgi a me… ho personalizzato la questione perché io sono cristiano battezzato e cattolico e quello che è successo mi colpisce in quanto tale perché ha dei risvolti non solo sociali o politici. In questo senso, non me la rimangio proprio.

    chi nega poi che certi metodi stanno colpendo tutti? Mi pare palese.

    11 Settembre, 2009 - 10:30
  14. Massimo

    Moralista, scusami tu se ho “usato” la tua espressione per esprimere questo punto.
    La mia obiezione è semplicemente la constatazione che spesso da parte cattolica ci si accorge di quello che sta succedendo solo quando si è colpiti direttamente, e a quel punto il riflesso condizionato è quello di pensare alla persecuzione laicista (lo ha fatto persino Boffo nella sua lettera di dimissioni). La mia era dunque solo una puntualizzazione: non credo che il Giornale ce l’abbia coi cattolici in quanto tali, ma con chiunque esprima critiche al manovratore. Vedi il trattamento che stanno riservando al “traditore” Fini.
    È chiaro che da quella parte i cattolici vanno bene finché garantiscono appoggio, si accontentano di un po’ di soldi e privilegi, e non rompono troppo le scatole con questioni di morale, accoglienza del prossimo, e altri fastidi cattocomunisti.

    11 Settembre, 2009 - 11:42

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