C’è disagio tra vescovi e Papa: tento un ragguaglio

13 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Nel “Regno” ritornante. Nei tre anni e mezzo dell’avventura bergogliana ho dedicato a Francesco e alla sua accoglienza una ventina di puntate della rubrica mensile che tengo sul Regno. Chi ne fosse curioso, può dargli un’occhiata in questa pagina del sito della ritornante rivista bolognese:

    http://www.dehoniane.it/control/ilregno/iononmivergogno

    Ho detto il Regno “ritornante” perchè era stato chiuso l’anno scorso dall’editrice dehoniana che lo pubblicava da sessant’anni ed è tornato quest’anno per iniziativa della redazione, della quale faccio parte. Collaboro al Regno da 43 anni. E’ pagina delle mie pagine e lingua della mia lingua.

    25 Luglio, 2016 - 22:49
  2. Federico Benedetti

    Il conflitto é salute? Anche qui, in questo blog?

    26 Luglio, 2016 - 6:04
  3. Federico Benedetti

    Nel merito, bisogna dire che alcuni di questi sommessi timori (Luigi non riporta, forse volutamente e misericordiosamente le critiche più forti) sono ben motivati. C’è confusione, manca un riferimento certo, ma non è questo il compito principale di un pastore?
    Luigi giustamente parla di un conflitto, ma come si può affrontare una discussione quando manca un riferimento certo è condiviso?
    Temo che gli storici, tra qualche decennio, daranno a questo pontificato un giudizio meno clemente di quello che oggi possiamo esprimere.

    26 Luglio, 2016 - 6:25
  4. Lorenzo Cuffini

    Il Papa fa il suo lavoro, i Vescovi fanno il loro.
    I laici dovrebbero a loro volta fare il loro, ma preferiscono di gran lunga giocare a fare il papa o i vescovi: vero motivo di gran parte dei malanni della Chiesa.
    Mi permetto di fare osservare a Fede che un conto è il dibattito, e anche il conflitto, nel corso di una discussione NECESSARIA tra chi ha responsabilità nel governo delle cose della Chiesa. Una cosa è il ” dibattito” , e il “conflitto” tra chi questa responsabilità NON HA e quindi farebbe sommamente meglio, a mio parere, a lasciar lavorare i primi, in piena e totale fiducia, in attesa che si manifestino le diverse eventuali posizioni e si raggiunga , se del caso, una eventuale sintesi….Che il papa assuma decisioni è indispensabile, che i vescovi facciano sentire a loro voce in merito con lui, pure, che lo facciano i laici mooooooolto spesso si configura come un metter becco in questioni che non sono, né possono essere, di loro competenza.
    Parere personale.
    Detto questo, se leggo alcune questioni di disagio riportate da Luigi, sarò ipercritico, ma ce ne sono che fanno letteralmente cadere le braccia.I vescovi hanno autorità piena nella guida pastorale della diocesi loro affidata e , sono certo, hanno tutti i mezzi per tradurre operativamente le indicazioni pastorali che vengono da Roma. Se non concordano con esse, hanno i mezzi, il ruolo e la potestà per agire di conseguenza. Mica sono scolaretti che attendono dalla signora maestra protezione e ombrello assicurati. Che, con tutto quello che ci sommerge e ci sovrasta, ci siano dei vescovi che sono turbati all’idea di essere “bastonati” dal papa, o non sappiano gestire questioni ” procedurali ” di padrini e madrine, lo trovo un filo sconcertante.
    A tutti i venerabili pastori diocesani “disagiati” consiglierei in via terapeutica una total immersion nelle parole di due colleghi vegliardi e carichi di esperienza: Capovilla ( ahimé defunto, ma di cui possono assumere a piccole dosi quotidiane ministero natural durante pillole della omelia della Messa di ringraziamento per il cadinalato) e Bettazzi,ultranonagenario ragazzino felicemente vivente e in grado di incontrare e dire due significative paroline ai confratelli wertheriani….
    🙂

    26 Luglio, 2016 - 10:37
  5. Lorenzo Cuffini

    …senza contare che Bergoglio non è spuntato sotto un cavolo e non è stato “imposto” al Conclave da una congiura internazionale di oscuri poteri forti espressione di ogni genere di deviazioni e storture. Almeno questo, i venerabili vescovi, diagiati o meno, dovrebbero tenerlo ben presente.
    Se quindi la Chiesa, nella sua piena libertà e autonomia, ha scelto e eletto come suo papa Bergoglio, di cui si sapeva perfettamente chi fosse, come e cosa avrebbe portato e fatto alla guida ( visto che sono se stesse identiche cose che dice e fa da una vita intera) , significa che HA VOLUTO ELEGGERLO PROPRIO PERCHE’ FACESSE E DICESSE LE COSE CHE FA E DICE. Come sempre accade con i papi.Quindi il problema non è limitato a un rapporto personale con questo ” papa marziano” , come sembra leggendo alcune dichiarazioni nell’articolo di Luigi, ma investe il RAPPORTO STESSO CON LA LINEA E LA VOLONTA’ ESPRESSA DALLA CHIESA. Il che, detto senza nessuna vis polemica, rischia di mettere nella scomoda posizione di ” marziani” piuttosto gli imbronciati vescovi, uno per uno presi….
    Se poi, e anche qui un vescovo di qualunque orientamento, pacificazione o disagio dovrebbe concordare, ci si ricorda che l’elezione di un papa non è esattamente la scelta di un amministratore di condominio, e ci piazza pesantemente lo zampino ( uno zampone bello grosso,sempre) lo Spirito, bè, una qualche maggiore fiducia e disponibilità a confrontarsi con questi terrificanti(?!) cambiamenti (?!!), io sinceramente me la aspetterei….

    26 Luglio, 2016 - 10:55
  6. maria cristina venturi

    Siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi i nodi vengono al pettine : benissimo son riusciti a far eleggere un loro uomo , che doveva fare le famose “riforme” in senso super liberalista e protestantizzare la Chiesa cattolica.. Ma guarda un po’ non tutti i vescovi e gran parte dei laici ci stanno a farsi “protestantizzare” zitti zitti e buoni buoni.
    Dei vescovi che non vogliono piegarsi alla deriva protestante e diciamolo pure all’APOSTASIA cosa ne faranno? certo molti sono anziani e possono pensionarli. altri come Pell possono silurarli e lo stanno facendo, Burke è già stato defenestrato. Ma non possono comandare in maniera SOVIETICA a tutti i vescovi e a tutti i laici di non dissentire!

    26 Luglio, 2016 - 15:22
  7. Lorenzo Cuffini

    Che nodi vengono al pettine?
    Chi ” sono riusciti a fare eleggere un loro uomo? ”
    Le plutocrazie, la massoneria, la lobby gay, la federcasalinghe, gli ultras della curvanord, chi, di grazia?
    Chi doveva protestantizzare la Chiesa cattolica?
    Dove sarebbe la deriva protestante, anzi ” protestantica” come qui è stato indicato?
    Diciamolo pure a lettere maiuscole APOSTASIA che riempie la bocca e la pancia
    di niente , se detto fuori luogo, come in questo caso, e da un minimo di sazietà alla frustrazione crescente. Ma allora diciamo: chi la pratica e la diffonde? Con quali atti? Quando? Come?
    Chi comanderebbe in maniera sovietica a tutti di non dissentire?

    Perchè dice bene Maria Cristina: il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
    E se snon si snocciolano nomi, date, circostanze, fatti oggettivi e incontrovertibili, le altisonanti accuse lasciano il malcapitato che le fa con un pugno di mosche in mano.
    Un pugno di mosche che si chiama: disinformazione, calunnia e falsità.

    26 Luglio, 2016 - 15:34
  8. Federico Benedetti

    A me sembra che il caos e il relativismo siano peggio di una chiara protestantizzazione della. Chiesa (purché appunto chiara e alla luce del sole).

    26 Luglio, 2016 - 15:39
  9. Lorenzo Cuffini

    Francamente a me sembra che non ci sia nulla di piu’ caotico, relativista e protestantico di andare in giro ogni santo giorno col sigillino di liquame e versarlo con tigna e voluttà sulla testa del papa di turno e della Chiesa….
    🙂

    26 Luglio, 2016 - 15:52
  10. LuigiMortari FIdes

    Che nodi vengono al pettine?

    Il disagio è lì a mostrare che qualche nodo ci deve pur essere.
    E che in qualche modo è opportuno che venga sciolto.

    “Protestantizzazione” e fatti oggettivi.

    Il fatto oggettivo @Lorenzo è che ad esempio nella mia piccola parrocchia non sento una predica sui sacramenti da tempo immemore; manco in occasione di Battesimi, Cresime e Prime comunioni.
    Magari da te sarà completamente diverso e si parlerà di transustanziazione ogni seconda domenica.
    Giusto? Sbagliato? Non so, non spetta certamente a me dirlo e mi astengo da qualsiasi giudizio; ma per me è inequivocabilmente un dato di fatto “oggettivo”.

    27 Luglio, 2016 - 14:04
  11. Lorenzo Cuffini

    Non la sento nemmeno io.
    Il mio parroco , però, è lì da Paolo VI, e non ne ha mai fatta una sotto i diversi papi: se si puo’ definire “un nodo”, non è certo un nodo imputabile a questa supposta ” nuova stagione” del disagio davanti ai cambiamenti.
    ( Bisogna ammettere però, che c’è una offerta tale in diocesi- e come qui, penso ovunque- di possibilità di approfondimenti su ogni argomento, e di ogni impostazione & coloritura , che veramente è impossibile che uno che sia veramente interessato possa sentirsi abbandonato a se stesso.)
    Come tutti quelli che hanno passato i 50, conosco ormai un buon numero di preti. Bene, ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti, dai cd ” preti da strada” a quelli che sono border line con i lefevriani. Ma il fatto è che così come li ho conosciuti sono restati, passando i vari GPII, Benedetto e FRancesco.
    Per non parlare di noi laici, sempre piantati su noi stessi come paracarri.
    Non ho mai capito gli entusiasmi e le avversioni per i papi.
    Tanto meno provo comprensione e simpatia per i supposti “disagi”.
    I papi sono i papi. Il papa è il papa. Puo’ piacermi o meno, essere piu’ vicino alla mia sensibilità o meno.
    Capirai che gran problema.
    Ho l’impressione che ci stia pensando la cronaca, avamposto della Storia, a svegliarci tutti quanti da un bel po’ di ubbie.

    27 Luglio, 2016 - 20:16
  12. roberto 55

    Grazie, innanzitutto, a Luigi per averci fornito la lettura del tuo articolo (al solito, molto chiaro).
    Nel merito, credo sia inevitabile, in ogni ambito, e, dunque, anche nella Chiesa Cattolica, incontrare resistenze a fronte di azioni radicalmente riformatrici, quale quelle che il nostro Papa sta conducendo: ma Papa Francesco non me ne pare per nulla preoccupato, e credo faccia benissimo ad andare avanti, perché sa – ed è questo il punto – che il popolo della Chiesa di Roma è con lui.

    Un caro saluto a tutti.

    Roberto Caligaris

    29 Luglio, 2016 - 9:10

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