Rolando Rivi ucciso a 14 anni da partigiani comunisti perché vestiva da prete

Rolando Rivi, seminarista di 14 anni, viene ucciso da un gruppo di partigiani nella zona appenninica di Monchio (Modena) il 13 aprile 1945 perché vestito da prete. Gli uccisori – appartenenti a un battaglione della brigata “Dolo” – saranno condannati, dopo la liberazione, e la sentenza sarà confermata in Appello e in Cassazione. Rolando è stato riconosciuto “martire” in quanto “ucciso in odio alla fede” dalla Congregazione per le Cause dei Santi nel marzo del 2013 e proclamato beato il 5 ottobre 2013 a Modena.

Rolando nasce il 7 gennaio 1931 in una famiglia contadina della frazione di San Valentino, nel Comune di Castellarano (Reggio Emilia). Il padre si chiama Roberto Rivi e la madre Albertina Canovi. Ragazzo intelligente e vivace, matura presto l’idea di farsi prete e a 11 anni, nel 1942, mentre l’Italia è in guerra, entra nel seminario di Marola, che si trova nel comune di Carpineti (Reggio Emilia).

Nell’estate del 1944 il seminario di Marola viene occupato dai tedeschi. Rolando, tornato a casa, continua gli studi sotto la guida del parroco, vestendo sempre l’abito talare. Nel clima di odio allora montante contro i sacerdoti sarà proprio quella veste a portarlo alla morte. Finisce nel mirino di un gruppo di partigiani comunisti, qualcuno butta là dei sospetti e il 10 aprile 1945 viene sequestrato con l’accusa di essere una spia dei tedeschi, portato prigioniero a Piane di Monchio, nel Comune di Palagano sull’Appennino modenese, rinchiuso in un casolare per tre giorni, brutalmente picchiato e torturato.

Vogliono che confessi l’attività spionistica, non la confessa perché inesistente e viene decisa l’uccisione. Il venerdì 13 aprile 1945, alle tre del pomeriggio, spogliato a forza della veste talare, viene trascinato in un bosco di Piane di Monchio e ucciso con due colpi di pistola. Quando Rolando capisce che quegli uomini armati non avranno pietà di lui, chiede solo il tempo necessario per una preghiera per il suo papà e per la sua mamma. Questo particolare fu narrato dai partigiani della “Dolo” contrari all’esecuzione.

Nel 1951 la Corte di Assise di Lucca condanna i responsabili dell’uccisione: Giuseppe Corghi, che ha sparato; e  Delciso Rioli, comandante della brigata, a 23 anni di reclusione. La condanna viene confermata nel 1952 dalla Corte di Assise di Appello di Firenze e diventa definitiva in Cassazione.

Il 7 gennaio 2006, su iniziativa del “Comitato amici di Rolando Rivi”, nella chiesa di S. Agostino, a Modena, si apre il processo diocesano per la beatificazione e dichiarazione del martirio. Il processo diocesano viene chiuso dall’arcivescovo abate di Modena Nonantola Benito Cocchi il 24 giugno 2006, con l’affermazione che il martirio del giovane seminarista “ci pare avvenuto realmente in odium fidei”.

Il 27 marzo 2013 Papa Francesco autorizza la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il martirio del servo di Dio Rolando Rivi, che viene rubricato con queste parole: “Alunno del seminario; nato a San Valentino di Castellarano (Italia) il 7 gennaio 1931 e ucciso in odio alla fede a Piane di Monchio (Italia) il 13 aprile 1945”.

Al rito della beatificazione, che si è tenuto a Modena il 5 ottobre 2013, era presente il presidente dell’associazione partigiani di Reggio, Giacomo Notari, che ha approfitatto dell’occasione per riconoscere l’errore dell’uccisione di Rolando: «Ho partecipato alla cerimonia di beatificazione per esprimere una forte condanna nei confronti dell’assassinio di Rolando Rivi e ho voluto essere nel luogo della celebrazione per rendere omaggio alla sua figura».

Di Rolando parla Ermanno Gorrieri nel volume La Repubblica di Montefiorino, Bologna 1966, p.644. Emilio Bonicelli, Rolando Rivi seminarista martire, Shalom, 2010, pp.192 (l’autore è il segretario del Comitato “Amici di Rolando Rivi”). Il sito www.portaleirc.it fornisce informazioni su Rolando e su come procurarsi gratuitamente il DVD che ne racconta la storia intitolato “Io sono di Gesù – Rolando Rivi, memoria di un’appartenenza”. Parte delle notizie che ho qui riferito le ho avute da Fabiana Guerra (fabilg@alice.it) promotrice insieme a Mirca Immovilli del citato DVD. Qui un servizio radiofonico in occasione del riconoscimento del martirio.

[Aprile 2013 con aggiornamento al novembre 2013]

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