Combattere l’Isis è come combattere il nazismo anni 30

“Combattere l’Isis si deve, si può, ma è difficile. Il vero combattimento che si deve sviluppare, che dovremmo aiutare a sviluppare, deve avvenire all’interno dell’Islam e lì è davvero arduo affrontarlo, come fu difficile combattere il nazismo all’interno della Germania e dell’Europa negli anni 30. Non lo facemmo tanto bene, non è vero?”: così parlava ieri nella mia parrocchia, alla Madonna dei Monti, il gesuita francese Laurent Basanese, direttore del Centro Studi Interreligiosi della Gregoriana. Nei commenti altre affermazioni dello studioso e qualche link per conoscere la sua posizione.

9 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Come per l’ebraismo. E’ ragionevole aspettarsi un’evoluzione della fede islamica che superi il legame con la violenza? E’ una domanda che abbiamo fatto ieri al padre Basanese e questa è stata la risposta: “Il superamento è difficile ma è possibile. L’ebraismo ha superato quel legame, che pure era presente nei suoi testi sacri, e dunque anche l’Islam potrà superarlo. Dobbiamo aiutarlo a realizzare quel superamento”.

    1 Marzo, 2016 - 16:52
  2. Luigi Accattoli

    Arriveremo alla Mecca. Domanda: che risponde all’arabo che vende borse sul Ponte Sant’Angelo e dice ai passanti “un giorno noi musulmani prenderemo la Cupola di San Pietro”? Basanese: “Devi rispondere, non puoi ammutolire di fronte a quell’affermazione che non ha alcun fondamento, la puoi e la devi controbattere. Puoi dirgli che un giorno noi arriveremo alla Mecca. Devi essere capace di affermare il tuo messaggio, la tua speranza. Devi chiedergli: se i detti del Profeta li intendi così, che farai? Lapiderai le adultere? Taglierai le gole? Gli dirò: io non l’accetto, io ho un altro maestro, un altro insegnamento e ho fiducia che l’umanità di oggi non accoglierà un nuovo nazismo. Mi darò da fare perché non l’accetti”.

    1 Marzo, 2016 - 16:53
  3. Luigi Accattoli

    Versetti violenti. Sull’umanità di oggi indisponibile ad accettare una fede nazista in altra occasione il padre Basanese aveva parlato così: “Purtroppo nella tradizione coranica i versetti violenti sono stati più sviluppati di quelli di pace. E oggi il pensiero salafita, che è alla base del fondamentalismo islamico e della violenza, pretende di presentate l’islam puro. Ma l’umanità oggi rifiuta una religione che invita a pregare e poi a uccidere. Tutto ciò va condannato e chi non lo condanna favorisce, seppur solo passivamente, il terrorismo. Non viviamo più nel medioevo e l’umanità aspetta atti e riforme dal mondo musulmano”.

    http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/08/terrorismo_lislam_condanna_lis,_ma_non_bastano_le_parole/1106144

    1 Marzo, 2016 - 16:53
  4. Luigi Accattoli

    Correnti salafite. Qui alcuni rinvii a uno studio del padre Basanese intitolato “Le correnti salafite dell’Islàm”:

    http://www.gliscritti.it/blog/entry/3069

    1 Marzo, 2016 - 16:56
  5. Luigi Accattoli

    Condivido tutto. Dimenticavo di dire che condivido quello che ho ascoltato ieri dal padre Basanese e quello che ho letto oggi per preparare questo post. La sua lettura della vicenda dell’Isis mi è parsa la migliore tra quante ne abbia udite. Ringrazio il parroco per averlo invitato.

    1 Marzo, 2016 - 20:17
  6. maria cristina venturi

    “L’occidente torni a Cristo se vuole sconfiggere l’orrore del califfato”
    di padre Pietro Gheddo

    http://www.asianews.it/notizie-it/L'Occidente-torni-a-Cristo-se-vuole-sconfiggere-il-terrore-del-Califfato-31993.html

    “Se l’Occidente vuol dialogare e affrontare la sfida dell’islam, deve ritornare a Cristo. La civiltà che abbiamo fondato noi cristiani oggi non accontenta nessuno, nemmeno i nostri popoli che l’hanno iniziata. È una civiltà senz’anima, senza speranza, senza bambini e senza gioia, di cui sono segno i troppi fallimenti di una società senza Dio. Non si è ancora capito che i Dieci Comandamenti e il Vangelo sono gli orientamenti che Dio ha dato, a noi uomini da lui creati, per vivere una vita che porti alla serenità, alla fraternità e solidarietà, all’autentico sviluppo, alla giustizia e alla pace (vedi la sintesi nella “Populorum Progressio”). Se l’Occidente non ricupera le sue “radici cristiane” e non le mette a fondamento della sua vita e della sua cultura, rimane solo la guerra e l’autodistruzione dei nostri popoli”.

    2 Marzo, 2016 - 10:43
  7. Lorenzo Cuffini

    Trovo fondamentali le affermazioni di padre Basanese.

    Quanto alla dichiarazione di padre Gheddo, con tutta la simpatia, il rispetto e l’affetto, capisco cosa vuole intendere quando parla d”Una civiltà senz’anima ecc ecc.”. Tuttavia io non credo per nulla che questa nostra civiltà possa essere liquidata come senz’anima .Personalmente questa stessa civiltà esecrata , dai presunti troppi fallimenti e dal presunto essere senza Dio (perché, Dio sarebbe piu’ presente in una società poniamo caso teocratica?!) io non la cambierei manco lontanamente con nessuna delle altre esistenti o esistite…né mi verrebbe manco in mente di abbandonarla preferendole altri contesti culturali e sociali.
    Ovvio : ha problemi e incongruenze grossi come case, li conosciamo tutti. Ma siamo appunto qui per tirarci su le maniche e lavorarci sopra.
    A questo ci manda Gesù Cristo.
    Le radici cristiane, che cmq SONO a fondamento della sua vita e della sua cultura- anche se non lo si vuole ammettere esplicitamente- richiedono innanzitutto che io, e tutti gli altri che lo vogliano, diano la loro vita tutta intera per vivere come GC ci ha chiamato e mandato a fare.
    Consumandosi, se si è cattolici,” per vivere una vita che porti alla serenità, alla fraternità e solidarietà, all’autentico sviluppo, alla giustizia e alla pace “. Prima di tutto senza abbandonarsi a facili pessimismi piagnoni di nessun genere.
    🙂

    2 Marzo, 2016 - 17:18

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