Come fu che un giorno la stella dei Magi si fermò sulla Cappella degli Scrovegni
La stella dei Magi che si ferma “sopra il luogo dove si trovava il Bambino”, secondo la rappresentazione che ne diede Giotto nel 1303-1305 nella Cappella degli Scrovegni, a Padova: con il suo dorato splendore introduco la registrazione audio dell’ultima serata di Pizza e Vangelo nella quale leggemmo – appunto – dal Vangelo di Matteo, l’episodio dei Magi. Qui sotto il link alla registrazione e nel primo commento un paio di ragguagli sulla giottesca stella cometa, madre di tutte le stelle di Natale, da allora a oggi
3 Comments
Luigi Accattoli
La stella dei Magi da Giotto a Keplero. Keplero non aveva esitazioni: la stella dei Magi era una supernova, cioè una stella debole e lontana nella quale avviene un’esplosione colossale per cui essa si rende visibile nel cielo con un particolare fulgore. Altri, invece, pensano che la stella in questione sia stata la cometa di Halley la cui presenza nei cieli sembra documentata fin dal 240 a.C. in testi cinesi e giapponesi. Ma il calcolo astronomico dei passaggi della cometa sull’orizzonte della Palestina in quegli anni ci offre la data del 26 agosto del 12 a.C., cioè almeno sei anni prima della nascita di Gesù che, come è noto, è collocata attorno al 6 a.C. Ecco allora altri studiosi orientarsi sulla congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta – sempre secondo i calcoli astronomici per tre volte nell’anno 7 a.C., in data molto vicina alla probabile cronologia della nascita di Cristo. [Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture. Anno A, Piemme 1999, p. 50] La cometa di Halley è anche quella che compare nell’Adorazione dei magi dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Il pittore l’osservò al suo passaggio nel 1301 e la raffigurò con notevole realismo. Da qui la scelta dell’Agenzia Spaziale Europea di battezzare in suo onore la missione che nel 1986 avrebbe permesso di osservare da vicino la cometa, attraversandone la coda formata dai gas e dal pulviscolo sotto l’azione del Sole. Una missione kamikaze: alla velocità di 68 chilometri al secondo, infatti, la polvere ha danneggiato irrimediabilmente la telecamera e i sensori della navicella. [https://www.famigliacristiana.it/articolo/halley.aspx]
19 Ottobre, 2025 - 10:00
fiorenza
“dorato splendore”, e calde voci che lo raccontano.
20 Ottobre, 2025 - 0:39
fiorenza
“Siamo tutti, a Natale, un po’ re Magi”
(Josif Brodskij)
La stella dei Magi da Giotto a Keplero. Keplero non aveva esitazioni: la stella dei Magi era una supernova, cioè una stella debole e lontana nella quale avviene un’esplosione colossale per cui essa si rende visibile nel cielo con un particolare fulgore. Altri, invece, pensano che la stella in questione sia stata la cometa di Halley la cui presenza nei cieli sembra documentata fin dal 240 a.C. in testi cinesi e giapponesi. Ma il calcolo astronomico dei passaggi della cometa sull’orizzonte della Palestina in quegli anni ci offre la data del 26 agosto del 12 a.C., cioè almeno sei anni prima della nascita di Gesù che, come è noto, è collocata attorno al 6 a.C. Ecco allora altri studiosi orientarsi sulla congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta – sempre secondo i calcoli astronomici per tre volte nell’anno 7 a.C., in data molto vicina alla probabile cronologia della nascita di Cristo. [Gianfranco Ravasi, Secondo le Scritture. Anno A, Piemme 1999, p. 50]
La cometa di Halley è anche quella che compare nell’Adorazione dei magi dipinta da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Il pittore l’osservò al suo passaggio nel 1301 e la raffigurò con notevole realismo. Da qui la scelta dell’Agenzia Spaziale Europea di battezzare in suo onore la missione che nel 1986 avrebbe permesso di osservare da vicino la cometa, attraversandone la coda formata dai gas e dal pulviscolo sotto l’azione del Sole. Una missione kamikaze: alla velocità di 68 chilometri al secondo, infatti, la polvere ha danneggiato irrimediabilmente la telecamera e i sensori della navicella. [https://www.famigliacristiana.it/articolo/halley.aspx]
“dorato splendore”, e calde voci che lo raccontano.
“Siamo tutti, a Natale, un po’ re Magi”
(Josif Brodskij)