Con i Magi che al vedere la stella provano una gioia grandissima
I Magi di Sant’Apollinare Nuovo – Ravenna – 561-568: per introdurre la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo che faremo stasera, 13 ottobre, leggendo dal Vangelo di Matteo il favoloso racconto dei Magi venuti dall’Oriente. Nei commenti l’intera scheda e l’invito dei passanti e dei naviganti a collegarsi
12 Comments
Luigi Accattoli
Il fatto storico ovvero la parabola dei Magi venuti dall’Oriente – Cari e misteriosi i Magi che a detta di Matteo vedono spuntare la stella del Re dei Giudei e vengono da Oriente a Gerusalemme per adorarlo: gli studiosi baruffano tra loro dividendosi sportivamente tra chi reputa la loro venuta una leggenda, ovvero un midrash, una parabola costruita dallo scriba Matteo (l’unico che ne parla in tutto il Nuovo Testamento); e chi invece la difende come un fatto storico teologicamente interpretato dall’evangelista.
Altrettanto sportivamente – cioè senza caricare la disputa di significati eccessivi – noi rifletteremo sulla straordinaria fortuna apocrifa, iconografica e presepiale dei Magi, indagando sia le ragioni di chi li reputa leggendari sia quelle di chi li prende sul serio. Ci proveremo cioè a salvare sia la commossa curiosità che sempre ci trasmette la loro presenza nel presepe, sia gli insegnamenti che gli studiosi con vasta concordanza attribuiscono alla narrazione di Matteo. C’è infatti accordo sul fatto che i Magi costituirebbero un’avanguardia o una primizia dei pagani che riconosceranno il Cristo. Questo significato l’accettano sia quelli che intendono l’episodio come referenza fattuale, sia gli altri che lo leggono come una parabola.
Ma ci sono anche esegeti che si pongono a metà tra le due schiere: per esempio il gesuita Leopold Sabourin che ipotizza “una tradizione popolare che avrebbe associato la nascita di Gesù con un misterioso fenomeno luminoso e che Matteo le abbia dato una forma precisa, in armonia con la sua particolare teologia” (Il Vangelo di Matteo, 1978, volume I, p. 228).
Nella parte finale della scheda daremo la parola a Ratzinger – Benedetto come difensore della storicità dei Magi, a Mauro Pesce come sostenitore del loro carattere leggendario, a Daniel J. Harrington sul sommario delle ragioni degli uni e degli altri.
13 Ottobre, 2025 - 17:12
Luigi Accattoli
Matteo 2, 1-12. Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”. 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”. 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
13 Ottobre, 2025 - 17:13
Luigi Accattoli
Siamo forse nel 6 avanti Cristo. v. 1: al tempo del re Erode. Erode il Grande, che regna dal 37 al 4 avanti Cristo. Anche Luca colloca la nascita di Gesù “al tempo del re Erode” (1, 5) e queste attestazioni inducono a collocare la nascita di Gesù nel 6 o 7 avanti Cristo, correggendo la datazione di Dionigi il Piccolo, V-VI secolo, fondatore della cronologia dell’Era cristiana, che conta gli anni a partire dalla nascita di Cristo.
v. 1b: alcuni Magi vennero da oriente. Negli apocrifi diventeranno tre, saranno re, verranno detti i loro nomi e la diversa età: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre. “Il termine greco magoi ha una gamma molto ampia di significati: sacerdoti persiani, detentori di poteri soprannaturali, propagatori di una nuova religione, astrologi e, persino, ciarlatani” (Bruno Maggioni).
v. 2: Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? L’appellativo di re dei Giudei riferito a Gesù compare qui e nei racconti della Passione, finendo con il costituire il “titolo” della condanna affisso alla croce: “Costui è Gesù, il re dei Giudei” (Matteo 27, 37).
v. 2b: Abbiamo visto spuntare la sua stella. Dicono gli esegeti che questa stella non va cercata in cielo o tra le comete o nelle congiunzioni astrali, ma nella Bibbia e precisamente nel Libro dei Numeri: “Una stella spunta da Giacobbe, e uno scettro sorge da Israele” (24, 17).
v. 3: il re Erode restò turbato. Il re dei Giudei era lui e che ne fosse arrivato un altro, per lui non era certo una buona notizia.
v. 3b: e con lui tutta Gerusalemme. Suona come una presa di distanza dello scriba Matteo dalla tradizione giudaica dalla quale proviene: quella tradizione resta cieca all’arrivo del messia.
v. 5: A Betlemme di Giudea. Nel Vangelo di Giovanni l’opinione di chi non riconosce come messia il galileo Gesù è così formulata: “Non dice la Scrittura che dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?” (8, 42).
v. 5b: per mezzo del profeta. La citazione mixa Michea 5, 1 con 2 Samuele 5, 2.
v. 10: Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. La stessa parola che qui dice la gioia grande dei Magi (in greco xaràn megàlen) tornerà nell’episodio delle donne al sepolcro che udito l’annuncio della risurrezione corrono a informarne i discepoli “con timore e gioia grande”. E’ la gioia del kerigma evangelico.
v. 11: oro, incenso e mirra. Dai tre doni è venuta l’idea che i Magi fossero tre. L’oro dice regalità, l’incenso sacerdozio, la mirra unzione per la sepoltura (in Giovanni 19, 39 Nicodemo per l’unzione di Gesù procura “30 chili di una mistura di mirra e aloè”).
13 Ottobre, 2025 - 17:14
Luigi Accattoli
Ratzinger-Benedetto: un evento reale interpretato teologicamente. Come dobbiamo intendere la venuta dei Magi e la fuga in Egitto? Si tratta di una storia avvenuta, o è una meditazione teologica espressa in forma di storie? Al riguardo, Jean Daniélou, a ragione, osserva: «A differenza del racconto dell’Annunciazione [a Maria], l’adorazione da parte dei Magi non tocca alcun aspetto essenziale per la fede. Potrebbe essere una creazione di Matteo, ispirata da un’idea teologica; in quel caso niente crollerebbe» (“Les Évangiles de l’Enfance”, p. 105). Daniélou stesso, però, giunge alla convinzione che si tratti di avvenimenti storici il cui significato è stato teologicamente interpretato dalla comunità giudeo-cristiana e da Matteo. Per dirla in modo semplice: questa è anche la mia convinzione.
Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, Rizzoli 2012, p. 136s
13 Ottobre, 2025 - 17:15
Luigi Accattoli
Mauro Pesce: si tratta di un’evidente leggenda. Matteo è l’unico fra i quattro evangelisti canonici a parlare dei magi. Anche il Protovangelo di Giacomo lo segue però in questa narrazione, e anche un altro apocrifo, il Vangelo dello Pseudo-Matteo. Si tratta di un’evidente leggenda, non di un fatto storico. È tuttavia importante il motivo per cui Matteo inserisce questo racconto […]. Matteo dice chiaramente che il Gesù neonato è “il re dei Giudei” ed è il “messia”. E non è solo Erode a essere preoccupato dalla nascita del re dei Giudei, ma «tutta Gerusalemme» […]. Matteo ha anche un altro intento citando l’episodio dei magi: vuole mostrare che la rivelazione riguardante Gesù come re dei Giudei e messia è stata affidata a sacerdoti e sapienti non ebrei. In tal modo giustifica il fatto che quel messaggio, che Gesù aveva indirizzato solo agli ebrei, dopo la sua morte può essere diffuso a tutte le genti.
Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori 2006, p. 106s
13 Ottobre, 2025 - 17:15
Luigi Accattoli
Daniel J. Harrington: i pro e i contro della storicità. A favore della storicità dell’episodio dei Magi e di quello della fuga in Egitto si può far notare che questi racconti sono compatibili con ciò che si sa da altre fonti: il carattere di Erode il Grande, l’interesse degli Ebrei per l’astrologia, l’Egitto come luogo di rifugio per gli Ebrei. Inoltre, le citazioni scritturistiche che fanno da conclusione ad alcuni momenti degli episodi evocati non calzano perfettamente: se qualcuno voleva costruire degli episodi su alcune citazioni bibliche avrebbe avuto la possibilità di far meglio. Contro la storicità di questi episodi resta il fatto che non hanno un parallelo nel racconto dell’infanzia offerto da Luca e non hanno alcun riscontro nel Nuovo Testamento. Inoltre, questi spettacolari avvenimenti – la stella che guida i Magi sul luogo dove è nato il Messia dei Giudei, la strage di molti bambini innocenti a Betlemme e nei dintorni – non sono confermati da fonti extrabibliche.
Daniel J. Harrington, Il Vangelo di Matteo, Elledici 2005, p. 42
13 Ottobre, 2025 - 17:15
Luigi Accattoli
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
13 Ottobre, 2025 - 17:17
Luigi Accattoli
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 13 ottobre. L’appuntamento precedente fu lunedì 29 settembre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post dell’8 ottobre:
“Cari e misteriosi i Magi”, e caro e grande Matteo che ci rivela cose che altri non sanno.
16 Ottobre, 2025 - 12:56
fiorenza
Invece queste cose le sanno, senza alcuna esitazione, i poeti. Per esempio T. S. Eliot: Il Viaggio dei Magi, che comincia così:
Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell’inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze ……
.
16 Ottobre, 2025 - 13:16
fiorenza
Ma tanti, tanti poeti… “La stella di Natale”, lunghissima, di Boris Pasternak è forse la mia preferita, A pari merito con il “Sonetto d’Epifania” di Giorgio Caproni, che finisce così:
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.
16 Ottobre, 2025 - 13:27
fiorenza
Lasciando queste mie divagazioni, devo dire che questa “scheda di presentazione della lectio” del 13 ottobre è straordinaria. Come sempre, certo, ma qui mi pare che ci sia qualche cosa in più, che non saprei spiegare. Non saprei neppure dire che cosa sia. Ma è bello leggerla. Sarà ancora più bello ascoltare la registrazione. Grazie Luigi. E grazie anche per quella immagine piena di luce, “I Magi di Sant’Apollinare Nuovo _ Ravenna”.
Il fatto storico ovvero la parabola dei Magi venuti dall’Oriente – Cari e misteriosi i Magi che a detta di Matteo vedono spuntare la stella del Re dei Giudei e vengono da Oriente a Gerusalemme per adorarlo: gli studiosi baruffano tra loro dividendosi sportivamente tra chi reputa la loro venuta una leggenda, ovvero un midrash, una parabola costruita dallo scriba Matteo (l’unico che ne parla in tutto il Nuovo Testamento); e chi invece la difende come un fatto storico teologicamente interpretato dall’evangelista.
Altrettanto sportivamente – cioè senza caricare la disputa di significati eccessivi – noi rifletteremo sulla straordinaria fortuna apocrifa, iconografica e presepiale dei Magi, indagando sia le ragioni di chi li reputa leggendari sia quelle di chi li prende sul serio. Ci proveremo cioè a salvare sia la commossa curiosità che sempre ci trasmette la loro presenza nel presepe, sia gli insegnamenti che gli studiosi con vasta concordanza attribuiscono alla narrazione di Matteo. C’è infatti accordo sul fatto che i Magi costituirebbero un’avanguardia o una primizia dei pagani che riconosceranno il Cristo. Questo significato l’accettano sia quelli che intendono l’episodio come referenza fattuale, sia gli altri che lo leggono come una parabola.
Ma ci sono anche esegeti che si pongono a metà tra le due schiere: per esempio il gesuita Leopold Sabourin che ipotizza “una tradizione popolare che avrebbe associato la nascita di Gesù con un misterioso fenomeno luminoso e che Matteo le abbia dato una forma precisa, in armonia con la sua particolare teologia” (Il Vangelo di Matteo, 1978, volume I, p. 228).
Nella parte finale della scheda daremo la parola a Ratzinger – Benedetto come difensore della storicità dei Magi, a Mauro Pesce come sostenitore del loro carattere leggendario, a Daniel J. Harrington sul sommario delle ragioni degli uni e degli altri.
Matteo 2, 1-12. Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”. 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”. 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Siamo forse nel 6 avanti Cristo. v. 1: al tempo del re Erode. Erode il Grande, che regna dal 37 al 4 avanti Cristo. Anche Luca colloca la nascita di Gesù “al tempo del re Erode” (1, 5) e queste attestazioni inducono a collocare la nascita di Gesù nel 6 o 7 avanti Cristo, correggendo la datazione di Dionigi il Piccolo, V-VI secolo, fondatore della cronologia dell’Era cristiana, che conta gli anni a partire dalla nascita di Cristo.
v. 1b: alcuni Magi vennero da oriente. Negli apocrifi diventeranno tre, saranno re, verranno detti i loro nomi e la diversa età: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre. “Il termine greco magoi ha una gamma molto ampia di significati: sacerdoti persiani, detentori di poteri soprannaturali, propagatori di una nuova religione, astrologi e, persino, ciarlatani” (Bruno Maggioni).
v. 2: Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? L’appellativo di re dei Giudei riferito a Gesù compare qui e nei racconti della Passione, finendo con il costituire il “titolo” della condanna affisso alla croce: “Costui è Gesù, il re dei Giudei” (Matteo 27, 37).
v. 2b: Abbiamo visto spuntare la sua stella. Dicono gli esegeti che questa stella non va cercata in cielo o tra le comete o nelle congiunzioni astrali, ma nella Bibbia e precisamente nel Libro dei Numeri: “Una stella spunta da Giacobbe, e uno scettro sorge da Israele” (24, 17).
v. 3: il re Erode restò turbato. Il re dei Giudei era lui e che ne fosse arrivato un altro, per lui non era certo una buona notizia.
v. 3b: e con lui tutta Gerusalemme. Suona come una presa di distanza dello scriba Matteo dalla tradizione giudaica dalla quale proviene: quella tradizione resta cieca all’arrivo del messia.
v. 5: A Betlemme di Giudea. Nel Vangelo di Giovanni l’opinione di chi non riconosce come messia il galileo Gesù è così formulata: “Non dice la Scrittura che dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?” (8, 42).
v. 5b: per mezzo del profeta. La citazione mixa Michea 5, 1 con 2 Samuele 5, 2.
v. 10: Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. La stessa parola che qui dice la gioia grande dei Magi (in greco xaràn megàlen) tornerà nell’episodio delle donne al sepolcro che udito l’annuncio della risurrezione corrono a informarne i discepoli “con timore e gioia grande”. E’ la gioia del kerigma evangelico.
v. 11: oro, incenso e mirra. Dai tre doni è venuta l’idea che i Magi fossero tre. L’oro dice regalità, l’incenso sacerdozio, la mirra unzione per la sepoltura (in Giovanni 19, 39 Nicodemo per l’unzione di Gesù procura “30 chili di una mistura di mirra e aloè”).
Ratzinger-Benedetto: un evento reale interpretato teologicamente. Come dobbiamo intendere la venuta dei Magi e la fuga in Egitto? Si tratta di una storia avvenuta, o è una meditazione teologica espressa in forma di storie? Al riguardo, Jean Daniélou, a ragione, osserva: «A differenza del racconto dell’Annunciazione [a Maria], l’adorazione da parte dei Magi non tocca alcun aspetto essenziale per la fede. Potrebbe essere una creazione di Matteo, ispirata da un’idea teologica; in quel caso niente crollerebbe» (“Les Évangiles de l’Enfance”, p. 105). Daniélou stesso, però, giunge alla convinzione che si tratti di avvenimenti storici il cui significato è stato teologicamente interpretato dalla comunità giudeo-cristiana e da Matteo. Per dirla in modo semplice: questa è anche la mia convinzione.
Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, Rizzoli 2012, p. 136s
Mauro Pesce: si tratta di un’evidente leggenda. Matteo è l’unico fra i quattro evangelisti canonici a parlare dei magi. Anche il Protovangelo di Giacomo lo segue però in questa narrazione, e anche un altro apocrifo, il Vangelo dello Pseudo-Matteo. Si tratta di un’evidente leggenda, non di un fatto storico. È tuttavia importante il motivo per cui Matteo inserisce questo racconto […]. Matteo dice chiaramente che il Gesù neonato è “il re dei Giudei” ed è il “messia”. E non è solo Erode a essere preoccupato dalla nascita del re dei Giudei, ma «tutta Gerusalemme» […]. Matteo ha anche un altro intento citando l’episodio dei magi: vuole mostrare che la rivelazione riguardante Gesù come re dei Giudei e messia è stata affidata a sacerdoti e sapienti non ebrei. In tal modo giustifica il fatto che quel messaggio, che Gesù aveva indirizzato solo agli ebrei, dopo la sua morte può essere diffuso a tutte le genti.
Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori 2006, p. 106s
Daniel J. Harrington: i pro e i contro della storicità. A favore della storicità dell’episodio dei Magi e di quello della fuga in Egitto si può far notare che questi racconti sono compatibili con ciò che si sa da altre fonti: il carattere di Erode il Grande, l’interesse degli Ebrei per l’astrologia, l’Egitto come luogo di rifugio per gli Ebrei. Inoltre, le citazioni scritturistiche che fanno da conclusione ad alcuni momenti degli episodi evocati non calzano perfettamente: se qualcuno voleva costruire degli episodi su alcune citazioni bibliche avrebbe avuto la possibilità di far meglio. Contro la storicità di questi episodi resta il fatto che non hanno un parallelo nel racconto dell’infanzia offerto da Luca e non hanno alcun riscontro nel Nuovo Testamento. Inoltre, questi spettacolari avvenimenti – la stella che guida i Magi sul luogo dove è nato il Messia dei Giudei, la strage di molti bambini innocenti a Betlemme e nei dintorni – non sono confermati da fonti extrabibliche.
Daniel J. Harrington, Il Vangelo di Matteo, Elledici 2005, p. 42
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 13 ottobre. L’appuntamento precedente fu lunedì 29 settembre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post dell’8 ottobre:
http://www.luigiaccattoli.it/blog/se-e-giuseppe-a-prendere-in-braccio-gesu-invece-di-maria/
“Cari e misteriosi i Magi”, e caro e grande Matteo che ci rivela cose che altri non sanno.
Invece queste cose le sanno, senza alcuna esitazione, i poeti. Per esempio T. S. Eliot: Il Viaggio dei Magi, che comincia così:
Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell’inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze ……
.
Ma tanti, tanti poeti… “La stella di Natale”, lunghissima, di Boris Pasternak è forse la mia preferita, A pari merito con il “Sonetto d’Epifania” di Giorgio Caproni, che finisce così:
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.
Lasciando queste mie divagazioni, devo dire che questa “scheda di presentazione della lectio” del 13 ottobre è straordinaria. Come sempre, certo, ma qui mi pare che ci sia qualche cosa in più, che non saprei spiegare. Non saprei neppure dire che cosa sia. Ma è bello leggerla. Sarà ancora più bello ascoltare la registrazione. Grazie Luigi. E grazie anche per quella immagine piena di luce, “I Magi di Sant’Apollinare Nuovo _ Ravenna”.