
Rembrandt, Betsabea – moglie di Uria – con la lettera di David che la convoca a palazzo, 1654 – immagine con la quale introduco la scheda di presentazione della lectio con cui domani avvieremo a Pizza e Vangelo la lettura di Matteo e il primo appuntamento è appunto con la “genealogia di Gesù il Messia, figlio di Davide, figlio di Abramo”. Nei commenti l’intera scheda. A domani! Chi voglia partecipare mi scriva e io gli manderò le indicazioni per unirsi al collegamento
Nascita e antenati di Gesù il Messia figlio di David e di Abramo – Matteo 1, 1-17 – La genealogia che apre il Vangelo giudeocristiano di Matteo attesta l’ebraicità di Gesù che fin dal titolo del brano viene detto “figlio di Davide, figlio di Abramo”. L’appartenenza di Gesù alla stirpe di Davide, dalla quale era atteso il Messia, è garantita dal fatto che a quella stirpe appartiene il suo padre legale, Giuseppe.
Guarderemo all’importanza di questa appartenenza alla stirpe davidica, formulata secondo il genere letterario delle genealogie bibliche, che non sono documenti anagrafici, ma composizioni letterarie con una finalità proclamatoria di carattere legale. Paragoneremo questa genealogia a quella del Vangelo di Luca (3, 23-38) e ci apparirà chiara la natura letteraria di ambedue: hanno in comune quattro soli nomi (Abramo, Isacco, Giacobbe, Davide), non concordano neanche sull’identità del padre di Giuseppe, che per Matteo si chiama Giacobbe mentre per Luca è un Eli.
La generazione legale nel mondo ebraico era solo patrilinea. Secondo la moderna scienza biblica, l’irrituale presenza di quattro donne – almeno tre delle quali pagane: Tamàr, Racab e Rut – nella genealogia di Matteo starebbe a segnalare casi di nascite irregolari a premessa dell’irregolare nascita di Gesù, ma segnalerebbe anche il coinvolgimento nella sua genealogia del mondo delle genti.
Matteo 1, 1-17. Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3Giuda generò Fares e Zara da Tamàr, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
12Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
17In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Quattro donne per quattro nascite irregolari. v. 1: Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Il titolo della genealogia – ma anche di tutto il Vangelo dell’infanzia che comprende i due primi capitoli di Matteo – costituisce una professione di fede messianica: Gesù è il Messia atteso da Israele secondo le promesse del Signore a David e ad Abramo.
v. 3: Giuda generò Fares e Zara da Tamàr. Tamàr è la prima delle quattro donne nominate nella Genealogia. Era forse una cananea, presa in sposa da Er, figlio di Giuda, e dunque nuora di Giuda. Essendole morto il marito e poi anche il fratello di costui che l’aveva presa in sposa secondo la legge, Giuda le negò il terzo figlio, per timore che perisse anch’egli. Tamàr allora si travestì da prostituta e attese il suocero presso un crocevia quando egli andava alla tosatura delle pecore: Giuda non la riconobbe, avendo lei il volto velato, e ne vennero i due gemelli Fares e Zara. A Tamàr che si finge prostituta è dedicato il capitolo 38 del libro della Genesi.
v. 5: Salmon generò Booz da Racab. Racab è la prostituta che nella città cananea di Gerico nasconde nella sua abitazione due spie israelite inviate da Giosuè: la vicenda delle spie e della loro salvatrice è narrata nel capitolo 2 del libro di Giosuè.
v. 5b: Booz generò Obed da Rut. Rut è la terza donna presente nella genealogia: non è una prostituta e non si finge tale, piuttosto la caratteristica che la fa somigliante alle altre tre è di essere moabita, cioè non ebrea: la sua bella storia è narrata dal libro di Rut. Obed sarà il nonno di David e dunque il re David a causa sua aveva nelle vene sangue straniero, vietato dalla legge.
v. 6: Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria. Cioè da Betsabea, moglie di Uria l’ittita. Invaghito di lei, David la fa sua e fa inviare Uria in prima fila nei combattimenti in modo che vi muoia. Il suo dramma è narrato dal Secondo libro di Samuele e dal Primo libro dei Re. Non sappiamo se Betsabea fosse ittita come il marito.
v. 16: Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Come nella genealogia di Luca, anche in questa di Matteo la lista degli avi di Gesù termina con Giuseppe: “Per la legge ebraica la paternità legale (Giuseppe è il padre adottivo di Gesù) bastava a conferire tutti i diritti ereditari: in questo caso quelli della stirpe davidica. Ciò non esclude che anche Maria sia appartenuta a questa stirpe, sebbene gli evangelisti non lo dicano” [nota della Bibbia di Gerusalemme a Matteo 1, 1].
v. 17: In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici. Questa scansione della genealogia secondo il numero 14 – che è il doppio di sette, numero dei numeri – è simbolica e rituale. Il totale è di 42 nomi, mentre Luca ha 76 nomi: altro elemento di contrasto tra le due liste.
Ma che tipacci gli antenati di Gesù. Bisogna ammetterlo, la schiatta di Gesù è spaventosa. Pochi uomini hanno avuto tanti antenati criminali e che genere di criminali! In particolare così carnalmente criminali. È questo che conferisce in parte all’incarnazione il suo valore.
Charles Péguy, Victor-Marie comte Hugo (1910)
Davvero si è fatto uno di noi. Le serie di nomi delle genealogie ci rivelano che cosa significhi che il Signore si è fatto uno di noi, in tutto uguale a noi, escluso il peccato. Entrato in tutto ciò che si chiama condizione umana, umanità, per essere nella storia degli uomini, col loro destino e la loro colpa. In nulla egli si tenne fuori. Nei lunghi anni silenziosi a Nazaret Gesù probabilmente ha talvolta riflettuto su questi nomi. Quanto in profondità deve aver sentito che cosa vuol dire: storia degli uomini! Tutto quanto v’è in essa di grande, di vigoroso, di confuso, di meschino, di oscuro e malvagio, ché lo accogliesse nel suo cuore, lo portasse davanti a Dio e ne assumesse le responsabilità.
Romano Guardini, Il Signore, Edizione Morcelliana 2008, p. 28
Quattro donne non ebree. Si è detto che tutte e quattro le donne presenti nella genealogia (Tamar, Racab, Rut, Betsabea) sarebbero state peccatrici. Così, la loro menzione implicherebbe l’indicazione che Gesù avrebbe preso su di sé i peccati e, con questi, il peccato del mondo, e che la sua missione sarebbe stata la giustificazione dei peccatori. Ma questo non può essere stato l’aspetto determinante nella scelta, soprattutto perché non è applicabile a tutte e quattro. Più importante è il fatto che tutte queste donne non erano ebree. Per il loro tramite entra quindi nella genealogia di Gesù il mondo delle genti – si rende visibile la sua missione verso ebrei e pagani.
Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, Rizzoli 2012, p. 15
Il passaggio chiave è quando arriva Giuseppe lo sposo di Maria. Il v. 16 introduce un’evidente rottura nella genealogia e lo schema rigido (il tale generò il tale), che Matteo ha finora scrupolosamente osservato, qui viene spezzato: la generazione è sottratta a Giuseppe, e il verbo non è più all’attivo (generò) ma al passivo (fu generato). Chi è il generatore? La risposta ci verrà data più avanti, nel racconto della nascita (1,18-25). Per ora ci basti vedere come la linea del sangue venga ridimensionata; è accompagnata dalla linea dell’elezione, e questa è ciò che conta. Gesù non è solo (e tanto) figlio di Davide, ma viene da Dio. La linea orizzontale, pur affermando la profonda solidarietà del Cristo con gli uomini, non è in grado di spiegarne l’origine e la fisionomia: occorre la linea verticale. Possiamo dunque concludere che Matteo ha inteso comunicarci, sia pure in modo ancora germinale, il mistero di Gesù, quel mistero che contiene la sorpresa e per molti lo scandalo. Gesù è inserito nella storia ebraica, ma la supera. È solidale con l’umanità, ma la sua origine viene dall’alto. Compie le attese, ma il suo modo di compierle è sorprendente.
Bruno Maggioni, Il racconto di Matteo, Cittadella Editrice 2009, p. 31
Una pizza che dura da 22 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 22 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e con questa puntata iniziamo la lettura del Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 23 giugno. L’appuntamento precedente fu lunedì 9 giugno e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 13 giugno:
http://www.luigiaccattoli.it/blog/la-nostra-gioia-del-vangelo-evangelii-gaudium-per-un-lustro-ha-avuto-il-nome-di-marco/