Fino a quando il Signore non mi abbia visitato

Qui Gioacchino è raggiunto in sonno da un angelo che gli dice “il Signore ha esaudito la tua preghiera”. Drammatica è la figura di Gioacchino che si mette in Dio e ne attende la parola. A immagine dell’umanità che è nella notte e attende la luce. Siamo qui visitati da incubi, non sapendo di noi e di angeli venienti. Vieni e non tardare. – Giotto – Cappella degli Scrovegni – quinto riquadro dal Protoevangelo di Giacomo [vedi post di ieri].

11 Comments

  1. Francesco73

    “Si mette in Dio” è un omaggio a Mimmo Del Rio, vero Gigi?

    21 Dicembre, 2012 - 9:14
  2. Mi affascinano i grandi artisti.
    Mi piacerebbe fare un sacco di domande a Giotto:
    per esempio, perchè ha messo un piccolo bue (o quello che mi sembra tale) a guardare in basso nel crepaccio?
    e quando ha disegnato la montagna, la sua forma, con l’alberello abbarbicato, che simbolismo evocava? E’ accomunabile alla misteriosa nuvola-montagna che si delinea sopra il terzo dei Tre dell’icona di Rublev?

    http://iconecristiane.it/files/2010/05/trinity-rublev-1410.jpg

    Non ho il tempo di fare ricerche, se qualcuno ha risposte o ipotesi (Clo, che ci racconti?) mi farà un bel regalo di Natale!

    21 Dicembre, 2012 - 10:10
  3. mattlar

    che belle domande, sono curioso anch’io

    21 Dicembre, 2012 - 10:57
  4. Luigi Accattoli

    Gioacchino dormiente dice per immagine quello che in un giorno importante il carissimo collega Domenico Del Rio ebbe a dirmi dell’attitudine di Giovanni Paolo II di “mettersi in Dio”. Quando inginocchiato metteva le mani davanti agli occhi e faceva blocco con la sua invocazione. Come Gioacchino con la sua attesa.

    21 Dicembre, 2012 - 15:42
  5. Luigi Accattoli

    Nico si tratta di una capra e non di una piccola mucca. La riconosci dal pelo, dalle orecchie, dalla barbetta, dalle corna esili, dai fianchi rientranti e dalla breve coda. Un’altra capra è sdraiata in basso, al di qua del burrone, tra una pecora e un’ariete. Pecore e capre e cani erano anche nell’altro riquadro gioachimita da me postato il 19 dicembre. L’intento di Giotto non è più a dominante simbolica come nei bizantini – e dunque in Rublev. Per lui una capra è una capra: animale avventuroso che volentieri bruca nei burroni. Tanta è la vocazione al reale di Giotto, che i pastori e il gregge assistono – per nostro conto – alla visione dell’angelo da Gioacchino ricevuta in sogno. Ce lo dicono gli occhi del pastore di sinistra e quelli dell’ariete che è nel burrone, mentre quelli del cane ne avvertono la luce sulle rocce.

    21 Dicembre, 2012 - 16:10
  6. Grazie, Luigi!

    21 Dicembre, 2012 - 17:18
  7. mattlar

    E l’albero?

    22 Dicembre, 2012 - 0:35
  8. Luigi Accattoli

    Essendo Giotto di Vicchio nel Mugello, i suoi alberi e le sue rocce vengono dall’Appennino più che dalla tradizione bizantina. Ma di essi mantengono la tendenza a spuntare dalla roccia, come già si vedeva dalla prima delle tre immagini che ho inserito nel blog.

    22 Dicembre, 2012 - 12:42
  9. Luigi Accattoli

    La sequenza uomo addormentato e penitente – capanna che da se stesso si è costruita nella solitudine – alberello al di sopra di essa esercita un vivo richiamo simbolico al Libro di Giona, capo quarto:

    5Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. 6Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male.

    22 Dicembre, 2012 - 13:11

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