Francesco bacia i piedi ai leader in conflitto del Sud Sudan

Gesto straordinario del Papa oggi a Santa Marta: al termine dell’appello alla pace rivolto ai leaders del Sud Sudan in lotta tra loro, si è inginocchiato davanti al presidente e ai vicepresidenti designati che dovranno avviare a maggio un nuovo governo, scongiurandoli di mettere fine alle ostilità che durano da sei anni e che hanno provocato – pare – 400 mila morti: «Vi chiedo come fratello: rimanete nella pace». Nei commenti un sommario della giornata, il comunicato della Sala Stampa vaticana, brani del discorso papale.

22 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Il Papa in ginocchio, che bacia i piedi dei leaders del Sud Sudan perchè «il fuoco della guerra si spenga una volta per sempre» nel loro paese. E’ avvenuto a Santa Marta nel pomeriggio, a conclusione del ritiro spirituale in Vaticano delle autorità religiose e politiche sud sudanesi che era stato proposto dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. A loro il Pontefice ha parlato a lungo, scongiurandoli di “rimanere nella pace” che hanno siglato il settembre scorso e alla fine del discorso si è inginocchiato sul pavimento davanti a loro – presidente Salva Kiir, vicepresidenti designati Rebecca Nyandeng De Mabior, vedova del leader sud sudanese John Garang, e Riek Machar, leader dell’opposizione – e ha baciato loro i piedi.

    11 Aprile, 2019 - 23:19
  2. Luigi Accattoli

    Cronaca dell’evento fornita dalla Sala Stampa vaticana. Alle ore 17 di questo pomeriggio, presso la Domus Sanctae Marthae in Vaticano, ha avuto luogo il momento conclusivo del Ritiro Spirituale con la partecipazione delle Autorità Civili ed Ecclesiastiche del Sud Sudan, che ha avuto inizio ieri, organizzato di comune accordo tra la Segreteria di Stato e l’Ufficio dell’Arcivescovo di Canterbury Sua Grazia Justin Welby.
    Dopo il discorso, il Santo Padre ha baciato i piedi al Presidente e ai Vice Presidenti designati del Sud Sudan, un segno straordinario per invocare l’impegno dei leader sud sudanesi per la pace.
    Successivamente, è stata consegnata ai partecipanti una Bibbia firmata dal Santo Padre Francesco, da Sua Grazia Justin Welby e dal Rev.do John Chalmers, già Moderatore della Chiesa Presbiteriana di Scozia, con il messaggio: “Ricerca ciò che unisce. Supera ciò che divide”. Quindi ai Leader del Sud Sudan, che hanno preso il comune impegno per la pace, è stata impartita la benedizione.

    http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/04/11/0306/00625.html

    11 Aprile, 2019 - 23:20
  3. Luigi Accattoli

    Saluto iniziale e conclusione del discorso del Papa. Rivolgo il mio saluto cordiale a ciascuno di voi qui presenti, al Signor Presidente della Repubblica, alla Signora e ai Signori Vicepresidenti della futura Presidenza della Repubblica, che ai sensi del Revitalised Agreement on the Resolution of Conflict in South Sudan assumeranno alti incarichi di responsabilità nazionali il 12 maggio prossimo. Saluto fraternamente i membri del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan, i quali spiritualmente accompagnano il cammino del gregge affidato loro nelle rispettive comunità. Vi ringrazio per la buona volontà e il cuore aperto con cui avete accolto il mio invito a partecipare a questo ritiro in Vaticano. Un saluto del tutto particolare vorrei indirizzare all’Arcivescovo di Canterbury, Sua Grazia Justin Welby, ideatore di questa iniziativa – è un fratello che va sempre avanti nella riconciliazione –, come pure al già Moderatore della Chiesa Presbiteriana di Scozia, Rev. John Chalmers. Insieme a voi rendo lode a Dio, con cuore riconoscente ed esultante, perché ci ha reso possibile vivere insieme questi due giorni di grazia alla sua santa presenza per invocare e ricevere la sua pace […]. Infine, confermo il mio desiderio e la mia speranza di potermi recare prossimamente, con la grazia di Dio, nella vostra amata Nazione, insieme ai miei cari fratelli qui presenti, l’Arcivescovo di Canterbury e già Moderatore della Chiesa Presbiteriana.

    11 Aprile, 2019 - 23:20
  4. Luigi Accattoli

    Preghiera finale pronunciata dal Papa. Infine, vorrei concludere questa meditazione con una preghiera, rispondendo all’invito dell’apostolo San Paolo: «Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio» (1 Tm 2,1-2).
    Padre santo, Dio di infinita bontà, Tu ci chiami a rinnovarci nel tuo Spirito e manifesti la tua onnipotenza soprattutto nella grazia del perdono. Riconosciamo il tuo amore di Padre quando pieghi la durezza dell’uomo e in un mondo lacerato da lotte e discordie lo rendi disponibile alla riconciliazione. Molte volte gli uomini hanno infranto la tua alleanza e Tu, invece di abbandonarli, hai stretto con loro un vincolo nuovo per mezzo di Gesù, tuo Figlio e nostro redentore: un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzarlo.
    Ti preghiamo di agire, con la forza dello Spirito, nell’intimo dei cuori, perché i nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano e i popoli si incontrino nella concordia. Per tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingua le contese, l’amore vinca l’odio e la vendetta sia disarmata dal perdono, perché affidandoci unicamente alla tua misericordia ritroviamo la via del ritorno a Te, e aprendoci all’azione dello Spirito Santo viviamo in Cristo la vita nuova, nella lode perenne del tuo nome e nel servizio dei fratelli. Amen (cfr Prefazi delle Preghiere Eucaristiche per la Riconciliazione I e II).
    Cari fratelli e sorelle, la pace sia con noi e con noi rimanga sempre!
    E a voi tre, che avete firmato l’Accordo di pace, chiedo, come fratello: rimanete nella pace. Ve lo chiedo con il cuore. Andiamo avanti. Ci saranno tanti problemi, ma non spaventatevi, andate avanti, risolvete i problemi. Voi avete avviato un processo: che finisca bene. Ci saranno lotte fra voi due, sì. Anche queste avvengano dentro l’ufficio, ma davanti al popolo, con le mani unite. Così, da semplici cittadini diventerete Padri della Nazione. Permettetemi di chiederlo con il cuore, con i miei sentimenti più profondi.

    11 Aprile, 2019 - 23:21
  5. Luigi Accattoli

    Mia nota minimalista. Forse le relazioni ecumeniche con la Comunione anglicana e con la Chiesa presbiteriana di Scozia non vanno così male come sembrava d’aver capito negli ultimi anni. Il camminare insieme aiuta a superare gli inciampi. Già il 5 ottobre 2016 Francesco e il primate anglicano Welby avevano benedetto insieme – in Roma, a San Gregorio al Celio – 17 coppie di vescovi anglicani e cattolici di tutto il mondo per esortarli a collaborare tra loro “mandandoli avanti a due a due come il Signore inviò i settantadue discepoli”. Mi auguro che insieme – Francesco e Welby – possano domani visitare il Sud Sudan.
    Il Papa che s’inginocchia davanti a dei leaders politici è senza precedenti. C’era l’analogo gesto compiuto da Paolo VI nel dicembre del 1975 nella Cappella Sistina davanti al Metropolita Melitone, rappresentante del Patriarca di Costantinopoli. Ma Melitone era un vescovo e quello era un gesto di riparazione ecumenica, questo invece è un bacio per disarmare i cuori.

    11 Aprile, 2019 - 23:36
  6. Amigoni p. Luigi

    Rif. 23.20 – Bellissimo gesto quaresimale.

    Bellissimo gesto, bellissima preghiera.

    11 Aprile, 2019 - 23:37
  7. Leonardo Lugaresi

    E qual è, caro Luigi, il significato di questo «gesto straordinario»? L’interrogativa è reale, non retorica, beninteso.

    (E inoltre, per la precisione ed eventualmente per il significato simbolico: si è inginocchiato come scrivi nel testo o ha baciato i piedi, come scrivi nel titolo?)

    12 Aprile, 2019 - 12:54
  8. Onore a papa Francesco, ma onore anche a Benedetto XVI, che ci ha richiamati alla centralità della fede in Dio e nella Eucarestia.

    12 Aprile, 2019 - 13:10
  9. picchio

    Bel gesto davvero , molto commovente
    Cristina vicquery

    12 Aprile, 2019 - 17:12
  10. picchio

    riguardo al documento di cui parla Antonella
    E’ superficiale additare il ’68 come il principale responsabile della diffusione di comportamenti pedofili fra il clero, quando è invece pacificamente acquisito che purtroppo simili fenomeni esistono da molto tempo prima : sia gli abusi venuti alla luce nel 2002, sia quelli segnalati dal Pennysivania report risalgono a moto tempo prima del 1968.
    In secondo luogo, sono rimasta stupita dal tentativo di Ratzinger di vedere nell’evoluzione (per lui dissoluzione) della teologia morale una fra le cause per cui la Chiesa si è mostrata incapace di reagire prontamente alle denunce di pedofilia al suo interno.
    Non mi capacito che possa ritenere in buona fede che ciò dipenda da un annacquamento della chiara distinzione fra bene e male e non, invece, dal desiderio di coprire, evitare scandali, mantenere il quieto vivere e salvare l’Istituzione. Uno che coprì gli scandali pedofili fu GpII e non si può dire che non avesse il senso della centralità della fede.
    Lega mondo secolarizzato e pedofilia, quando sono avvenuti molti più abusi negli USA rispetto a quelli accaduti nella molto secolarizzata Europa.
    Infine, la falsa umiltà dell’incipit (della serie “sono un povero vecchio che sente il dovere di intervenire per porre rimedio a una situazione disastrosa”) restituisce in filigrana un ritratto umano impietoso: si ha la sensazione nettissima di trovarsi di fronte allo scritto di una persona totalmente avulsa dalla realtà e dai suoi problemi, che cova grandi risentimenti e sente di aver preso una piccola rivincita su un mondo che ormai lo ha accantonato come anticaglia.
    Diciamo che l’emerito dovrebbe meditare su quanto prescrive il direttorio dei vescovi 2004 : “Il Vescovo emerito avrà cura di non interferire in nulla nella guida della diocesi ed eviterà ogni atteggiamento e rapporto che potrebbe dare anche solo l’impressione di costituire quasi un’autorità parallela a quella del Vescovo reggente”
    Eviterebbe brutte figure

    cristina vicquery

    12 Aprile, 2019 - 17:25
  11. Ma potrebbe darsi che le cose stessero in un modo diverso. Qui si parla non di cattive condotte – che ci sono sempre state – ma di relativismo morale. In quando a scrivere quella lunga “memoria” Benedetto XVI potrebbe essere stato spinto dalla sua coscienza, che lo spingeva a dare un aiuto alla Chiesa. Secondo alcuni sacerdoti sarebbe stato spinto dal desiderio di venire in aiuto al suo stesso successore, Francesco. In ogni caso non è sbagliato richiamare alla necessità delle fede in Dio e nell’Eucarestia.

    12 Aprile, 2019 - 19:11
  12. picchio

    E’ stato papa sino a sei anni fa, a parte spedire Maciel in convento, non ha fatto molto altro, per esempio non ha fatto nulla per quanto riguarda la questione delle suore abusate soprattutto in africa sino ad essere talvolta costrette ad abortire da preti, cose note sin dal 2005 ( si tenne pure un summit in Vaticano su questo problema) , e ora si mette a dare consigli….
    cristina vicquery

    12 Aprile, 2019 - 19:41
  13. Beppe Zezza

    Pensare che la corruzione morale del clero sia limitata ai comportamenti pedofili nei cnfronti dei minori è una chiara sottovalutazione del problema.
    Gli abusi da parte di vescovi nei confronti di seminaristi – non perseguiti – ma a quanto pare piuttosto diffusi, la esistenza di circoli omosessuali all’interno dei seminari ( di persone ora diventate preti e forse anche vescovi ) sono veri o sono inventati anche loro?
    Joseph Ratzinger ha una personalità così elevata che con lui la tecnica usata per delegittimare Vigano’ al fine di non prendere in considerazione le sue denuncie ( frustrazione) non ha alcuna possibilità di riuscire.

    12 Aprile, 2019 - 21:40
  14. Andrea Salvi

    Torno alla domanda del Sig. Lugaresi.
    Come puo’ una persona baciare i piedi di una altra che gli e’ di fronte senza inginochiarvisi davanti? 2 volte Accattoli dice che il papa si inginocchia e bacia.
    Quanto poi al significato, a me piace pensare che sia una sorta di rito abbreviato della lavanda dei piedi, dettato dalle circostanze.
    Poi ciascuno la pensi e interpreti come gli detta il cuore

    12 Aprile, 2019 - 23:13
  15. picchio

    sono veri e sono vecchi come il cucco Beppe, altro che 68 e rivoluzione sessuale: succedeva già nel seminario dove mio padre arrivò fino al diaconato , anni 40-47.Un prete formatore del seminario si tr…….ava i seminaristi che ci stavano e nessuno, vescovo o rettore trovava nulla da ridire, bastava fossero consenzienti.
    cristiva vicquery

    13 Aprile, 2019 - 1:07
  16. picchio

    COmunque gli abusi sono una cosa , i rapporti eterosessuali e omosessuali di preti con donne e uomini adulti consenzienti e non obbligati da posizione giuridica inferiore ( tipo prete formatore e seminarista o prete e suora ) sono un’altra cosa.
    Cristina Vicquery

    13 Aprile, 2019 - 1:16
  17. picchio

    un’ultima cosa : ho notato che del memoriale di Ratzinger se ne parla dIffusamente, sui giornali e socials, solo in due Paesi , l’Italia e gli USA, probabilmente per la presenza in tutti i due Stati di un’acerrima coorte di vaticanisti e giornalisti per cui era meglio il Bavarese del Gaucho. Negli altri Stati sui socials ho visto pochi accenni. Nella mia parrocchia come credo in quasi tutte se ne è parlato quanto si è parlato della foto del buco nero, cioè per nulla.
    cristina vicquery

    13 Aprile, 2019 - 1:43
  18. Beppe Zezza

    Sono assolutamento d’accordo con Picchio che abuso su minori impuberi e comportamenti omosessuali su seminaristi siano cose diverse e di gravità diversa, ma se mi è lecita l’analogia se ci sono delle stragi non è che gli assasinii possano essere trascurati ( o legittimati ) .
    E vero che abusi omosessuali ci sono sempre stati nei seminari come nei collegi. Il peccato non è una invenzione del ’68. È del diffondersi non dell’esistere che si parla.

    13 Aprile, 2019 - 8:11
  19. Beppe Zezza

    Volevo anche aggiungere che il’abuso di potere – che papa Francesco chiama “clericalismo” , che è veramente una malattia diffusa nel clero e che si amnifesta in mille altri modi – è una componente della “crisi” . Ma solo una “componente” e , certamente non la sola.

    13 Aprile, 2019 - 8:16

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