Francesco: ho accettato le dimissioni dell’arcivescovo Aupetit sull’altare dell’ipocrisia

“Ho accettato le dimissioni non sull’altare della verità ma sull’altare dell’ipocrisia”: così il Papa in aereo ha risposto a una domanda sulle dimissioni dell’arcivescovo di Parigi, date per voci sul rapporto con una donna e da lui accettate il 2 dicembre, quand’era in partenza per Cipro. La considero la risposta più interessante e la riporto per prima. Seguiranno altre sul linguaggio laico dell’UE, sui migranti, su un vicino incontro con il patriarca Kirill. Sulla risposta riguardante Aupetit ho scritto un commento per il Corsera, che qui linkerò domani.

11 Comments

  1. Luigi Accattoli

    I peccati della carne non sono i più gravi. Giovedì abbiamo saputo che lei ha accettato la rinuncia dell’arcivescovo di Parigi Aueptit. Perché tanta fretta?
    Io mi domando ma cosa ha fatto lui di così grave da dover dare le dimissioni? E se non conosciamo l’accusa non possiamo condannare… Prima di rispondere io dirò: fate le indagini eh, perché c’è pericolo di dire: è stato condannato. Chi lo ha condannato? L’opinione pubblica, il chiacchiericcio… non sappiamo… se voi sapete perché, ditelo, al contrario non posso rispondere. E non saprete perché è stata una mancanza di lui, una mancanza contro il sesto comandamento, ma non totale, di piccole carezze e massaggi che faceva alla segretaria, questa è l’accusa. Questo è peccato ma non è dei peccati più gravi, perché i peccati della carne non sono i più gravi. Quelli più gravi sono quelli che hanno più angelicalità: la superbia, l’odio. Così Aupetit è peccatore, come lo sono io – non so se lei si sente… forse – come è stato Pietro, il vescovo sul quale Gesù Cristo ha fondato la Chiesa. Come mai la comunità di quel tempo aveva accettato un vescovo peccatore, e quello era con peccati con tanta angelicalità, come era rinnegare Cristo! Perché era una Chiesa normale, era abituata a sentirsi peccatrice sempre, tutti, era una Chiesa umile. Si vede che la nostra Chiesa non è abituata ad avere un vescovo peccatore, facciamo finta a dire: è un santo il mio vescovo… No, questo cappelluccio rosso… tutti siamo peccatori. Ma quando il chiacchiericcio cresce, cresce, cresce e ti toglie la fama di una persona, no, non potrà governare perché ha perso la fama non per il suo peccato, che è peccato – come quello di Pietro, come il mio come il tuo – ma per il chiacchiericcio delle persone. Per questo ho accettato le dimissioni, non sull’altare della verità ma sull’altare dell’ipocrisia.

    6 Dicembre, 2021 - 22:11
  2. Luigi Accattoli

    UE e laicità annacquata. Santità la questione del documento dell’UE sul Natale?
    E’ un anacronismo questo. Nella storia tanti, tante dittature, hanno cercato di farla. Pensa a Napoleone: da lì… Pensa alla dittatura nazista, quella comunista… è una moda di una laicità annacquata, acqua distillata… Ma questa è una cosa che non funzionò durante la storia. Ma questo mi fa pensare a una cosa, parlando dell’Unione europea, che credo sia necessaria: l’Unione europea deve prendere in mano gli ideali dei Padri fondatori, che erano ideali di unità, di grandezza, e stare attenta a non fare strada a delle colonizzazioni ideologiche. Questo potrebbe arrivare a dividere i Paesi e a (far) fallire l’Unione europea. L’Unione europea deve rispettare ogni Paese come è strutturato dentro. La varietà dei Paesi, e non volere uniformare. Io credo che non lo farà, non era sua intenzione, ma stare attenta, perché delle volte vengono, e buttano lì progetti come questo e non sanno cosa fare, non so mi viene in mente… No, ogni Paese ha la propria peculiarità, ma ogni Paese è aperto agli altri. Unione europea: sovranità sua, sovranità dei fratelli in una unità che rispetta la singolarità di ogni Paese. E stare attenti a non essere veicoli di colonizzazioni ideologiche. Per questo, quello del Natale è un anacronismo.

    6 Dicembre, 2021 - 22:17
  3. Luigi Accattoli

    Accompagnare nel rimpatrio come nell’accoglienza. La migrazione non è tema centrale solo nel Mediterraneo. Riguarda anche altre parti d’Europa. Cosa si aspetta per esempio dalla Polonia, dalla Russia. E da altri Paesi come la Germania, dal suo nuovo governo…
    Io dirò questo: ogni governo deve dire chiaramente “io ne posso ricevere tanti” .. Perché i governanti sanno quanti migranti sono capaci di ricevere. Questo è loro diritto. Questo è vero. Ma i migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati. Se un governo non può accogliere oltre un certo numero, deve entrare in dialogo con altri Paesi, che si prendano cura gli altri, ognuno. Per questo è importante l’Unione Europea. Perché può fare l’armonia fra tutti i governi per la distribuzione dei migranti. Pensiamo a Cipro, o alla Grecia. O anche a Lampedusa, alla Sicilia. Arrivano i migranti e non c’è l’armonia tra tutti i paesi per mandare questi qui, o là, o là. Manca questa armonia generale […] Se tu non integri il migrante, questo migrante avrà una cittadinanza di ghetto […]. Se tu un migrante non lo integri con l’educazione, con il lavoro, con la cura, rischi di avere un guerrigliero. Non è facile accogliere i migranti, risolvere il problema dei migranti, ma se noi non risolviamo il problema dei migranti rischiamo di far naufragare la civiltà, oggi, in Europa, per come stanno le cose, la nostra civiltà. Non solo naufragare nel Mediterraneo. No, la civiltà nostra. I rappresentanti dei Governi europei si mettano d’accordo. Per me un modello a suo tempo di integrazione, di accoglienza, è stata la Svezia, che ha accolto i migranti latino americani che fuggivano dalle dittature (cileni, argentini, brasiliani, uruguaiani)e li ha integrati. Oggi ad Atene sono stato in un collegio. Ho guardato. E ho detto al traduttore ma qui c’è una macedonia di culture. Lui mi ha risposto: Questo è il futuro della Grecia. Ma c’è un altro dramma che voglio sottolineare. E’ quando i migranti, prima di arrivare cadono nelle mani dei trafficanti che gli tolgono tutti i soldi che hanno e li trasportano sui barconi. Quando sono rimandati indietro, li riprendono questi trafficanti. E ci sono al Dicastero per i migranti dei filmati che mostrano cosa succede nei posti dove vanno quando sono rimandati indietro, di ritorno. Così come non si può solo accoglierli, e lasciarli ma dobbiamo accompagnarli, promuoverli integrali; così se io mando indietro un migrante lo devo accompagnare e promuovere e integrare nel suo Paese; non lasciarlo sulla costa libica.

    6 Dicembre, 2021 - 22:30
  4. Luigi Accattoli

    L’incontro con Kyrill non è lontano. Quando incontrerà Kyrill? Quali progetti comuni avete e quali difficoltà riscontra in questo cammino?
    È nell’orizzonte non lontano un incontro con il patriarca Kyrill, credo che la prossima settimana viene da me Ilarion per concordare un possibile incontro. Il patriarca deve viaggiare, forse in Finlandia, e io sono comunque sempre disposto ad andare a Mosca, per dialogare con un fratello. Per dialogare con un fratello non ci sono protocolli, un fratello ortodosso che si chiami Kyrill, Crysostomos, Ieronimos, e quando ci vediamo non balliamo il minuetto, ci diciamo le cose in faccia, ma come fratelli. Ed è bello vedere litigare i fratelli perché appartengono alla stessa madre, la madre Chiesa, ma sono un po’ divisi alcuni per l’eredità, altri per la storia che li ha divisi. Ma dobbiamo cercare di andare insieme, lavorare e camminare in unità e per l’unità. Sono riconoscente a Ieronymos, a Crysostomos e a tutti patriarchi che hanno questa voglia di camminare insieme. Il grande teologo ortodosso Ziziulas, sta studiando l’escatologia, e scherzando una volta disse: l’unità la troveremo nell’Escaton! Lì sarà l’unità. Ma è un modo per dire: non dobbiamo stare fermi aspettando che i teologi si mettano d’accordo […]. Ma nel frattempo noi andiamo avanti insieme, pregando insieme, facendo la carità insieme. Io conosco per esempio la Svezia che ha la Caritas luterana e cattolica insieme. Lavorare insieme e pregare insieme, questo possiamo farlo noi, il resto che lo facciano i teologi che non capiamo come si fa.

    6 Dicembre, 2021 - 22:37
  5. maria cristina venturi

    Ma aspettare ad accogliere le dimissioni, se non convinto della colpevolezza del vescovo accusato no,non poteva farlo ?.Basta un articolo di Le Point perche’ un pontefice si senta costretto a rinunciare ad un suo vescovo perche’ ha perso la “fama” ? E non dice perche’ mai il papa deve sacrificare un vescovo sull’ altare dell’ ipocrisia, rinunciando cosi’ alla verita’ ,?
    Mah,per me la risposta del papa al giornalista non risponde alla domanda che era: perche’ lei ha accettato così in fretta le dimissioni del vescovo Aupetit? Ma come al solito ha eluso abilmente la domanda , spostando l’attenzione dalle sue proprie azioni ( accettare le dimissioni) a un discorso vago e generalizzato sul gossip che puo’ rovinare un uomo .

    7 Dicembre, 2021 - 9:25
  6. Beppe Zezza

    Sinceramente questa dichiarazione del Papa che si è inchinato all’altare della ipocrisia mi ha un po’ depresso. Se perfino il papa si deve sottomettere alla forza della ipocrisia non c’è più speranza: la ipocrisia ha vinto, la verità ha perso!

    7 Dicembre, 2021 - 11:54
  7. Amigoni p. Luigi

    Rif. 7 dicembre ore 9.25 – Troppa fretta
    Concordo con molti (o tutti) che hanno espresso perplessità e indignazione sui tempi dell’accettazione del “mandato rimesso” da Aupetit e sulle spiegazioni date dal Papa.
    E’ possibile che ci manchino alcuni elementi di valutazione, ma allo stato attuale non si vede coerenza tra cause ed effetto.
    Il dettaglio (importante) della segretaria non era apparso prima. Questo impressiona.

    8 Dicembre, 2021 - 22:14
  8. Che tristezza discutere di queste cose!
    Veniamo a discorsi migliori: Lunedì prossimo ci sarà Pizza e Vangelo?

    8 Dicembre, 2021 - 22:20
  9. Luigi Accattoli

    Antonella ma certo che lunedì ci sarà Pizza e Vangelo: leggeremo dal capitolo sesto di Marco il martirio di Giovanni il Battezzatore. Chi non si è mai collegato, lo faccia stavolta: non è furbo perdersi Salomè che corre dalla mamma Erodiade e di corsa rientra nella sala del banchetto…

    9 Dicembre, 2021 - 9:41

Lascia un commento