Francesco e “la sicurezza di fidarsi di un popolo”

“Non c’è stato un incidente in tutto Rio de Janeiro, in questo giorni, e tutto era spontaneo. Con meno sicurezza, io ho potuto stare con la gente, abbracciarli, salutarli, senza macchine blindate… E’ la sicurezza di fidarsi di un popolo. Davvero, che sempre c’è pericolo che ci sia un pazzo… eh, sì, che sia un pazzo che faccia qualcosa: ma anche c’è il Signore, eh? Ma, fare uno spazio di blindaggio tra il vescovo e il popolo è una pazzia, e io preferisco questa pazzia”: sono parole dette dal Papa in aereo durante il volo di ritorno da Rio. Altre battute nei primi commenti, qui l’intero resoconto della Radio Vaticana.

226 Comments

  1. Luigi Accattoli

    L’Appartamento e l’austerità. “Io non posso vivere da solo, o con un piccolo gruppetto! Ho bisogno di gente, di trovare gente, di parlare con la gente… Ognuno deve vivere come il Signore gli chiede di vivere. Ma, l’austerità – una austerità generale – credo che sia necessaria per tutti quelli che lavoriamo al servizio della Chiesa”.

    29 Luglio, 2013 - 22:13
  2. Luigi Accattoli

    La borsa della normalità. “Non c’era la chiave della bomba atomica! Ma, la portavo perché sempre ho fatto così… E dentro, cosa c’è? C’è il rasoio, c’è il breviario, c’è l’agenda, c’è un libro da leggere – ne ho portato uno su Santa Teresina di cui io sono devoto… Io sempre sono andato con la borsa quando viaggio: è normale. Ma dobbiamo essere normali!”

    29 Luglio, 2013 - 22:14
  3. Luigi Accattoli

    Chi sono io per giudicare un gay?. “Mah… si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato chi mi dia la cartella d’identità in Vaticano con ‘gay’. Dicono che ce ne sono. Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere una persona gay dal fatto di fare una lobby, perché le lobby tutte non sono buone. Quello è il cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?”

    29 Luglio, 2013 - 22:14
  4. Luigi Accattoli

    Benedetto è come il mio papà. “E’ come avere il nonno a casa, ma il nonno saggio. Quando in una famiglia il nonno è a casa, è venerato, è amato, è ascoltato. Lui è un uomo di una prudenza, ma non si immischia. Io gli ho detto tante volte: ‘Ma, santità, lei riceva, faccia la sua vita, venga con noi…’. E’ venuto, per la inaugurazione e la benedizione della statua di San Michele… Per me, è come avere il nonno a casa: il mio papà. Se io avessi una difficoltà o una cosa che non ho capito, telefonerei, ‘Ma, mi dica, posso farlo, quello?’. E quando sono andato, per parlare di quel problema grosso di Vatileaks, lui mi ha detto tutto con una semplicità… al servizio”.

    29 Luglio, 2013 - 22:15
  5. Sara1

    Beato lui che può’ telefonare al suo nonno allora.
    Io che lo consideravo un amico anche ieri mi sono dovuta sorbire il giubilo di quelli felici per la sua rinuncia un piccolo passo per un nonno un balzo da gigante per l’umanità’.

    29 Luglio, 2013 - 22:45
  6. Giorgio Licini

    .. si diceva che Francesco non dava.. interviste. Ci si riferiva (o lui si riferiva) evidentemente a quelle pilotate dalla sala stampa (domande e giornalisti selezionati in anticipo)…. Una bella chiacchierata come questa invece e’ proprio cio’ che ci voleva… di tutte le risposte/ sp[igazioni quella che mi piace di piu’ e’ la prima riportata da Accattoli sull’appartamento e perche’ non ci abita: “Io non posso vivere da solo, o con un piccolo gruppetto! Ho bisogno di gente, di trovare gente, di parlare con la gente… “. Spero che riesca presto anche a camnminare per Roma, magari senza veste bianca perche’ rimarrebbe bloccato nel traffico, ma almeno iniziare ad uscire fino a Piazza Cavalleggeri, prendere un caffe’, parlare coi pelleggrini, entrare dalla porticina esterna della Missionarie della Carita’ e fare due parole con gli ospiti, andare almeno alla vicina chiesetta del centro giovanile San Lorenzo e intrattenersi con qualche gruppo.. poi piu’ avanti magari riuscira’ a salire sul 64 o prendere la metropolitana ad Ottaviano fino all’Anagnina se vuole evitare il traffico per Castelgandolfo.. beh, non esageriamoi! Auguri comunque!!!!

    30 Luglio, 2013 - 0:33
  7. lorenzo

    E tu lasciali giubilare , Sara. Che c’è di strano?
    E’ una novità?
    C’è una bella fetta di cattolici che vive le dimissioni di Benedetto come la liberazione di un incubo.E allora? C’è un’altra bella fetta di cattolici che subisce Francesco come si subisce un attacco di orticaria.E allora? Passata quel po’ di cautela ( ma dove, ma quando?) che si è ritenuta di dover indossare per decenza nei primi tempi del passaggio tra i due, ora i ” riguardi istituzionali” si sciolgono come neve al sole e viene fuori la consueta piccineria mentale, con carico di incarognimento astioso. Perché gli atei possono e sanno essere carogne liberamente…i cattolici possono e sanno esserlo almeno allo stesso modo, ma vogliono fare i cattolici, e dunque nascondono il tasso di carognaggine e di piccineria sotto la palandrana dell’amore per la Chiesa.
    Quando si sente in una discussione questo preambolo: ” io lo dico per il bene della Chiesa”,c’è odore di fogna lontano un chilometro, si spalancano le cloache, aspettiamoci peste e corna le piu’ schifose.
    Morale. Con questo atteggiamento, usiamo e gettiamo i vari papi che ci attraversano la storia come kleenex dozzinali. Li ” usiamo” a piacimento delle nostre 4 striminzite idee in materia ( sempre quelle sono, inesorabili; che le pucciamo in un bagno di citazioni e di riferimenti è solo fuffa).Abbiamo usato Benedetto, ignorando sistematicamente quel tesoro di direzione spirituale e di provocazione drammatica e continua, diretta , per le nostre vite- che le sue parole sempre contenevano- per farne la caricatura del restauratore delle tradizioni perdute, il paladino del latino, il crociato dei VNN…bella roba.
    Mo’ usiamo Francesco, facendone una macchietta di rivoluzionario a tutti i costi, un santino della ‘ggente, un demolitore di chissà quali baluardi consolidati, ignorando sistematicamente quello che è macroscopico e non rimandabile nelle sue parole: la chiamata martellante, ruvida, senza sconti e senza vie di fuga a quelle che sono le nostre personali responsabilità nell’essere di Cristo…bella roba.
    Così, capita che transitino e splendano nel nostro orizzonte GP2, BXVI e F:non certamente gli ultimi arrivati. Ebbene transitano del tutto inutilmente, visto che noi “ne discettiamo”: da esperti, o da tifosi, o da teologi, o da storici della religione, o da storici punto e basta, o perché semplicemente vogliamo dare aria ai denti.. Ma visto che, con nostro grandissimo dispiacere, non siamo l’ombelico del mondo, della storia e della Chiesa, quello che noi pensiamo e discettiamo con passione vale poco piu’ dello zero, se non per noi, si capisce. E dicettan dicettando , ci esauriamo in quello. Sempre uguali, sempre immoti in noi stessi, a girare sempre sulla stessa mattonella dei nostri convincimenti, senza cambiare mai.
    Vogliamo ficcarcelo nella cuticagna che quello che pensiamo dei papi conta come il due di briscola, conta come impariamo dai papi, specie quelli che ci stanno sulle palle, a dare sto cavolo di vita a Gesù Cristo?!
    Franti perdonerà il reiterato gorgeggio, gli altri la rottura di scatole.

    30 Luglio, 2013 - 12:01
  8. Intruso

    Allora usiamo lo stesso metro di misura che usa papa Bergoglio, chi sono io per giudicare i gay,? ma non é questa la questione di fondo, allora si porebbe rispondere chi sei tu per giudicare Gioovanni XXiii senza un minimo consulto?

    Come facciamo a sapere se Ricca in realtá si é pentito e ha lasciato alle spalle tutti i suoi peccati nel corso del Sacramento della Confessione?Non lo puó sapere nemmeno il papa perché c’é il segreto della Confessione.

    30 Luglio, 2013 - 12:31
  9. Intruso

    Io gli ho detto tante volte: ‘Ma, santità, lei riceva, faccia la sua vita, venga con noi

    Terribili queste parole io le leggo con carezzevole doppio senso.
    Benetto xvi ha espressamente detto che non vuole vivere la sua vita , ma in preghiera per la Chiesa. Egli sie é “rifugiato ‘”a tale scopo nel convento dove le suore si dedicano a questo compito.

    30 Luglio, 2013 - 12:54
  10. Non mi pare che un Emerito il quale vede due volte la settimana Francesco, si fa fotografare a passeggio per i giardini vaticani, immortalare da pellegrini in visita, che viene incontrato da intellettuali cattolici e cardinali sia propriamente definibile come “rifugiato lontano agli occhi del mondo”. Poi magari mi sbaglio, eh?

    30 Luglio, 2013 - 13:22
  11. manuel76

    A me sembra chiaro che il gesto di Benedetto di dimissioni dovesse essere da lui legato alla promessa intelligente che non avrebbe interferito con il successore.
    Tonizzo, non è una fotografia o partecipare ad un evento che fa la differenza. La differenza la farebbe se Benedetto predicassee scrivesse.
    Francesco ha “adottato” un testo scritto da Benedetto, la sua enciclica. Già in questo ha valorizzato il predecessore.
    Del resto non è che i discorsi o gli scritti di un Papa siano tutti esclusiva sua elaborazione. Egli tiene le fila del discorso e attinge al materiale che gli è fornito per incorniciarlo definitivamente!
    “Fai la tua vita”…non rinunciare a pensare, a scrivere…con la discrezione e la dolcezza che ti sono solite.

    30 Luglio, 2013 - 13:33
  12. Intruso

    Tonizzo io mi rifivo alla frase,secondo me a doppio senso, ma santitá lei , riceva, faccia la sua vita. Per essere piu´ chiari, in un modo gentile ha voluto ribadire ma santitá, lei riceva , faccia la sua vita, ossia non imischiarti, vivi la tua vita ma non interferire

    30 Luglio, 2013 - 13:36
  13. lorenzo

    ….ecco, per esempio, una sintomatica crisi di orticaria di Intruso…..
    🙂

    30 Luglio, 2013 - 13:37
  14. Intruso

    Lorenzo,

    si forse hai ragione, ora rallento

    30 Luglio, 2013 - 13:42
  15. discepolo

    Caro Intruso , il “chi sono io per giudicare i gay” non sembra essere steso a tutti.
    Infatti i poveri Frati francescani dell’Immacolata, il cui terribile peccato , innominabile e IMPERDONABILE , era quello di celebrare la Santa Messa in latino, sono stati commissariati, trattati come dei paria e “costretti” a dire , volenti o nolenti , la Messa secondo il nuovo rito.
    Chi sono io per giudicare i gay? E chi sono io per giudicare il mio fratello frate dell’Immacolata che vuol dire la Messa in latino?
    ma no , ovviamente , come sempre ci sono due pesi e due misure, da una parte verso Mons. Ricca, tanta “tenerezza” indulgenza, bontà, verso i peccatucci di gioventù, dll’altra, vrso i frati, invece cipiglio duro e severità.
    E’ sempre così caro Intruso, e io mi stupisco di stupirmi ancora! la Chiesa cattolica è sempre stat accusata di predicare bene e razzolare male..
    ebbene continua a farlo, e il bello è che neppure se ne accorge!
    un filosofo cristiano, reale , oggi sul Corriere alla domanda se alcuni anzi molti cristiani potrebbero essere a disagio con questa nuovo andazzo, ha risposto: Che se ne vadano pure meglio così, dice soavemente il misericordioso e amorevole filosofo cattolico…
    Ha capito, caro Intruso? Dialogo con tutti, muso duro e schiaffoni solo coi tradizionalisti!
    Pace e bene!

    30 Luglio, 2013 - 13:43
  16. manuel76

    …e ridajje con sta messa in latino.
    La lobbi della messa in latino.
    Discepolo, è inutile concludere con Pace un intervento in sè polemico…non capisco.

    30 Luglio, 2013 - 13:50
  17. discepolo

    Quanto al modo con cui Bergoglio ha parlato del il suo predecessore Benedetto è. anche questo senza che se ne rendano conto, di una superbia inammissibile.
    Il “nonnetto” secondo Bergoglio ha l’unica funzione di “consigliori” .
    LUi, il boss, alza il telefono, chiede consiglio e dall’altra parte il “nonnetto” sempre pronto ai suoi ordini , da’ il consiglio. E’ lì per questo!
    del resto perchè avere un nonnetto in famiglia?’
    deve pur servire a qualcosa , l’anziano!
    Ma vi rendete conto? No secondo me , non vi rendete conto.
    Tanta superbia nascosta e paludata e ammantata da tanta umiltà, non si era mai vista.

    30 Luglio, 2013 - 13:50
  18. manuel76

    @ Intruso
    Se “fai la tua vita” significasse mai “fatti i c..(avoli) tuoi”, Francesco non avrebbe fatto scandalo!

    30 Luglio, 2013 - 13:52
  19. Federico B.

    Condivido entrambi gli interventi di Discepolo.
    Qual è la colpa dei frati? Quella di pregare?
    Quanto al “nonnetto in casa”, probabilmente papa Francesco intendeva esprimersi con affetto e tenerezza (quella dei nipoti nei confronti dei nonni), ma l’effetto delle sue parole è quello che evidenziava Discepolo…

    30 Luglio, 2013 - 14:02
  20. discepolo

    Caro Manuel , allora spiegami cme nella Chiesa moderna è permesso o tollerato TUTTO, ma proprio tutto tutto, gli abusi liturgici più immondi, e l’unica cosa che non viene tollerata è che i fedeli che lo vogliono possano celebrare la Messa secono il Rito Antico. Papa Benedetto aveva emanato un Motu Proprio a riguardo liberalizzando la celebrazione.
    Ma, no, i pignoli “curiali” devono far sentire il loro POTERE, il loro PUGNO di Ferro sui Tradizionalisti, tanto per ribadire “oHE? adesso siamo NOI che comandiamo e dovete fare fare quello che diciamo NOI!
    Ogni potere è squallido. ma ancora più squallido è il potere che si ammanta e fa la bella parte di difensore della “libertà, della misericordia, della tolleranza, dell’amore della comprensione.
    Un potere ( quello clericale) che si ammanta di sì belle vesti e poi si comporta come tutti i poteri se non in modo ancora peggiore, è francamente disgustoso! E se ate va bene , invece, che siano “schicciati” e distrutti i tradizionalisti, allora OK, ma non parlarmi di Chiesa della misericordia , che mi faccio quattro risate!
    Gesù aveva già dato la definizione giusta ” sepolcri imbiancati”

    30 Luglio, 2013 - 14:04
  21. manuel76

    Discepolo, premesso che amo il latino e non mi dispiace pregare in latino, non mi piace che si tiri la veste del Papa dalla propria parte. Mi infastidiva interpretare Benedetto come tradizionalista. Perchè penso non lo fosse. Ha liberalizzato, ha aperto.
    Idem Francesco.

    30 Luglio, 2013 - 14:13
  22. lorenzo

    Ecco, altroché orticaria. Quella di discepolo è una manifestazione allergica generalizzata e irrefrenabile, e chiaramente e rapidamente ingravescente, giorno per giorno…
    🙂 🙂 🙂

    30 Luglio, 2013 - 14:14
  23. manuel76

    @ Federico B.
    Mi sembra che un po’ di acume nel cogliere l’italiano affettuoso di Francesco, non farebbe male.
    Quando uno si esprime in una lingua che non è la propria è normale che utilizzi espressioni quotidiane.
    Tanta manna che si esprime sempre in Italiano.

    30 Luglio, 2013 - 14:16
  24. manuel76

    Cortisone? 😉

    30 Luglio, 2013 - 14:16
  25. Manuel, i giornali riferiscono che Benedetto si è detto “d’accordo sul piano teologico” con Bergoglio. E se invece avesse detto il contrario?
    A Serra San Bruno c’è una gran bella Certosa. È da quando Ratzinger si è dimesso che dico e scrivo che dovrebbe ritirarsi lì. Ora come ora mi sembra si possa parlare di una specie di diarchia, atteso che i due Papi hanno buona parte dello staff in comune e, ripeto, mi risulta si vedano spesso.

    30 Luglio, 2013 - 14:23
  26. mattlar

    Se posso dire la mia, la questione di dare del nonno a Benedetto XVI anche a me è sembrata un po’ mal calibrata… oltretutto avrà una decina di anni in più di lui al massimo… ha fatto bene Luigi a sottolineare il ruolo di padre e non quello di nonno…
    Per il resto, noto che papa Francesco non affronta mai le cose in modo diretto e netto e molte sue espressioni prestano facilmente il fianco a interpretazioni bizarre. E un po’ questo mi dispiace. Sarà una strategia per poter essere più svincolato…

    30 Luglio, 2013 - 14:29
  27. Federico B.

    Nove anni.

    30 Luglio, 2013 - 14:48
  28. lycopodium

    Trovato sul web:
    “Per blindare il decreto, il card. João Braz de Aviz, si è munito di un’approvazione ex auditu di papa Francesco, che toglie ai Frati ogni possibilità di appello alla Segnatura Apostolica”.

    Il papa come scudo…
    Edificante.

    30 Luglio, 2013 - 14:48
  29. manuel76

    Be Tonizzo, penso che dire di essere d’accordo dia forza ulteriore a Francesco. Penso anche che se non fosse stato d’accordo non avrebbe detto nulla.
    L’idea che Benedetto come Francesco siano pastori, uno dopo l’altro, del medesimo gregge e che questi siano concordi, dà un grande senso di continuità del disegno di Dio.

    Ribadisco, Mattlar. Secondo me non voleva dare del nonnetto.
    Piuttosto comunicare l’idea del padre, non anagrafico, ma in linea di successione, che con la prudenza dell’esperienza di età un poco maggiore e di ruolo può solo illuminare la strada del “figlio” che gli succede.

    E’ così tra i regnanti…ma è così anche nelle famiglie. Il papà in vita lascia ad un certo punto al figlio l’aziendina di famiglia, continuando con consiglio e, perchè no, influenza! Ed è una ricchezza il più delle volte.

    Mi viene il pensiero, che là dove il padre muore improvvisamente, si crea la difficoltà…là dove passa il testimone con gradualità l’azienda si rafforza.

    30 Luglio, 2013 - 14:55
  30. lorenzo

    Non solo Benedetto non era un tradizionalista, nel senso con cui correntemente viene utilizzata la parola. Ma con le sue dimissioni, ha dato un colpo di barra irreversibile non solo al suo papato, ma al papato in quanto tale e alla cronaca attuale della Chiesa e pure alla sua storia. Un colpo di barra volontario, lucido, preventivo e calcolato, politico certamente, ma anche “dottrinario”, e sotto tutti questi aspetti innovatore, creativo, spiazzante e rivoluzionario nel vero senso della parola. I “tradizionalisti” che sarebbe meglio definire tradizionaliani, nel senso che mettono sul loro altare piu’ la tradizione che Gesù Cristo, non finivano di bearsi di alcuni dettagli quali il camauro, il motu proprio sulla messa in latino, il pro multis ecc .Tutte cose belle e sante, ma che dettagli, con tutto il rispetto, restano.Ignorando bellamente tutto il resto, per il quale il povero Benedetto ha parlato al vento per sei anni, come sta iniziando a capitare al povero Francesco. Ora, ringhiosi e indispettiti non si sa da che , si raccontano un film di un Benedetto vessato, fatto fuori, tenuto ai margini, calpestato, dimenticato e vilipeso…
    Ma quando mai?
    Fingono di non comprendere la portata del gesto di Benedetto, che è solo all’inizio del suo sviluppo.
    Francesco è il primo “frutto” dell’azione di Benedetto. Azione che non è affatto conclusa, ma che si dispiega in quella sorta di ” diarchia “- ha ragione Tonizzo- che è in atto da qualche mese, e che solo chi vuole inventarsi scenari che non esistono di emarginazione e di mancanze di riguardo del papa nei confronti dell’emerito osa immaginare.
    Benedetto è lì, altroché bubbole strampalate di nonnetti.
    Con buona pace degli amici tradizionaliani, la Chiesa non sarà mai piu’ la stessa dopo Benedetto,( NON dopo Francesco).

    30 Luglio, 2013 - 14:57
  31. I Francescani dell’Immacolata sono stati oggetto di un commissariamento globale che, a giudicare dal decreto, appare piuttosto duro. Il divieto della messa antica è da interpretare all’interno di questo forte provvedimento disciplinare dovuto, pare, a forti tensioni e divisioni nella congregazione. Peraltro è esplicitata la facoltà del commissario apostolico ad autorizzare caso per caso la celebrazione della messa antica, cosa che – si legge su internet – è stata provvisoriamente fatta in forma generale.

    30 Luglio, 2013 - 15:00
  32. Per quanto riguarda Francesco e Benedetto, ritengo il comportamento di Benedetto dopo la rinuncia e l’elezione di Francesco assolutamente esemplare, commovente ed edificante. E ritengo assolutamente esemplare, commovente ed edificante il contegno di Francesco verso Benedetto.

    Se qualcuno vuole vedere del male dove non c’è, sono affari suoi – e del cornuto.

    30 Luglio, 2013 - 15:02
  33. lycopodium

    Ecco, l’intervento delle 14.57 mi desta la stessa impressione che mi fanno le teologie della valigia nera…

    30 Luglio, 2013 - 15:07
  34. lorenzo

    Non avevo nessun dubbio in merito, Lycopodium.

    30 Luglio, 2013 - 15:08
  35. lycopodium

    Interessante.
    Gli altri, curvi sul proprio ombelico.
    Gli Ego, reincarnazione della Parola Perduta.
    Boh…

    30 Luglio, 2013 - 15:09
  36. lorenzo

    La distinzione tra gli altri e gli ego è una interpretazione lycopodiumana.
    Boh.

    30 Luglio, 2013 - 15:11
  37. mattlar

    Manuel76 sono d’accordo. Non voleva dare del nonnetto. Questa interpretazione sarebbe un po’ forzata… Infatti io ho scritto nonno e non nonnetto, come discepolo che è chiaramente irritata.
    Però, come ho detto, secondo me le sue parole si prestano troppo spesso a fraintendimenti o a interpretazioni fantasiose da una parte e dall’altra proprio perché non è mai netto… diciamo che o è troppo abile oppure gli manca un po’ di self restraint istituzionale che non guasta mai.
    Nella mia parrocchia, in questo momento stanno per organizzare la festa parrocchiale e, all’insegna del motto, andiamo alle periferie, la migliore idea che sta passando è quella di fare una notte bianca per le vie del quartiere con gli esercizi commerciali aperti e saggi all’aperto di palestre e associazioni sportive o ricreative… le periferie ci sono certamente, ma la fede, la parola non le vedo…

    30 Luglio, 2013 - 15:15
  38. lycopodium

    Lycopodica, prego…

    30 Luglio, 2013 - 15:16
  39. lorenzo

    Volentieri rettifico.
    La distinzione tra gli altri e gli ego è una interpretazione lycopodica.
    Boh.

    30 Luglio, 2013 - 15:17
  40. Luigi Franti

    Premessa 1: sono sinceramente contento per i tanti entusiasti di Bergoglio; quando ne incontro uno nella vita reale evito accuratamente di contraddirlo; vale sempre per me il principio ermeneutico già più volte ricordato che di fronte ad un qualunque fenomeno umano è migliore la posizione di chi simpatizza rispetto a quella di chi “antipatizza”.
    Premessa 2: niente orticaria per me, né enterocolite, né alcun’altra somatizzazione. Come ho già avuto modo di dire al caro discepolo, stiamo belli sereni nella cattolica, come topi nel formaggio, chiunque sia il papa pro tempore. Del resto, ho passato quasi tutta la mia vita con papi che mi piacevano moltissimo, non è la morte di nessuno se adesso tocca un po’ agli altri.

    Detto ciò, non posso far finta di non vedere quello che vedo. [segue]

    30 Luglio, 2013 - 15:20
  41. lorenzo

    Caro mattlar, dici bene. Il rischio è che , con Francesco, e sull’onda dell’entusiasmo momentaneo, “partano” i nuovi motti, come quello di ” andare alle periferie”. Ma poi restino tali, cioè dei begli slogan, che quando si tratta di metterli in pratica partoriscono assai modesti topolini.
    Che so: andare a promuovere un incontro con un bel centro sociale? Magari occupato? Quando l’ho proposto io, mi hanno sonoramente spernacchiato all’unanimità, anche se con diverse gradazioni e intensità di pernacchia.
    Però resta un mio pallino e chissà che , prima o poi, le resistenze non cadano, se non altro per sfinimento….
    🙂

    30 Luglio, 2013 - 15:22
  42. lycopodium

    Mattlar, intelligenti rilievi.
    Davvero si bruciano per insipienza anche le metafore più efficaci.
    L’essere umano si crede il Centro, ma centro non è, non è solo periferia esistenziale, è periferia essenziale (come scrive un mio amico del web, Fabio Brotto).

    “Il deserto non è così remoto nel tropico australe,
    Il deserto non è solo voltato l’angolo,
    Il deserto è pressato nel treno della metropolitana
    Presso di voi, il deserto è nel cuore del vostro fratello.”
    (T.S. Eliot)

    30 Luglio, 2013 - 15:24
  43. mattlar

    Scusa, Lorenzo, forse non mi sono spiegato bene… l’idea del centro sociale non esalterebbe neppure me a priori e forse nemmeno a posteriori… dipende da quello che si va a fare al centro sociale occupato. Se proponi di andare a parlare di occupazioni e diritto al lavoro sinceramente ti spernacchierei anche io… Se andiamo per dare ragione della fede e della speranza che è in noi, benissimo.
    Da noi propongono di fare il contenitore, ma quando ho chiesto che contenuto vogliamo mettere nel contenitore ho capito che l’importante è fare da contenitore per una rinnovata dinamica di quartiere…

    30 Luglio, 2013 - 15:27
  44. Luigi Franti

    Per esempio vedo che il “fenomeno Bergoglio” non è per nulla spontaneo, naturale, persino un po’ “naïf” come vuole sembrare (“siamo normali, siamo normali” …), ma tutto studiato, artificiale. (il che, beninteso, non è di per se stesso un male).
    Una prova evidente? Ieri, mio malgrado, facendo zapping sono incorso in un lacerto dell’imbarazzante intervista transoceanica e ho fatto in tempo a sentire Tornielli (anche lui, come si è ridotto!), fare la domanda sulla famosa borsa nera. Bergoglio ha risposto con la battuta sulla chiave per la bomba atomica, poi il rasoio, il breviario, faccio sempre così, siamo normali ecc. … tutto ben recitato. Poi ha voluto strafare e ha chiesto, con aria da Alice nel paese delle meraviglie: “ma davvero in tutto il mondo si parla di questa borsa?” (le parole non erano esattamente queste, ma il senso sì).
    Dai, ma per favore, anche se sei il papa non puoi pretendere che le beviamo proprio tutte! [segue]

    30 Luglio, 2013 - 15:28
  45. Luigi Franti

    Ora, per me il punto è questo: Bergoglio è un gesuita, abbastanza vecchia scuola, e fa quello che hanno sempre fatto i gesuiti, che hanno sempre avuto la fissa di rendersi graditi, (stimati, indispensabili, stimati ecc. fate voi), per poi utilizzare le “entrature” così ottenute per l’evangelizzazione: A.M.D.G. (o almeno così si spera).
    Lo facevano coi sovrani europei o con i mandarini cinesi, lui lo fa con il mostro mediatico contemporaneo, con “l’opinione pubblica”, la ggente (anche qui, fate voi, non mi formalizzo).
    Quindi: santa ruffianeria a tutto spiano e grande cautela nell’evitare gli scogli: da lui non sentiremo mai (posso sbagliarmi, naturalmente, ma per ora direi così) non sentiremo mai parole sgradite, prese di posizione “urticanti” su questioni delicate o sulle quali pesa l’inerdetto del sistema.

    30 Luglio, 2013 - 15:34
  46. lorenzo

    No, mattlar, certo che non andrei a parlare di occupazioni e diritto al lavoro. Anche se , se provocato, qualche cosa bisognerebbe ben dirla la riguardo. Al centro sociale occupato si va per incontrare dei giovani che occupano il centro sociale e che hanno una vita che stanno vivendo. Perfetta o sballata, non è questo il punto. Il punto è: chi, se non noi, va a dare ragione della fede e della speranza che è in noi? Chi va a portare Gesù Cristo lì dentro? Per esempio noi, io, la parrocchia. Perché no?
    Sappiamo benissimo che ” i giovani” delle GMG, anche se contati correttamente a milionate, sono una fetta esigua dei giovani del mondo.Tutti gli altri, chi li raggiunge? Specie quelli che sono ben ben lontani, per mille motivi e mille situazioni?

    30 Luglio, 2013 - 15:36
  47. lycopodium

    Non mi pare c’entri direttamente il papa, certo la situazione è imbarazzante.
    Ad esempio, questo è uno spaccato della “chiesa mediatica” d’oggi.
    Piero Ostellino sul Corrierone se la prende col papa per la sua valigia nera, come fosse gesto carico di chissà quali significati teologici.
    Fabio Colagrande su Vino Nuovo lo rimprovera e bene fa.
    Ma caso vuole che lo stesso articolo di Colagrande, oltre che su Vino Nuovo, sia pubblicato anche altrove (Aletheia, tanto per non far nomi…).
    Proprio in quel sito compare il testo di un pezzo grosso che più grosso non si può della “chiesa mediatica”, che parla proprio di “teologia della valigia nera” e via dicendo.

    Allora la valigia è “teologica” o no?

    Se sì, Ostellino è in tema e non fuori tema, non è un pompiere (per usare una fortunata espressione che piace tanto al nostro Lorenzo), fermo restando che si può sempre dissentire da lui.
    Se no, allora qualcosina di danese non va cercata fuori, ma ahimè dentro l’ecclesia.
    Non è più un problema di pompieri, ma di piromani…

    30 Luglio, 2013 - 15:38
  48. Luigi Franti

    Con tutto questo, le cose che dice – ad andarle a leggere con intelligenza cattolica e retta intenzione – sono buone, tradizionali, edificanti. Prendiamo però l’esempio della parola detta sugli omosessuali: giusta, in linea con la posizione di sempre nella chiesa, ma divulgata come? Come un’apertura, una novità, un rinnegamento di quanto insegnato finora. La ggente che cosa ha capito? Che con questo papa la chiesa comincia ad accettare l’omosessualità, che l’importante è volersi bene e i peccati non ci sono più ecc. ecc.

    (Era solo un esempio, Matteo, non ti eccitare).

    30 Luglio, 2013 - 15:39
  49. Luigi Franti

    Conclusione del discorsetto: fa bene o fa male papa Bergoglio a comportarsi così? Io non lo so. Penso che il suo calcolo sia questo: tutto, pur di riaprire la possibilità di farsi ascoltare per potere annunciare Cristo. Ha prodotto e sta accumulando un immenso capitale di popolarità. E non bada a “spese” per questo. Speriamo che abbia ragione. Certo, se il mezzo non portasse al fine, questo pontificato sarebbe disastroso. Speriamo di no.
    Et de hoc satis.

    30 Luglio, 2013 - 15:43
  50. mattlar

    Lorenzo, anni fa avevo proposto un aggancio con un prete di strada che ci aiutasse ad andare a visitare le centinaia di giovani che affollano tutte le notti dalla mezzanotte in poi un locale vicino alla parrocchia. Non avrei saputo dove mettere le mani da solo né lo saprei anche oggi. Riconosco che per fare queste cose c’è bisogno di perdere completametne la vita, dovrei cambiare tutto, forse dovrei smettere di fare il padre, vendere la casa e aprire un centro di accoglienza… mi conforta soltanto il pensare che tra i giovani della GMG o quelli che vengono in parrocchia non ce ne sia neanche uno che, in mancanza, sarebbe anche lui/lei a fare la fila a quel bar oppure al centro sociale.

    30 Luglio, 2013 - 15:44
  51. mattlar

    Luigi Franti, oggi brindo alla tua salute. Mi trovo d’accordo con la tua analisi. Pensa che una cosa così non era successa nemmeno con il compianto Leonardo.

    30 Luglio, 2013 - 15:46
  52. lycopodium

    Mi associo anch’io al brindisi per Franti.
    E aggiungo alle sue speranze, una mia.
    Come papa Montini abolì la corte liturgico-papale,
    così papa Bergoglio decreti la fine di quella mediatico-papale…

    30 Luglio, 2013 - 16:10
  53. lorenzo

    Mattlar, certo che da soli, si fa poco o niente. Certo che, come poi si è deciso di fare da me organizzando una colletta per i bisognosi( per carità, nulla di male , anzi), a battere le strade collaudate e ricollaudate, ci si sente piu’ a proprio agio.
    Eppure io l’agio l’ho perso da un bel pezzo, perché una colletta la possono organizzare e condurre chiunque, compresi perfetti atei o ” diversamente credenti”, ma chi porta la bellezza e la forza di Gesù Cristo a chi non porterà mai piede in una chiesa, a chi non vuole portarcelo, a chi “campa benissimo” lo stesso? Questo mi mette un certe febbre addosso.
    Tu dici una cosa per la quale, se fossi qui vicino, ti salterei al collo: ti va bene, siamo lontani, l’abbraccio risulta solo virtuale. ” Riconosco che per fare queste cose c’è bisogno di perdere completamente la vita, dovrei cambiare tutto”
    E’ esattamente quello che penso io. E’ quello che penso sia ora di fare.
    Solo, non nel modo che di solito immaginiamo:” forse dovrei smettere di fare il padre, vendere la casa e aprire un centro di accoglienza…” Noi pensiamo questo, e ci stoppiamo lì. Menomale che ci stoppiamo, dico io. Non è quello il cambiamento di vita che dobbiamo fare. Io sono convinto che non ci sia bisogno di qualcuno che ” imiti” nelle scelte i preti o i religiosi.Di gente che getti tutto alle ortiche e segua epicamente l’ideale. QUi c’è bisogno di papà che si facciano il mazzo e la festa a farte i padri, di gente che si rompa la testa e la schiena sulle grane e le spese-oltrecehè sulla bellezza- di una casa,e che pratichi l’accoglienza nella ordinarietà ripetitiva di tutti i giorni, anziché nella ufficialità dei centri, che altri possono istituire.Insomma, c’è bisogno di noi esattamente là dove siamo. C’è bisogno che ci si rafforzi nell’essere marito, se lo siamo, padre, se lo siamo, o quel che cavolo che siamo. Ci si rafforzi- per meglio dire, ci si rivoluzioni, ci si giri come un calzino- cristianamente parlando.
    Quello che ci rende statici e inerti verso gli altri, secondo me,. è l’essere “qualcosa” di cristiano. Mariti e mogli cristiani, medici cristiani, operai cristiani,ecc ecc.Mentre il ribaltamento sta qui: bisogna trovare il modo di essere cristiani che vivono il loro essere di Cristo facendo il marito, la moglie, il padre ecc ecc.Se no restiamo quel che siamo: mariti, mogli e genitori e qualsiasi altra cosa, con qualche venatura e appartenenza, piu’ o meno grandi. Qui invece si tratta di dare completamente la vita, di cambiare tutto: IN ME.

    30 Luglio, 2013 - 16:18
  54. Farei distinzioni-precisazioni.
    Distinguerei il vero Papa Francesco da quello che ci presentano i giornalisti.
    Distinguerei la forma con cui presenta il suo pensiero dal contenuto reale.
    Se sempbra leggero è scanzonato nel fare certe affermazioni (il modo) non lo è nel contenuto di ciò che afferma.
    Gli amici “tradizionali” (senza ismi) che qui intervengono converranno che Papa Francesco nei contenuti è dottrinalmente più che preciso. Solo che la stampa presenta pro domo sua (vedi giornali e teologi di partito…).
    E poi ragazzi, ma l’avete letta/vista l’intervista?
    Tre punti fermi ribaditi, che dovrebbero fare la gioia dei veri “tradizionali”
    e cioè:
    1 Ha ben detto che sull’ordinazione delle donne non se ne fa nulla e non se ne parla, perchè la Chiesa ha già parlato… 🙂
    2 Le parole sul valore del senso liturgico conservato dagli Ortodossi 🙂
    3 Vediamo se indovinate….

    P.S. La si smetta col citare la storia dei FdI. Ci deve essere qualcosa di altro.
    Ps2. I vagheggiatori di “messa di sempre” e/o coloro che non accettano il CEVII, i simpatizzanti della FSSPX ecc. non sono nè tradizionali nè tradizionalisti, ma nemici della vera “tradizione”…

    30 Luglio, 2013 - 16:20
  55. lorenzo

    Anch’io levo il calice a Franti.
    Potrei anche gorgheggiare ” Libiam!” , ma me ne astengo per pudore.

    30 Luglio, 2013 - 16:21
  56. lorenzo

    Ecco, visto che siam qui a brindare, levo il calice anche a Mr. Ubi.
    Concordo.

    30 Luglio, 2013 - 16:23
  57. lycopodium

    Anche perché “gorgheggiare” si dice del soprano leggero, non del baritenore o del basso-baritono…

    30 Luglio, 2013 - 16:33
  58. lycopodium

    Ubi,
    sai benissimo che per me:
    1. non è un problema di Concilio, ma di Concilium
    (quando i tradizionalisti lo capiranno, saremo ancora in tempo?)
    2. non è un problema di Papa, ma di corte mediatico-papale
    (quando i papa-boys lo capiranno, saremo ancora in tempo?).

    Cmq,
    grazie per le opportune precisazioni.

    30 Luglio, 2013 - 16:41
  59. Lyco infatti non era per te .
    Quindi vuol dire che siamo entrambi in “Communio” 🙂

    Io ho sempre detto, forse più altrove che qui, che intorno a certo “pseudo-tradizionalismo” che mal ragione e peggio si esprime, bisogna fare “terra bruciata”…

    30 Luglio, 2013 - 16:49
  60. manuel76

    HO UN PO’ DI PRURITO…

    Sarà leggere che chi fino a ieri l’altro diceva cose tipo “W il Papa” (Benedetto) e tacciava acidamente chi, anche solo in parte, osasse dissentire, ora si trova ad esprimere critiche anche con irrispettosa ironia.

    Ma forse mi passa il prurito, sperando che esprimere una critica, finalmente, demolisca un po’ di clericalismo!

    30 Luglio, 2013 - 16:50
  61. lycopodium

    Manuel, il clericalismo si appropria di tutto, viene prima dei papi e tenta di servirsene. Immagino lo sappia anche tu.

    30 Luglio, 2013 - 17:05
  62. Effettivamente Lyco ha ragione.
    Conosco ad esempio un blog in cui gestore e commentatori da accaniti anticlericali sono diventati acritici luudatores (ovviamente solo delle cose che a loro piacciono, mentre tacciono il resto).
    Manuel sicuramente conosce quel blog! 🙂

    30 Luglio, 2013 - 17:09
  63. lorenzo

    Notazione tecnicamente esatta, quella sul “gorgheggiare”, Lycopodium.
    Ma trattavasi di citazione originale frantiana, ( o frantica?).

    30 Luglio, 2013 - 17:10
  64. mattlar

    Il nostro inviato in Oriente (e in particolare in Siria) Marcello, sempre attento e acuto conoscitore delle cose di là, ci richiama l’attenzione sul rapimento di p. Paolo Dall’oglio.
    Grazie Marcello.

    30 Luglio, 2013 - 17:17
  65. manuel76

    Ubi,
    secondo me è assolutamente legittimo esprimere nel bene e nel male tutto quello che si pensa.

    Era un prurito ironico…per dire che giustamente non si deve essere rigidi. E chi critica questo possa serenamente farlo confrontandosi con chi criticava qualcoda di Benedetto.

    E’ del tutto umano che uno abbia delle simpatie e che soprattutto possa trovare un aspetto del papa apprezzabile e qualche altro tratto del medesimo meno.

    A me non sembra proprio che il papa recitasse un copione, caro Luigi Franti delle 15.28. Se così fosse avrebbe evocato l’idea del saggio predecessore con parole sceltissime, rigorose e scevre da ogni ombra di fraintendimento, chiare e distinte. Invece l’ha fatto con spontanea umiltà.

    30 Luglio, 2013 - 17:29
  66. Luigi Accattoli

    Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano a proposito delle parole del Papa sulle donne

    “Sono chiare e rivelatrici di una forte volontà di apertura, non pronunciate in nome dell’improrogabile necessità di adeguare la Chiesa alla parità fra i sessi realizzata nelle società occidentali, e neppure rivestite del paternalismo, spesso affettuoso, che quasi sempre vena le parole degli alti prelati quando affrontano il tema. L’apertura è sostanziale, ed è direttamente collegata al suo progetto di riforma della Chiesa: senza un riconoscimento aperto del ruolo delle donne non si può sperare in quella Chiesa vitale e accogliente che Papa Francesco desidera”.

    30 Luglio, 2013 - 17:57
  67. Luigi Accattoli

    Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano a proposito delle parole del Papa sugli omosessuali: “La novità [riguardante le donne] viene espressa in modo chiaro, e senza minacciare la tradizione della Chiesa. Si può cambiare tutto senza cambiare le regole di base, quelle su cui si è costruita la tradizione cattolica: questa è la sua posizione anche sugli omosessuali: la Chiesa non deve essere una rigida dispensatrice di giudizi, ma deve essere sempre pronta ad accogliere i peccatori, cioè tutti noi. L’esempio di Pietro, che tradisce Gesù e poi viene , è di una chiarezza lampante che in un baleno toglie valore a tutte le lettere di denuncia, i sospetti, i veleni che stanno girando nel mondo ecclesiastico dopo l’accenno alla . Papa Francesco non cambia nulla delle regole morali, ma cancella un moralismo rigido e pettegolo, e con poche parole allontana dalla Chiesa cattolica quell’accusa infamante di omofobia che l’ha perseguitata negli ultimi tempi”.

    30 Luglio, 2013 - 17:58
  68. Nino

    Tanto per non andare in libera uscita profetando esegesi anticipate del pensiero e dell’opera di Papa Bergoglio, per chi
    avesse perso l’incontro e il discorso di Francesco ai vescovi del CELAM in diretta su TV 2000 o Telepace, consiglio di leggere il testo ufficiale, in cui il Papa , riprendendo le sintesi della CELAM di Aparecida del 31 maggio 2007, indica le linee guida della pastorale dei prossimi anni
    http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/index_it.htm
    Incontro con il Comitato di Coordinamento del CELAM nel Centro Studi di Sumaré (Rio de Janeiro, 28 luglio 2013)

    30 Luglio, 2013 - 17:59
  69. Sono concetti detti e ridetti da Giovanni Paolo II , ripresi da Benedetto XVI e ribaditi da Francesco.
    Ciò non toglie che per l’ordinazione femminile non se ne parla, poichè la Chiesa, secondo quanto ribadito da Papa Francesco, con Papa Giovanni Paolo II si è già “definitivamente” espressa.

    30 Luglio, 2013 - 18:04
  70. Luigi Accattoli

    Questa l’introduzione del Padre Lombardi:

    Allora, cari amici, abbiamo la gioia di avere con noi in questo viaggio di ritorno, il Santo Padre Francesco; è stato così gentile da darci un buon tempo ampio per fare con noi un bilancio del viaggio e rispondere con totale libertà alle vostre domande. Io do a lui la parola per una piccola introduzione e poi dopo cominciamo con la lista di quelli che si sono iscritti a parlare e li prendiamo un po’ dai diversi gruppi nazionali e linguistici. Allora, a Lei, Santità, la parola per iniziare.

    30 Luglio, 2013 - 18:12
  71. lorenzo

    Sì. La posizione sulla ordinazione femminile è ribadita chiaramente e in via definitiva. Ma con una frase altrettanto chiara e definitiva:

    ” Quella è chiusa, quella porta, ma su questo voglio dirti una cosa. L’ho detto, ma lo ripeto. La Madonna, Maria, era più importante degli Apostoli, dei vescovi e dei diaconi e dei preti. La donna, nella Chiesa, è più importante dei vescovi e dei preti; come, è quello che dobbiamo cercare di esplicitare meglio, perché credo che manchi una esplicitazione teologica di questo. Grazie.”

    Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/07/30/papa_francesco_a_colloquio_con_i_giornalisti:_il_testo_integrale/it1-715552
    del sito Radio Vaticana

    Che non mi sembra concetto ordinario.

    30 Luglio, 2013 - 18:17
  72. Luigi Accattoli

    Juan de Lara della EFE chiede “che tipo di riforma ha in mente, contempla la possibilità di sopprimere lo IOR?”

    I passi che ho fatto in questi quattro mesi e mezzo vengono da due versanti: il contenuto di quello che si doveva fare, tutto, viene dal versante delle Congregazioni Generali dei cardinali. Erano cose che noi cardinali abbiamo chiesto a colui che sarebbe diventato il nuovo Papa. Io mi ricordo che chiesi molte cose, pensando che sarebbe stato un altro… Chiedevamo di far questo, per esempio la Commissione di otto cardinali, sappiamo che è importante avere una Consulta outsider, non le Consulte che già vi sono, ma outsider. Questo va ogni volta nella linea – qui faccio come un’astrazione, pensando, però lo faccio per spiegarlo – nella linea della maturazione della relazione tra sinodalità e primato. Ossia, questi otto cardinali favoriscono la sinodalità, aiutano i diversi episcopati del mondo ad esprimersi nello stesso governo della Chiesa. Ci sono molte proposte che sono state fatte e che tuttavia non sono state ancora messe in pratica, come la riforma della Segreteria del Sinodo, nella metodologia; come la Commissione post-sinodale, che abbia carattere permanente di consulta; come i concistori cardinalizi, con tematiche non tanto formali – come per esempio, la canonizzazione, ma anche altre tematiche, eccetera.

    30 Luglio, 2013 - 18:18
  73. Luigi Accattoli

    Continua la risposta sullo IOR: Bene, il versante dei contenuti viene da lì! Il secondo versante è l’opportunità. Vi confesso che a me non è costato, il primo mese di Pontificato, organizzare la Commissione degli otto cardinali, che è un primo punto. La parte economica pensavo di trattarla il prossimo anno, perché non è la cosa più importante che bisognava trattare. Ma l’agenda è cambiata a causa delle circostanze che voi conoscete e che sono di dominio pubblico; sono apparsi problemi che dovevano essere affrontati. Il primo: il problema dello IOR, ossia, come incamminarlo, come delinearlo, come riformularlo, come sanare quello che c’è da sanare, e qui c’è la prima Commissione di riferimento, questo è il nome. Voi conoscete il chirografo, quello che si chiede, quelli che la integrano, tutto. Poi abbiamo avuto la riunione della Commissione dei 15 cardinali che si occupano degli aspetti economici della Santa Sede. Provengono da tutte le parti del mondo. E lì, preparando questa riunione, si vide la necessità di fare una unica Commissione di riferimento per tutta l’economia della Santa Sede. Ossia fu affrontato il problema economico fuori agenda, però queste cose succedono quando nell’ufficio di governo uno va da una parte, ma gli tirano una pallonata dall’altra parte, e la devi parare. Non è così? Quindi, la vita è così, ma anche questo è il bello della vita. Con riferimento a quella domanda che mi faceva dello IOR, io non so come finirà lo IOR; alcuni dicono che, forse, è meglio che sia una banca, altri che sia un fondo di aiuto, altri dicono di chiuderlo. Mah! Si sentono queste voci. Io non so. Io mi fido del lavoro delle persone dello IOR, che stanno lavorando su questo, anche della Commissione. Il Presidente dello IOR rimane, lo stesso che era prima; invece il Direttore e il Vicedirettore hanno dato le dimissioni. Ma questo, io non saprei dirle come finirà questa storia, e questo è bello anche, perché si trova, si cerca; siamo umani, in questo; dobbiamo trovare il meglio. Ma, questo sì; ma le caratteristiche dello IOR – sia banca, sia fondo di aiuto, sia qualsiasi cosa sia – trasparenza e onestà. Questo dev’essere così.

    30 Luglio, 2013 - 18:22
  74. Luigi Accattoli

    Cambiamenti e resistenza a essi Philip Pullella di Reuters: Lei ha trovato resistenza a questo suo desiderio di cambiare le cose in Vaticano? La seconda domanda è: Lei vive in un modo molto austero, vuole che i Suoi collaboratori, anche i cardinali, seguano questo esempio e forse vivano in comunità, o è una cosa solo per Lei?

    I cambiamenti… i cambiamenti vengono anche da due versanti: quello che noi cardinali abbiamo chiesto, e quello che viene dalla mia personalità. Lei parlava del fatto che sono rimasto a Santa Marta: ma io non potrei vivere da solo nel Palazzo, e non è lussuoso. L’appartamento pontificio non è tanto lussuoso! E’ largo, è grande, ma non è lussuoso. Ma io non posso vivere da solo o con un piccolo gruppetto! Ho bisogno di gente, di trovare gente, di parlare con la gente… E per questo quando i ragazzi delle scuole gesuite mi hanno fatto la domanda: “Perché Lei? Per austerità, per povertà?”. No, no: per motivi psichiatrici, semplicemente, perché psicologicamente non posso. Ognuno deve portare avanti la sua vita, con il suo modo di vivere, di essere. I cardinali che lavorano in Curia non vivono da ricchi e da fastosi: vivono in un appartamentino, sono austeri, loro, sono austeri. Quelli che conosco, questi appartamenti che l’APSA dà ai cardinali. Poi, mi sembra che ci sia un’altra cosa che volevo dire. Ognuno deve vivere come il Signore gli chiede di vivere. Ma l’austerità – un’austerità generale – credo che sia necessaria per tutti noi che lavoriamo al servizio della Chiesa. Ci sono tante sfumature sulle austerità… ognuno deve cercare il suo cammino. Rispetto ai santi, questo è vero, ce ne sono, santi: cardinali, preti, vescovi, suore, laici; gente che prega, gente che lavora tanto, e anche che va dai poveri, di nascosto. Io so di alcuni che si preoccupano di dare da mangiare ai poveri o poi, nel tempo libero, vanno a fare ministero in una chiesa o in un’altra… Sono preti. Ci sono santi in Curia. E anche c’è qualcuno che non è tanto santo, e questi sono quelli che fanno più rumore. Voi sapete che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. E questo a me fa dolore quando ci sono queste cose.

    30 Luglio, 2013 - 18:28
  75. Patricia Zorzan:
    [Parlando a nome dei brasiliani. La società è cambiata, i giovani sono cambiati e si vedono in Brasile tanti giovani. Lei non ha parlato sull’aborto, sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. In Brasile è stata approvata una legge che amplia il diritto all’aborto e ha permesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Perché non ha parlato su questo?]

    Papa Francesco:
    [La Chiesa si è già espressa perfettamente su questo. Non era necessario tornarci, come non ho parlato neppure della frode, della menzogna o di altre cose sulle quali la Chiesa ha una dottrina chiara!]

    Patricia Zorzan:
    [Ma è un argomento che interessa ai giovani…]

    Papa Francesco:
    [Sì, ma non era necessario parlare di questo, bensì delle cose positive che aprono il cammino ai ragazzi. Non è vero? Inoltre, i giovani sanno perfettamente qual è la posizione della Chiesa!]

    Patricia Zorzan:
    [Qual è la posizione di Vostra Santità, ce ne può parlare?]

    Papa Francesco:
    [Quella della Chiesa. Sono figlio della Chiesa!]

    30 Luglio, 2013 - 18:31
  76. Luigi Accattoli

    Elogio del vecchio curiale. Ma ci sono alcuni che danno scandalo, alcuni. Noi abbiamo questo monsignore in galera, credo che ancora prosegue in galera; non è andato in galera perché assomigliava alla beata Imelda precisamente, non era un Beato. Sono scandali, questi, che fanno male. Una cosa – questo non l’ho mai detto, ma me ne sono accorto – credo che la Curia sia un poco calata dal livello che aveva un tempo, di quei vecchi curiali… il profilo del vecchio curiale, fedele, che faceva il suo lavoro. Abbiamo bisogno di queste persone. Credo… ci sono, ma non sono tanti come un tempo. Il profilo del vecchio curiale: io direi così. Dobbiamo averne di più, di questi. Se trovo resistenza? Mah! Se c’è resistenza, ancora io non l’ho vista. E’ vero che non ho fatto tante cose, ma si può parlare che sì, io ho trovato aiuto, e anche ho trovato gente leale. Per esempio, a me piace quando una persona mi dice: “Io non sono d’accordo”, e questo l’ho trovato. “Ma questo non lo vedo, non sono d’accordo: io lo dico, Lei faccia”. Questo è un vero collaboratore. E questo l’ho trovato, in Curia. E questo è buono.

    30 Luglio, 2013 - 18:34
  77. Luigi Accattoli

    Mi piacerebbe andare per le strade di Roma. Hada Messia della CNN: quando ha incontrato i giovani argentini Lei, un po’ scherzando, forse un po’ seriamente ha detto loro che Lei pure, qualche volta, si sente ingabbiato: volevamo sapere a cosa si riferisse, esattamente…

    Lei sa quante volte ho avuto voglia di andare per le strade di Roma, perché a me piaceva, a Buenos Aires, andare per la strada, mi piaceva tanto! In questo senso, mi sento un po’ ingabbiato. Ma, questo devo dirlo perché sono tanto buoni questi della Gendarmeria vaticana, sono buoni, buoni, buoni e sono loro riconoscente. Adesso mi lasciano fare qualcosa in più. Io credo… il loro dovere è custodire la sicurezza. Ingabbiato, in quel senso. A me piacerebbe andare per la strada, ma capisco che non è possibile: lo capisco. In quel senso l’ho detto. Perché la mia abitudine era – come diciamo noi di Buenos Aires – io ero un prete callejero …

    30 Luglio, 2013 - 18:43
  78. Luigi Accattoli

    I movimenti sono una grazia. Marcio Campos: In Brasile, la Chiesa cattolica ha perso fedeli in questi ultimi anni: il Movimento del Rinnovamento Carismatico è una possibilità per evitare che i fedeli frequentino la Chiesa pentecostale o altre Chiese pentecostali?

    E’ molto vero quello che lei dice del calo dei fedeli: è vero, è vero. Ci sono statistiche. Abbiamo parlato con i vescovi brasiliani del problema, in una riunione che abbiamo avuto ieri. Lei domandava sul Movimento di Rinnovamento Carismatico. Io vi dico una cosa. Negli anni, alla fine degli anni Settanta, inizio anni Ottanta, io non li potevo vedere. Una volta, parlando di loro, avevo detto questa frase: “Questi confondono una celebrazione liturgica con una scuola di samba!”. Questo l’ho detto io. Mi sono pentito. Poi, ho conosciuto meglio. E’ anche vero che il movimento, con buoni assessori, è andato su una bella strada. E adesso credo che questo movimento faccia tanto bene alla Chiesa, in generale. A Buenos Aires, io li riunivo spesso e una volta l’anno facevo una Messa con tutti loro in cattedrale. Li ho favoriti sempre, quando io mi sono convertito, quando io ho visto il bene che facevano. Perché in questo momento della Chiesa – e qui allargo un po’ la risposta – credo che i movimenti siano necessari. I movimenti sono una grazia dello Spirito. “Ma, come si può reggere un movimento che è tanto libero?”. Anche la Chiesa è libera! Lo Spirito Santo fa quello che vuole. Poi, Lui fa il lavoro dell’armonia, ma credo che i movimenti siano una grazia, quei movimenti che hanno lo spirito della Chiesa. Per questo credo che il movimento del Rinnovamento carismatico non solo serva ad evitare che alcuni passino alle confessioni pentecostali. Ma no! serve alla Chiesa stessa! Ci rinnova. E ognuno cerca il proprio movimento secondo il proprio carisma, dove lo porta lo Spirito.

    30 Luglio, 2013 - 18:47
  79. Luigi Accattoli

    Non volevo allestimenti speciali. Jean-Marie Guénois di Le Figaro: Lei ha detto che la Chiesa senza la donna perde fecondità. Quali misure concrete prenderà? Per esempio, il diaconato femminile o una donna a capo di un dicastero? E una piccolissima domanda tecnica: Lei ha detto di essere stanco. Ha un allestimento speciale per il ritorno?

    Quest’aereo non ha allestimenti speciali. Io sono davanti, una bella poltrona, comune, ma comune, quella che hanno tutti. Io ho fatto scrivere una lettera e una chiamata telefonica per dire che io non volevo allestimenti speciali sull’aereo: è chiaro?

    30 Luglio, 2013 - 18:51
  80. Luigi Accattoli

    Per una teologia della donna. Secondo, la donna. Una Chiesa senza le donne è come il Collegio Apostolico senza Maria. Il ruolo della donna nella Chiesa non è soltanto la maternità, la mamma di famiglia, ma è più forte: è proprio l’icona della Vergine, della Madonna; quella che aiuta a crescere la Chiesa! Ma pensate che la Madonna è più importante degli Apostoli! E’ più importante! La Chiesa è femminile: è Chiesa, è sposa, è madre. Ma la donna, nella Chiesa, non solo deve … non so come si dice in italiano … il ruolo della donna nella Chiesa non solo deve finire come mamma, come lavoratrice, limitata … No! E’ un’altra cosa! Ma i Papi… Paolo VI ha scritto una cosa bellissima sulle donne, ma credo che si debba andare più avanti nell’esplicitazione di questo ruolo e carisma della donna. Non si può capire una Chiesa senza donne, ma donne attive nella Chiesa, con il loro profilo, che portano avanti. Io penso un esempio che non ha niente a che vedere con la Chiesa, ma è un esempio storico: in America Latina, il Paraguay. Per me, la donna del Paraguay è la donna più gloriosa dell’America Latina. Tu sei paraguayo? Sono rimaste, dopo la guerra, otto donne per ogni uomo, e queste donne hanno fatto una scelta un po’ difficile: la scelta di avere figli per salvare: la Patria, la cultura, la fede e la lingua. Nella Chiesa, si deve pensare alla donna in questa prospettiva: di scelte rischiose, ma come donne. Questo si deve esplicitare meglio. Credo che noi non abbiamo fatto ancora una profonda teologia della donna, nella Chiesa. Soltanto può fare questo, può fare quello, adesso fa la chierichetta, adesso legge la Lettura, è la presidentessa della Caritas … Ma, c’è di più! Bisogna fare una profonda teologia della donna. Questo è quello che penso io.

    30 Luglio, 2013 - 18:52
  81. Luigi Accattoli

    Studieremo la questione dei divorziati risposati. Gian Guido Vecchi del Corriere della Sera: A proposito dell’accesso ai Sacramenti dei divorziati risposati, c’è la possibilità che cambi qualcosa nella disciplina della Chiesa?

    Questo è un tema che si chiede sempre. La misericordia è più grande di quel caso che lei pone. Io credo che questo sia il tempo della misericordia. Questo cambio di epoca, anche tanti problemi della Chiesa – come una testimonianza non buona di alcuni preti, anche problemi di corruzione nella Chiesa, anche il problema del clericalismo, per fare un esempio – hanno lasciato tanti feriti, tanti feriti. E la Chiesa è Madre: deve andare a curare i feriti, con misericordia. Ma se il Signore non si stanca di perdonare, noi non abbiamo altra scelta che questa: prima di tutto, curare i feriti. E’ mamma, la Chiesa, e deve andare su questa strada della misericordia. E trovare una misericordia per tutti. Ma io penso, quando il figliol prodigo è tornato a casa, il papà non gli ha detto: “Ma tu, senti, accomodati: che cosa hai fatto con i soldi?”. No! Ha fatto festa! Poi, forse, quando il figlio ha voluto parlare, ha parlato. La Chiesa deve fare così. Quando c’è qualcuno… non solo aspettarli: andare a trovarli! Questa è la misericordia. E io credo che questo sia un kairós: questo tempo è un kairós di misericordia. Ma questa prima intuizione l’ha avuta Giovanni Paolo II, quando ha incominciato con Faustina Kowalska, la Divina Misericordia… lui aveva qualcosa, aveva intuito che era una necessità di questo tempo. Con riferimento al problema della Comunione alle persone in seconda unione, perché i divorziati possono fare la Comunione, non c’è problema, ma quando sono in seconda unione, non possono. Io credo che questo sia necessario guardarlo nella totalità della pastorale matrimoniale. E per questo è un problema. Ma anche – una parentesi – gli Ortodossi hanno una prassi differente. Loro seguono la teologia dell’economia, come la chiamano, e danno una seconda possibilità, lo permettono. Ma credo che questo problema – chiudo la parentesi – si debba studiare nella cornice della pastorale matrimoniale. E per questo, due cose; primo: uno dei temi da consultare con questi otto del Consiglio dei cardinali, con i quali ci riuniremo l’1, il 2 e il 3 ottobre, è come andare avanti nella pastorale matrimoniale, e questo problema uscirà lì. E, una seconda cosa: è stato con me, quindici giorni fa, il segretario del Sinodo dei Vescovi, per il tema del prossimo Sinodo. Era un tema antropologico, ma parlando e riparlando, andando e tornando, abbiamo visto questo tema antropologico: la fede come aiuta la pianificazione della persona, ma nella famiglia, e andare quindi sulla pastorale matrimoniale. Siamo in cammino per una pastorale matrimoniale un po’ profonda. E questo è un problema di tutti, perché ci sono tanti, no? Per esempio, ne dico uno soltanto: il cardinale Quarracino, il mio predecessore, diceva che per lui la metà dei matrimoni sono nulli. Ma diceva così, perché? Perché si sposano senza maturità, si sposano senza accorgersi che è per tutta la vita, o si sposano perché socialmente si devono sposare. E in questo entra anche la pastorale matrimoniale. E anche il problema giudiziale della nullità dei matrimoni, quello si deve rivedere, perché i Tribunali ecclesiastici non bastano per questo. E’ complesso, il problema della pastorale matrimoniale.

    30 Luglio, 2013 - 18:55
  82. Luigi Accattoli

    Quando ho parlato con Papa Benedetto di Vatileaks. Elisabetta Piqué, argentina: Si è spaventato quando ha visto la relazione su Vatileaks?

    No! Ti racconto un aneddoto sul rapporto “Vatileaks”. Quando andai a trovare Papa Benedetto, dopo aver pregato nella cappella, siamo stati nel suo studio e ho visto una grande scatola e una grossa busta. Scusi… Benedetto mi ha detto, mi diceva: “In questa scatola grande ci sono tutte le dichiarazioni, le cose che hanno detto i testimoni, tutti lì. Ma il riassunto e il giudizio finale è in questa busta. E qui si dice ta-ta-ta…”. Aveva tutto in testa! Ma che intelligenza! Tutto a memoria, tutto! Ma no, non mi sono spaventato, no. No, no. Ma è un problema grosso, eh? Ma non mi sono spaventato.

    30 Luglio, 2013 - 19:00
  83. Luigi Accattoli

    Su Monsignor Ricca abbiamo investigato. Ilze Scamparini: mons. Ricca, cosa intende fare su questa questione?

    Quello di mons. Ricca: ho fatto quello che il Diritto Canonico manda a fare, che è la investigatio previa. E da questa investigatio non c’è niente di quello di cui l’accusano, non abbiamo trovato niente di quello. Questa è la risposta. Ma io vorrei aggiungere un’altra cosa su questo: io vedo che tante volte nella Chiesa, al di fuori di questo caso ed anche in questo caso, si vanno a cercare i “peccati di gioventù”, per esempio, e questo si pubblica. Non i delitti, eh? i delitti sono un’altra cosa: l’abuso sui minori è un delitto. No, i peccati. Ma se una persona, laica o prete o suora, ha fatto un peccato e poi si è convertito, il Signore perdona, e quando il Signore perdona, il Signore dimentica e questo per la nostra vita è importante. Quando noi andiamo a confessarci e diciamo davvero: “Ho peccato in questo”, il Signore dimentica e noi non abbiamo il diritto di non dimenticare, perché corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi dei nostri [peccati]. E’ un pericolo quello. Questo è importante: una teologia del peccato. Tante volte penso a San Pietro: ha fatto uno dei peggiori peccati, che è rinnegare Cristo, e con questo peccato lo hanno fatto Papa. Dobbiamo pensare tanto. Ma, tornando alla Sua domanda più concreta: in questo caso, ho fatto l’investigatio previa e non abbiamo trovato.

    30 Luglio, 2013 - 19:06
  84. giuseppe2

    A quanto pare il Papa è sicuro del pentimento del monisgnore per i “peccati di gioventù”, anche per la confessione sacramentale, e tanto basta se lui si fida e non ci vede manovre di lobby.

    Più interessante il discorso sui divorziati risposati da inquadrare più in profondità nella teologia e pastorale del matrimonio. Tutti ci rendiamo conto che, probabilmente, nel contesto attuale, molti dei matrimoni che si sono celebrati e si celebrano sono nulli (basta leggere il CJC) e questa è una strada già indicata da Benedetto XVI per sanare le situazioni di molti “divorziati risposati” che tornano alla pratica religiosa.
    Non conosco invece la “teologia dell’economia” degli ortodossi alla quale il Papa accenna, per cui, pur mantenendo l’indissolubilità del matrimonio per rivelazione divina, ammettono seconde e terze nozze (non oltre) dei separati. Sembra che il Papa consideri anche questa una materia da approfondire; ne sapete qualcosa?

    30 Luglio, 2013 - 20:48
  85. Giuseppe, quel suo “il discorso sui divorziati risposati da inquadrare più in profondità nella teologia e pastorale del matrimonio” è una forzatura errata.
    Papa Francesco parla esclusivamente di “pastorale” a proposito del matrimonio, e usa tale parola ben cinque volte dopo aver detto “Loro seguono la teologia dell’economia”.
    Infatti tutto questo insistere (le cinque volte) è proprio per insistere sul fatto che se per loro è un fatto “teologico”, per noi è solo un problema “pastorale”, di corretta preparazione. Quindi per noi il matrimonio è e resta indissolubile, quindi a meno che non sia contratto in modo nullo esso resta valido ed indissolubile.
    Gli Ortodossi risolvono il problema a valle, noi dobbiamo risolvere il problema al monte, cioè formare alla corretta ricezione del Sacramento del matrimonio, in modo che poi chi lo ha contratto “consapevolmente” sappia che non può invocarne la solubilità.

    30 Luglio, 2013 - 21:49
  86. giuseppe2

    E’ vero, ubi, forse non ho capito bene la risposta del Papa insolitamente lunga e complessa, a rileggerla alcuni passaggi mi risultano puttosto criptici. Per esempio il richiamo del figlio prodigo, se uno considera che il caso che si presenta è spesso quello di “divorziati risposati” che dopo il nuovo “matrimonio” tornano col nuovo “coniuge”, o si accostano per la prima volta, alla pratica religiosa, sembrerebbe che Francesco adombri la possibilità di ammetterli alla comunione sacramentale, come una forma intanto di “cura dei feriti” del cambio d’epoca che sono “tanti” e vanno prima di tutto soccorsi (insistenza sulla misericordia come speciale kairòs del tempo).
    Questo mi risulta effettivamente astruso dal punto di vista dottrinale. Una riammissione dei lapsi… pro-tempore, in attesa di una sistemazione più “profonda” della pastorale? Quando il Papa parla di argomenti importanti – nel modo che sceglie, che non va sindacato e che certamente, se lui l’ha scelto, è il modo più opportuno in un dato momento – uno deve cercare di capire cosa sta dicendo; altrimenti che parla a fare, per di più a una platea internazionale di giornalisti, cioé per dare alle sue parole risonanza mondiale?

    Comunque mi è chiaro che non è in discussione l’indissolubilità, e che molto si gioca sulla nullità, secondo l’indirizzo già dato da Benedetto, questo sì. Non so se la citazione della “teologia dell’economia” degli ortodossi (che anch’essi affermano l’indissolubilità) è solo retorica o ad excludendum. Sembrerebbe dal testo che possa avere un rilievo pastorale.
    Insomma, non ci ho capito granché oltre quello che già sapevo e chiedo lumi.

    30 Luglio, 2013 - 22:35
  87. Luigi Franti

    Io direi di non preoccuparsi troppo dell’esegesi di tutte queste esternazioni: se i papi di oggi chiacchierano con i giornalisti, parlano a braccio, un po’ come viene viene, bisogna che i fedeli si adattino: non ci si può comportare come si faceva una volta (ai bei tempi :-)), quando i papi parlavano poco, quasi sempre in forma ufficiale, con parole ponderate e scelte una per una. Allora aveva senso pesarle col bilancino, perché anche una virgola poteva avere la sua importanza. Ora si va un tanto al chilo. Non ci si può rapportare con papa Bergoglio come se fosse papa Pacelli, tanto per dire.

    Analogamente, se si vuole il papa che gira a piedi per Roma, sta in un appartamentino e quando prende l’areo fa la fila al check in come tutti (eh sì, perché portarsi la borsa a mano non basterà più, la prossima volta :-)), benissimo, sia pure così. Ma questo implicherà, necessariamente, che sia considerato come un vescovo fra tanti altri, per cui non è certo il caso che is muovano le folle.

    30 Luglio, 2013 - 23:13
  88. Luigi Franti

    Visto che Luigi ha raccolto religiosamente tutte queste briciole del Convivio papalgiornalistico e ce le ha gentilmente servite, mi permetto due noticine:
    – sgradevole qule tirare in ballo e prendere un po’ in giro il povero monsignor Scarano. Dico povero perché è carcerato e quindi per Gesù è un povero. Poi non so in Argentina, ma in Italia uno sarebbe da cosiderare innocente fino a sentenza defintiiva. Che sia il suo superiore a metterlo alla gogna è molto molto sgradevole. Non bastava parlare in generale? C’era bisogno di fare il nome e tirar fuori la beata Imelda?
    – Non so chi sia questa Patricia Zorzan (che Luigi aveva censurato, ma l’umiltà mi ha fatto conoscere), ma se arbitrassi io la partita finirebbe così: Patricia Zorzan 3 papa Bergoglio 0.

    30 Luglio, 2013 - 23:21
  89. Sara1

    A me succede il fatto strano di condividere le parole del PApa ma di rimanere invece disorientata dal suo linguaggio omiletico, come lo ha definito Luigi immaginifico. E anche il devozionalismo popolare, lo so di Aparecida ma non posso fare a
    Meno di considerato come un passo indietro.
    Di più’ con il cellulare non riesco a scrivere. Sono fuori.

    30 Luglio, 2013 - 23:46
  90. discepolo

    Oh astuzia del papa gesuita nel rigirare la frittata!
    Non ha detto su mons, Ricca semplicemente “è vero ” oppure “è falso” quello che dicono, ha detto astutamente ” abbiamo fatto un indagine e non abbiamo trovato nulla”
    così un investigatore potrebbe scusarsi, se un assassino da lui preventivamente indagato ha fatto una vittima ” “avevamo fatto delle indagini su di lui, ma non abbiamo trovato nulla”
    Ma certo! Se uno non ha trovato nulla , non è responsabile, no? e che sia vero o falso quello che si dice su Mons. Ricca, intanto il Papa si giustifica ” non abbiamo trovato nulla” . ah, non avete trovato nulla, poveri ingenui?
    Astuzia, furbizia , ammantate di ingenuità e semplicità.
    se papa Bergoglio è un “semplice” un” ingenuo” , un sincero col “cuore in mano” allora Machiavelli era un chierichetto, un “enfant du coeur”.

    30 Luglio, 2013 - 23:52
  91. Clodine

    ” E’ mamma, la Chiesa, e deve andare su questa strada della misericordia”
    Dice Papa Francesco.

    Per me, questa frase è sbagliata: la Chiesa non è “mamma”ma MADRE la cui particolarità è rafforzata da un aggettivo ancor più illuminante: MAESTRA!
    La differenza tra l’essere mamma e l’essere madre, non è di forma, ma di sostanza. La mamma [concetto biologico] crede di essere madre per aver procreato ma non lo è. Il mondo è pieno di mamme, ma trovare una madre è ..come la “dramma” perduta del Vangelo di Luca perché è colei che aiuta a diventare grande, forte, un individuo in grado di ricercare la propria anima. Ti manderà nel mondo dopo aver rafforzato le tue virtù, ricercato il meglio che è in te indicato la via giusta e messo in guardia da quella sbagliata perché è piena di saggezza e attraverso la sua guida il figlio troverà la vita: questo è amore.
    La mamma invece, che pensa, crede di amare, in realtà ama se stessa e desidera che il frutto delle sue viscere resti attaccato a lei, è buonista, lo vizia per timore che gli sfugga, così il figlio diventerà una proie­zione delle sue ambizioni.
    La mamma distrugge,corrompe i figli, la madre no!
    Freud sosteneva che alla base di ogni nevrosi c’è la mamma. Tutta la psicoanalisi converge su problemi creati dalla mamma che è la simulazione di una madre, la controparte fìsica della madre il cui concetto è altamente spirituale infatti, solo colei che è arrivata a “casa” può es­sere una madre.
    La Chiesa è MADRE, non mamma.

    31 Luglio, 2013 - 6:33
  92. Clodine

    Credo che “Maestra” più che un aggettivo sia un sostantivo.
    Mi piace immaginare la Chiesa una Vela Maestra issata sull’albero principale di un grande Veliero . Una Vela che ha saputo gestire, e saprà gestire, un gioco forze impressionanti e permesso al Veliero di attraversare per duemila anni il grande mare della storia, affrontare tempeste perfette e ogni sorta di vento reale e apparente…

    31 Luglio, 2013 - 7:03
  93. Clodine

    Ma se sul “Brigantino” i capitani sono due, uno a tribordo e l’altro a trinchetto…allora la cosa si complica perché non si capisce quando far vela. Guai a quel Veliero che s’imbatte nella “traversìa” in balia del turbine, di quel forte vento che agita violentemente le acque e schianta come un guscio di noce sulle rocce…

    31 Luglio, 2013 - 7:49
  94. lycopodium

    Il parlare per immagini è una modalità espressiva universale.
    Che però appartiene in particolare modo ai mistici, ai poeti, ai terapeuti, ai folli e ai sognatori, a chi è insomma (con parole di Bateson) “transcontestuale”.
    È il comunicare non solo verbale, serve anzi a denunciare l’insufficienza della parola, la preponderanza dell’emozione e del gesto.
    È il modo di esprimersi del rito e di tutte quelle relazioni che al rito preludono o dal rito ricevono forma, oppure che in qualche modo lo implicano o lo imitano.
    È un modo espressivo “sacro” ma, secondo il contesto, anche “esecrabile”, epifania del Nume o “numinoso ottenebramento”, può essere liberatorio, ma pure manipolatorio (“vanno i buoni, vanno gli empi, ma diversa ne è la sorte, vita o morte provoca”).
    Chiaro che tutto ciò richiede un rapporto personale previo da confermare nel rapporto (anche nel caso specifico di uno che parla a molti), un’affidabilità sia di chi lo “emette”, che di chi lo “riceve”.
    Perché è un linguaggio che ha due padroni assoluti, è tutto in mano agli interlocutori (anzi, per qualcuno ce n’è pure un terzo, che è il linguaggio stesso)…
    Con tutti questi elementi abbiamo la griglia interpretativa dell’oggi, non solo ecclesiale.
    Si possono spiegare le diverse reazioni, che qui e non solo qui si registrano.
    Il tempo storico dirà in che modo il puzzle si verrà a comporre, se vincerà temporaneamente il sacro o l’esecrabile.
    L’eternità sa già, comunque, chi è il Vincitore.

    31 Luglio, 2013 - 8:09
  95. manuel76

    @ Clodine

    Per te il Papa è lo zero del piano cartesiano, la stella polare.
    E continui a pensare che solo la morte possa spapizzare un papa.
    🙂

    Però sulla mamma non son d’accordo!
    (Premetto che uno che nasce di lingua non italiana può essere che non colga ogni sfumatura di una parola)
    Visto che hai accarezzato Freud, ho provato a leggere dal dizionario etimologico del Pianigiani, coevo.
    Mama, maman, mamma, maman, mamme, mammìa, mammaia…etc
    Rumeno, Spagnolo, Portoghese, Latino, Greco, Albanese, Lituano, Celto, Germanico, Ebraico, Persiano…

    “[…] guardando all’uso universale di questa voce e riflettendo che trattasi di parola propria dei bambini ignari di tutto, pare verosimile che essa sia nata spontanea sulla loro bocca al di fuori di qualunque etimo per la sola naturale e facile articolazione delle labiali. […]”

    E’ la prima articolazione, l’universale, la più facile, la spontanea invocazione di chi cerca il riferimento, la protezione, il nutrimento, l’affetto, l’amore.

    Nell’uso lombardo madre evoca sì insegnamento e guida, ma forse più come controllo e comando che affetto e dolcezza.

    31 Luglio, 2013 - 9:01
  96. manuel76

    @ discepolo
    hai una visione del papa come mente diabolica, subdola, machiavellica e calcolatrice. Mi lascia molto perplesso.

    Come pure il disprezzo assai poco velato del Franti.

    31 Luglio, 2013 - 9:10
  97. lycopodium

    Manuel76,
    se c’è una fatica a discernere, forse il problema non è solo dal lato di chi ha fatica. Forse è il contesto ad essere complicato…

    31 Luglio, 2013 - 9:17
  98. lycopodium

    Un buon modo di stirare quelle pieghe e dipanare la matassa è questo: partire dallo specifico, per via induttiva.
    Che non è la via semplificatrice e rozza dei media o degli intellettuali che hanno già incasellato tutto e tutto torna nei loro teoremi e nelle loro scansioni storiche (ce ne sarebbero da dire di cose, in merito).
    Un ottimo esempio di questa aurea “via induttiva” potrebbe essere l’analisi che qui linko:
    http://www.terredamerica.com/2013/07/31/il-papa-dei-lontani-originalita-del-pontificato-di-francesco-dopo-wojtyla-e-ratzinger/

    31 Luglio, 2013 - 9:38
  99. lorenzo

    Clodine, quanto ti piace fare la supervisora dei papi.
    🙂

    Sara delle 23,46: ossignur, mica sarai contagiata anche tu dal virus della snobberia intelletualistica?!
    🙂

    Chissà se discepolo si ricorda, ogni tanto, di stare parlando di un Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa?
    🙂

    31 Luglio, 2013 - 10:06
  100. Luigi Franti

    Ma Lorenzo, non lo sa che “Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa” (con tutto quello spreco di maiuscole) è tutta roba che è stata messa in soffitta? Discepolo, probabilmente, si sforza di obbedire alle indicazioni del papa e lo tratta come lui vuole essere trattato. Gli dice quel che pensa essere il fatto suo senza giri di parole, come farebbe col viceparroco della sua parrocchia. Andrebbe lodata, per questo sforzo.

    31 Luglio, 2013 - 10:27
  101. manuel76

    Grazie Lycopodium, è una analisi interessante.
    Condivido che il contesto sia complicato.
    La Chiesa dei no effettivamente finisce con l’escludere.

    Se il pastore si sforza di guardare un po’ con l’occhio delle pecorelle smarrite, può essere più efficace nel trovare il modo per raggiungerle.

    Se sei un pastore e hai perso una pecora in un bosco per trovarla devi seguire le sue tracce, da quando è uscita dal recinto, sperando che il tempo e la temperie non abbiano cancellato le tracce di quella strada che la collegava a te.

    Se le urli solo dietro che ha sbagliato quella scappa via.

    31 Luglio, 2013 - 10:42
  102. lycopodium

    Manuel76, condivido tuta l’analisi, con una sola eccezione (chiesa dei no).
    L’espressione mi pare forzata e sommaria.
    Anche perché Asha Phillips potrebbe storcere il naso.

    31 Luglio, 2013 - 11:00
  103. lycopodium

    condivido tutta l’analisi, con una sola eccezione

    31 Luglio, 2013 - 11:01
  104. Sara1

    Tra un commento e l’altro Lorenzo deve anche ascoltare.
    Pietà’ popolare vuol dire radio Maria magari in salsa esotica ma siamo li’.
    Mi va bene l’alleluja delle lampadine e banana banana ma quel tipo di devozionalismo tutto madonne ottocentesche direi di no.
    Giovanni Paolo II con Dylan e Battiato mi riconciliava di più’.
    Cultura non è’ solo libri e Palestrina ma santo cielo siamo nel 2013!!!!

    Al massimo devo ammettere che al posto del devozionalismo se proprio meglio il razionalismo ratzingheriano.

    31 Luglio, 2013 - 11:01
  105. Un particolare. Gli ortodossi benedicono la seconda e – in certi casi – la terza unione, ma teologicamente anche per loro le (“prime”) nozze sono indissolubili, tanto che – a quanto ne so – la benedizione di cui sopra non è assimilabile a un vero matrimonio. Credo addirittura che si comportino in questo modo anche nel caso dei vedovi (noi invece utilizziamo il concetto giuridico per cui un patto, compreso quello nuziale, si estingue alla morte di uno dei contraenti) – quindi qualcuno potrebbe argomentare che per loro il matrimonio è addirittura più insolubile che per noi.

    31 Luglio, 2013 - 11:04
  106. Federico B.

    Concordo in toto con Clodine.

    @Lorenzo,
    chiami “supervisori” gli altri, ma anche tu, più di una volta, ti sei posto come interprete autentico dei papi, quindi…

    @Sara,
    a me è piaciuto moltissimo vedere devozione alla Madonna e l’atto che ho apprezzato di più in questa GMG è stata proprio la consacrazione dei giovani alla Vergine Maria.
    Finchè la Beata Vergine veglierà sul Papa e sulla Chiesa non avremo niente da temere: papa Francesco lo sa bene. Forse lo hanno dimenticato certi cattolici troppo “moderni”, troppo “intelligenti”, troppo “indipendenti”…

    31 Luglio, 2013 - 11:10
  107. lycopodium

    L’attenzione devota alla religiosità popolare contraddistingue la specialissima TdL di JMB e lo separa irreversibilmente dai Boff et similia.

    31 Luglio, 2013 - 11:14
  108. giuseppe2

    @Luigi Franti che scrive “sgradevole qule tirare in ballo e prendere un po’ in giro il povero monsignor Scarano”

    Vero, molto sgradevole. E’ possibile a me pensare che si tratti di un farabutto, e altrettanto che in curia ce ne siano parecchi; anzi è inevitabile dopo quanto accaduto nel pontificato di Ratzinger. Ma che lo dica il Vicario di Cristo nella chiaccherata coi giornalisti mentre quella persona è in vincoli è condotta che non riesco a definire, è fuori da ogni parametro di ragionevolezza.
    Voglio bene al Papa, sono papista e ubbidiente per istinto. Pertanto lascio perdere deduzioni e ragionamenti. Bergoglio è un emotivo, piuttosto insonne, sentimentale; prendiamolo com’è, come lo Spirito Santo l’ha voluto. Mi sembra molto azzeccata la chiave di lettura proposta dal lycopondium.
    Ci voleva, ci vuole una grande riforma e se tale dev’essere non può essere indolore.

    31 Luglio, 2013 - 11:33
  109. Sara1

    Si è no LYco’ in un certo senso e’ vista come un aspetto etnico no global ecc.
    Però’ in Bergoglio non mi sembra sia così’.

    31 Luglio, 2013 - 11:37
  110. Intruso

    La logica e l’astuzia di papa Bergoglio é sbalorditiva.Trincerato nel suo “essendo figlio della Chiesa”non pronuncia una parola su aborto, in primis per me ,
    e il suo comporamneto cosí insolente con cui cerca di giustificare una decione sbagliata é scandalosa.”Voi udirete ma non intenderete; guarderete ma non vedrete”

    31 Luglio, 2013 - 12:19
  111. lorenzo

    Caro Franti, Lorenzo lo sa. E spreca tutte quelle maiuscole perché è cosi’, con solenne tono di maiuscola,che i tradizionaliani sono soliti introdurre nei loro ragionamenti la figura del Papa. Ora, che maiuscole e titoli siano stati messi in soffitta io non lo so. Mi limito ad osservare, con sincero divertimento, il seguente paradosso: tanto piu’ si pompa, si incensa e ci si genuflette davanti alla venerabile figura del Romano Pontefice, tanto piu’ si piccona, si svilisce, si condanna , si dileggia , e tout court si insulta – si insulta: non è sbalorditivo?-
    questo specifico e attuale papa….Solo per restare in questo blog, c’è stato chi lo ha già da tempo bollato come eretico, ora siamo all’astuto insolente, e allo scandaloso. Posso consentirmi di ridere di cuore davanti a questo spettacolo di cattoliconi e cattolicone che usano motivazioni e gergo che avrebbero fatto la gioia dei piu’ beceri e violenti antipapisti post Riforma?!

    31 Luglio, 2013 - 13:04
  112. lorenzo

    Cara Sara, tra un commento e l’altro, io ascolto. Comprese le tue ultime parole.
    Che mi confermano, scusa, l’impressione di una certa puzza sotto il naso, di una certa insofferenza che trovo un po’ snob.
    Niente di male a non sentirsi in sintonia con la cd. ” devozione popolare”( che poi dentro ci sta un sacco di roba diversa). Però, un conto è dire: non mi ci ritrovo. Un conto è dire: è retrograda, è un passo indietro, e via discorrendo. La religiosità popolare avrà anche dentro esagerazioni, superficialità e superstizione- o meglio, il rischio di tutte e tre queste cose- ma è pure piena di forza, di autenticità, di semplicità senza tante menate cervellotiche, di santità evangelica. Non c’è Papa che, a modo suo, non l’abbia profondamente rispettata e prarticata in modo viscerale. Lo stesso razionalismo ratzingeriano, come dici tu, non elimina affatto nè sminuisce la pietà cristiana popolare. Io almeno non me ne sono mai accorto. Stesso discorso vale per il rilievo dato a satana. Il fatto che noi troviamo imbarazzante e retrò, fuorimoda e indietro anche solo nominarlo, ci puo’ stare: ma è un problema tutto nostro, culturale e di mentalità. Giacché non si puo’ in alcun modo cercare di estromettere o di espungere come marginale la presenza del maligno dal vangelo e dalla predicazione di Gesù. E persino radio Maria, che io non ho affatto in particolare simpatia e che non ascolto ,quando la intercetto -spessissimo- in molte case di anziani , ammalati e soli, ho sempre trovato che accanto a forme , diciamo così molto naif di espressione religiosa, ha un imponente apparato di catechesi condotte da fior di prelati, teologi e vescovi. Che poi ci si reciti spessissimo il rosario e le preghiere, puo’ non andarci bene, ma questo non basta a dite che ” è un passo indietro” nell’essere cristiani.
    Dice il luogo comune che nella Chiesa c’è posto per sensibilità diverse. Da quel banalone che sono, lo sposo completamente questo luogo comune.
    L’idea che solo dove c’è dibattito problematico, citazione in punta di forchetta, linguaggio che richiede sei o sette letture per afferrare il concetto, ping pong di citazioni e riferimenti a teologi e teologie come se piovesse, che solo così, insomma, ci sia fede vissuta, profonda e matura, mi pare una roba del tutto strampalata e fondamentalmente antievangelica.
    L’importante è se si mette la vita e si spalancano le braccia per prender su di sè le croci: poi, se lo si faccia sgranando rosari e giaculatorie, o riflettendo sulle teologie comparate, questo sta alle differenze di indole, di preparazione, di interesse personale.
    Non mi metterei a fare classifiche.

    31 Luglio, 2013 - 13:26
  113. lorenzo

    Ciao Fede. Che mi sia posto come interprete dei papi ( lasciamo perdere l’autentico che è meglio) solo a dirsi suscita ilarità: quindi hai ragione da vendere a beccarmi sul punto.
    Però, un conto è fare questo. Un conto è infilarsi gli occhiali sul naso,prendere in mano il lapis rossoblu, e andare a cercare i presunti strafalcioni dottrinali ogni volta che il papa apre bocca. In questo sono senz’altro aiutato dalla mia ignoranza in materia, ma francamente, tra una persona qualunque, fosse anche il teologo piu’ dotto e a la page dell’universo, e il papa, io presto cmq attenzione e fiducia al papa. Che non è lì per i suoi begli occhi, ma perché ce lo ha messo Cristo, sempre che ci si creda.La disinvoltura dei maestrini occhiuti nel far le pulci al papa mi diverte sempre molto. Mi divertiva con Benedetto, continua a farlo con Francesco.

    31 Luglio, 2013 - 13:33
  114. Clodine

    Una battuta di spirito non ha mai reso migliore nessuno, loranzo, tanto più quando si vuole appiccicare l’etichetta di “cattolico intransigente” a chiunque tenti di capirci qualcosa in questa Terra di mezzo che è la nostra Chiesa odierna – che a me, malgrado tutti gli sforzi di Papa Francesco sembra un colabrodo- è davvero una presa di posizione che rasenta la dittatura! Lasciare agli altri la possibilità di ragionare con la propria testa, anche se l’approccio distaccato, scevro da enfasi e romanticheria può risultare indigesto, è un dovere, nel rispetto della libertà di pensiero. Credo sia una forma di civiltà.

    31 Luglio, 2013 - 13:48
  115. lorenzo

    Ma certamente, viva la civiltà, sfondi una porta aperta.
    ” lasciare agli altri la possibilità di ragionare con la propria testa “.
    Ci mancherebbe pure.
    Però, se questo virgolettato, invece che tu, lo avessi scritto io, scommetto che Federico una scudisciatina come relativista non me l’avrebbe risparmiata….
    🙂 🙂

    31 Luglio, 2013 - 13:59
  116. Federico B.

    Lorenzo,
    non confondiamo ancora di più le idee: usare i doni che il Signore ci ha fatto, a cominciare dall’intelligenza, è un dovere morale. La parabola dei talenti è chiara.
    Pretendere di essere più cristiani di Gesù Cristo e insegnare la “vera essenza del cattolicesimo” a papi e vescovi è un altro paio di maniche. A casa mia per certe tentazioni si usano i termini “superbia” e “orgoglio” e non sono propriamente virtù cristiane…
    Naturalmente gli interventi di Clodine non hanno nulla a che fare con tutto questo ed è scorretto da parte tua anche solo accennare qualche “sorridente” allusione…

    31 Luglio, 2013 - 14:22
  117. discepolo

    Se ci si stupisce che De Gregori, un cantautore “de sinistra”, un tempo iscritto al PCI dichiara che il discorso di Ratisbona di Ratzinger è stato un grandissimo discorso, quando fior di giornalisti cattolici “progressisti” hanno storto naso e bocca, allora vuol dire che c’è qualcosa che non quadra.
    Ratzinger, per dirne una, su questo blog , è stato lodato SOLO in una occasione, quando ha dato le dimissioni.
    Otto anni di pontificato e di magistero ai più alti livelli buttati nel “Cestino” ed eliminati per sempre. Ratzinger come non fosse mai esistito, anzi secondo alcuni non fosse mai esistito sarebbe stato meglio! Bergoglio divenuto papa otto anni fa, pensate che bellezza, non avremmo avuto otto anni “sprecati” , no?
    E ci i si stupisce che De Gregori consideri Ratzinger un grande papa e che dica che la folla non l'”ha capito”.
    Certo che la folla non l’ha capito! per farsi capire e amare bisognava fare come Bergoglio : dire alla folla quello che la folla vuole sentirsi dire!
    E’ la prima regola di ogni populista: per riuscir simpatico alla folla , devi scendere al “livello” della folla1 Guai se la folla ti sente, ti percepisce come più intelligente, più profondo, più colto, superiore distante ! devi parlare terra terra, devi fingere di essere uno di loro.
    Uso questa parole “fingere” perchè sappiamo benissimo che Bergoglio non è “uno di loro” e non è terra-terra , sappiamo benissimo che gli slogan che Vittorio Messori oggi sul Corriere ha definito da predica di campagna, da Bertoldo, con cui manda la folla in deliquio ( Dio non è uno spray- la religione non è un frullato di banana) non sono all’altezza della cultura e della profondità del Papa gesuita.
    Ma bisogna fingere di essere al livello della folla: portare il pallone multicolore del Brasile , per far vedere “Vedete , io Papa sono come voi!
    La folla ci crede , ci casca, vagheggia un Papa veramente popolare…
    Vecchi trucchi del mestiere, trucchi certo usati in buona fede e “a maggior gloria di Dio” , ma trucchi che qualsiasi imbonitore di folle conosce…
    Chi non ama questo “genere” , questo stile, chi come me è allergico agli imbonitori di folle, ai demagoghi,ai populisti,ai leader carismatici, agli attori che gigioneggiano, chi come me aborre queste cose si dovrà adeguare.. o andarsene.. !! approdare ai confortanti , silenziosi, armoniosi LIDI della Chiesa Cristiana Ortodossa, l’unica, ormai, dove il gigioneggiare , i balli scomposti, il giovanilismo ridicolo, e lo strizzare l’occhio alla folla non abbia ancora stravolto del tutto la dignità, la serietà e la bellezza dell’adorazione di Dio .

    31 Luglio, 2013 - 14:40
  118. Sara1

    Io sono snob, lei che pensa che le periferie sono i centri sociali invece cos’è’?
    Senza offesa, con tutto il rispetto per la sensibilità’ altrui dico solo che è’ lontana dalla mia.

    31 Luglio, 2013 - 14:48
  119. lorenzo

    magari uno che dice una cretinata, Sara?
    Che forse è ancora peggio della snobberia, ma non vedo che c’entri quella mia specifica eventuale cretinata con l’essere snob.

    31 Luglio, 2013 - 14:53
  120. lorenzo

    Non attraversa mai il tuo furente sdegno, discepolo, l’idea che ” i modi” di esprimersi dei papi possono anche starci gagliardamente sulle palle , ma forse dovremmo prestare un micron di attenzione alla sostanza di quello che CI dicono?
    Sorpresa! Il giocattolino BenedettourrahFrancescobleah potrebbe smontarsi da solo tra le nostre mani.

    31 Luglio, 2013 - 15:02
  121. lorenzo

    Uhila, Fede. Scorretto? Mica me lo sono inventato che si è definito Francesco eretico. E non c’erano manco faccine sorridenti.

    31 Luglio, 2013 - 15:04
  122. Mi piacciono le difese a spada tratta di Ratzinger da parte di discepolo, quando invece – qualche anno fa – diceva di lui :” Ma come parla questo?” e molti di noi dovettero ricordarle il rispetto dovuto ad un papa.

    Come si cambia! diceva Fiorella Mannoia…

    31 Luglio, 2013 - 15:06
  123. manuel76

    @ Discepolo
    non si può avere antipatia ed astio per Bergoglio in quanto Ratzinger non fu capito.
    Le cose che Ratzinger ha predicato si sedimentano e porteranno frutti magari oggi o domani più di quanti ne abbiano prodotti ieri.

    E’ davvero populista uno che si comporta similmente a come era da vescovo? stando in mezzo alla gente? servendosi di un mezzo pubblico e senza vivere nel lusso?

    Mi viene un parallelo con la fisicità di Giovanni Paolo II che, ben più giovane di questo Papa, sciatore, andò a sciare da Papa, scalatore in montagna, fece qualche escursione, prestante fisicamente non ebbe problemi ad alzare un bambino tra le sue braccia.
    Era populismo? forse era solo essere se stessi sul piano fisico…come parlare con i giornalisti.

    L’altro parallelo era con l’intelligenza di Ratzinger.
    E’ stato se stesso anche Ratzinger, proponendo riflessioni come a Ratisbona, correndo il forte rischio di non essere capito da coloro che non avessero alla mano quanto meno una base liceale filosofica, tale da capire le distinzioni, le premesse, la forma mentis sottile che ha plasmato un discorso.

    31 Luglio, 2013 - 15:09
  124. discepolo

    http://www.vitomancuso.it/wp-content/uploads/2009/11/mancusoempatia2-1.pdf

    Il filosofo e teologo Vito Mancuso l’ha spiegato bene oggi su questo articolo:
    il Papa Francesco non può continuare a traccheggiare , a fare melina, a dar un colpo al cerchio e uno alla botte. La Chiesa dell'”empatia” va bene , ma poi ci vogliono anche riforme! I progressisti si aspettano molto da lui, gesti concreti e non solo belle parole!
    E questi “gesti concreti”, questi mutamenti radicali e rivoluzionari che discendono, LOGICAMENTE, dalle belle parole, Vito Mancuso li ha elencati nel suo articolo :
    apertura ai divorziati risposati ,sacerdozio femminile, apertura ai gay e all’eventuale matrimonio omosessuale , insomma cambiamento RADICALE della morale tradizionale cattolica .
    I progressisti , quelli che vogliono riforme RADICALI, scalpitano, fremono, lo aspettano al varco, a Papa Francisco!! vediamo se coll’astuzia che gli è propria saprà” gabbare” anche loro! 😉

    31 Luglio, 2013 - 15:24
  125. discepolo

    Così parlò Vito Mancuso

    È infatti insostenibile la posizione cattolica tradizionale riguardo sia alle persone omosessuali, sia alle persone divorziate, sia al ruolo attualmente ricoperto dalle donne all’interno del governo della Chiesa. E occorre coerenza: non si
    può proclamare a parole il rispetto per le persone omosessuali e la pari loro dignità di figli di Dio e poi giudicare la loro condizione come condannata dalla legge naturale e dalla Bibbia; al contrario, se veramente si vuole mostrare in modo
    concreto il rispetto di cui si parla nei loro confronti, occorre mettere in atto ermeneutiche conseguenti sia della legge naturale (da intendersi in senso formale come armonia delle relazioni e non come definizioni di ruoli e di comportamenti) sia delle pagine bibliche che condannano le persone omosessuali relegando tali pagine accanto a quelle che favoriscono la guerra o l’inimicizia verso le altre religioni (e che non meritano di essere più prese in considerazione).
    Occorre cioè giungere all’evangelico “non giudicare” e “non condannare”.
    Allo stesso modo se veramente si vuole che sia la misericordia ad avere il primato per i divorziati risposati occorre mettere in atto una disciplina canonica
    dei sacramenti che conceda loro di accostarvisi senza nessuna discriminazione (segnalo al riguardo il recente libro di Oliviero Arzuffi, Caro papa Francesco.
    Lettera di un divorziato, Oltre edizioni). Allo stesso modo, infine, se veramente
    si vuole che la donna abbia maggiore potere all’interno della Chiesa si deve procedere di conseguenza e, anche senza giungere all’ordinazione sacerdotale, si
    deve permettere che le donne diventino cardinali e ministri con pieni poteri del
    governo della Chiesa (oggi per accedere al cardinalato occorre essere diaconi o
    sacerdoti, e le donne possono accedere al diaconato, lo testimonia il Nuovo Testamento, basta leggerlo e applicarlo).
    “Chi sono io per giudicare?”, ha detto il Papa e in questo si è fatto discepolo
    di Gesù. Ma Jorge Mario Bergoglio in quanto pontefice regnante può far sì che
    questa mentalità non giudicante diventi la prassi corrente della Chiesa in ordine alle persone omosessuali e ai divorziati risposati. Di fronte a lui sta il compito di non deludere l’empatia che lo circonda e le speranze di rinnovamento
    evangelico di molti credenti e “uomini di buona volontà”.

    Capito Papa Francisco? I progressisti non si accontentano dell’empatia e balle varie, vogliono FATTi !!
    e ,dal loro punto di vista, non hanno poi tutti i torti!

    31 Luglio, 2013 - 15:30
  126. Marcello

    Discepolo!!

    Nun ce prova’!

    Su questo blog si è parlato (e si parla) bene e male di papa Ratzinger e si è parlato (e si parla) male e bene di papa Bergoglio.

    E tu sei la prova di tutto ciò.

    31 Luglio, 2013 - 15:36
  127. lorenzo

    Perdonerai anche a me un po’ della tua ruvidità, discy.
    Così parlò Vito Mancuso.
    Con tutto il rispetto: e chi se ne fotte?
    Parli come meglio crede.
    “francamente, tra una persona qualunque, fosse anche il teologo piu’ dotto e a la page dell’universo, e il papa, io presto cmq attenzione e fiducia al papa. Che non è lì per i suoi begli occhi, ma perché ce lo ha messo Cristo, sempre che ci si creda.La disinvoltura dei maestrini occhiuti nel far le pulci al papa mi diverte sempre molto. Mi divertiva con Benedetto, continua a farlo con Francesco.”
    Mi spiace essere ripetitivo, ma non saprei ripetere lo stesso concetto meglio di così.

    31 Luglio, 2013 - 15:38
  128. giuseppe2

    Non c’é da meravigliarsi che ora il Corriere della Sera titoli trionfante “Scarano era un delinquente consumato”, riferendo della decisione del giudice di tenerlo in galera, dov’é guardato a vista perché non si suicidi.
    Chissà se il Papa Francesco lo aiuterà a pentirsi, a confessarsi (magari l’ha già fatto) e avrà pure la tenerezza di andarlo a visitare da carcerato, dopo la strizzatina d’occhio ai giornalisti. Speriamo di sì, e speriamo di leggere un bell’articolo misericordioso sul Corrierone.

    Quell’altro stinco di santo il cui peccato (non reato!) di gioventù è stato dimenticato, d’altra parte, è anche lui un monsignore, giustamente bene integrato in società. A ragione alcuni notisti osservano come le parole di Francesco, conformi al Catechismo – escludendone però la parte taciuta che vede nella tendenza omosessuale non una colpa soggettiva, ma un disordine in sé contro natura -, sembrino “abrogare” le norme varate sotto il precedente pontificato, le quali che hanno precluso l’accesso al sacerdozio cattolico agli effeminati. Senza offesa per nessuno, e tanto meno discrimazione o fobia di sorta, a me sembravano norme di prudenza molto apprezzabili, anche se forse un po’ politicamente “scorrette” (ma pazienza, non si può sempre accontentare tutti).
    Infatti, considerato che il sacerdozio cattolico, come ribadito dallo stesso Papa Francesco, è riservato agli uomini per decisione definitiva e irrevocabile della Chiesa di cui siamo figli, le consideravo un aiuto e una garanzia per la bona vita e il sano sviluppo dell’ambiente dei seminari.
    Ma tent’é, vedremo se avranno davvero ragione i notisti.

    31 Luglio, 2013 - 16:01
  129. lycopodium

    Lorenzo, mi piace il tuo elogio della religiosità popolare (persino di Radio Maria) e il tuo fiducioso affidamento alla figura di Pietro.
    Però ti lamenti dello sbalorditivo attuale antipapismo tra i cattolici, ma più che lamentarsi, bisognerebbe esplorarne il perché.

    Io ipotizzo che potrebbe nascere dal fatto che, da febbraio in poi, la figura papale è stata come “sequestrata” da una pletora di sedicenti ermeneuti e come “sottratta” ai soli interpreti autorizzati: il “sensus fidei” (la tradizione e il magistero) e il “sensus fidelium”.

    Quando portano via un dono prezioso, solo pochi fortunati possono dire “e chi se ne fotte?”

    p.s.
    Sul c.d. “razionalismo ratzingeriano”.
    Leggo JR da circa trent’anni, non era razionalista lui, scriveva per interlocutori inquinati di razionalismo.
    Anche lui era un pastore con l’odore delle pecore.

    31 Luglio, 2013 - 16:10
  130. Sara1

    Snobberia pensare che le periferie debbano essere esotiche e lontane e non vederle magari accanto a se’.
    Riguardo al devozionalismo penso che nell’Europa secolarizzata sia qualche cosa di lontano dalla vita delle persone comuni.
    Notavo solo questo dato che si parla di una CHiesa che deve farsi vicina.

    31 Luglio, 2013 - 16:17
  131. Sara1

    Ok LYco giusta annotazione, diciamo meglio dialogo via razionalismo (anche se Benedetto ha sempre difeso la pietà’ popolare)
    Comunque il postmoderno e’ irrazionale non razionale per questo alla fine BOff si trova a difendere anche lui le forme di religiosità’ popolare.

    31 Luglio, 2013 - 16:25
  132. lycopodium

    Sara1 16;17
    Mia inelegante autocitazione di ieri:
    “30 luglio 2013 @ 15:24 Mattlar, intelligenti rilievi.
    Davvero si bruciano per insipienza anche le metafore più efficaci.
    L’essere umano si crede il Centro, ma centro non è, non è solo periferia esistenziale, è periferia essenziale (come scrive un mio amico del web, Fabio Brotto).”

    31 Luglio, 2013 - 16:28
  133. lorenzo

    Lycopodium, capisco perfettamente e condivido.
    Peraltro non è cosa nuova, e pure Benedetto ha conosciuto una particolare ermeneutica secondo la quale approdava sui titoli dei giornali e alle orecchie del pubblico una minima parte, spesso ristretta, decontestualizzata e in ultima analisi distorta, delle profondità e delle complessità , entrambe stupefacenti, che erano i suoi interventi, di ogni tipo fossero.
    Ora: non potendo mettere la mordacchia, né cambiare i meccanismi dell’informazione, e considerato il fatto che con Francesco c’è pure il Personaggio che “tira” mediaticamente e attira copertine, audience, pubblicità, soldi, questo volano di amplificazione moltiplicata e alterata sarà destinato a crescere in via esponenziale.
    Ciò detto, almeno noi cattolici, e in particolari cattolici in qualche misura ” mediatici”, spezziamo il meccanismo, e non incentiviamo a nostra volta il tritacarne. Teniamoci intanto: rigorosamente alla parole del Papa; e, soprattutto, a quelli che saranno i fatti del Papa.
    Il resto è fuffa. E , se possibile, abituiamo quelli che non sono abituati a farlo a dire a chiara ed alta voce: e chi se ne fotte?
    Ieri lo stesso Ubi, cito lui perché non sospettabile di faciloneria o buonismo dottrinali, scriveva : Papa Francesco nei contenuti è dottrinalmente più che preciso. Ora, che ” alcuni notisti” , come annota Giuseppe, “osservino come le parole di Francesco siano conformi al Catechismo – escludendone però la parte taciuta che vede nella tendenza omosessuale non una colpa soggettiva, ma un disordine in sé contro natura – ma sembrino “abrogare” le norme varate sotto il precedente pontificato” è un esempio di come quei notisti si dedichino alla vecchia e consumata arte di ” creare il caso”.
    Anche qui, io proporrei un liberatorio e franco: e chi se ne fotte?
    Se papa Francesco abrogasse, o ne parlasse, posso capire.
    Ma così… reitero e rafforzo la domanda.

    31 Luglio, 2013 - 16:36
  134. lorenzo

    Cara Sara, nel raggio di due km da dove abito, ci sono almeno quattro centri sociali, di cui uno perennemente occupato. Sei mai andata in un centro sociale, ci hai mai passato del tempo, hai conosciuto persone che li frequentano, che ci vivono magari? Se sì, ti sarai resa conto con i tuoi occhi che non c’è niente di esotico e di lontano né nei posti, né nelle persone. Quello rischiamo di crederlo noi a forza di frequentarci sempre e soltanto tra di noi, nei nostri recinti protetti, e pensare così che i giovani siano tutti come quelli che erano a Copacabana in questi giorni.Sai quante siringhe ho raccolto stamattina, portando il cane, nel giardinetto sotto casa, pieno centro di Torino, zona normalissima e niente ” a rischio” ? Quattordici, piantate nella terra. Le periferie ci sono sempre vicinissime, basta che le vogliamo vedere.
    Quanto alle periferie essenziali citate da Lyco, forse avrebbe qualcosa da dirci quel perentorio invito di Francesco alla rivoluzione copernicana che qui non abbiamo granché filato.

    31 Luglio, 2013 - 16:48
  135. Luigi Accattoli

    L’IOR ha aperto oggi un proprio sito che dovrebbe informare sull’Istituto all’insegna della trasparenza:

    http://www.ior.va/

    31 Luglio, 2013 - 16:49
  136. Luigi Accattoli

    Segnalo l’intenzione affermata dal presidente di “offrire al Papa l’opzione di decidere, per quanto riguarda il futuro, la forma giusta dello Ior stesso”.

    31 Luglio, 2013 - 16:53
  137. Marilisa

    “La logica e l’astuzia di papa Bergoglio é sbalorditiva.”

    Accipicchia! lo dice convinta discepolo e lo dice, altrettanto convinta, Intruso. L’una il clone dell’altra.
    Parlano entrambe di “astuzia” del Papa attuale.
    Guarda un po’ dove porta l’antipatia viscerale per papa Francesco !
    Discepolo poi tira in ballo ( dalla sua parte) perfino il teologo “eretico” Vito Mancuso, che lei non ha mai potuto sopportare.
    Potenza dell’ avversione verso un papa non tradizionale.
    Chi l’avrebbe mai detto ?

    31 Luglio, 2013 - 18:14
  138. discepolo 31 luglio 2013 @ 14:40
    Ratzinger, per dirne una, su questo blog , è stato lodato SOLO in una occasione, quando ha dato le dimissioni.

    __________________________

    Da qualche giorno non leggevo,
    e qualche baggianata mi fa bene leggere.

    Si’
    discepola carissima.

    In futuro Ratzingerverrà ricordato
    non come il teologo che ti piace,

    ma come il successore di Celestino V,

    verrà ricordato
    per il più splendido degli atti di servizio alla Chiesa di Cristo,
    atto
    eminentemente profetico,
    le sue dimissioni da vescovo.

    Lo avevo detto con somma gioia quel giorno dell’annuncio,
    e
    lo ripeto ancora oggi.

    A differenza dell’epoca dei papi “fra Ca**o da velletri” della storia,

    Ratzingher
    ha aperto una successione petrina “mobile”.

    E’ probabile che anche quando Francesco,
    nun je la farà più co la salute,

    invece
    che fasse cojona’ come Woytjla
    che malato non sapeva più gestì na ceppa,

    anche sto’ Francesco,
    quando j’ammancheranno le forze,
    potrà
    pure dì,
    annate avanti voi,
    che a me…….
    me viè da ….. preparaamme al grande incontro.

    I papi passano…..

    Solo i r****** se spaventano…..

    La Chiesa è de Gesù,

    il sacerdozio è soltanto di Gesù,

    quindi,

    papi, vescovi, e preti e pii fijoli,

    possono essere tutti mannati …………..dove ve pare,
    vuoi
    Benedetto,
    vuoi
    Francesco.

    E’ l’uomo che è sacramento di Gesù,
    non il papa/funzione,

    è il pane eucaristico il sacramento di Gesù,
    non il prete/funzione.

    Ma fateve pure le guerre che ve pare……!!!!!!! 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    31 Luglio, 2013 - 18:39
  139. A Matteo alcuni “punti” affermati nell’intervista da Papa Francesco, come si dice a Roma “je rodono”.
    Non ha il coraggio di dirlo e si sfoga come può… 🙂 🙂

    31 Luglio, 2013 - 18:44
  140. Intruso 30 luglio 2013 @ 12:54

    Egli sie é “rifugiato ‘”a tale scopo nel convento dove le suore si dedicano a questo compito.
    ____________________________

    Ma quanno ?????

    Da mo’ che le monache se ne so annate.

    E’ soltanto un EX MONASTERO..

    fINIMOLA CO STA FARSA !!!!!!

    il Ratzingher fa solo vita ritirata,
    nun c’entra na ceppa con i monaci.

    I monaci sono
    – cenobiti
    o
    – eremiti.

    Ratzinger che ha fondato quarche vita monastica nova ?
    un nuovo eremo ?

    Ha emesso i voti
    di
    stabilità
    povertà
    obbedienza
    castità,
    e
    nelle mani di quale Abbate ???????

    Ratzinger è solo un celibe privilegiato,
    che fa vita da ritirato,
    come
    ho amici preti vecchissimi che stanno nella casa de s. gaetano per preti anziani,
    dietro ar trionfale.

    Smettemola co’ le minchiate.

    Un vecchio vescovo,
    segretario,
    suore laiche addette alla sua cura,
    dottore e infermiera a turni, disponibili 24 ore su 24,
    e che se si sposta a Castello tutto un seguito,
    da Principe in pensione ……

    se je prende na bronchite,
    je parte subito n’elicottero…..

    se la stessa bronchite je prenne ar vecchio prete della casa per anziani ……

    Scusa Luigi,
    ma quanno ce vo””” ce vo”””

    tu lo sai come funziona……

    Ma quanne minchiate che ste’ vedove se stanno a sparà……..

    e
    mo’
    se vedemo fra quarche giorno.

    31 Luglio, 2013 - 18:57
  141. “e
    mo’
    se vedemo fra quarche giorno”.

    Erano anni che non leggevo parole di buon senso proferite da Matteo 🙂 🙂

    31 Luglio, 2013 - 19:07
  142. Clodine

    E’ vero, è così….

    31 Luglio, 2013 - 19:59
  143. Clodine

    Nel senso che comunque Ratzinger resta una papa, emerito, ma sempre papa è !

    31 Luglio, 2013 - 20:04
  144. Clodine

    E come dissi a suo tempo, ed anche Tonizzo concorda, l’impressione che vi sia in atto una forma di diarchia , nella Chiesa, si fa sempre più cogente.

    31 Luglio, 2013 - 20:07
  145. claudia74

    vedo che ancora si continua a confrontare Scarano con Ricca e a trattare il secondo come un criminale quando invece il primo è in galera perchè sospettato di intrallazzi ben poco onesti, mentre Ricca non ha assolutamente violato nessuna legge e l’unica cosa che gli si può imputare è quella di essersi comportato da “cattivo” sacerdote per un periodo della sua vita. E bene fa papa Francesco a distinguere il peccato dal delitto.

    31 Luglio, 2013 - 20:09
  146. claudia74

    applausi per Matteo !!!! Bravo quanno ce vo….senza contare che la vedovanza ha pure chiuso il blog in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù…guarda un po’ che coincidenza.
    Non c’è comunque nessuna diarchia il papa è uno e basta l’altro è appunto emerito, finiamola con questa buffonata soprattutto per rispetto a Benedetto a questo punto.

    31 Luglio, 2013 - 20:12
  147. Clodine

    A me fece brutto, nel vedere il “Papa in carica” ,zucchetto, mozzetta e fascia, accanto al papa emerito talare bianca che tolta l’esigua differenza ecco a voi due papi: uno che lo fa a modo suo, e l’altro pure ma di due- e qui viene il tragico- nessuno è veramente Papa: Francesco continua a chiamarsi “vescovo di Roma”, snobba le regole e Benedetto, che di fare il papa non ne vuole sapere perché stanco e malato continua a vestirsi da papa, resta con le quattro governanti,Georg, la segretaria, e tralvolta con il fratello Georg proprio ad un tiro di scoppio dall’altro senza che l’altro si degni , magari con un po’ di coerenza con i suoi predecessori e con il rispetto dovuto all’Istituzione e alla stessa Chiesa, di farci capire qualcosa. Se per voi questa è la “normalità” cui applaudire e bearsi per me, posso dire che: NO, NON lo è!?

    Se per voi, il fatto che nella Chiesa cattolica esistano due papi “conviventi”. non è cosa “anomala” allora, un cammello può avee anche sei gobbe che non farebbe differenza Nelle cose di Chiesa, non si può parlare di “caso”, né di circostanze accidentali: nulla è fortuito, neanche gli errori degli uomini di Chiesa, e neppure procurare un insegnamento distorto che induce a prefigurarsi una sorta di incipiente poliarchia con la nominare 8 cardinali per costituire un “gruppo consultivo” che l’aiuti nel governo della Chiesa. Per voi è normale? Per me no! Questa mossa non ha nulla a che vedere con i sinodi istituiti da paolo VI, qui si tratta di un organismo permanente che affiancherà il Papa e i cardinali in conclave lo l’hanno voluto non un Papa. Per voi è normale?Per me no! Chiesa di Cristo ,riveduta e corretta, è inscritta proprio dentro dalla visione “dell’uomo moderno”: nuova concezione di Chiesa la cattolica e le “chiese sorelle”, con a capo un collegio di papi o, per meglio dire, di patriarchi, compreso il patriarca di Roma. E’ tutto come previsto: tutto è compiuto!.

    Nulla accade a caso, però, quando i due papi s’incontrarono per pregare nella cappella emerse un’altra contraddizioni che porta con sé un clamoroso equivoco, prendere per ottimi fatti negativi che connotano la profonda crisi che affligge la Chiesa da ormai più di cinquant’anni.
    Giunti in Vaticano, Francesco e Benedetto sono in cappella per recitare insieme una preghiera: c’è un altare sormontato dal Crocifisso. Al centro dell’altare il tabernacolo, e sei candele proprio “rivolti al Signore” e non “verso il popolo”. Ecco la contraddizione: due papi di cui uno, Francesco, non ha mai celebrato la S. Messa tradizionale mentre l’altro, Benedetto ha fatto il bel gesto del Motu Proprio Summorum Pontificum che ora Francesco non vuole rendere operativo!.
    Due papi distanti dalla liturgia tradizionale che pregano davanti ad un altare tradizionale.Ma l’altare è stato eretto, così com’è, già al tempo di Giovanni Paolo II… quindi? Quindi, la contraddizione continua a sussistere e si conferma come una contraddizione datata Vaticano II, nuova Chiesa…e due papi.
    Tutto OK per voi? Per me no!

    31 Luglio, 2013 - 20:53
  148. Clodine

    Papa Francesco ha avuto modo di dire che il Vaticano II dev’essere ancora compreso e applicato, e sembra proprio che lui voglia portare a compimento questo processo.
    Ma si ricordi, il Pontefice Francesco, che Paolo VI applicò il vero spirito del Vaticano II con l’invenzione dei sinodi. Solo i vescovi, e non forzatamente ma per libera scelta decisero di aiutare il Papa solo e unicamente se convocati dallo stesso Pontefice e solo ed esclusivamente dentro quell’organismo , che non è affatto come quello permanente inventato da Francesco con l’intento di affiancare una sorta di monarchia del tipo ” re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda!”.

    31 Luglio, 2013 - 21:11
  149. @ Clodine e dubbiosi:

    1. Essendo Gesù Cristo quegli che ha la potesta su tutte le cose tanto in cielo come in terra, e che si è meritato di diventar Signore assoluto di tutti gli uomini, Egli solo è altresì quegli che regola, con sapienza, potenza, e bontà inenarrabile, gli avvenimenti tutti secondo il suo divino beneplacito, a maggior bene de’ suoi eletti che formano la sua diletta sposa, la Chiesa.
    2. Dee dunque il Cristiano godere una perfetta tranquillità, e conservare un gaudio pieno, riposando interamente nel suo Signore, per quanto gli avvenimenti paressero contrari al bene della Chiesa stessa; senza rimanersi tuttavia dal gemere e dal supplicare, che avvenga la sua volontà così in cielo come in terra, cioè che gli uomini pratichino in sulla terra la sua santa legge di carità siccome i Santi in cielo.
    3. Il Cristiano adunque dee bandire dal suo cuore l’inquietudine, e ogni specie di ansietà e di sollecitudine, ed anche quella che talora pare avere a scopo il solo bene della Chiesa di Gesù Cristo; e mplto meno egli dee lusingarsi temerariamente di poter mettere riparo a que’ mali, prima che veda di ciò manifesta la volontà del Signore.
    Egli dee aver presente, che Gesù Cristo solo è il governatore della sua Chiesa; e che non havvi cosa più a lui disdicevole, e più indegna del suo discepolo, che la temerità di coloro, che dominati da cecità di mente e da occulto orgoglio, senza esser da Lui a ciò chiamati e mossi, presumono di fare spontaneamente alcun bene, per minimo ch’egli sia, nella Chiesa: quasiché il divin Redentore avesse alcun bisogno della miserabile loro cooperazione, o di quella di qualunque siasi uomo.
    Nessuno è necessario al divin Redentore per la glorificazione della sua Chiesa, la quale consiste nella redenzione dalla schiavitù del peccato, in cui sono tutti egualmente gli uomini; e solamente per la sua gratuita misericordia, Egli assume quelli fra i redenti, che a Lui piace a tale onore elevare, giovandosi di solito di ciò che è più infermo, e più spregevole agli occhi del mondo, per le opere più grandi.
    4. Concludendo adunque, e riassumendo tutto ciò che abbiamo detto sul fine che il Cristiano dee prefiggersi e aver sempre presente in tutte le sue azioni, noi abbiamo veduto che questo fine dee essere:
    I – la giustizia o santità, nel che consiste la gloria divina;
    II – la Chiesa di Gesù Cristo, come il nodo da Dio stabilito a conseguir quella gloria;
    III – la chiamata di Gesù Cristo, come di quello che governa la Chiesa a suo beneplacito nella sapienza, acciocché essa apporti a Dio la massima gloria.

    Rosmini, Massime di perfezione cristiana

    31 Luglio, 2013 - 21:43
  150. Sara1

    No Lorenzo mai stata in un centro sociale. Famiglie distrutte dalla droga se vuole ne faccio una lista così’.
    Non è’ che una periferia esistenziale gira con il campanaccio al collo.

    31 Luglio, 2013 - 21:53
  151. lycopodium

    Giusto: “Non è che una periferia esistenziale gira con il campanaccio al collo.”

    “Il deserto è nel cuore del vostro fratello.” (T.S. Eliot)

    31 Luglio, 2013 - 22:19
  152. giuseppe2

    Bene Ubi!
    “Dee dunque il Cristiano godere una perfetta tranquillità, e conservare un gaudio pieno, riposando interamente nel suo Signore” Bello! e vero.
    Ci sono due Papi, l’uno in carica l’altro emerito. E c’é un infermo “psichiatrico” (come ama dire) che chiede preghiere… e un trentenne gli fa un baffo piaccia o no. C’é un Concilio ancora da attuare e si comincia… non è mai troppo tardi, anzi siamo all’alba, e non c’é più niente da discutere. Si FA da chi “Egli assume […] fra i redenti, che a Lui piace a tale onore elevare…”.
    E’ normale? SI!! Finalmente normale.
    Grandi cose farà l’Onnipotente. Ognuno cerchi di fare bene il suo mestiere.

    31 Luglio, 2013 - 22:28
  153. Giuseppe, anni fa un fabbro mi diede il suo biglietto da visita:
    “Se pagate come dico io, lavoro come dite voi. Se pagate come dite voi, lavoro come dico io.”
    C’era scritto cosi…

    31 Luglio, 2013 - 22:42
  154. manuel76

    @ Clodine
    Non ci sono due papi, c’è un papa Francesco e un ex papa.
    Non lo è più per volontà dello Spirito Santo.

    E’ necessario questo passaggio di consegne.

    Nella tradizione non c’erano gli antibiotici,
    nella tradizione non c’erano i polimeri,
    nella tradizione non c’era la risonanza magnetica,
    non c’era il pacemaker,
    non c’era il defibrillatore.
    Quando uno era cardiopatico ad un certo punto aveva un arresto cardiaco o un infarto. Quando uno aveva il parkinson se non aveva una crisi respiratoria e moriva, di certo non poteva essere alimentato col sondino, perchè le cannucce di plastica non le avevano ancora inventate.
    E solo 60 anni fa, se aveva un tumore allo stomaco moriva in un annetto.

    Si diceva che il Papa era tale fino alla morte.
    Ma adesso la morte non c’è più…uno viene fatto Papa ad un’età in cui, 20 anni prima, sarebbe già stato nella fossa.

    La dimissione dal ruolo è da scrivere, non esiste letteratura. Ma è importante, perchè non pone limite all’azione divina. Se mai riconosce il limite dell’uomo, del corpo che non riesce più a seguire la mente. “Ingravescente aetate”. A motivo di un’età che diventa pesante.

    La rinuncia è da scrivere.
    Ed è da pensare come una vocazione.
    In fondo sei laico e diventi prete seguendo la vocazione. E per seguirla ti attivi: compi studi, superi esami e prove…e alla fine dici sì ad una consacrazione, ad una chiamata.
    Vieni eletto vescovo. Accetti? Si…e vieni consacrato.
    Vieni eletto papa. Accetti anche questo? Si lo accetto…

    Il suo corpo nel servizio e nella vita viene progressivamente indebolito da una malattia che lo porta a perdere le forze.
    Prega intensamente, chiede la grazia di essere illuminato.
    Nella preghiera continua, mettendo la propria coscienza dinanzi al Signore, arriva a conoscere con certezza (cognitionem certam perveni) che le sue forze non sono più sufficienti.

    Il punto è qui. Lui dice “Si!” dice ancora una volta di sì ad una chiamata.

    E quella ultima vocazione a lasciare ha lo stesso valore oggi di quello che aveva la malattia che brevemente ti sollevava dall’incarico…fino a 3 papi fa.

    31 Luglio, 2013 - 22:44
  155. Intruso

    Matteo,
    non amo replicare ad personam perció sorvolo.
    Io mi chiedo perché abbiamo bisogno di un papa, perché egli dovrebbe prendere la parola ancora? È già da qualche parte stampato no`?
    C´e un frase del vangelo di Giovanni 5,43 che dice; Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste,profetica.

    31 Luglio, 2013 - 22:45
  156. lorenzo

    “Non è che una periferia esistenziale gira con il campanaccio al collo”.
    Come no.
    Però ce ne sono, di quelle. grandi ed evidenti come una casa, pari ad alcune decine di campanacci al collo ognuna, davanti al quale noi arricciamo il nasino e ci giriamo dall’altra parte dicendo: occupiamoci di qualcosa piu’ vicino a me.
    Con buona pace di Eliot, il deserto primo è nel cuore mio.

    1 Agosto, 2013 - 0:23
  157. Giorgio Licini

    Bah… ci sarebbero tante cose da approfondire invece con linguaggio positivo (soprattutto la questione cosi’ difficile della comunione scramnetale)…
    Certo la differenza tra questo papa/papato e i precedenti e’ evidente… ma io, per quanto a distanza, ci vedo solo cose positive, nessuna particolare negativa rivoluzione e nessun timore di totali stravolgimenti… anche se certi passaggi di Francesco con i giornalisti in realta’ sono infelici (cenno Scarano soprattutto). In ogni caso non cambieranno ne’ il matrimonio cristiano, ne’ il sacerdozio, ne’ i capisaldi della morale sessuale… Non verranno forse ribaditi a spron battuto, ma si vedra’ come aiutarsi meglio per realizzarli con coerenza e dare una mano ai piu’ deboli… Le decisioni del papa, delle congregazioni vaticane, delle nunziature, dei vescovi sono sempre molto ponderate, il che non significa sempre esenti da errori. Ma quali non lo sono? Non dimentichiamo che giornalisti, commentatori, vaticanisti… hanno anche bisogno di vivere… Spesso scoprono squarci che ci interessano. Ma non e’ certo loro preoccupazione (non lo consente la professione) parlare del sole; si concentreranno sulle eclissi… Va bene! Sono (siamo) un baluardo di democrazia (anche ecclesiale), ma non la rappresentazione di tutta la realta’. Accattoli fa il il “suo” blog. E’ libero. Altri sono ancora sul payroll di televisioni e testate non sempre interessate alla realta’. Alcuni giorni fa un servizio della CNN sul papa in Brasile era in realta’ un servizio sui gay in Brasile. Chi ha voluto cosi’? La troupe? Non penso proprio! Certo, e’ probabile che con Francesco lo stile e la personalita’ dei papi cambi non poco e forse di volta in volta… Era possibile prima replicare in modo piu’ o meno simile l’approccio e i comportamenti di italiani ed europei; ma proviamo ad immaginare una probabile successione di argentino-cinese-africano-filippino… Proviano ad immaginare il primo Papa che non conoscera’ il latino… O anche solo quello della mia generazione che il canto gregoriano l’ha sentito solo fino a quando ha fatto la prima comunione (1966)… E allora? Mica sono queste le cose che contano. Possono caratterizzare un’epoca anche lunga, ma non l’eternita’, e magari neanche il tempo successivo al proprio.

    1 Agosto, 2013 - 2:25
  158. lycopodium

    Ah, ecco: “un servizio della CNN sul papa in Brasile era in realtà un servizio sui gay in Brasile”.
    Interessante.
    Scoprono squarci o squarciano???????????????

    1 Agosto, 2013 - 7:05
  159. Intruso

    O.T
    Gentili Luigi Accattoli,
    inanzitutto vorrei rigraziarla dell’ospitalitá e nonostante a volte il dialogo anziché ad rem si sconfina un pó ad personam l’ambiente é gradevole.

    Vorrei comunque segnalare il post di oggi di http://www.chiesaepostconcilio.blogspot.de/ senza parole da l titolo.
    Bene ecco una realtá oggettiva che non si puó evidenziare, terribile.

    Come ho sempre sostenuto questo nuovo regime della tenerezza ci regalerá grandi sorprese ed affanni almeno per alcuni.

    E ricordando le parole del Prof. Mattei . molto conosciuto e stimato all’estero in un suo articolo dell’altro giorno afferma;

    Ma oggi il male viene premiato e il bene punito. Non sorprende che ad esercitare il pugno di ferro nei confronti dei Francescani dell’Immacolata sia quello stesso Cardinale che auspica comprensione e dialogo con le suore eretiche e scismatiche americane. Quelle religiose predicano e praticano le teorie del gender, e dunque si deve dialogare con esse. I Francescani dell’Immacolata predicano e praticano la castità e la penitenza e perciò con essi non c’è possibilità di comprensione. Questa è la triste conclusione a cui giunge inevitabilmente un osservatore spassionato.

    Il testo é riportatato da corrispondenza romanain merito al caso dei frati dell’Immacolata.

    1 Agosto, 2013 - 8:07
  160. Intruso

    Scusate Prof.De Mattei

    1 Agosto, 2013 - 8:08
  161. manuel76

    Detta così, la lettura di De Mattei compara due realtà completamente diverse.
    Il raffronto mi sembra talmente semplicistico che fa sorridere.
    E’ come etichettare quelli di destra come fascisti che picchiano e quelli di sinistra come comunisti che mangiano i bambini.

    1 Agosto, 2013 - 8:32
  162. Il problema di chi è e si sente “tradizionale” oggi è di non avere nessuno nel mondo civile e culturale che offra una valida rappresentanza, ma solo persone da cui prendere le distanze…

    1 Agosto, 2013 - 8:50
  163. Vorrei comunque segnalare il post di oggi di h*ttp://www.chiesaepostconcilio.blogspot.de/

    Intruso, ma per favore…
    poi citiamo pure tutti gli altri blog del giro e magari pure “non possiamo”.
    E’ normale che poi ci ridono addosso anche i polli!

    1 Agosto, 2013 - 8:56
  164. La prima parte del mio post si intenda virgolettato in quanto cito ciò che scrive Intruso.

    1 Agosto, 2013 - 8:58
  165. lycopodium

    Ubi e Manuel,
    la questione che ponete è serissima.
    Ho imparato (molto meno di quanto dovuto), dal mio conterraneo AG l’attenzione – fin troppo teorica – alle culture subalterne e ai loro moduli espressivi, per forza di cose rozzi, talora inarticolati.
    Dove la parola è tagliata, può restare solo l’urlo…
    Ecco,
    questo per dire che, a questo tipo di culture, che non sono del tutto nostre, va data attenzione e rispetto, non un pregiudizio etnocentrico.
    Tanto più che, come nel caso specifico, si tratta non solo e non tanto di sopravvissuti, ma di qualcosa che tende (tendeva?) ad assomigliare ad un vino nuovo o ad un legno verde.

    1 Agosto, 2013 - 9:16
  166. Capisco quel che intendi Lycopodium.
    Epperò è pur triste, ma è cosi: se non si “pota” la pianta non rimette frutto.
    Alla fine devono pur capire che per essere del e nel gioco devono abbandonare certe posizioni teoremi e linguaggi, e prendere essi stessi distanza da certuni. Altrimenti il ghetto se lo creano da soli, rimanendo a guardarsi l’ombelico.

    1 Agosto, 2013 - 9:30
  167. lycopodium

    Verissimo,
    in troppi ad esempio non hanno ancora capito che il “fronte” si è spostato.
    Criticano per esempio (mi ripeto e lo ripeterò sempre!)
    i pronunciamenti e non, le decisioni e non del Concilio,
    quando invece, semmai,
    il vero concilio da criticare e fronteggiare è quello di Concilium.

    1 Agosto, 2013 - 9:48
  168. Luigi Franti

    Essendo meno schizzinoso dell’umiltà, ho guardato senza problemi il video gentilmente segnalatoci dall’intruso. Che dire? Mi ha ricordato certe robe che si vedono nelle nostre messe “di parrocchia”, quando “per animare” (sic!) la liturgia il parroco si inventa qualche gesto simbolico … che so, i bambini che all’offertorio portano all’altare il loro giocattolo preferito, padrenostri mano nella mano col vicino di panca, roba così. Di solito sono delle cagate pazzesche, salva sempre la retta intenzione. I simboli sono una cosa seria e bisogna saperli fare. Tanto valeva tenersi quelli della vecchia tradizione liturgica, che almeno erano collaudati e nobilitati da secoli di esperienza. Invece quelli li hanno eliminati quasi tutti, in nome della semplicità-essenzialità-povertà e blablà. Poi si sono messi a inventarsene altri (che, ripeto, normalmente fanno cagare). Come quei preti che negli anni sessanta/settanta davano agli antiquari mobili del seicento in cambio di tavoli di formica e accaio inox.
    Nel caso specifico, che cosa dovrebbe significare il gesto compiuto da Bergoglio? Quel ridicolo palloncino e quella maglietta di che cosa dovrebbero essere il simbolo? Posso immaginare che c’entri il calcio, ma a prescindere dalla domanda se davvero possa essere quello l’elemento che “definisce” sinteticamente i giovani della GMG, quello non era un pallone da calcio, né ufficiale né “da favela”: piuttosto una palla di stracci, ma non quel ridicolo gadget da 50 centesimi, che giustamente scivolava di qua e di là sull’altare.

    1 Agosto, 2013 - 10:09
  169. manuel76

    Lycopodium, parli di fronte, fronteggiare, criticare…quasi una guerra.

    Da quello che ho letto sui francescani, più che una libera espressione nella celebrazione della messa tridentina, resa possibile da Ratzinger per cercare di includere chi si riconosceva nella tradizione, sembra essere stata una imposizione di una minoranza a capo della congregazione alla maggioranza che non riteneva opportuno proporre la messa tridentina in contesti di parrocchia.

    E’ sbagliato. La libertà di celebrare secondo il rito tridentino voleva essere il riconoscimento di una possibilità a certi gruppi.
    Non può trasformarsi in una imposizione dentro comunità organizzate.

    1 Agosto, 2013 - 10:10
  170. Intruso

    Scusate,

    per me il punto rimane sempre uno solo, la non genuflessione o il non inchino di fronte al Santissimo, la non riverenza, indipendemnte dai doni del vescovo di Roma e questo é una sua caretteristica in ogni circostanza.

    1 Agosto, 2013 - 10:21
  171. lycopodium

    Ovviamente condivido i presupposti culturali di Franti ma
    – in coerenza col mio approccio etno-antropologico e con la specialissima TdL dell’attuale Pietro –
    rubricherei il gadget da 0,50 € nell’ambito degli “ex voto”
    (che, quanto ad investimento di senso e di significato, non sono proprio irrilevanti).

    1 Agosto, 2013 - 10:23
  172. lycopodium

    Manuel,
    la tua è la “porta larga” dell’interpretazione dei fatti, la “porta stretta” mi pare un’altra.
    Quanto al linguaggio “di guerra”, non mi pare uno scandalo.
    Un uomo di pace come frère Roger parlava, al tempo della mia adolescenza, di “lotta e contemplazione, per divenire uomini di comunione”.

    1 Agosto, 2013 - 10:35
  173. Luigi Franti

    Se può esserle di qualche conforto, gentile Intruso, non credo che la mancata genuflessione e il mancato inchino del papa derivino da poca riverenza interiore verso il Santissimo. Piuttosto da uno scarso senso della forma.
    La genuflessione è un gesto bellissimo. Mi spingerei a dire che è la posizione più bella e nobile che il corpo umano possa assumere. E nell’inginocchiarsi, sempre e solo, davanti ai segni della presenza di Dio sta uno dei modi più semplici e forti di professare la fede cristiana.
    Ma a queste cose mi pare che lui non badi. Pazienza.

    1 Agosto, 2013 - 10:46
  174. manuel76

    Non colgo quale possa essere l’interpretazione dei fatti diversa da quella che leggo sulla stampa.
    Chiedo lumi.
    Ma Roger, non riferiva la lotta alla lotta per l’uomo?
    Mi sembra che il suo cardine fosse invece la riconciliazione, la comunione, proprio tra confessioni cristiane che si erano inimicate!

    Penso che un esempio più calzante di Roger, come atteggiamento di costruzione di unità, non ci sia mai stato!

    1 Agosto, 2013 - 11:10
  175. Intruso

    Io invece il suo modo lo vedo forse molto in stile prostante come la “faccenda del Perdono”.Il confronto con Pietro con sua “sua santita” Ricca, é assai scortese nei confronti di San Pietro e due realtá totalmente diverse.
    Anche se Mons.Ricca fosse pentito della sua cattiva condotta, non sarebbe praticabile in funzioni di alti uffici de Vaticano.Il perdono e l’assoluzione dei peccati é una cosa che solo Dio, il confessore e il penitente riguarda.Anche qui una visione molto protestante del perdono e a scapito della chiesa cattolica romana cattolica

    1 Agosto, 2013 - 11:24
  176. manuel76

    Intruso…non capisco nulla dell’ultimo intervento.

    1 Agosto, 2013 - 11:28
  177. giuseppe2

    I testi di De Mattei sono come i discrosi di Palmiro Togliatti, identici. Per esempio questo: http://www.futuraumanita.it/raro-discorso-di-togliatti/
    Nella provvidenziale “semplificazione” che di principio il Papa Francesco sta apportando, e che in realtà coglie e rende operativi, in profondità e direttamente, i criteri di liberazione dai cascami acidi del Modernismo, questa “tradizione” riceve la sorte sua propria entro una vicenda conclusa.
    Sono i fumogeni di vario colore che erano caduti nel tempio, hanno esaurito la carica, e sono ora da raccogliere e avviare a discarica.

    La sintesi del Papa sulla quesione segue due piani semplici e cristallini. Il primo generale, che definisce i termini della ideologizzazione del messaggio evangelico; il secondo specifico per il fenomeno, che ne mostra il percorso ereticale.
    http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-celam-rio_it.html

    Operativamente, il discrimine introdotto da un recente decreto all’interno di una congregazone francescana è l’avvio della raccolta, il bisturi che incide la metastasi da rimuovere, che è la stessa “dentro” e “fuori”: è un tutt’uno (anche questa distinzione è caduta, ha perduto di significato, sotto i nostri occhi).
    Superfluo sottolineare che, anche in questo, il Papa Francesco raccoglie in pieno il lavoro e l’eredità sublime di Carità, anche intellettuale, di Joseph Ratzinger, l’ultimo Papa del Concilio.

    1 Agosto, 2013 - 11:40
  178. Matteo, gentilezza?
    Vedi che hai capito male…
    Ripeto, l’unica cosa di buon senso da te detta che condividevo era ““e
    mo’ se vedemo fra quarche giorno” intesa nel senso che mi faceva piacere che per un paio di giorni non ti si doveva vedere/sentire… 🙂

    1 Agosto, 2013 - 11:45
  179. Intruso

    Manuel,

    era una mia risposta al Luigi Franti in merito al vescovo di Roma di nessun atto di riverenza nei confronto dell’Santissimo, né inchino, né genuflessione,che per i cattolici é tema cntrale la pressenza di Cristo nell´Eucarestia mentre per loro no.Ecco e viene tutto giustificato che lui ha problemi salute , ma esiste ripeto l’inchino.Io invece vado oltre,per motivi di politically correct nei confronti dei protestanti ceca di adeguarsi ma questo a discapito della chiesa romana cattolica e per me é inconcepibile.

    1 Agosto, 2013 - 11:58
  180. giuseppe2

    A proposito di De Mattei, i suoi testi sono come i discorsi di Palmiro Togliatti, identici. Per esempio questo: http://www.youtube.com/watch?v=ysST2rGTffQ
    La “semplificazione” che il Papa Francesco sta apportando, e che coglie in profondità e nell’essenziale i criteri di liberazione dai cascami acidi dell’Illuminismo e del Modernismo, assegna a questa “tradizione” la sorte sua propria.
    Quella dei dispositivi fumogeni di vario colore che erano caduti nel tempio, hanno esaurito la carica, e ora sono da raccogliere e portare a discarica.

    La sintesi del Papa segue due tracce semplici e cristalline: la prima generale, che descrive l’ideologizzazione del messaggio evangelico; la seconda specifica per il fenomeno, che ne mostra il percorso ereticale.
    http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-celam-rio_it.html

    Operativamente, il discrimine introdotto da un recente decreto di commissariamento all’interno di una congregazione francescana è l’inizio della raccolta, il bisturi che incide la metastasi da rimuovere qual’é, “dentro” e “fuori” (SPX), un insieme, un tutt’uno (anche questa distinzione è caduta, ha perduto significato – al di là degli aspetti formali – sotto i nostri occhi).

    Superfluo sottolineare che anche in questo il Papa Francesco raccoglie il lavoro e l’eredità sublime di Carità, anche intellettuale, di Joseph Ratzinger, l’ultimo Papa del Concilio.

    1 Agosto, 2013 - 12:46
  181. Clodine

    A chi lo dici, egregio Intruso, a chi lo dici. Se per te è “incomprensibile” per me sfiora l’eresia. Quando Papa Francesco si ostina a definirsi “Vescovo” glissando l’appellativo di Pontefice della Chiesa Cattolica Apostolica, implicitamente rifiuta di esercitare il Potere Magisteriale che solo un Papa può esercitare, non un Vescovo, perché da sé, un Vescovo, non è soggetto di Magistero se non unito al Papa. Capisci quanto sia enorme il problema che la Chiesa si trova ad affrontare,sul tappeto? Qui, a me sembra, e lo dico sommessamente e anche con una certa preoccupazione [e spero di essere smentita] che, al di la della simpatia e della carica umana e fascino sulle folle che esercita il “Vescovo di Roma” che apprezzo anche per certi aspetti, terminato l’effetto “zucchero filato” emerge il dramma della totale discontinuità -continuamente sussistente sin dalle prime azioni ed affermazioni -non solo con il CVI ma anche con il CVII. Tutto è in rottura con tutto: pensieri, parole, opere ed omissioni.

    1 Agosto, 2013 - 13:09
  182. Clodine

    giuseppe2@”Superfluo sottolineare che anche in questo il Papa Francesco raccoglie il lavoro e l’eredità sublime di Carità, anche intellettuale, di Joseph Ratzinger, l’ultimo Papa del Concilio.” Il quale -aggiunge Clodine-ha pensato bene di lasciare in depositum l’enciclica sulla fede. Invito, abtorto collo, raccolto dal cosidetto “Vescovo di Roma”….
    Tra tutti i periodi storici che la Chiesa ha attraversato nei suoi 2000 anni, questo è sicuramente uno dei più emblematici e “strani”….misteriosi, il cui disegno ancora nascosto solo Dio lo conosce. Staremo a vedere. Attendiamo con fiducia i primi atti ufficiali…

    1 Agosto, 2013 - 13:29
  183. Luigi Franti

    Per dare un profilo ancor più rilevato al sussiego dottorale del signor giuseppe2, lo informo che «qual’é» si scrive «qual è».

    1 Agosto, 2013 - 14:05
  184. manuel76

    Clodine, il papa eretico è un ossimoro!

    Franti suvvia, un apostrofo e una genuflessione…paulo majora!

    Il Papa, Clodine, non è che vieti o rifiuti l’essere Papa.
    Dice di sè di essere vescovo di Roma.

    E’ diverso. Non ha abolito per sè il titolo, ma usa per sè un ruolo che lo inserisce in una collegialità.

    Sii fiduciosa, perchè vedrai che non mancherà di iniziativa ed autorità tali da fare vedere che davvero lui è il Papa, ma promuovendo una collaborazione fraterna e fattiva tra chi si trova ai vertici della Chiesa locale e centrale.

    1 Agosto, 2013 - 14:14
  185. Nino

    ““incomprensibile” per me sfiora l’eresia. Quando Papa Francesco si ostina a definirsi “Vescovo” glissando l’appellativo di Pontefice della Chiesa Cattolica Apostolica, implicitamente rifiuta di esercitare il Potere Magisteriale che solo un Papa può esercitare”
    —-

    Credo che Francesco, anche ex ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina, assai sensibile e attivo nella cammino verso la realzzazione dell’unione dei cristiani, preferisca usare il titolo di vescovo per facilitare questo cammino, piuttosto che “marcare” una delle differenze tra i cattolici romani e i non romani.

    1 Agosto, 2013 - 14:14
  186. giuseppe2

    Vabbé, mi sono sbagliato. Grazie del sussiego dottorale, simpaticone.
    Scusate il raddoppio, sono stato interrotto e non vedendo il commento pensavo di non averlo spedito per errore, così l’ho riscritto.

    1 Agosto, 2013 - 14:18
  187. manuel76

    Esiste insomma in tutti gli ambienti una Leadeship naturale. Il Leader naturale è quello che ha la dote di attrarre a sè e di condurre e non ha bisogno di rimarcare le differenze di ruolo.
    Al contrario chi rimarca “Ricordatevi che il Regio sono io!” è già debole in partenza.

    1 Agosto, 2013 - 14:19
  188. lycopodium

    Le abilità mostrate con la prosa poetica del 1 agosto 2013 @ 12:46 non possono certo cancellare le prepotenze e le pretestuosità.

    1 Agosto, 2013 - 15:42
  189. discepolo

    Una grande artista francese, convertitasi e diventata monaca benedettina all’inizio del ‘900, madre Geneviève Gallois, così si esprimeva sulla crisi modernista, parlando della sua vocazione religiosa:

    “Cercavo avidamente di conoscere il dogma, questa Roccia, questo Acciaio infrangibile, questo Assoluto, sul quale mi sedevo con uno stupore meravigliato, perché non si piegava e non portava con esso, la necessità di cercare altre cose. La verità era là, inflessibile e totale: due cose che non avevo mai incontrato nelle opinioni fluttuanti nelle quali fluttuavo.

    Erano i tempi del Modernismo, del Sillonismo, del Femminismo, dell’Altruismo, del miglioramento del Proletariato, ecc… Sotto il pretesto della fraternità si faceva (e si fa ancora) una insalata di tutte le religioni, torturando il dogma per adattarlo a tutte le opinioni.

    In ognuna di queste divagazioni vi è una particella di verità, ma una particella staccata dal suo contesto e snaturata; la Verità così cucinata è più perniciosa dell’errore evidente. Il Padre Besse (il benedettino che la guidò nella conversione, ndr) mi diceva: “Il Modernismo ha adottato la terminologia del cattolicesimo svuotandola della sua sostanza”.

    La Religione non diventava che una sociologia, una morale umana, tendente a stabilire in questo mondo il migliore Modus vivendi possibile. Dio non sarebbe così che il distributore delle nostre comodità e l’esecutore delle nostre concezioni. È mettere la religione con i piedi in alto e la faccia a terra. Rimettiamola nella sua posizione normale: il viso alzato verso Dio che è il nostro unico scopo.” (Realité unique et éternelle, ed. Du cloitre 1980, pp.37-38)

    1 Agosto, 2013 - 15:48
  190. giuseppe2

    @lycopondium
    Le poche informazioni attendibili sulle motivazioni e il senso del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata provengono da persone che hanno diretta cognizione dei fatti, e smentiscono la narrazione che ne sta facendo la grancassa lefebvrista estesa. Si conferma quanto scrivevo sopra con “sussiego” (mi dispiace di aver dato questa impressione e mi scuso con tutti), e non risultano prepotenze o pretestuosità da parte della Santa Sede.
    L’importante davvero, dal mio punto di vista, è la splendida chiarezza dottrinale che va delineandosi nell’incipiente Magistero del Papa Francesco,c on riflessi operativi incisivi ed efficaci, a giusto detrimento di chi finora è riuscito – ingannando molti – a propagandare il capovolgimento testa sotto e piedi all’aria descritto da G. Gallois.

    leggete qui il commento n. 7
    http://www.totustuus.biz/showthread.php?t=4093

    1 Agosto, 2013 - 16:06
  191. lycopodium

    Mah, se le sue interpretazioni sono precise come il modo di riportare il mio nickname…

    1 Agosto, 2013 - 16:17
  192. lycopodium

    Sono andato a vedere donde proviene la citazione di Discepolo.
    Dico che una trascrizione più sobria e calzante della situazione la diede già papa Montini, nella famosa intervista a Guitton.
    E di lì non si esce.

    1 Agosto, 2013 - 16:21
  193. lycopodium

    Invece, il discorso al Celam non ha l’immaginifico di stampo bergogliano, sembra una sorta di mini-esortazione post-sinodale: tante tesine, molte anche ben fatte, ma su cui si fatica a creare una sintesi.
    Naturalmente la sintesi c’è, in chi la pronuncia e in chi la legge, ma si sente che è carente di qualcosina…
    In alcune anche di più del lecito: la tesi sulla tentazione pelagiana rappresenta davvero un’occasione mancata.
    Non dubito che i vescovi abbiano tratto frutto; e se si aspettavano qualche rimprovero, questo non è certo venuto da Pietro (forse solo dal coreografo del flash mob).

    1 Agosto, 2013 - 16:54
  194. Che collezione di siti di vedove e vedovi inconsolabili 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    1 Agosto, 2013 - 22:41
  195. manuel76,
    ma che fai ?

    detergi le lacrime dei coccodrilli con il mal di pancia ?????

    Medico pietoso uccide il malato !

    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    1 Agosto, 2013 - 22:46
  196. Intanto la mia cordile gratitudine per ubi che mi pensa e crede di scrivermi, grazie sempre per le sue belle espressioni verso di me.

    qualche signore gliene renda merito !

    1 Agosto, 2013 - 22:49
  197. manuel76

    Matteo..sinceramente sono un po’ allibito. Pensavo che le milizie del Papa R fossero fedeli al Papa in quanto tale. Ora invece voltan le spalle a Papa B con parole e argomentazioni che non mi sarei aspettato.

    1 Agosto, 2013 - 23:18
  198. Manuel,
    ma veramente pensavi che gliene fregasse qualcosa del papa a quellq gente ?

    A quelli interessa la pompa magna con liturgie misteriche o esoteriche che siano,
    il senso del mistero/nulla,
    in cui nascondere le proprie angosce.
    e Ratzinger gliele aveva dato in un partito da completare
    battezzandolo Summorum Pontificum.

    ADESSO i nodi vengono al pettine……

    A quelli della Chiesa non gliene fotte niente,
    per loro è importante
    far diventare chiesa
    la propria setta…….
    e
    Benedetto c’è entrato con tutte le scarpe….

    fantastico leggere con il senno di poi !!!!!!!

    Infatti, anvedi i risultati ??????
    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    Daiiii lassa perde……

    io passo a diimme er Nunc Dimittis
    e Bona notte.
    Abbracci

    1 Agosto, 2013 - 23:28
  199. Sara1

    Belli i tempi in cui l’unico libero pensatore era MAtteo….

    ADesso che spuntan su come funghi e’ diventato obsoleto esserlo
    🙂

    1 Agosto, 2013 - 23:34
  200. Sara1

    La Raffa ha chiuso e lo dico con stupore mi spiace per lei.

    1 Agosto, 2013 - 23:35
  201. Clodine

    Vorrei dire a manuel che si sbaglia: nella Storia della Chiesa ci sono stati anche papi eretici. Adriano VI, nel 1523 disse “Se per Chiesa Romana voi intendete il Pontefice, Egli erra quando insegna l’eresia a proprio giudizio o per decreto”. Giovanni XXII° fu un papa ereticissimo,ad esempio; un piccolo mostro in carica per ben 18 anni. Sosteneva che i defunti non vanno nell’aldilà, ma restano al di qua’ “sub altare Dei” (sotto l’altare di Dio) e soltanto dopo il Giudizio Universale essi saranno “super altare Dei” (sopra l’altare di Dio) mandò a morte un povero Domenicano solo perché professava la retta dottrina:che le anime dei giusti, cioé, vedono Dio immediatamente. Ma anche Paolo IV , Papa pelagio, e Papa Stefano II , il quale sosteneva che il matrimonio tra un uomo libero ed una schiava, anche se entrambi cristiani, poteva tranquillamente essere sciolto per permettere all’uomo di risposarsi (una specie di divorzio maschilista ante litteram)….eh ..ce ne sono talmente tanti che a parlarne non basterebbe un intera giornata!

    2 Agosto, 2013 - 7:12
  202. Clodine

    @ UNA intera giornata…

    2 Agosto, 2013 - 7:13
  203. lycopodium

    E guarda qua: http://www.30giorni.it/articoli_id_9739_l1.htm

    «Ma il suo più duraturo successo papa Benedetto XII lo riportò in campo teologico. «Il documento più importante del magistero ecclesiastico circa l’escatologia intermedia è senza dubbio la costituzione Benedictus Deus di Benedetto XII» (C. Pozo, Teologia dell’aldilà). A secoli di distanza, in qualunque trattato di escatologia si legge un giudizio simile. Non è cosa da poco, vista la presunzione che spesso accompagna i teologi.
    Bisogna partire da lontano per capire come e perché fu decisivo l’intervento di Benedetto XII sulla questione.
    Il suo predecessore si era lasciato andare a pericolose elucubrazioni, sostenendo in una serie di sermoni che le anime non conosceranno la perfetta beatitudine se non al momento dell’ultimo giudizio, quando saranno riunite ai corpi. Era una tesi che Giovanni XXII pretendeva poggiare sull’autorità di san Bernardo. Benedetto XII, ancora cardinale, non solo salvaguardò l’ortodossia di san Bernardo, dando un’interpretazione dei suoi scritti che gli rendeva giustizia, ma anche quella di Giovanni XXII, riducendo la sua tesi a una pura opinione personale su di una questione ancora non formalmente definita. Nel frattempo, mentre preparava quella definizione dogmatica che da allora fa testo al riguardo (cfr. Denzinger-Hünermann 1000-1002), corresse amabilmente il Papa fino a farlo ravvedere in punto di morte. Le parole che Eco nel Nome della rosa mette in bocca a Giovanni XXII sono quelle da lui effettivamente pronunciate, secondo la testimonianza dello stesso Benedetto, ma l’atmosfera in cui le situa è un debito pagato alla lettura convenzionale di quell’epoca, anzi… un credito acquistato.
    Non basta. Nel De statu animarum, un grande trattato in sei libri che uscì una volta che fu fatto papa, Benedetto affrontò da par suo – come teologo tomista, ma allo stesso tempo memore della lezione che san Bernardo aveva tratto dai Padri, in particolare Agostino – tutta la questione, lasciando intravedere fra l’altro una possibile via per comprendere correttamente, senza tradire né Tommaso né Agostino, come si possa parlare di un progresso dell’intensità della visione beatifica fra giudizio particolare e giudizio finale. Oggi che alcuni autori anche famosi sostengono un’assoluta coincidenza dei due momenti fino al punto da annullare il senso stesso del giudizio finale, potrebbe essere saggio valorizzare la dottrina di Benedetto, come d’altronde già indicava il padre Henri de Lubac (Cattolicismo, 81-92). »

    2 Agosto, 2013 - 9:23
  204. lycopodium

    Insomma, chiedendo scusa dell’espressione popolaresca, ecco un altro Benedetto che ha nobilmente salvato capra e cavoli…
    E ffncl a chi, in ciò, ci vede vedovanza.

    2 Agosto, 2013 - 9:27
  205. manuel76

    @ Clodine
    Grazie, sono sempre ammirato dalle tue puntuali citazioni di eventi storici. Sicuramente conoscere quello che è avvenuto in passato aiuta. 🙂

    Sono tutti esempi che risalgono però a cinque secoli fa.

    Non mi sembra però che in questo caso il Papa pecchi di eresia…non ancora.
    Il Papa ha tanti titoli.
    Quello che dicevo in un precedente post è che evitare di dire di sè “Io son il capo”, favorisce un avvicinamento e una collaborazione.
    Non solo non toglie nulla al fatto che lui sia il capo, anzi, aumenta la leadership!

    Sui francescani:
    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/vaticano-vatican-vaticano-26865/

    Se, a seguito di una decisione di cambiamento/ripristino non condivisa dalla maggior parte della comunità, ci sono lacerazioni interne, una guida saggia dice: “Torniamo alla situazione ante, vi mando in aiuto un confratello nella famiglia francescana.Questi ha facoltà di autorizzare caso per caso la messa tridentina!”
    Mi sembra che più equilibrato di così non potesse essere!!

    Le argomentazioni di De Mattei son pretestuose.
    Che ad un sostenitore della messa tridentina rughi il fatto che in un contesto venga abolita lo capisco. Ma se non si sforza di capire il perchè della decisione, visto che altrove è comunque consentita, non fa una grande riflessione, non credete?
    Se poi non considera che non è stata vietata, ma è comunque autorizzabile, fa cattiva informazione!

    2 Agosto, 2013 - 9:45
  206. lycopodium

    In ogni testo c’è un contesto e un pretesto…

    2 Agosto, 2013 - 9:56
  207. Sara1

    La questione dei FRancescani era iniziata sotto Benedetto mi pare.
    In effetti questi gruppi estremisti hanno reso un pessimo servizio al suo pontificato, ma proprio pessimo, riducendo la Tradizione ad una manciata d’anni tra l’altro.

    2 Agosto, 2013 - 10:11
  208. Clodine

    Grazie Lycopodium, bellissimi quei Link…l’argomento mi ha sempre tanto affascinato, ma..ti assicuro che anche oggi ci sono le eresie, più o meno mascherate, meno o più evidenti, di fatto qualche piccola -neppure troppo piccola- eresia serpeggia sempre, e ancora, dentro la Chiesa!

    2 Agosto, 2013 - 11:06
  209. Grazie a Manuel76 per esprimere con molta correttezza e precisione quello che è anche il mio – e sicuramente di tanti – pensiero.

    2 Agosto, 2013 - 17:19
  210. lycopodium

    3 Agosto, 2013 - 5:37
  211. il 30 luglio 2013 @ 15:39 ,

    il commentatore mi pensa…..

    pensi alla sua famigliola…..

    5 Agosto, 2013 - 22:03

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