Il grido del Papa sui giovani senza lavoro

“Il gran numero di disoccupati allarma, soprattutto quello dei giovani, che in alcuni paesi arriva al 50 per cento. E questo proiettato nel futuro ci fa vedere un fantasma: una gioventù disoccupata, che futuro può avere? Che rimane a questa gioventù. Le dipendenze, la noia, il non sapere cosa fare della propria vita, una vita senza senso, molto dura, il suicidio: le statistiche di suicidio giovanile non sono pubblicate nella loro totalità. O cercare in altri orizzonti, anche in progetti di guerriglia, un ideale di vita”: così ieri il Papa ai sindaci delle grandi Città riuniti in Vaticano sulle “migliori pratiche” per contrastare i cambiamenti climatici e le schiavitù moderne.

20 Comments

  1. petrus

    Ho amici senza lavoro e da alcuni mesi le cose non vanno bene nemmeno a me… speriamo bene ma davvero ti senti molto debole quando il lavoro scricchiola. Si perde molta serenità e almeno la fede aiuta a superare i momenti di avvilimento. Cominci a pensare se ce la farai a pagare il mutuo se il lavoro salta e soprattutto pensi alle alternative possibili.
    Ormai non esiste più nulla di stabile nel mondo del lavoro. Mi rendo conto che l’instabilità attuale mi spinge a cercare soluzioni e quindi è un periodo molto creativo. Questo mi piace e ho capito che nelle vita bisogna rischiare a volte per creare qualcosa di bello.
    Non bisogna vivere un licenziamento come una sorta di rifiuto da parte del mondo o come uno smacco al proprio orgoglio. Nella vita bisogna tener conto anche di questo ormai. Ma da lì bisogna darsi da fare e cercare nuove possibilità, mai arrendersi anche se non si è più diciottenni.
    Penso sempre che il mondo è grande e spazio ce n’è per tutti…

    22 Luglio, 2015 - 14:38
  2. Fabrizio Scarpino

    Essendo io un giovane/adulto attualmente senza lavoro, non posso che ringraziare papa Francesco.

    Un abbraccio a Petrus.

    P.S. Grazie a Luigi per aver inserito questo post.

    22 Luglio, 2015 - 15:36
  3. picchio

    La situazione è ulteriormente peggiorata dal avere spostato così avanti l’età della pensione. Ora i 55-60 occupano dei posti che potrebbero essere occupati da lavoratori più giovani.

    22 Luglio, 2015 - 15:43
  4. Lorenzo Cuffini

    Un abbraccio pieno di affetto e di vicinanza e di comprensione a Fabrizio.

    22 Luglio, 2015 - 22:45
  5. Claudia Floris/Leo

    Mi associo a Fabrizio e a Petrus nel ringraziare di cuore il Papa per la sensibilità che dimostra in campo sociale , soprattutto per lo sguardo attento, pragmatico, reale della sitiazione..che sembra invece mancare alla politica che tende ad edulcorare la pillola quasi che il problema non ci fosse. La disoccupazione è una mannaia che ti si abbatte tra capo e collo all’improvviso. Mio figlio ad esempio, assunto a tempo indeterminato dal 2004 , e mia nuora -collega di lavoro e ora moglie, padre e madre di una bambina di 4 anni e forse [sembrerebbe] uno/a in arrivo, affitto da pagare ecc- stanno vivendo il dramma: effetto jobs act, soppressione dell’articolo 18 e les jeux sont faits, rien ne va plus, la società finanziaria cambia livrea e voilà: nuove assunzioni, licenziamento in massa a meno che [per chi desiderasse restare]accettare il compromesso [più che capestro, infame] un part time di 5 ore lavorative con uno stipendio da fame [500 euro al mese] altrimenti, che accetti una piccola buonauscita e si cerchi un altro impiego…meglio che la morte certa.
    Mah, che dire…abbattersi non serve -lo dico a me stessa in primis a Fabrizio e ai tanti che si trovano nella stessa situazione- seguiamo il consiglio della mia nipotina la quale, nel vedere i genitori pensierosi, esordì con una frase sorprendete:
    ” avrei una brillante idea: perché non facciamo una bella preghierina a Gesù, di certo , Lui, ascolterà!”, quando si dice ” dalla bocca dei bimbi e dei lattanti…”
    Confidiamo in Dio e nella Divina Provvidenza, ci ho sempre creduto, e continuerò a crederci.

    23 Luglio, 2015 - 9:29
  6. Claudia Floris/Leo

    Anche se il pensiero di un figlio in difficoltà fa perdere il sonno…lo ammetto. ..

    23 Luglio, 2015 - 9:49
  7. picchio

    mi spiace molto per tuo figlio Claudia e spero che presto riesca a trovare un altro lavoro, retribuito il giusto.E’ una cosa vergognosa leggere di questi “stipendi”.
    Anche mio marito ha perso il lavoro a maggio, naturalmente lui non rientra tra i giovani, ma tra i troppo giovani per andare in pensione.
    Era quadro in una multinazionale, cambio di proprietà, cambio di dirigenti che hanno portato i loro uomini/ donne con stipendi dimezzati rispetto a chi ricopriva lo stesso posto in precedenza.
    Grazie a Dio io ho un lavoro, abbiamo risparmiato in questi anni per cui per ora ce la caviamo, vedremo cosa sarà in futuro.

    Ricorderò tuo figlio nelle preghiere, quando dirò il rosario lo farò ricordando tuo figlio, Petrus e Fabrizio, oltre a mio marito. Una Mamma non può dimenticarsi dei suoi figli.

    23 Luglio, 2015 - 15:18
  8. Fabrizio Scarpino

    Un abbraccio di gratitudine a Lorenzo, Claudia e picchio

    23 Luglio, 2015 - 16:49
  9. petrus

    Grazie picchio. In certi casi pregare l’uno per l’altro è la cosa migliore che possiamo fare. Io prego spesso la Madonna che scioglie i nodi. Che ci aiuti a sciogliere i nodi delle nostre vite.

    23 Luglio, 2015 - 18:27
  10. Claudia Floris/Leo

    Grazie Picchio per la solidarietà che mi dimostri. Anch’io Prego molto…non soli per i mie. ..ma per tutti. ..per tutti voi.

    23 Luglio, 2015 - 19:52
  11. Fa bene papa Francesco a dire le cose in modo chiaro e semplice.
    Su questi temi è imbattibile.
    (E si sta facendo un mare di nemici, ma come disse Giulio Cesare, molti nemici molto onore)

    24 Luglio, 2015 - 12:36
  12. Per quel che può servire, ai giovani, ai disoccupati, ai senza lavoro, tutta la mia solidarietà.
    Precarietà = schiavitù .
    Come nei tempi antichi.
    Lo si dica chiaramente!

    24 Luglio, 2015 - 12:38
  13. Papa FRancesco predica a tutti di passarsi la mano per la coscienza.
    (Che poi bisogna avercela, la mano, e anche la coscienza.)

    24 Luglio, 2015 - 12:40
  14. Fides

    Grazie a Petrus, Lorenzo, Clodine e Picchio e tutti.
    Questo blog che spesso assomiglia un ring ha la straordinaria capacità profondamente cristiana di radunare tutti attorno alle difficoltà di qualcuno.
    Non sono un gran pregatore, anzi, ma capisco come venga naturale e sia bello potersi rivolgere con fiducia al Cielo e chiedere…. a colui che affermò “Chiedete e vi sarà dato”.
    Ho la sensazione che questo mondo insensato andrà prima o poi a sbattere violentemente contro le contraddizioni e le ingiustizie che ha generato.
    Credo che contribuire alla costruzione di un mondo più equo e più giusto, dove il cinismo e l’egoismo cedano il passo a compassione e solidarietà sia l’unico motivo per cui alla fine, credenti o no, valga la pena vivere.

    24 Luglio, 2015 - 14:26
  15. germano turin

    Prima di tutto vorrei ringraziare Papa Francesco, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, per la sua sensibilità verso tutti, quindi anche verso il lavoro, che oggi non è un problema da poco.
    Di certo la gestione del lavoro non fa parte delle mansioni di Papa Francesco: quindi lui si fa, giustamente, portavoce di quella moltitudine di persone che un lavoro non ce l’ha.
    Questo premesso vorrei chiedermi (e chiedervi): ma cos’è oggi “il lavoro”? E soprattutto: come si preparano i giovani di oggi a entrare nel mondo del lavoro?
    Perché vedete: bisognerebbe avere il coraggio di guardare la verità in faccia e chiamare le cose col loro nome reale.
    Noi proveniamo da oltre mezzo secolo di cultura nella quale “lavoro” era sinonimo di “reddito”: ciome dire che, quando si chiedeva “lavoro” in realtà si chiedeva “reddito”.
    Oggi sono due cose diverse.
    Nell’immediato dopoguerra, in Italia, si verificò quel fenomeno che venne anche definito “miracolo economino”: fu un avvenimento che di “miracoloso” aveva poco o niente e di economico ancora meno.
    Per cominciare a uscire dalla guerra che aveva distrutto tutto venne ideato il cosiddetto “debito pubblico”: lo Stato si faceva prestare soldi tramite l’emissione di Titoli (BOT – BTP – CCT -CTZ … e via elencando). Molti di questi soldi vennero dati agli industriali per costruire fabbriche per far lavorare la gente e, in un primo tempo,quando la mano d’opera costava poco, ci fu veramente una ricostruzione poderosa.
    Dopo qualche decennio però cominciarono i guai: non si tenne conto che l’emissione dei Titoli di Stato non avrebbe potuto durare all’infinito, molti (troppi) di quei soldi furono dilapidati da una classe potitica, industriale e sindacale miope, avida, arraffona, corrotta, prepotente e spesso incapace.
    Il guaio finale fu che, quando il Debito Pubblico arrivò ad essere uguale al PIL gli interessi cominciarono a salire e non si riusciva più, non dico a racimolare altra moneta, ma nemmeno a pagare gli interessi del debito pregresso.
    Contemporaneamente arrivò anche la globalizzazione che imponeva, per sopravvivere, una produzione a basso costo e ad elevata qualità: tutte cose alle quali “l’Italia che contava”, non aveva pensato quando doveva pensarci.
    Morale della favola: i costi dei nostri prodotti, sul mercato globale, non sono più competitivi, gli industriali vogliono continuare a guadagnare e sono imbufaliti perché lo Stato non dà loro i soldi che in passato dava generosamente e, in mezzo, ci stanno i giovani per i quali gli sbocchi al lavoro passano da un colapasta i cui buchi sono sempre più stretti e sempre di meno.
    Nei decenni precedenti, come dicevo, “lavoro” era sinonimo “anche” di “reddito”, tanto alla fine pagava sempre lo Stato.
    Oggi non è più così: bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, ma non solo.
    Bisognerebbe avere l’ulteriore coraggio di sedersi un attimo, esaminare a fondo il problema e cercare delle soluzioni che siano possibili oggi. Il tutto però fatto da persone capaci e coi piedi per terra. Non certo da persone come Landini che continua a dire “Bisogna fare gli investimenti” senza pensare che, oggi più di ieri, nessuno fa “investimenti” cioè rischia soldi, senza prospettive di guadagno.
    Se invece vogliamo continuare a lamentarci andiamo avanti così, coi tlak show televisivi dove tutti sono capaci di fare tuttto. A parole, naturalmente.

    24 Luglio, 2015 - 19:18
  16. Sara1

    Scusate ragazzi non avevo seguito questo post.

    Un abbraccio a Picchio, Fabrizio e Claudia, sperando che possa passare questo momento che non passa mai.

    E un grazie a Francesco che da voce a tutti.

    24 Luglio, 2015 - 20:10
  17. Fabrizio Scarpino

    Grazie a Ubihumilitas e Sara1.

    24 Luglio, 2015 - 22:19
  18. picchio

    Grazie fides e sara

    24 Luglio, 2015 - 22:44
  19. Mario75

    @germano turin
    Sui temi di debito e lavoro ti consiglio questa intervista ad Alberto Bagnai (dura un’ora):
    https://youtu.be/uAGhz_QOKS8

    Su YouTube si trovano anche sintesi brevi di interventi di Bagnai in TV, tipo questa:
    http://youtu.be/9TEGK7Mx4Qg

    25 Luglio, 2015 - 1:02
  20. germano turin

    Ve la ricordate la poesia di Pascoli: “La quercia caduta”?

    “Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
    ognuno col suo grave fascio va.
    Nell’aria, un pianto… d’una capinera

    che cerca il nido che non troverà.”

    Ecco, noi oggi siamo nelle condizioni in cui qualcuno loda, qualche altro taglia e riesce a recuperare ancora qualche “grave fascio” da portare a casa alla sera.

    Una grossa parte del popolo si trova però nelle condizioni della capinera.

    Il guaio più grosso è che, sia chi loda sia chi taglia, prima o poi si troverà a sua volta nelle condizioni della capinera, dato che la quercia non è infinita.

    Però spera che ci siano altre capinere che cercano il nido prima che tocchi a lui e spera che, nel frattempo, ci siano qualcuno che pianti un’altra quercia.

    Ma non è un’impresa facile, così come non è detto che ci sia in giro un’altra quercia da piantare simile a quella che è stata abbattuta…

    25 Luglio, 2015 - 12:08

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