Il Regno è come un seme che cresce a nostra insaputa

Immagine dal sito “La buona notizia”. Nei commenti la scheda in vista della lettura di Marco 4, 21-34 che faremo nel collegamento di domani di Pizza e Vangelo. Attenzione: si tratta in parte dello stesso Vangelo proclamato nella Messa di oggi. Sempre nei commenti, l’invito dei visitatori a partecipare

16 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Il più piccolo dei semi. Leggiamo stavolta un brano che raccoglie detti sparsi di Gesù – consistenti in similitudini e brevi parabole – posti in sequenza dall’evangelista per il comune riferimento alla predicazione del Regno e alla sua crescita nascosta e sorprendente. Il brano termina con un sommario – o riepilogo – dell’evangelista che funge da conclusione dell’intera sezione sulla predicazione in parabole del rabbi di Galilea.
    Incentreremo l’attenzione sulla parabola del seme che germoglia e cresce all’insaputa del contadino che l’ha seminato e su quella che lo segue riguardante il granellino di senape che “è il più piccolo di tutti i semi” ma è capace di dare vita al “più grande di tutti gli ortaggi”. Sono due parabole narrate per incoraggiare i discepoli alla semina evangelica. La volta scorsa avevamo visto che nel segno dell’incoraggiamento all’audacia apostolica potevamo già leggere la parabola del seminatore.

    13 Giugno, 2021 - 18:54
  2. Luigi Accattoli

    Cinque parabole del seme. Nella interpretazione dell’insieme delle parabole del seme ci faremo guidare dal cardinale e biblista Carlo Maria Martini, che nel volume Perché Gesù parla in parabole? (EDB – EMI 1985) ha un capitolo intitolato “Le cinque parabole del seme” [seminatore, seme che cresce da solo, seme di senape, pugno di lievito, grano e zizzania] e un altro intitolato “La forza delle parabole del seme”. Martini così presenta quella forza: Il Regno c’è, ed è in Gesù; il Regno è inarrestabile, niente può fermarlo; il Regno è qui, è adesso (p. 79).
    Ci fermeremo in particolare sulla parabola del seme che germina e cresce all’insaputa di colui che l’ha gettato sul terreno: perché è una parabola esclusiva di Marco – e dunque meno frequente nella divulgazione liturgica e omiletica – e perché aiuta a cogliere un elemento sensibile della nostra situazione di seminatori del Verbo che vivono il momento storico della non visibilità: quello che intercorre tra la semina e la mietitura.

    13 Giugno, 2021 - 18:55
  3. Luigi Accattoli

    Nell’abbandono generazionale. In questo nostro tempo è forte la tentazione di percepire come sterile quanto si è seminato e dunque oggi ci è tanto più prezioso l’incoraggiamento a confidare nella capacità del seme di germogliare e crescere in modalità e misure inaspettate.
    Per i lettori del Vangelo di Marco l’avvertenza di quel seme che per forza propria – ma in diretta emanazione dalla potenza messianica del Cristo – cresce nel nascondimento era finalizzata a rafforzarli nella situazione di persecuzione che si andava profilando sull’intero scenario mediterraneo. Per noi – cristiani delle Chiese antiche oggi in rapido calo di consenso numerico e sociale – potrebbe avere la finalità di aiutarci a resistere alla tentazione della resa, nel dilagare dell’abbandono generazionale della fede ricevuta dai padri.

    13 Giugno, 2021 - 18:58
  4. Luigi Accattoli

    Marco 4, 21-34. Diceva loro: “Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? 22Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. 23Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!”.
    24Diceva loro: “Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. 25Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”.
    26Diceva: “Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura”.
    30Diceva: “A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra”.
    33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa
    .

    13 Giugno, 2021 - 18:58
  5. Luigi Accattoli

    Non c’è pizza che tenga. Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 18 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora la pizza non c’è ma il nome è sempre quello: i nomi durano più delle cose.

    13 Giugno, 2021 - 19:01
  6. Luigi Accattoli

    Venga chi vuole. Siamo un gruppo di una ventina di lettori della Bibbia che da quasi vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli e ora stiamo leggendo il Vangelo di Marco. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, mi scriva in privato [andando alla finestra “manda un’email” che è sotto la mia foto] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di lunedì 14 giugno. L’ultimo appuntamento fu lunedì 31 maggio e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 5 giugno. Invito chi già partecipa a cercare nuovi pizzaroli.

    13 Giugno, 2021 - 19:03
  7. maria cristina venturi

    Il granello di senape e’menzionato anche dal Vangelo di Luca : 17,5-10 In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: «Sràdicati e vai a piantarti nel mare», ed esso vi obbedirebbe..
    Anche in questo caso il paragone e’fatto con la piccolezza del granello di senape “”il piu’piccolo di tutti i semi che sono sul terreno”.
    La fede e’ il piu’ piccolo di tutti i semi che sono nel cuore dell’uomo eppure i suoi effetti poi sono i piu’grandi e miracolosi. Noi non abbiamo fede neppure piccola come un granello di senape perche’nessuno di noi fa miracoli . I miracoli li fa la fede: a ciascuno dei miracolati del Vangelo Gesu’ dice “Va’la tua fede ti ha salvato “Cioe’non la potenza del taumaturgo ma la fede salva . Non la bonta’ o l’impegno del’ supplicantee dell’ orante ma la fede salva. Gesu’non loda mai nessuno nei Vangeli se non per la fede .
    Il granello di senape non si vede si vedono i suoi effetti ” fa rami così alti che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra”. Cio’significa che la fede ha fatto costruire le cattedrali , i monasteri,e tutti i rami dei grandi ordini che poi si sono sparsi per il mondo a portare a tutti gli uomini la buona novella. All’ombra di questo grandioso e ramificato
    Albero della fede hanno fatto il nido in tanti.
    Oggi la fede , il granello di senape, il piu’ piccolo fra i semi, che fine ha fatto ?

    14 Giugno, 2021 - 8:42
  8. maria cristina venturi

    Oggi la fede nei miracoli ‘,i pellegrinaggi a Lourdes , ecc, vista come “superstizione” e come ignoranza popolare. Eppure il Vangelo e’ proprio dei poveri di spirito la cui fede , ingenua ma salda , come quella del Cieco di Gerico , fa compiere i miracoli :
    . Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”. Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. Chiamarono il cieco, dicendogli: “Coraggio! Àlzati, ti chiama!”. Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. E il cieco gli rispose: “Rabbunì, che io veda di nuovo!”. E Gesù gli disse: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.» (Mc 10, 46-52)

    14 Giugno, 2021 - 8:57
  9. Lorenzo Cuffini

    Toh, guarda.
    Pensavo che il fondamento della Fede cattolica fosse piantato e statuito nel Credo.
    Invece, apprendo leggendo qui sopra che fondamento del cattolico è la credenza nei miracoli e nei pellegrinaggi a Lourdes.
    Come scambiare la testa con la coda.

    14 Giugno, 2021 - 10:13
  10. Lorenzo Cuffini

    “Oggi la fede , il granello di senape, il piu’ piccolo fra i semi, che fine ha fatto ?”
    Ha fatto la fine che sta facendo da 2000 anni all’incirca a questa parte. Se ne hanno manifestazioni maiuscole e violente negazioni. Poi c’è una vastissima area grigia in cui non si capisce se ci sia o non ci sia, e , se c’è, in cosa consista. Esattamente come da 2000 anni in qua succede. Chi si cullasse ( manco a direlo) nel rimpianto dei pei tempi andati, dovrebbe un attimo considerare che quei tempi che si vorrebbero aurei , quelli della cd. ” civiltà cristiana ” hanno avuto grandi splendori e marciume a gogò, esattamente come sempre è stato. Non per niente Papa Giovanni Paolo II , entrando nel terzo millennio della cristianiotà, ha condotto la Chiesa tutta a prendere coscienza e a chiedere perdono di colossali magagne, riprovevoli colpe, bagni di sangue e così via di cui i cattolici sono stati protagonisti primari, proprio in nome di quella fede di cui han fatto, in quei casi, strame.
    Le cattedrali si edificano anche adesso, e non è che quando si edificavano nei secoli passati fossero miracoli di fede: molte volte avevano alle spalle storie di potere, soldi, intrighi vari e umanissime vicende assai poco spirituali. Cosa ci stiamo raccontando? Gli ordini religiosi nascono anche ora. Prolificano i martiri, il più delle volte misconosciuti, mica leoncelli da tastiera come noi. Abbondano i santi, esattamente come abbondano e sovrabbondano i peccatori. Come è sempre stato e sempre sarà.
    Forse, questione m,eno oziosa, invece di porsi la domanda da bar “oggi la fede che fine ha fatto”, ci si potrebbe asai più realisticamente porre la domanduzza: “oggi, la MIA fede, che fine ha fatto?”
    Vedi comne sparisce il bar, e come ti trovi dritto sul calvario, altro che palle.

    14 Giugno, 2021 - 11:06
  11. Lorenzo Cuffini

    Un’ultima cosa sull’ argomento “miracoli e fede” e “fede nei miracoli”: questo fatto che, caspita, il miracolo uno se lo guadagna, no?
    Conseguenza di questo ragionamento: non hai ricevuto il miracolo? Fijo mio bello, chettedevodì? Nun c’hai abbastanza fede, colpa tua che non credi abbastanza.
    Sai quante persone devastate, quante fedi perse, quanto odio verso Dio raggiunto attraverso questa aberrazione? Così, noi, con tutta questa omiletica sventata, gettiamo sulle spalle dei traballanti sotto il peso della croce, il carico da 90 di un inutile, cretino, crudelissimo senso di colpa indotto.
    Basterebbe attenersi a quello che la Chiesa, non a caso PRUDENTISSIMA in materia di miracoli e dintorni, ripete da duemila e subia anni. Il miracolo è un segno, non un fine, E’ gratuitamente e misteriosamente concesso (tanto che , in molti casi, a viste umane, in modo del tutto capriccioso ) in rari e imprevedibili casi. NON CI SONO EQUAZIONI facili facili, come ci vorrebbero far credere a ogni generazione , tra fede e guarigioni, fede e salvataggi, fede e miracoli. Se fosse cos’, il cristianesimo dovrebbe essere archiviato come la maggior truffa della storia dell’umanità. Sai la pletora di richiedenti il miracolo? Sai il numero ridicolmente ( in senso matematico e statistico) di quelli ottenuti ( al netto di tutto il ciarpame fasullo che viene contrabbandato come tale?) Una roba che sarebbe ed e’ scandalosa, se si continua a far passare l’idea che il miracolo è il centro della fede. Semplicemente, NON E’ AFFATTO COSI’.
    Quindi io abbraccerei , anzi abbraccio , tutte le persone che in questo momento stanno chiedendo disperatamente, con una ostinazione e una fede “titanica”, un miracolo che credono possibile, e che non vedono arrivare. Abbraccerei due volte quelli che lo hanno chiesto, e non lo hanno ottenuto manco per niente. Dio è innocente di tutto questo, Dio, il Dio crocifisso e piantato in croce, che incontreremo faccia faccia mani e pedi e costato trafitti come sono o sono stati trafitti il vostro corpo o il vostro cuore, non vi “ha negato” nulla, men che menolo ha fatto per la vostra presunta scarsa fede.

    14 Giugno, 2021 - 11:24
  12. eri sera, durante la conferenza in streaming, ho citato mons. Ivo Baldi, originario di Città di Castello e vescovo in Perù, morto di Covid. pochi giorni fa. Ieri sera ho detto che don Ivo mi ricordava la figura del seminatore; oggi mi richiama la figura del seme. Nei giornali di oggi leggo che don Ivo asseriva che il lockdown è un lusso negato ai più poveri. Don Ivo ha continuato la sua missione di vescovo affrontando la morte così come la affrontava il suo gregge. E’ stato un seme che, morendo, ha lasciato dietro di è un frutto sovrabbondante.
    https://www.agensir.it/quotidiano/2021/6/14/mons-ivo-baldi-mons-cancian-citta-di-castello-esemplare-testimonianza-di-vita/

    15 Giugno, 2021 - 19:36
  13. Voglio tornare sul problema dei miracoli, raccontando un fatto vero. Un mio amico da non credente è andato a Lourdes ed è tornato credente. Al momento del bagno in piscina aveva formulato la preghiera di essere risanato da una sua difficoltà fisica. Questo miracolo non si è verificato. L’accompagnatore che lo seguiva gli ha detto: “Credi di non aver ricevuto il miracolo, e invece il miracolo c’è, ma non è quello che tu chiedevi”. Ed effettivamente al mio amico è nata una nipotina, desideratissima e poi amatissima, che sembrava non potesse nascere. Quindi il mio amico si è persuaso di avere ricevuto un miracolo molto più grande di quello che chiedeva!

    15 Giugno, 2021 - 20:58
  14. alphiton

    Mi permetto di riportare il commento di Don Cristiano Mauri al passo di Luca, 6, 36-38 . Mi sembra che abbia una qualche attinenza col tema sollevato da Cuffini.

    Tra le misericordie da vivere ci sono forse anche quelle da usare con Dio?

    Per perdonarGli di non essere quel che ci parrebbe giusto fosse.

    Di non essere miracolosamente intervenuto quando glielo abbiamo chiesto.
    Di non aver abbondantemente dato quando ne avevamo bisogno.
    Di essere rimasto in rigoroso silenzio quando la sua presenza ci avrebbe rincuorato.

    Non glielo si perdona facilmente di non essere quello che vorremmo fosse.

    Giuda non gliel’ha perdonata al Cristo.
    A ben vedere, inizialmente nemmeno gli altri.
    E, prima o poi, quella rabbia lì contro il Signore la proviamo tutti.

    Ma in fondo c’è da perdonarla anche a Dio.
    Consentirgli di essere lontanissimo dalle nostre (pre)comprensioni.

    Come si fa con il prossimo, a cui, con la misericordia, si apre uno spazio perché possa essere quel che è, senza giudizi o condanne pendenti. Senza sentirsi trattarlo come un pregiudicato solo per aver deluso le nostre aspettative.

    Come i figli fanno a un certo punto della vita con i padri e con la madri.
    In quel passaggio di crescita a volte molto bello e altre doloroso, per alcuni facile e per altri – in certi casi drammatici – quasi impossibile, con cui si tenta di perdonare loro di non essere quel che si era sognato fossero.

    C’è da usare misericordia anche con il Dio della Misericordia.

    E diventare un po’ più grandi anche nella fede.

    21 Giugno, 2021 - 21:53

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